martedì 20 ottobre 2026

Il Teatro Comunale “Nazzareno De Angelis” riapre all’Aquila: il 17 novembre il taglio del nastro, 17 anni dopo il sisma. “La Traviata” con Giorgio Pasotti e le porte aperte alla città

Diciassette anni dopo il terremoto del 2009, il Teatro Comunale “Nazzareno De Angelis” torna alla città. Il 17 novembre 2026, nell’anno dell’Aquila Capitale italiana della Cultura, il sipario si rialza su uno dei luoghi più amati e attesi del capoluogo abruzzese. Dalla cerimonia istituzionale alla “Traviata” di Verdi con la regia di Giorgio Pasotti, dalle visite guidate ai booklab con Tegamini: il programma di riapertura è pensato perché ogni aquilano possa varcare quella soglia.
“Un teatro non si inaugura: si vive.”
Con queste parole il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, descrive il senso profondo di quello che accade in novembre: non la fine di un cantiere, ma l’inizio di una nuova vita per uno degli spazi più amati e attesi della città. Il Teatro Comunale “Nazzareno De Angelis” riapre le proprie porte. Diciassette anni dopo il terremoto del 6 aprile 2009, nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura 2026, la città torna ad abitare il suo teatro.
Il taglio del nastro è fissato per martedì 17 novembre: una settimana di eventi, spettacoli e porte aperte accompagnerà la città alla riscoperta di questo luogo, con percorsi diversi per ogni tipo di pubblico — gli studenti, gli abbonati, le famiglie, i semplici curiosi.
Il programma: dal 17 al 22 novembre
  • Martedì 17 novembre — La cerimonia istituzionale
Alle ore 11 si tiene la cerimonia istituzionale di riapertura alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, con un’anteprima riservata alla stampa per approfondire i temi del restauro e della ricostruzione dell’edificio.
  • Mercoledì 18 novembre, ore 17 — “La Traviata” per i giovani e chi ha lavorato alla ricostruzione
Il grande ritorno del teatro dal vivo comincia con un gesto preciso: la prima recita è dedicata alle nuove generazioni e a chi, negli anni, ha contribuito al recupero del bene. Le istituzioni formative cittadine portano i propri studenti — che possono assistere allo spettacolo con un biglietto agevolato — al fianco di tutti coloro che hanno lavorato alla ricostruzione del Teatro.
In scena: “La Traviata” di Giuseppe Verdi, nell’allestimento del TSA – Teatro Stabile d’Abruzzo, con la regia di Giorgio Pasotti, direttore artistico del TSA.
  • Giovedì 19 novembre — Visite guidate per gli abbonati delle istituzioni culturali
Dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 17:00, con partenze ogni ora, il Teatro apre le porte con visite guidate dedicate agli abbonati delle istituzioni culturali cittadine.
  • Venerdì 20 novembre, ore 19 — Prima ufficiale de “La Traviata” (su invito)
La prima ufficiale dell’opera è riservata agli invitati.
  • Sabato 21 novembre — Visite aperte e booklab con Tegamini
Il sabato è la giornata di tutta la città: le visite guidate (ore 10:00-12:00 e 15:00-17:00, su prenotazione) sono aperte a chiunque voglia riscoprire il Teatro. In mattinata (ore 11) e nel pomeriggio (ore 16), il caffè letterario del Teatro ospita due booklab curati da Tegamini — al secolo Francesca Crescentini, tra le content creator e scrittrici italiane più seguite.
  • Domenica 22 novembre, ore 17 — “La Traviata” aperta al pubblico
La settimana di riapertura si chiude con la replica de “La Traviata” aperta al pubblico.
“La Traviata”: una produzione aquilana di eccellenza
L’opera scelta per segnare il ritorno del teatro aquilano è una delle più amate del repertorio lirico mondiale: “La Traviata” di Giuseppe Verdi, con la regia di Giorgio Pasotti. La produzione è frutto di una collaborazione che raduna alcune delle istituzioni musicali più significative del territorio:
Teatro Stabile d’Abruzzo · Orchestra Sinfonica Abruzzese · I Solisti Aquilani · Conservatorio “Alfredo Casella” dell’Aquila · Società Aquilana dei Concerti “Bonaventura Barattelli” · Coro Ventidio Basso · Associazione L’Etoile
L’allestimento è realizzato con la Fondazione Teatro Coccia di Novara. ZZIPP GROUP di Padova ha fornito il ledwall; il Consorzio tutela vini d’Abruzzo ha contribuito all’iniziativa.
Main sponsor: ENI — che dopo aver sostenuto il recupero della Basilica di Collemaggio ha scelto di affiancare la città anche in questo momento.
Le parole di chi ha aspettato
“Restituire il Teatro Comunale alla città era una priorità assoluta per questa amministrazione, come annunciato nel 2025, ed esserci riusciti proprio nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura mi riempie di orgoglio. L’inaugurazione di novembre non rappresenta solo la conclusione di un complesso lavoro di recupero, ma è anche il simbolo più luminoso della rinascita della nostra città, proprio attraverso la cultura. Abbiamo scelto di restituire il Teatro alla città in più giornate e con più porte d’ingresso, perché un teatro non si inaugura: si vive. Voglio che ogni aquilano possa varcare quella soglia e sentirsi a casa. Perché una città rinasce davvero non quando ricostruisce i suoi luoghi, ma quando torna ad abitarli”, ha dichiarato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.
“La parola precisa con cui devo iniziare è ‘grazie’, siamo grati a tutti coloro che, a vario titolo, hanno permesso alla nostra città di rientrare nel luogo più amato. Per il Teatro Stabile questa riapertura rappresenta una grande responsabilità e una straordinaria opportunità, sarà nostro compito contribuire a fare del Teatro Comunale un presidio di cultura veramente vivo, un luogo sempre aperto alla città, una casa per gli artisti. Ci piacerebbe vincere una scommessa con noi stessi: renderlo la casa delle nuove generazioni, quelle che non lo hanno conosciuto, che non hanno mai varcato quelle porte”, ha aggiunto Miska Ruggeri, Presidente del TSA – Teatro Stabile d’Abruzzo.
Biglietti e prenotazioni
I link per la prenotazione delle visite guidate e l’acquisto dei biglietti per “La Traviata” saranno disponibili nei prossimi giorni sul sito del TSA e qui su laquila2026.it.

