lunedì 21 settembre 2026

“Dompé a L’Aquila. Dall’Italia al mondo”: dal 26 settembre al Palazzo dell’Emiciclo la storia di un’azienda che ha scelto L’Aquila. Ingresso libero

Dalla farmacia ottocentesca di Piazza della Scala a Milano al polo produttivo e scientifico di Campo di Pile, capace di produrre 700 milioni di dosi l’anno e di raggiungere oltre 40 paesi nel mondo. Il percorso espositivo “Dompé a L’Aquila. Dall’Italia al mondo” ricostruisce oltre un secolo di storia di Dompé, azienda biofarmaceutica italiana di rilevanza internazionale, restituendo alla città dell’Aquila la memoria di un legame industriale e scientifico che dura ormai da oltre trent’anni.


La mostra, promossa dalla Fondazione Dompé con il patrocinio del Comune dell’Aquila e del Consiglio Regionale dell’Abruzzo, si inserisce nel programma dell’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 ed è ospitata nelle sale del Palazzo dell’Emiciclo — sede del Consiglio Regionale dell’Abruzzo, nel cuore del centro storico aquilano.

  • L’apertura è sabato 26 settembre alle ore 15:00. Nei giorni successivi la mostra è visitabile dalle 8:30 alle 19:30 fino al 2 ottobre 2026. L’ingresso è gratuito.

Il percorso: dall’archivio storico al presente

Il cuore dell’esposizione è costituito da oltre 50 testimonianze — fotografie, documenti e materiali provenienti dall’Archivio Storico della Fondazione Dompé — arricchite da contenuti multimediali che ampliano il racconto e offrono al visitatore un’esperienza di fruizione contemporanea.

Il percorso narrativo parte dalle origini: la Farmacia Centrale Dompé di Piazza della Scala, aperta a Milano alla fine dell’Ottocento, primo capitolo di una storia imprenditoriale che nel corso del Novecento si trasforma in un’azienda farmaceutica di rilievo internazionale.

L’Aquila nel racconto Dompé: Campo di Pile

Una sezione specifica è dedicata al legame tra Dompé e L’Aquila, avviato nel 1993 con l’apertura dello stabilimento di Campo di Pile. Quello che nasce come impianto produttivo diventa nel tempo uno dei poli industriali e scientifici più avanzati d’Europa nel settore biofarmaceutico: oggi conta più di 300 dipendenti, una capacità produttiva di 700 milioni di dosi e 45 milioni di confezioni l’anno, destinate a oltre 40 paesi nel mondo.

Il polo dell’Aquila non è dunque solo una realtà produttiva locale: è un punto di eccellenza che collega il territorio aquilano ai mercati farmaceutici globali, testimoniando come l’Aquila sia anche un distretto dell’innovazione scientifica e industriale.

La Fondazione Dompé e l’Archivio Storico

La mostra è promossa dalla Fondazione Dompé, nata nel 2020 su iniziativa di Sergio Dompé, Presidente esecutivo dell’omonima azienda biofarmaceutica. La Fondazione persegue due obiettivi principali: abbattere le barriere socioeconomiche all’accesso all’istruzione universitaria e promuovere lo sviluppo delle professioni del futuro nelle discipline STEM — con particolare attenzione alle scienze della vita.

La Fondazione gestisce inoltre il progetto dell’Archivio Storico Dompé — avviato anch’esso nel 2020 — con l’obiettivo di tutelare e valorizzare la memoria di un’azienda che ha sempre fatto dell’innovazione il proprio motore. L’archivio è la fonte principale dei materiali in mostra.

Informazioni pratiche

  • Mostra Dompé a L’Aquila. Dall’Italia al mondo
  • Apertura Sabato 26 settembre 2026, ore 15:00
  • Chiusura Venerdì 2 ottobre 2026
  • Orari (dom-ven) 8:30–19:30
  • Sede Palazzo dell’Emiciclo, L’Aquila
  • Ingresso Libero
  • Promossa da Fondazione Dompé
  • Patrocini Comune dell’Aquila · Consiglio Regionale dell’Abruzzo
  • Nell’ambito di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026
Mostra promossa dalla Fondazione Dompé con il patrocinio del Comune dell’Aquila e del Consiglio Regionale dell’Abruzzo, nell’ambito del programma dell’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026. - L'Aquila 2026

Gaeta | Teatro Ariston, stagione 2026/2027

Tutti gli Appuntamenti della Nuova Stagione del Teatro Ariston Gaeta.

