𝐃𝐚𝐥 𝟏𝟕 𝐚𝐥 𝟑𝟏 𝐋𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔 | 𝐎𝐫𝐞 𝟏𝟖:𝟑𝟎-𝟐𝟎:𝟑𝟎
𝐈𝐧𝐚𝐮𝐠𝐮𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐕𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 𝟏𝟕 𝐋𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟐:𝟎𝟎
𝐏𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐈𝐚𝐭 - 𝐏𝐚𝐥𝐚𝐳𝐳𝐨 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞
#ACT - Arte Cultura Territori.
Pittura, Scultura, Proiezioni Multimediali, Percorsi Fotografici e Installazioni Sensoriali.
sabato 4 luglio 2026
“𝐒𝐀𝐂𝐑𝐈𝐅𝐈𝐂𝐈𝐎” | 𝐃𝐨𝐫𝐚 𝐎𝐡𝐥𝐟𝐬𝐞𝐧 𝐞 𝐢𝐥 𝐌𝐨𝐧𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐢 𝐂𝐚𝐝𝐮𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐅𝐨𝐫𝐦𝐢𝐚. 𝟏𝟗𝟐𝟔 – 𝟐𝟎𝟐𝟔 𝐂𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚, 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐫𝐭𝐞
mercoledì 24 giugno 2026
La Visitazione di Raffaello torna all’Aquila dopo 400 anni: dal Prado di Madrid al MuNDA, insieme a Pontormo da Carmignano
Dal 27 giugno al 27 settembre 2026, il Comune dell’Aquila e il Museo Nazionale d’Abruzzo presentano uno degli eventi artistici più importanti dell’anno in Italia: la Visitazione di Raffaello — opera commissionata da un mecenate aquilano per una chiesa dell’Aquila, oggi custodita al Museo del Prado di Madrid — torna nella città che l’ha ispirata e voluta, per la prima volta dopo oltre quattrocento anni. Di fronte a lei, la Visitazione di Pontormo proveniente da Carmignano: un confronto tra capolavori che non si è mai visto.
C’è una storia aquilana nascosta dentro uno dei più celebri dipinti di Raffaello. E il 27 giugno 2026, dopo oltre quattro secoli, quella storia torna a casa.
Il Comune dell’Aquila e il Museo Nazionale d’Abruzzo presentano “La Visitazione all’Aquila. Raffaello e Pontormo”: la mostra, curata dagli storici dell’arte Tom Henry e Federica Zalabra, Direttore del MuNDA, e allestita nel Castello Cinquecentesco dell’Aquila, è uno degli appuntamenti più rappresentativi e scientificamente ambiziosi del programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. Fino al 27 settembre 2026, il museo ospita due delle opere più celebrate della pittura rinascimentale italiana in un confronto diretto che non era mai stato possibile prima: la Visitazione di Raffaello, prestata eccezionalmente dal Museo del Prado di Madrid, e la Visitazione di Pontormo, proveniente dalla chiesa di San Michele a Carmignano (Pistoia), di proprietà della Diocesi di Pistoia.
Il Comune dell’Aquila è il principale sostenitore della mostra, cofinanziata nell’ambito del Programma Restart 2 – Priorità C: un investimento istituzionale preciso, che rientra nel quadro di misure finalizzate al rafforzamento dell’offerta culturale della città nell’anno di Capitale. Portare all’Aquila il capolavoro raffaellesco dal Prado di Madrid — e metterlo a confronto con Pontormo da Carmignano — è una scelta culturale che ha richiesto anni di lavoro diplomatico e scientifico.
La storia: un capolavoro aquilano che torna a casa
La Visitazione di Raffaello non è arrivata al Prado per caso. Ha una storia precisa, e quella storia passa per L’Aquila.
L’opera — una tavola di straordinaria eleganza compositiva, dipinta attorno al 1517 — fu commissionata da Giovanni Battista Branconio, aquilano di nascita, uomo di fiducia di Papa Leone X e amico personale di Raffaello. Branconio la destinò alla cappella di famiglia nella chiesa di San Silvestro all’Aquila: rimase nel suo contesto originario per oltre un secolo, parte integrante della vita religiosa e artistica della città, prima di intraprendere il lungo percorso che l’avrebbe portata in Spagna e infine nelle collezioni reali madrilene.