Nell’ambito del programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026.

sabato 3 ottobre 2026

𝐈𝐋 𝐃𝐀𝐃𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐓𝐄𝐑𝐑𝐀: 𝐔𝐍 𝐒𝐈𝐌𝐁𝐎𝐋𝐎 𝐃𝐈 𝐀𝐌𝐎𝐑𝐄, 𝐑𝐈𝐒𝐏𝐄𝐓𝐓𝐎 𝐄 𝐂𝐔𝐑𝐀 𝐏𝐄𝐑 𝐈𝐋 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐎 𝐏𝐈𝐀𝐍𝐄𝐓𝐀: 𝐒𝐀𝐁𝐀𝐓𝐎 𝟏𝟎 𝐎𝐓𝐓𝐎𝐁𝐑𝐄, 𝐀𝐋𝐋𝐄 𝐎𝐑𝐄 𝟏𝟎.𝟎𝟎, 𝐋’𝐈𝐍𝐀𝐔𝐆𝐔𝐑𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋’𝐎𝐏𝐄𝐑𝐀 𝐈𝐍 𝐏𝐈𝐀𝐙𝐙𝐀 𝐒𝐀𝐍𝐓𝐎 𝐉𝐀𝐍𝐍𝐈 𝐀 𝐆𝐈𝐀𝐍𝐎𝐋𝐀.

Ci sono opere che non si limitano a essere ammirate, ma che parlano al cuore, invitano a riflettere e lasciano un messaggio destinato a durare nel tempo. Il Dado della Terra nasce proprio con questo spirito: ricordarci che la natura è un dono prezioso e che proteggerla è una responsabilità di tutti.

Sabato 10 ottobre, alle ore 10.00, in Piazza Santo Janni, a Gianola, Formia inaugurerà un monumento che unisce arte, cultura, educazione e sostenibilità, trasformando uno spazio pubblico in un luogo di incontro e di consapevolezza.

Un momento speciale che vedrà la partecipazione del sindaco Gianluca Taddeo, dell’assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione, Luigia Bonelli, di John Mundell, ingegnere ambientale, fondatore e ideatore del Dado della Terra, e dell’arcivescovo di Gaeta, Mons. Luigi Vari, insieme agli studenti delle scuole cittadine, protagonisti di una giornata dedicata al futuro del nostro pianeta.

Un'opera che si ispira ai valori dell'amore, della condivisione e del rispetto, con un messaggio semplice ma profondo: ogni nostro gesto può fare la differenza. Perché la tutela dell'ambiente comincia dalle piccole azioni quotidiane e dalla consapevolezza che la Terra è una casa comune da custodire e tramandare alle nuove generazioni.

La cerimonia sarà arricchita dalle note del maestro Alessandro Parente e di Laerte Scotti, con “Il Respiro dell’Anima”, e dalle performance artistiche degli studenti, in un intreccio di emozioni, creatività e partecipazione.