Il Comune di Gaeta e ATCL – Circuito Multidisciplinare del Lazio, sostenuto dal Ministero della Cultura e dalla Regione Lazio, presentano la Stagione teatrale 2026-2027 del Teatro Ariston di Gaeta.
Biglietti su www.aristongaeta.it
Sei spettacoli in abbonamento e due appuntamenti fuori abbonamento compongono un cartellone che attraversa musica, comicità, grande teatro d’autore e drammaturgia contemporanea, affidandosi ad alcuni dei più apprezzati interpreti della scena italiana.
  • venerdì 20 novembre 2026 alle ore 20.45, sarà “Massimo Lopez Show”.one man show di musica, swing e comicità, di e con Massimo Lopez, con la Jazz Company e la direzione musicale del Maestro Gabriele Comeglio. Uno spettacolo che unisce musica e ironia, eleganza e ritmo. Con i grandi classici dello swing americano, canto, imitazioni e racconti, in una serata di intrattenimento e raffinate emozioni.
  • Lunedì 7 dicembre 2026 alle ore 20.45 andrà in scena “Buongiorno, Ministro!”, con Enzo Iacchetti e Carlotta Proietti, e con Ermenegildo Marciante, Loredana Piedimonte e Gigi Palla, per la regia di Ferdinando Ceriani con una Commedia dal Finale Sorprendente.
  • Martedì 19 gennaio 2027 alle ore 20.45 sarà la volta di “Il sindaco del Rione Sanità” di Eduardo De Filippo, diretto e interpretato da Geppy Gleijeses con un opera che affronta temi profondi come il potere, la giustizia privata e l’onore.
  • Lunedì 8 e Martedì 9 febbraio 2027 alle ore 20.45, Carlo Buccirosso presenterà “L’esorcismo di Don Tonino”, scritto, diretto e interpretato dallo stesso Carlo Buccirosso che trasforma ancora una volta il quotidiano in qualcosa di straordinario. Dietro la comicità travolgente e i dialoghi serrati, lo spettacolo propone una riflessione sull’uomo, sulle sue paure e sul bisogno di credere in qualcosa che vada oltre sé stesso.
8 FEBBRAIO IN ABBONAMENTO
9 FEBBRAIO FUORI ABBONAMENTO
  • Venerdì 26 febbraio 2027 alle ore 20.45 andrà in scena “23 Ore e Mezza” di Carey Crim, con Giorgio Marchesi e Deniz Ozdogan, e con Elisa Lucarelli, Tommaso Bernabeo e Pierfrancesco Massi, per la regia di Davide Sacco. Una storia sul dubbio, sulla fiducia e sul prezzo da pagare per rimanere uniti quando tutto sembra crollare.
  • venerdì 12 marzo 2027 alle ore 20.45 con “Gente Distratta – Pino Daniele Tribute Band”.
Il concerto rende omaggio al grande musicista partenopeo attraverso le sue canzoni, accompagnate da parole e atmosfere che ne ripercorrono i momenti più significativi della carriera.
SPETTACOLO FUORI ABBONAMENTO
  • martedì 30 marzo 2027 alle ore 20.45 con “Quasi quasi ci ritento”, scritto, diretto e interpretato da Paolo Caiazzo. Tra viaggi nel tempo, nostalgia degli anni Novanta ed equivoci, la commedia affronta una domanda universale: quale prezzo saremmo disposti a pagare per cambiare una scelta del passato?
INFO:
Teatro Ariston Gaeta
Piazza della Libertà 19
Tel. 0771463067
Whatsapp 351 6464100
www.aristongaeta.it - info@aristongaeta.it
La stagione 2026/2027 rinnova l'impegno del Comune di Gaeta e di ATCL nella promozione di una programmazione teatrale capace di alternare grandi protagonisti della scena nazionale, testi della tradizione e nuove produzioni, offrendo al pubblico un percorso culturale ricco e coinvolgente.
ATCL - Circuito Multidisciplinare del Lazio 

venerdì 11 settembre 2026

Seregno - Giardino “Giulio Regeni” della Biblioteca Civica "Ettore Pozzoli"| Pazza Idea, mostra di arte contemporanea

Dal 19 settembre all’8 ottobre il Giardino “Giulio Regeni” della Biblioteca Civica "Ettore Pozzoli" ospiterà Pazza Idea, mostra di arte contemporanea promossa dall’associazione Jam Factory in occasione della 22ª Giornata del Contemporaneo, iniziativa nazionale indetta da AMACI.

