sabato 15 agosto 2026

“Con le mani sporche di terra ti ho baciata”: la Mostra Antologica di Lea Contestabile a Palazzo Benedetti dell’Aquila fino al 30 agosto

Palazzo Benedetti ha riaperto le proprie porte alla città per ospitare uno degli appuntamenti espositivi più densi dell’estate aquilana: la prima sezione della Mostra Antologica di Lea Contestabile, artista aquilana di formazione e di vocazione, per vent’anni docente all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila e fondatrice del MuBAq — Museo dei Bambini dell’Aquila.

La mostra, inaugurata il 17 luglio 2026, è visitabile fino al 30 agosto a ingresso libero. Il finissage è fissato per venerdì 29 agosto, dalle ore 17.00 alle 22.30.

La mostra: un viaggio lungo una vita

“Con le mani sporche di terra ti ho baciata” è curata da Mariano Cipollini e occupa interamente le dieci sale di Palazzo Benedetti: un percorso pensato non come rassegna cronologica ma come “viaggio lungo una vita”, con poche soste necessarie solo a ristabilire i contatti con il proprio vissuto.

Le circa 50 opere esposte — una per ogni anno di attività artistica — sono state selezionate seguendo un criterio dialogico: valorizzano forme e temi ricorrenti nella ricerca di Lea Contestabile e la varietà di soluzioni materiali con cui l’artista ha saputo svilupparli. Arazzi, tappeti, terrecotte, simulacri religiosi e pagani dialogano nello spazio con la stessa intensità con cui la parola e il tessuto si intrecciano nell’opera di Contestabile: come scrive il curatore, l’artista “intesse credibili storie, ponti tra il suo romanzo, i trascorsi e le probabili indagini conoscitive, demandati alle future generazioni”.

Il titolo — “Con le mani sporche di terra ti ho baciata” — porta con sé la fisicità e l’urgenza di un’arte che non si astrae dal territorio ma vi affonda le radici, letteralmente e metaforicamente. La terra come materia di lavoro, la terra come appartenenza, la terra come memoria collettiva.

Chi è Lea Contestabile

Lea Contestabile nasce a Ortucchio (L’Aquila) nel 1949. Si diploma in Pittura all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila nel 1973, anno in cui ottiene una borsa di studio alla Calcografia Nazionale di Roma, dove lavora come incisore fino al 1975. Nel 1977 consegue il diploma in Tessitura all’Istituto d’Arte di Penne.

Insegna all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila dal 1976 al 2014, portando in cattedra discipline tra le più trasversali: Anatomia Artistica, Percezione Visiva, Pedagogia e Didattica dell’Arte. Nel 1995 fonda il MuBAq — Museo dei Bambini dell’Aquila, con l’obiettivo di avvicinare bambini e ragazzi all’arte e alla creatività. Dal 2014 il Museo ha sede nel Villaggio dei Bambini di Fossa, nato dopo il terremoto del 2009 per ricordare le giovani vittime.

Il suo lavoro ha raggiunto una dimensione internazionale con mostre in Cina, Turchia, Croazia, Portogallo, Grecia e nei principali musei e istituzioni italiane, dalla Galleria Monitor di Roma al Consiglio Regionale d’Abruzzo, dalla Biennale del Mosaico di Ravenna ai contesti della fiber art internazionale.

Un’antologica diffusa per tutto il 2026

“Con le mani sporche di terra ti ho baciata” è la prima sezione di un progetto espositivo più ampio che accompagna L’Aquila per tutto l’anno di Capitale italiana della Cultura: la Mostra Antologica di Lea Contestabile si articola nel corso del 2026 in diverse sedi istituzionali all’Aquila e in alcune città della provincia, ciascuna affidata a un curatore diverso — tra cui Barbara Drudi, Francesca Franco e Simone Battiatto — e dedicata a un aspetto o un momento specifico della ricerca dell’artista. Un progetto che si muove nel tempo e nello spazio, come la pratica stessa di Contestabile.

Per organizzare la tua visita, vai alla scheda evento: VAI ALLA SCHEDA EVENTO - Mubaq - Museo dei Bambini L'Aquila

giovedì 13 agosto 2026

“Nanakorobi Yaoki – Cadere sette volte, rialzarsi l’ottava”: Shu Takahashi tra Oriente e Occidente alla Fondazione de Marchis dell’Aquila. Mostra visitabile fino al 4 settembre

Nanakorobi Yaoki è un proverbio giapponese: cadere sette volte, rialzarsi l’ottava. Una filosofia di vita costruita sull’idea che il valore non stia nell’evitare la caduta ma nel rialzarsi sempre. Per L’Aquila — città che ha scelto la cultura come forma di rinascita — scegliere questo titolo non è un caso.