Un dado, sei facce, un unico grande messaggio: la Terra è un dono e prendersene cura è un impegno che appartiene a tutti noi.

Vi aspettiamo per condividere insieme un momento che guarda al futuro, partendo dal rispetto per la nostra casa più grande. -  Comune di Formia

venerdì 2 ottobre 2026

APPIA DAY 2026

Due giornate per riscoprire la strada che unisce territori, storie e comunità
Sabato 3 e domenica 4 ottobre 2026 l’Appia torna a essere protagonista di un programma condiviso di iniziative che attraversa il territorio casertano e beneventano, mettendo in relazione luoghi della cultura, paesaggi, comunità e istituzioni. Non soltanto una strada da percorrere, ma un patrimonio da conoscere attraverso esperienze diverse: visite guidate, incontri, spettacoli, attività sportive e appuntamenti in presenza e online accompagneranno il pubblico alla scoperta dei luoghi e delle storie che si sono sviluppati lungo la Regina Viarum. L’edizione 2026 nasce dalla collaborazione tra la Direzione regionale Musei nazionali della Campania, con il coordinamento della Direzione del Museo archeologico nazionale dell’antica Capua, Anfiteatro e Mitreo di Santa Maria Capua Vetere e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento, con i funzionari responsabili e l’Ufficio Studi e Ricerca. Il risultato è un calendario unitario di 37 eventi distribuiti in 21 comuni, realizzato grazie al coinvolgimento di 40 enti e associazioni: una rete che restituisce alla via Appia la sua dimensione di patrimonio condiviso e rende possibile un racconto articolato, capace di mettere in dialogo archeologia, architettura, paesaggio, storia e vita contemporanea.
Un itinerario da vivere
L’Appia è stata per secoli una delle principali vie di comunicazione del mondo romano. La sua funzione non si è esaurita nel collegamento tra città: lungo il suo tracciato hanno viaggiato persone, merci, idee e modelli culturali, lasciando tracce ancora riconoscibili nei territori attraversati. Oggi quella stessa continuità può essere riscoperta attraverso un itinerario di circa 100 chilometri, da Mondragone (CE) a Mirabella Eclano (AV), che mette in relazione borghi, musei, monumenti e paesaggi differenti. L’Appia Day invita a guardare questi luoghi nel loro insieme, riconoscendo il valore delle singole testimonianze e, al tempo stesso, il legame che le unisce. Ogni appuntamento diventa così un’occasione per comprendere meglio il territorio, incontrare chi lo custodisce e partecipare alla sua valorizzazione. Antica Capua Circuito Archeologico

venerdì 25 settembre 2026

L’Aquila | MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo | “Fabio Mauri. Gli anni dell’Aquila”

Il Comune dell’Aquila e il MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo presentano “Fabio Mauri. Gli anni dell’Aquila”: un omaggio, nel centenario della nascita, a Fabio Mauri (Roma, 1926–2009) — artista, scrittore e intellettuale tra le figure più radicali del secondo Novecento — e al legame profondo che lo ha unito all’Aquila, dove dal 1979 al 1999 ha insegnato Estetica della Sperimentazione all’Accademia di Belle Arti.

La mostra è curata da Maurizio Cattelan e Marta Papini e rimarrà aperta dal 26 settembre 2026 al 24 gennaio 2027 negli spazi del MAXXI L’Aquila e di Palazzo Ardinghelli.

Il manifesto: un’aquila sulla parata

Il manifesto della mostra è già in sé un dispositivo critico. Scelto dai curatori, raffigura il profilo monumentale di un’aquila che si staglia su un’imponente parata militare nazista: un’immagine d’archivio in cui memoria storica e politica si intrecciano in un cortocircuito visivo e semantico. L’aquila — simbolo dell’iconografia dei regimi nazi-fascisti, ma anche nome della città che ospita la mostra — non illustra il progetto: ne anticipa le tensioni, evocando la forza seduttiva dei simboli e la loro capacità di costruire appartenenze, orientare lo sguardo e plasmare la memoria.

26 settembre, ore 11:30 e 17:30 — “Che cosa è il fascismo” torna in scena

Il giorno dell’apertura, sabato 26 settembre, la mostra si inaugura con un evento eccezionale: la ripresa di Che cosa è il fascismo. Festa in onore del generale Ernst von Hussel di passaggio per Roma (1971) — una delle performance più emblematiche e radicali di Fabio Mauri, riportata in scena dopo quasi trent’a

SEDE Istituto di Istruzione Superiore “Amedeo D’Aosta” – Via Acquasanta 5, L’Aquila

ORARI Due repliche: ore 11:30 e ore 17:30

REGIA Giancarlo Gentilucci

IN COLLABORAZIONE CON Accademia di Belle Arti dell’Aquilanni.