Curata dal direttivo artistico dell’associazione, composto da Rita Bagnoli, Giovanna Camera, Chiara Di Salvo, Antonella Gerbi ed Elisabetta Urso, la mostra presenta 11 installazioni dedicate all’esplorazione del processo creativo e delle dinamiche che accompagnano la nascita di un’opera d’arte.

Attraverso un percorso immersivo e suggestivo, Pazza Idea rappresenta metaforicamente la mente dell’artista, tra intuizioni, dubbi, errori, associazioni e improvvise illuminazioni.

L’esposizione invita il pubblico a entrare nell’universo dell’immaginazione e a scoprire i meccanismi, spesso invisibili, che precedono e alimentano la creazione artistica.

Ad arricchire il programma sono previsti numerosi eventi speciali a ingresso gratuito.

Inaugurazione sabato 19 settembre ore 11

Eventi speciali

  • sabato 19 settembre ore 12

TrattoUnico Experience Lab a cura di Rosalba Minniti

  • sabato 26 settembre ore 10.30

Incontro con l’artista Alberto Casiraghy editore di Pulcinoelefante

  • giovedì 8 ottobre ore 17

Finissage con TrattoUnico Experience Lab a cura di Rosalba Minniti

Orari di apertura

lunedì 14 - 18.30

da martedì a sabato 9 - 18.30  Biblioteca Civica Ettore Pozzoli - Seregno

martedì 8 settembre 2026

𝐀 𝐅𝐨𝐫𝐦𝐢𝐚 𝐥’𝐚𝐩𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐯𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐗𝐗𝐗𝐈𝐈𝐈 𝐞𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 “𝐋𝐢𝐛𝐫𝐢 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐎𝐧𝐝𝐚”

𝐕𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 𝟏𝟏 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞, 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐫𝐞 𝟐𝟏.𝟏𝟓, 𝐚𝐥𝐥’𝐀𝐫𝐞𝐚 𝐀𝐫𝐜𝐡𝐞𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐩𝐨𝐬𝐞𝐥𝐞, 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐚𝐠𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐀𝐧𝐧𝐚 𝐅𝐨𝐚 𝐞 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐠𝐢𝐨 𝐙𝐚𝐧𝐜𝐡𝐢𝐧𝐢.

Si conclude a Formia, nella suggestiva cornice dell’Area Archeologica di Caposele, la XXXIII edizione di “Libri sulla Cresta dell’Onda”, storica rassegna culturale nata proprio nella città del Golfo e divenuta negli anni un importante appuntamento per il panorama italiano.

L’ultimo incontro è in programma venerdì 11 settembre alle ore 21.15 e vedrà protagonisti @Anna Foa e Giorgio Zanchini, due autorevoli esponenti del mondo culturale e giornalistico italiano.

A venticinque anni dagli attentati dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle di New York, la serata offrirà l’occasione per riflettere sulla memoria, sulla storia, sulla giustizia e sulle grandi questioni del presente, attraverso le opere dei due ospiti.

Anna Foa presenterà “Mai più”, un saggio che parte dal significato dello slogan nato dalla memoria della Shoah per interrogarsi sul suo valore universale e sul rapporto tra memoria storica, antisemitismo, conflitti e contemporaneità. Giorgio Zanchini proporrà invece “Lockerbie”, un’opera dedicata a una delle più drammatiche vicende del terrorismo internazionale, con una riflessione sul senso della memoria e della giustizia e sulla difficoltà di confrontarsi con il passato.

Particolarmente significativo il ritorno della manifestazione nella città che ne ha visto nascere la storia. Un legame che trova ulteriore significato nella figura di Vittorio Foa, padre di Anna, profondamente legato a Formia, dove visse per molti anni e alla quale il Consiglio comunale conferì la cittadinanza onoraria nel 1998.

Con la visione di un prezioso video "monito" di Tiziano Terzani, registrato all'indomani dell'11 settembre 2001 (del regista Mario Zanot) e la presenza all'incontro di sua figlia Saskia Terzani.