La mostra nasce dall’esigenza — e dall’ambizione — di riportare idealmente all’Aquila questo capitolo della propria storia: restituire alla comunità l’occasione di un confronto diretto con il capolavoro raffaellesco e aprire nuove linee di ricerca sulla bottega di Raffaello, sul circuito di relazioni fra artisti e committenti, e sul ruolo di Branconio come promotore e mediatore culturale nella Roma di Leone X. Una restituzione resa possibile dalla collaborazione tra Comune dell’Aquila e MuNDA che ha fatto di questa mostra uno degli atti culturali più significativi del mandato.
“Con ‘La Visitazione all’Aquila. Raffaello e Pontormo’ la città accoglie uno dei progetti più significativi del percorso dell’Aquila 2026: un appuntamento che restituisce alla comunità un capitolo fondamentale della propria storia artistica e, al tempo stesso, proietta il nostro territorio in una dimensione culturale internazionale”, ha dichiarato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi. “Il ritorno, seppur temporaneo, della pala realizzata da Raffaello per la cappella Branconio di San Silvestro rappresenta un’occasione straordinaria per riaffermare il legame profondo tra la città, la sua memoria e i grandi protagonisti del Rinascimento. Questa mostra conferma la capacità dell’Aquila e del MuNDA di costruire progettualità culturali ambiziose, inclusive e di alto valore scientifico, capaci di parlare al pubblico, agli studiosi e alle nuove generazioni.”
Il confronto: Raffaello e Pontormo faccia a faccia
La possibilità di esporre insieme la Visitazione del Prado e la Visitazione di Pontormo da Carmignano è, nelle parole dei curatori, un elemento centrale e inedito della mostra.
Raffaello Sanzio (Urbino, 1483 – Roma, 1520) porta nella sua Visitazione la sintesi più alta del classicismo cinquecentesco: figure monumentali e pacificate, spazio aerato, equilibrio perfetto tra forma e sentimento. È un’opera che ha indicato la direzione a molte opere dell’ultimo periodo della sua attività e che è fondamentale per comprendere il funzionamento della sua bottega, nella quale operavano artisti di primissimo piano.
Jacopo Pontormo (Pontorme, 1494 – Firenze, 1557), con la sua Visitazione di Carmignano (1528-1530), risponde con un linguaggio radicalmente diverso: figure dal collo allungato e avvolte in manti dai colori acidi e irreali, una tensione emotiva che rompe ogni equilibrio classico. È uno dei capolavori fondativi del Manierismo italiano, e una delle opere più visitate della Toscana.
Metterle a confronto all’Aquila, nella stessa sala, non è un esercizio estetico: è una lezione sulla storia della pittura italiana in uno dei momenti di maggiore trasformazione, tra il pieno Rinascimento e la sua crisi.
Il percorso espositivo: due sezioni, un racconto
La mostra si sviluppa in due sale dedicate, allestite all’interno del percorso espositivo del Castello Cinquecentesco, in dialogo diretto con le collezioni permanenti del MuNDA.
La Visitazione del Prado e la Visitazione di Pontormo
La prima sezione è il cuore della mostra: i due dipinti a confronto, con un apparato critico che esplora le novità iconografiche e stilistiche della Visitazione raffaellesca, il suo rapporto con la committenza aquilana, il nuovo approccio di Raffaello verso questo soggetto evangelico e l’influenza che esercitò sull’opera successiva di Pontormo.
Palazzo Branconio
La seconda sezione è dedicata a Palazzo Branconio a Roma — non più esistente, ma un tempo collocato in una posizione di altissimo prestigio sulla strada per il Vaticano — e alla figura del suo committente e proprietario: Giovanni Battista Branconio, l’aquilano che portò Raffaello nella sua città.
Materiali esposti, catalogo, accessibilità
La mostra propone una combinazione senza precedenti di dipinti, disegni, stampe, modelli architettonici, documenti d’archivio e apparati didattici digitali: postazioni multimediali per approfondimenti, ricostruzioni digitali e pannelli interpretativi.