Prenotazione obbligatoria su maxxilaquila.art →

La performance ricostruisce i Ludi Juveniles fascisti ai quali Fabio Mauri — dodicenne — aveva assistito a Firenze nel 1938, in occasione della visita di Hitler: attorno a un grande tappeto rosso con al centro la svastica, giovani in divisa eseguono saggi ginnici, esercizi di scherma, sbandieramenti e inni di regime.

La struttura è quella di un evento totalitario che si auto-celebra. Ma il meccanismo più destabilizzante è quello riservato al pubblico: gli spettatori vengono disposti su tribune nere suddivise secondo le categorie sociali fasciste. Il coinvolgimento diretto annulla progressivamente la distanza tra rappresentazione e realtà. Il pubblico non osserva: diventa complice della macchina del regime.

“Una performance non si ripete mai davvero: si possono rifare i gesti, le parole, gli oggetti, ma il pubblico è cambiato e soprattutto è cambiato il mondo intorno”, dichiarano Maurizio Cattelan e Marta Papini. “Rimettere in scena ‘Che cosa è il fascismo’ significa farla incontrare con un tempo diverso e costringerci a leggerla anche attraverso ciò che sta succedendo oggi.”

La mostra: immagini, ideologia, memoria

L’allestimento negli spazi di Palazzo Ardinghelli non segue un ordine cronologico o filologico: le opere si articolano come una sequenza di immagini che si sedimentano attraverso associazioni visive, risonanze e contrasti, lasciando nel visitatore una traccia che va oltre la singola opera.

Fulcro della mostra è Io sono un ariano — ultimo progetto editoriale di Fabio Mauri, pubblicato nell’anno della sua scomparsa. Composto quasi interamente da immagini, il volume assume la forma di un diario visivo in cui l’artista sembra affermare di aver fatto, sul serio, esperienza della vita. L’allestimento trae ispirazione dalla sua grande partitura visiva e dalla sua dimensione confessionale e autobiografica.

Accanto alle opere scultoree e installative — Muro d’Europa / La barca (1979), Entartete Kunst (1985), la serie Arierwiege (1995), La resa (2002) — il progetto accoglie due performance:

  • Che cosa è il fascismo (1971) — riportata in scena il 26 settembre dopo quasi trent’anni
  • Che cosa è la filosofia. Heidegger e la questione tedesca. Concerto da tavolo (1989) — presentata l’ultima volta nel 2012 a dOCUMENTA (13)

I temi che le opere attraversano sono temi del presente: la posizione ambigua dell’Europa come luogo “non più di idillio che di sterminio, perfettamente idonea a entrambi”; il rapporto tra arte e politica; la memoria e le rimozioni delle atrocità della guerra; il fascino persuasivo e fatale dell’ideologia. Ogni opera mette il pubblico in una posizione scomoda, rendendolo al tempo stesso testimone e complice degli orrori e degli oblii della Storia.

Le dichiarazioni

“Con questa mostra L’Aquila compie un gesto di riconoscenza verso Fabio Mauri, che ha dato molto alla città in qualità di artista, intellettuale e docente. Grazie a Maurizio Cattelan e Marta Papini, viene celebrata la sua ricerca artistica e il ruolo che ha avuto nella formazione di generazioni di studenti e della città”, dichiara il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.

“Al MAXXI L’Aquila abbiamo accolto con entusiasmo l’idea dei curatori di celebrare Fabio Mauri nel centenario della nascita e di farlo proprio nella città che è stata parte attiva del suo percorso creativo. Il museo riveste così, ancora una volta, la funzione di luogo capace di promuovere una profonda rilettura del passato alla luce del presente”, dichiara Maria Emanuela Bruni, Presidente della Fondazione MAXXI.

Prossimo appuntamento: MAMbo Bologna, febbraio 2027

La mostra aquilana anticipa un appuntamento internazionale: a febbraio 2027, la grande retrospettiva dedicata a Fabio Mauri aprirà al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna con il titolo “Fabio Mauri. Convincimi della morte degli altri capisco solo la mia. Opere e azioni 1942–2009”.

Mostra promossa dal Comune dell’Aquila e realizzata dal MAXXI, nell’ambito del programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026.

Il Teatro Comunale “Nazzareno De Angelis” riapre all’Aquila: il 17 novembre il taglio del nastro, 17 anni dopo il sisma. “La Traviata” con Giorgio Pasotti e le porte aperte alla città

Diciassette anni dopo il terremoto del 2009, il Teatro Comunale “Nazzareno De Angelis” torna alla città. Il 17 novembre 2026, nell’anno dell...