“Siamo particolarmente orgogliosi di ospitare a Formia l’appuntamento conclusivo di una manifestazione che qui è nata e che nel tempo è diventata un patrimonio culturale importante – dichiara il Sindaco Gianluca Taddeo – La presenza di Anna Foa e Giorgio Zanchini rappresenta una preziosa occasione di confronto su temi di grande attualità, soprattutto a venticinque anni da un evento che ha profondamente segnato la storia contemporanea. La cultura ha il compito di mantenere viva la memoria, ma anche di aiutarci a leggere il presente con maggiore consapevolezza”.

“Riportare ‘Libri sulla Cresta dell’Onda’ nella sua città d’origine per il gran finale della XXXIII edizione ha per noi un valore speciale – aggiunge Taddeo - È un appuntamento che unisce qualità degli ospiti, riflessione e valorizzazione del nostro patrimonio storico. Ringrazio gli organizzatori, gli autori e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa importante edizione”.

“Chiudere questa XXXIII edizione a Formia ha un significato particolarmente importante – sottolinea l’Assessore alla Cultura Luigia Bonelli – ‘Libri sulla Cresta dell’Onda’ rappresenta una delle esperienze culturali più longeve e riconoscibili del territorio e siamo lieti che il suo ultimo appuntamento possa svolgersi in un luogo suggestivo e ricco di storia come l’Area Archeologica di Caposele”.

“L’incontro con Anna Foa e Giorgio Zanchini sarà un momento di grande spessore – prosegue Bonelli – Attraverso i loro libri affronteremo temi complessi e attuali, dalla memoria storica alla giustizia, offrendo al pubblico uno spazio di ascolto e confronto. Invito cittadini e visitatori a partecipare a questa serata e a vivere insieme il finale di una rassegna che continua a rappresentare un importante momento di incontro e dialogo”.

Omaggio musicale :

𝑷𝒆𝒕𝒆𝒓 𝑻𝒓𝒆𝒊𝒄𝒉𝒆𝒍/  flauto e gong 

𝑪𝒓𝒊𝒔𝒕𝒊𝒏𝒂 𝑷𝒂𝒄𝒄𝒊𝒂𝒓𝒊𝒏𝒊/ campane tibetane

L’iniziativa è organizzata dall’Associazione culturale Tuttilibri, dei fratelli Enza e Riccardo Campino, in collaborazione con il Comune di Formia.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Appuntamento a venerdì 11 settembre, alle ore 21.15, presso l’Area Archeologica di Caposele a Formia.

n caso di pioggia, la serata si svolgerà regolarmente all’interno della Chiesa di San Giovanni Battista, nell’omonima piazza. - Comune di Formia

sabato 5 settembre 2026

“Nanakorobi Yaoki – Cadere sette volte, rialzarsi l’ottava”: Shu Takahashi tra Oriente e Occidente alla Fondazione de Marchis dell’Aquila. Mostra visitabile fino al 4 settembre

6 settembre — Finissage e connessione con il Giappone

Il 6 settembre 2026 il finissage della mostra aquilana assume un significato ancora più commovente. La Fondazione Giorgio de Marchis e il figlio Ari Takahashi si collegheranno in videoconferenza per passare idealmente la fiaccola dello spirito del maestro al Museo Municipale d’Arte della Città di Kure, in Giappone: la stessa città abruzzese che ha celebrato l’artista diventa ponte simbolico verso la terra che lo ha visto nascere.

Nanakorobi Yaoki è un proverbio giapponese: cadere sette volte, rialzarsi l’ottava. Una filosofia di vita costruita sull’idea che il valore non stia nell’evitare la caduta ma nel rialzarsi sempre. Per L’Aquila — città che ha scelto la cultura come forma di rinascita — scegliere questo titolo non è un caso.

Inaugurata il 2 luglio 2026 e visitabile gratuitamente fino al 4 settembre, la mostra è il secondo progetto della rassegna Nanakorobi Yaoki della Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre, con la direzione artistica di Diana Di Berardino. È curata da Anna Imponente con la collaborazione di Ari Takahashi, figlio dell’artista, e allestita da Marcello Deroma e Carlo Mangolini.

Il progetto si avvale del patrocinio dell’Ambasciata del Giappone in Italia e dell’Istituto Giapponese di Cultura a Roma (Japan Foundation).