Il percorso è accompagnato da un catalogo scientifico in italiano, illustrato, a cura di Tom Henry e Federica Zalabra, con contributi di Francesco Desideri, Francesco Paolo Di Teodoro, Bruce Edelstein e Ana González Mozo. Disponibile in vendita al bookshop del museo.
Il MuNDA ha progettato un’accessibilità estesa: guide in braille e in stampa Minolta per persone cieche e ipovedenti; guide in linguaggio Easy to Read e CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa) per persone con disabilità intellettiva; video-guide in Lingua dei Segni Italiana (LIS) in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi; tre visite guidate specialistiche in LIS calendarizzate a giugno, luglio e settembre.
Informazioni pratiche
Date 27 giugno – 27 settembre 2026
Sede MuNDA - Museo Nazionale d'Abruzzo, Castello Cinquecentesco, L’Aquila Orari Martedì – domenica: 9:00–19:00 (biglietteria chiude ore 18:00)
Aperture lunedì 13 luglio – 21 settembre 2026 (straordinarie)
Biglietti Intero € 12
Ridotto €2
Gruppi (10-25 persone) €10
Mostra presentata dal Comune dell'Aquila e dal Museo Nazionale d’Abruzzo. Sostenuta dal Comune dell’Aquila nell’ambito del Programma Restart 2 – Priorità C, nel quadro del programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026
venerdì 19 giugno 2026
Irene Macalli - Ficarra (ME) | Ilare - Monteleone Rocca Doria (SS) | Una Boccata d'Arte 2026
Qui il vento ricorda per noi a cura di Giulia Monroy
Inaugurazione
Sabato 20 alle 18.00
Piazza delle Logge, Ficarra (ME)
"Il vento si fa immagine poetica: le memorie vi si mescolano, come a toccare il cielo, in un luogo in cui lo spopolamento chiede accettazione, per chi resta e per chi va via."
Il progetto nasce dall’incontro con la comunità di Ficarra e dalla volontà di trasformare la memoria collettiva in un’esperienza condivisa e viva. A partire dal libro Ficarra libro mio, l’artista riattiva un processo partecipativo invitando gli abitanti a contribuire con parole, segni e immagini dipinte su superfici trasparenti. Queste “mattonelle di memoria” confluiscono in un’installazione pubblica pensata per Piazza delle Logge, dove luce e vento diventano elementi narrativi. L’opera si configura come spazio di incontro e contemplazione, capace di connettere passato e futuro. In un contesto segnato dallo spopolamento, il progetto restituisce centralità ai legami, immaginando nuove forme di abitare attraverso l’arte e la partecipazione. Parallelamente, l’artista realizza con maestranze locali scalpelline un’opera scultorea incisa con una frase significativa tratta dal libro. Dall’incontro con il Maestro Delfio Plantemoli nasce un’installazione sonora che rielabora una poesia del testo attraverso strumenti tradizionali siciliani e canti contadini in chiave sperimentale.
Public Program
Qui il vento ricorda per noi. Un laboratorio per chi resta e chi è partito.
12 - 14 giugno 2026, h. 10:00
Ex Scuola Media C.da Natoli, via Natoli 15, Ficarra (ME)
Tre giorni di incontro con l'artista Irene Macalli per riattivare il senso di co-creazione nato nel 2012 con Ficarra libro mio. Si riscoprirà il sentimento verso il proprio territorio, trasformando la memoria del libro in un nuovo processo creativo condiviso. Il laboratorio consisterà nella scrittura e nel disegno su mattonelle trasparenti con colori per vetro. Le memorie future verranno poi simbolicamente alzate al vento attraverso l'installazione Qui il vento ricorda per noi pensata per Piazza delle Logge.
Artista
Irene Macalli (1999, Sant’Agata de’ Goti) è un’artista e dottoranda presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Si forma in Scultura a Napoli presso ABANA e in Turchia presso MSGSU di Istanbul, partecipando a diverse mostre collettive in Italia, Turchia e Germania.