Inaugurata il 2 luglio 2026 e visitabile gratuitamente fino al 4 settembre, la mostra è il secondo progetto della rassegna Nanakorobi Yaoki della Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre, con la direzione artistica di Diana Di Berardino. È curata da Anna Imponente con la collaborazione di Ari Takahashi, figlio dell’artista, e allestita da Marcello Deroma e Carlo Mangolini.

Il progetto si avvale del patrocinio dell’Ambasciata del Giappone in Italia e dell’Istituto Giapponese di Cultura a Roma (Japan Foundation).

Chi è Shu Takahashi

Shu Takahashi nasce nel 1930 nella prefettura di Hiroshima. Si avvicina alla pittura come a una “profonda, liberatoria esigenza di espressione” e ottiene il primo grande riconoscimento in Giappone nel 1961, vincendo il Gran Premio dei Nuovi Artisti con Strada della luna al Museo Nazionale d’Arte Moderna di Tokyo.

Nel 1963 arriva in Italia grazie a una borsa di studio del Governo italiano. L’incontro con Lucio Fontana e lo spazialismo segna il suo sguardo senza condizionarlo: la sua ricerca sviluppa una via propria, che unisce l’artificiosità costruttivista occidentale al vitalismo organicista orientale. Il 1966 — con la prima personale alla Galleria del Cavallino di Venezia — segna la svolta verso il colore: smalti nitrati e acrilici in tonalità vibranti di blu, rosso e arancio, usati per rappresentare una forma di gioia di vivere come “spinta energetica”.

Takahashi sviluppa una tecnica originale basata sulle “shaped canvas” — tele sagomate con margini curvilinei e solchi profondi tra i colori — che superano la distinzione tra pittura e scultura, conferendo all’opera una dimensione oggettuale e spaziale. Partecipa alla Biennale di Venezia nel 1976 e alla Quadriennale di Roma nel 1977; la sua carriera culmina con una retrospettiva alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma nel 1993. Nel 1996 realizza il mosaico “Quattro Stagioni” nella stazione metro Ottaviano di Roma.

Ha vissuto in Italia per quarant’anni. Nel 2020 viene insignito del titolo di Persona di Merito Culturale dal Governo Giapponese; nel 2021 riceve l’onorificenza di Commendatore dal Governo Italiano.

La mostra: tre livelli di lettura, un dialogo tra culture

Il percorso espositivo si sviluppa attraverso tutti gli ambienti della Fondazione su tre livelli sovrapposti.

Il livello visivo: le opere — provenienti dalla Collezione della Fondazione e da prestiti di importanti collezioni pubbliche e private italiane e giapponesi — mostrano la loro “essenziale policromia e fluidità di forme”. Tra queste spicca “Incontro” (1992), grande opera monumentale proveniente dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma (GNAMC).

Il livello documentario: apparati informativi, riproduzioni fotografiche e videoproiezioni restituiscono tre interventi chiave nella carriera di Takahashi: l’allestimento della discoteca Mon Ami a Roma nel 1969 (video: youtu.be/Nwy49OiuZeg), l’installazione sul Battistero di San Giovanni a Volterra nel 1973 (video: youtu.be/8Ml6TEah9Yk) e i dipinti monumentali per il Tempio buddista Renge-In Tanjo-Ji in Giappone nel 2017 (video: youtu.be/cV0HzqMJXnY).

Il livello emozionale: ritratti dell’artista, trascrizioni di interviste e pensieri personali che restituiscono la dimensione umana di Takahashi.

Il percorso è accessibile in doppio registro linguistico (italiano/inglese), con QR code per approfondimenti e una brochure-origami a cura di Valentina Equizi.

Come scrive Anna Imponente nel testo critico: «Strana l’eleganza, lo splendore, l’intensità ineguagliata della sua arte. Fatta di semplificazioni estreme, l’innocenza di sensazioni tattili, l’epifania di nuovi materiali, i colori di lacca. […] Con la permeabilità del suo spirito Takahashi trasforma in realtà il sogno sublime di attraversare i muri dello studio unendo in un continuo fluire Oriente e Occidente, contenere universi di modernità e tradizione.»

Informazioni pratiche

Mostra Nanakorobi Yaoki – Shu Takahashi

Sede Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre, Corso Vittorio Emanuele II, 23 — L’Aquila

Fino al 4 settembre 2026

  • Orari Giovedì 11:00 – 19:30
  • Venerdì 17:30 – 20:00
  • Sabato 17:30 – 20:00
  • Domenica 11:00 – 13:00 / 17:30 – 20:00

Ingresso Libero

Sito fondazionedemarchis.it

Info fondazione.demarchis@gmail.com

“Con le mani sporche di terra ti ho baciata”: la Mostra Antologica di Lea Contestabile a Palazzo Benedetti dell’Aquila fino al 30 agosto

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