Chi è Shu Takahashi

Shu Takahashi nasce nel 1930 nella prefettura di Hiroshima. Si avvicina alla pittura come a una “profonda, liberatoria esigenza di espressione” e ottiene il primo grande riconoscimento in Giappone nel 1961, vincendo il Gran Premio dei Nuovi Artisti con Strada della luna al Museo Nazionale d’Arte Moderna di Tokyo.

Nel 1963 arriva in Italia grazie a una borsa di studio del Governo italiano. L’incontro con Lucio Fontana e lo spazialismo segna il suo sguardo senza condizionarlo: la sua ricerca sviluppa una via propria, che unisce l’artificiosità costruttivista occidentale al vitalismo organicista orientale. Il 1966 — con la prima personale alla Galleria del Cavallino di Venezia — segna la svolta verso il colore: smalti nitrati e acrilici in tonalità vibranti di blu, rosso e arancio, usati per rappresentare una forma di gioia di vivere come “spinta energetica”.

Takahashi sviluppa una tecnica originale basata sulle “shaped canvas” — tele sagomate con margini curvilinei e solchi profondi tra i colori — che superano la distinzione tra pittura e scultura, conferendo all’opera una dimensione oggettuale e spaziale. Partecipa alla Biennale di Venezia nel 1976 e alla Quadriennale di Roma nel 1977; la sua carriera culmina con una retrospettiva alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma nel 1993. Nel 1996 realizza il mosaico “Quattro Stagioni” nella stazione metro Ottaviano di Roma.

Ha vissuto in Italia per quarant’anni. Nel 2020 viene insignito del titolo di Persona di Merito Culturale dal Governo Giapponese; nel 2021 riceve l’onorificenza di Commendatore dal Governo Italiano.

La mostra: tre livelli di lettura, un dialogo tra culture

Il percorso espositivo si sviluppa attraverso tutti gli ambienti della Fondazione su tre livelli sovrapposti.

Il livello visivo: le opere — provenienti dalla Collezione della Fondazione e da prestiti di importanti collezioni pubbliche e private italiane e giapponesi — mostrano la loro “essenziale policromia e fluidità di forme”. Tra queste spicca “Incontro” (1992), grande opera monumentale proveniente dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma (GNAMC).

Il livello documentario: apparati informativi, riproduzioni fotografiche e videoproiezioni restituiscono tre interventi chiave nella carriera di Takahashi: l’allestimento della discoteca Mon Ami a Roma nel 1969 (video: youtu.be/Nwy49OiuZeg), l’installazione sul Battistero di San Giovanni a Volterra nel 1973 (video: youtu.be/8Ml6TEah9Yk) e i dipinti monumentali per il Tempio buddista Renge-In Tanjo-Ji in Giappone nel 2017 (video: youtu.be/cV0HzqMJXnY).

Il livello emozionale: ritratti dell’artista, trascrizioni di interviste e pensieri personali che restituiscono la dimensione umana di Takahashi.

Il percorso è accessibile in doppio registro linguistico (italiano/inglese), con QR code per approfondimenti e una brochure-origami a cura di Valentina Equizi.

Come scrive Anna Imponente nel testo critico: «Strana l’eleganza, lo splendore, l’intensità ineguagliata della sua arte. Fatta di semplificazioni estreme, l’innocenza di sensazioni tattili, l’epifania di nuovi materiali, i colori di lacca. […] Con la permeabilità del suo spirito Takahashi trasforma in realtà il sogno sublime di attraversare i muri dello studio unendo in un continuo fluire Oriente e Occidente, contenere universi di modernità e tradizione.»

Informazioni pratiche

Mostra Nanakorobi Yaoki – Shu Takahashi

Sede Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre, Corso Vittorio Emanuele II, 23 — L’Aquila

Fino al 4 settembre 2026

  • Orari Giovedì 11:00 – 19:30
  • Venerdì 17:30 – 20:00
  • Sabato 17:30 – 20:00
  • Domenica 11:00 – 13:00 / 17:30 – 20:00

Ingresso Libero

Sito fondazionedemarchis.it

Info fondazione.demarchis@gmail.com

La Visitazione di Raffaello torna all’Aquila dopo 400 anni: dal Prado di Madrid al MuNDA, insieme a Pontormo da Carmignano

La Visitazione di Raffaello Sanzio non lascia L’Aquila il 27 settembre. Il Museo Nacional del Prado ha concesso la proroga del prestito: il capolavoro rinascimentale rimarrà al Museo Nazionale d’Abruzzo fino al 3 novembre 2026, con un allestimento speciale e un nuovo ciclo di incontri con i curatori ogni lunedì a partire dal 28 settembre.