Ha svolto esperienze formative presso lo studio di Marisa Albanese. La sua ricerca si concentra sui piccoli centri rurali attraverso progetti partecipati con le comunità locali. È ideatrice e fondatrice del progetto L’arte come riscatto sociale nei piccoli comuni, da cui è nato un libro pubblicato da Giacovelli Editore e la sua mostra personale Archivio rurale. Un muro di terra presso Capnapoliest (Napoli, 2025). Ha vinto il Premio Generazione di Art Days Napoli–Campania (2023) e ha svolto una residenza di tre mesi presso Artist in Residence Munich (2025)
Curatrice
Giulia Monroy (Palermo, 1990) si laurea in Progettazione degli spazi espositivi e allestimenti museali all’Accademia di Belle Arti di Palermo. Si occupa di produzione nel campo delle arti visive. Dal 2017 al 2023 è assistente di galleria da Francesco Pantaleone e dal 2021 al 2024 assistente curatoriale e gestionale per ZACentrale, Fondazione Merz. Collabora con ruber.contemporanea e Fondazione Ghenie Chapels. Nel 2024 fonda studio moy, progetto che offre visite guidate negli studi d’artista a Palermo. Per una Boccata d’Arte in Sicilia, ha curato i progetti di Ella Littwitz a Pollina (2023), Nicola Baratto & Yiannis Mouravas a Sant’Angelo Muxaro (2024) e Nicola Martini a Custonaci (2025).
Borgo
Ficarra (ME) si trova tra i Monti Nebrodi, a 450 metri s.l.m e a pochi chilometri dalla costa tirrenica. Il centro storico, con le strade in pietra, gli antichi ballatoi e i palazzi nobiliari, custodisce una memoria collettiva fatta di lavoro artigiano e tradizioni condivise. Il profilo del borgo è segnato da tre siti principali: i ruderi del Convento dei Frati Minori Osservanti, noto come Convento dei Cento Archi; la Chiesa Madre, di origini normanne, che domina uno dei colli del centro storico; e la Fortezza carceraria, con il suo passato di castello medievale e dimora nobiliare. La vitalità culturale del paese si riflette nel Museo Diffuso, che mette in relazione collezioni tematiche e luoghi della memoria, tra cui la Stanza della Seta e il museo dedicato al poeta Lucio Piccolo di Calanovella. Ficarra è stata inoltre fonte di ispirazione per alcune pagine significative de Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Mi aspetto che il sole mi illumini ancora a cura di Anna Pirisi
Inaugurazione
Domenica 21 giugno alle 18.00
Via Doria, Monteleone Rocca Doria (SS)
"Lasceremo ciò che resta di un passaggio collettivo, un rituale, un ringraziamento alla terra, alla montagna, al Sole."
Il progetto Mi aspetto che il sole mi illumini ancora nasce come un invito a ritrovarsi: nel giorno più lungo dell’anno, il solstizio d’estate diventa occasione per ricucire il legame tra le persone e la terra di Monteleone Rocca Doria. Il 21 giugno, dalla via Doria al riparo sotto roccia Sa Corona de sa buvera, un corteo di persone si muove verso un’architettura effimera costruita e attivata attraverso incontri e rituali condivisi.
Qui, l’acqua raccolta, i manufatti in terracotta e i pani rituali preparati collettivamente si trasformano in gesti di offerta e celebrazione. Il tappeto, ispirato a su tapinu ‘e mortu e affidato ciclicamente alle abitanti, diventa una traccia viva che passa di mano in mano, intrecciando memoria e cura. La festa si configura così come un’esperienza condivisa di gratitudine e appartenenza, capace di protrarsi nel tempo.
Public Program
Focolari d'Acqua
29 Maggio 2026, h. 9:00
Piazza Chiesa, Monteleone Rocca Doria (SS)
Un workshop che indaga le dimensioni ecologiche, sociali e simboliche dell'acqua come risorsa collettiva, attraversando luoghi segnati dalla presenza dell’acqua, tra fonti, sentieri e santuari. Il percorso apre una discussione su temi come la privatizzazione delle risorse e il rapporto tra territorio e comunità al fine di ragionare insieme un'architettura effimera condivisa nello spazio del riparo sotto roccia sa Corona de sa Buvera.
Public Program
Terra e fogu
20 maggio 2026
Via S. Antonio, Monteleone Rocca Doria (SS)
Terra e fogu è un workshop dimostrativo dedicato alla cottura tradizionale dell’argilla su fuoco diretto. Attraverso l’accensione di due falò, Ilare guiderà il pubblico nelle diverse fasi del processo, dal preriscaldamento alla cottura finale. Un momento di osservazione e ascolto che restituisce il valore ancestrale della trasformazione della materia.