Dal 27 giugno al 27 settembre 2026, il Comune dell’Aquila e il Museo Nazionale d’Abruzzo presentano uno degli eventi artistici più importanti dell’anno in Italia: la Visitazione di Raffaello — opera commissionata da un mecenate aquilano per una chiesa dell’Aquila, oggi custodita al Museo del Prado di Madrid — torna nella città che l’ha ispirata e voluta, per la prima volta dopo oltre quattrocento anni. Di fronte a lei, la Visitazione di Pontormo proveniente da Carmignano: un confronto tra capolavori che non si è mai visto.

C’è una storia aquilana nascosta dentro uno dei più celebri dipinti di Raffaello. E il 27 giugno 2026, dopo oltre quattro secoli, quella storia torna a casa.

Il Comune dell’Aquila e il Museo Nazionale d’Abruzzo presentano “La Visitazione all’Aquila. Raffaello e Pontormo”: la mostra, curata dagli storici dell’arte Tom Henry e Federica Zalabra, Direttore del MuNDA, e allestita nel Castello Cinquecentesco dell’Aquila, è uno degli appuntamenti più rappresentativi e scientificamente ambiziosi del programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. Fino al 27 settembre 2026, il museo ospita due delle opere più celebrate della pittura rinascimentale italiana in un confronto diretto che non era mai stato possibile prima: la Visitazione di Raffaello, prestata eccezionalmente dal Museo del Prado di Madrid, e la Visitazione di Pontormo, proveniente dalla chiesa di San Michele a Carmignano (Pistoia), di proprietà della Diocesi di Pistoia.

Il Comune dell’Aquila è il principale sostenitore della mostra, cofinanziata nell’ambito del Programma Restart 2 – Priorità C: un investimento istituzionale preciso, che rientra nel quadro di misure finalizzate al rafforzamento dell’offerta culturale della città nell’anno di Capitale. Portare all’Aquila il capolavoro raffaellesco dal Prado di Madrid — e metterlo a confronto con Pontormo da Carmignano — è una scelta culturale che ha richiesto anni di lavoro diplomatico e scientifico.

La storia: un capolavoro aquilano che torna a casa

La Visitazione di Raffaello non è arrivata al Prado per caso. Ha una storia precisa, e quella storia passa per L’Aquila.

L’opera — una tavola di straordinaria eleganza compositiva, dipinta attorno al 1517 — fu commissionata da Giovanni Battista Branconio, aquilano di nascita, uomo di fiducia di Papa Leone X e amico personale di Raffaello. Branconio la destinò alla cappella di famiglia nella chiesa di San Silvestro all’Aquila: rimase nel suo contesto originario per oltre un secolo, parte integrante della vita religiosa e artistica della città, prima di intraprendere il lungo percorso che l’avrebbe portata in Spagna e infine nelle collezioni reali madrilene.

La mostra nasce dall’esigenza — e dall’ambizione — di riportare idealmente all’Aquila questo capitolo della propria storia: restituire alla comunità l’occasione di un confronto diretto con il capolavoro raffaellesco e aprire nuove linee di ricerca sulla bottega di Raffaello, sul circuito di relazioni fra artisti e committenti, e sul ruolo di Branconio come promotore e mediatore culturale nella Roma di Leone X. Una restituzione resa possibile dalla collaborazione tra Comune dell’Aquila e MuNDA che ha fatto di questa mostra uno degli atti culturali più significativi del mandato.

“Con ‘La Visitazione all’Aquila. Raffaello e Pontormo’ la città accoglie uno dei progetti più significativi del percorso dell’Aquila 2026: un appuntamento che restituisce alla comunità un capitolo fondamentale della propria storia artistica e, al tempo stesso, proietta il nostro territorio in una dimensione culturale internazionale”, ha dichiarato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi. “Il ritorno, seppur temporaneo, della pala realizzata da Raffaello per la cappella Branconio di San Silvestro rappresenta un’occasione straordinaria per riaffermare il legame profondo tra la città, la sua memoria e i grandi protagonisti del Rinascimento. Questa mostra conferma la capacità dell’Aquila e del MuNDA di costruire progettualità culturali ambiziose, inclusive e di alto valore scientifico, capaci di parlare al pubblico, agli studiosi e alle nuove generazioni.”