Si ringraziano: l'Amministrazione comunale, Giovannina Fresi, Piera Masala, Foghiles, ArTes, Ivano Piva, la comunità tutta e in particolare le donne di Monteleone Rocca Doria.
Artista
Ilare (Roma, 1994) vive e lavora a Roma. Si è diplomatə in Nuovi Linguaggi dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Roma e nel 2021 ha partecipato al corso di specializzazione in Arti Visive alla Escola Massana di Barcellona. La sua pratica artistica comprende installazioni, sculture, disegni, video e performance, e si sviluppa a partire da processi di interdipendenza, interazione, osservazione e attesa. Attraverso un lavoro basato sull’impermanenza, la relazione con lo spazio e la trasformazione della materia, realizza opere vive che non intendono sottrarsi al cambiamento, alla decomposizione e alla libera interazione con il pubblico.
Curatrice
Anna Pirisi (Nuoro,1991) lavora nella gestione, tutela e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, con particolare attenzione all’arte contemporanea e ai processi di decolonizzazione. Si è formata tra Bologna e Cagliari e ha completato un master in Diritto ed Economia dell’arte e della cultura. Ha maturato esperienza in musei e gallerie in Sardegna, in Italia e all’estero, occupandosi di curatela, mediazione culturale e progettazione di eventi. Attualmente lavora presso la Fondazione Costantino Nivola, dove è impegnata nella mediazione e promozione artistica. Per Una Boccata d’Arte in Sardegna, ha curato il progetto di Sara Persico a Burcei (2025).
Borgo
Monteleone Rocca Doria (SS) nel nord-ovest della Sardegna, sorge su un’altura rocciosa circondata per tre lati dal lago del Temo, una conformazione che nei secoli ne ha fatto un naturale presidio del territorio. Oggi segnato dai processi di spopolamento, il borgo rivela una vocazione insediativa antichissima, testimoniata dalla presenza di nuraghi e di un importante sito archeologico punico. In età medievale la potente famiglia genovese dei Doria vi edificò il castello-fortezza e la chiesa di Santo Stefano, ancora oggi tra i segni più emblematici del paese. Attraverso assedi, distruzioni e ricostruzioni, Monteleone conserva l’impianto urbano e il fascino di un insediamento tardo-medievale. Tra il castello, le chiese storiche, il museo della panificazione, le cave dismesse trasformate in teatro a cielo aperto e il paesaggio lacustre, il borgo continua a intrecciare memoria, natura e visioni di futuro.
mercoledì 17 giugno 2026
Enrico Malatesta - Ischitella (FG) | Francesco Toninelli - Gerace (RC) | Una Boccata d'Arte 2026
sabato 13 giugno 2026
Rebecca Moccia - Cusano Mutri (BN) | Aterraterra (Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani) - Forenza (PZ) | Una Boccata d'Arte 2026
Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Rebecca Moccia (@moccia_finora) realizzerà un intervento a Cusano Mutri (BN), in Campania, a cura di Giulia Pollicita (@giulia_pollicita)
giovedì 11 giugno 2026
Alice Minervini - Cellino Attanasio (TE) | Angelo Leonardo - Trivento (CB) | Una Boccata d'Arte 2026
“𝐒𝐀𝐂𝐑𝐈𝐅𝐈𝐂𝐈𝐎” | 𝐃𝐨𝐫𝐚 𝐎𝐡𝐥𝐟𝐬𝐞𝐧 𝐞 𝐢𝐥 𝐌𝐨𝐧𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐢 𝐂𝐚𝐝𝐮𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐅𝐨𝐫𝐦𝐢𝐚. 𝟏𝟗𝟐𝟔 – 𝟐𝟎𝟐𝟔 𝐂𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚, 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐫𝐭𝐞
𝐃𝐚𝐥 𝟏𝟕 𝐚𝐥 𝟑𝟏 𝐋𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔 | 𝐎𝐫𝐞 𝟏𝟖:𝟑𝟎-𝟐𝟎:𝟑𝟎 𝐈𝐧𝐚𝐮𝐠𝐮𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐕𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 𝟏𝟕 𝐋𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐨𝐫...
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