Il confronto: Raffaello e Pontormo faccia a faccia

La possibilità di esporre insieme la Visitazione del Prado e la Visitazione di Pontormo da Carmignano è, nelle parole dei curatori, un elemento centrale e inedito della mostra.

Raffaello Sanzio (Urbino, 1483 – Roma, 1520) porta nella sua Visitazione la sintesi più alta del classicismo cinquecentesco: figure monumentali e pacificate, spazio aerato, equilibrio perfetto tra forma e sentimento. È un’opera che ha indicato la direzione a molte opere dell’ultimo periodo della sua attività e che è fondamentale per comprendere il funzionamento della sua bottega, nella quale operavano artisti di primissimo piano.

Jacopo Pontormo (Pontorme, 1494 – Firenze, 1557), con la sua Visitazione di Carmignano (1528-1530), risponde con un linguaggio radicalmente diverso: figure dal collo allungato e avvolte in manti dai colori acidi e irreali, una tensione emotiva che rompe ogni equilibrio classico. È uno dei capolavori fondativi del Manierismo italiano, e una delle opere più visitate della Toscana.

Metterle a confronto all’Aquila, nella stessa sala, non è un esercizio estetico: è una lezione sulla storia della pittura italiana in uno dei momenti di maggiore trasformazione, tra il pieno Rinascimento e la sua crisi.

Il percorso espositivo: due sezioni, un racconto

La mostra si sviluppa in due sale dedicate, allestite all’interno del percorso espositivo del Castello Cinquecentesco, in dialogo diretto con le collezioni permanenti del MuNDA.

La Visitazione del Prado e la Visitazione di Pontormo

La prima sezione è il cuore della mostra: i due dipinti a confronto, con un apparato critico che esplora le novità iconografiche e stilistiche della Visitazione raffaellesca, il suo rapporto con la committenza aquilana, il nuovo approccio di Raffaello verso questo soggetto evangelico e l’influenza che esercitò sull’opera successiva di Pontormo.

Palazzo Branconio

La seconda sezione è dedicata a Palazzo Branconio a Roma — non più esistente, ma un tempo collocato in una posizione di altissimo prestigio sulla strada per il Vaticano — e alla figura del suo committente e proprietario: Giovanni Battista Branconio, l’aquilano che portò Raffaello nella sua città.

Materiali esposti, catalogo, accessibilità

La mostra propone una combinazione senza precedenti di dipinti, disegni, stampe, modelli architettonici, documenti d’archivio e apparati didattici digitali: postazioni multimediali per approfondimenti, ricostruzioni digitali e pannelli interpretativi.

Il percorso è accompagnato da un catalogo scientifico in italiano, illustrato, a cura di Tom Henry e Federica Zalabra, con contributi di Francesco Desideri, Francesco Paolo Di Teodoro, Bruce Edelstein e Ana González Mozo. Disponibile in vendita al bookshop del museo.

Il MuNDA ha progettato un’accessibilità estesa: guide in braille e in stampa Minolta per persone cieche e ipovedenti; guide in linguaggio Easy to Read e CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa) per persone con disabilità intellettiva; video-guide in Lingua dei Segni Italiana (LIS) in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi; tre visite guidate specialistiche in LIS calendarizzate a giugno, luglio e settembre.

Informazioni pratiche

Date 27 giugno – 27 settembre 2026

Sede MuNDA - Museo Nazionale d'Abruzzo, Castello Cinquecentesco, L’Aquila Orari Martedì – domenica: 9:00–19:00 (biglietteria chiude ore 18:00)

Aperture lunedì 13 luglio – 21 settembre 2026 (straordinarie)

Biglietti Intero € 12

Ridotto €2

Gruppi (10-25 persone) €10

Mostra presentata dal Comune dell'Aquila e dal Museo Nazionale d’Abruzzo. Sostenuta dal Comune dell’Aquila nell’ambito del Programma Restart 2 – Priorità C, nel quadro del programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026

“Dompé a L’Aquila. Dall’Italia al mondo”: dal 26 settembre al Palazzo dell’Emiciclo la storia di un’azienda che ha scelto L’Aquila. Ingresso libero

Dalla farmacia ottocentesca di Piazza della Scala a Milano al polo produttivo e scientifico di Campo di Pile, capace di produrre 700 milioni...