sabato 13 giugno 2026

Rebecca Moccia - Cusano Mutri (BN) | Aterraterra (Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani) - Forenza (PZ) | Una Boccata d'Arte 2026

Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Rebecca Moccia (@moccia_finora) realizzerà un intervento a Cusano Mutri (BN), in Campania, a cura di Giulia Pollicita (@giulia_pollicita)

Rebecca Moccia
Anche noi (Nostalgia Radicale) a cura di Giulia Pollicita
Inaugurazione
Domenica 21 giugno alle 18.00
Terrazza del Comune, Via Fuci 9, Cusano Mutri (BN)
"A Cusano Mutri ho voluto esplorare la nostalgia nelle sue potenzialità critiche e affettive: uno strumento per rileggere ciò che è andato perduto, riattivare memorie collettive e immaginare futuri non allineati."
Anche noi (Nostalgia Radicale) dal detto cusanese “Se tutto va bene, diventeremo vecchi anche noi”, è un progetto site specific di Rebecca Moccia che interroga le potenzialità nascoste o inespresse del sentimento della nostalgia. La mostra si svolge tra la nuova sede del Comune e della Biblioteca, luoghi chiave dell’organizzazione civile e sociale di Cusano Mutri. Esplorando questo diffuso stato emotivo, strumentalizzato o stigmatizzato, Moccia coinvolge læ abitanti attraverso la raccolta e l'esposizione di materiali biografici e collettivi, evocando in forma scultorea e installativa queste riflessioni. Le opere attivano processi che mettono l’accento sulla nostalgia per immaginare futuri non allineati, spazi alternativi di incontro, e comunità. La nostalgia radicale di Rebecca Moccia offre occasioni di ribellione rispetto al modello di progresso moderno, motore di processi di spopolamento dei piccoli borghi, del terrore quotidiano della perdita di lavoro, della casa o dell’ecosistema stesso.
Si ringraziano: il Sindaco Pietro Crocco, Lucia Franco, Carmela Iassogna, Patrizia Prece, Vittorio Maturo, Stefano Colonna, Davide D’Amico, Annalaura Capodicasa, Sergio Pollicita, Francesca Rossi, tutte le persone che hanno contribuito, partecipato e offerto sostegno al progetto. Artista Rebecca Moccia (Napoli, 1992) è un’artista transdisciplinare il cui lavoro combina immagini in movimento, fotografia, suono ed elementi scultorei ed effimeri. Le sue installazioni nascono da una ricerca situata che spesso include pratiche collettive e workshop. Nel 2024 ha rappresentato il Padiglione Italia alla 15ª Biennale di Gwangju in Corea del Sud. Attualmente è dottoranda in Visual Arts presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e ha ricevuto il grant per la ricerca internazionale Italian Council X. E’ co-fondatrice di AWI – Art Workers Italia.
Curatrice Giulia Pollicita (Palermo, 1996) è una ricercatrice e curatrice che vive e lavora a Napoli. Dal 2022 collabora come curatrice con la Fondazione Morra Greco di Napoli. Tra il 2022 e il 2025 è stata assistente curatrice di Pierre Bal-Blanc e di Salvatore Lacagnina. Attualmente è dottoranda presso la University of the Arts London (UAL). Ha curato mostre presso gallerie commerciali quali Des Bains (Londra) e Richard Saltoun (Roma). Scrive e pubblica per diverse riviste, tra cui Flash Art, NERO e Artforum. Per Una Boccata d’Arte ha curato per la Sicilia il progetto di Isaac Chong Wai (2022) e per la Campania i progetti di Serena Vestrucci (2023), Andrea Martinucci (2024) e Tild Greene (2025).
Borgo Cusano Mutri, in provincia di Benevento, si trova sul versante sud del Parco Regionale del Matese, al confine tra Campania e Molise. Inserito in un paesaggio montano segnato da faggeti, castagneti e dalla spettacolare Gola di Lavello, il borgo conserva intatta la fisionomia del centro medievale, con strade strette e tortuose, case antiche in pietra e campanili che emergono nel tessuto urbano. Situato in un’area storicamente legata all’antico Sannio Pentro, Cusano Mutri si distingue per il forte legame che la comunità continua a coltivare con la terra, le tradizioni secolari e una dimensione collettiva ancora viva, scegliendo di abitare e custodire il borgo nel presente. La sua identità si esprime nell’intreccio tra paesaggio, storia locale, pratiche rurali, feste popolari, musica e cultura gastronomica.
Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Aterraterra (@aterraterra) realizzerà un intervento a Forenza (PZ), in Basilicata, a cura di Roberta Mansueto (@roberta.mansueto)
Aterraterra (Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani)
Forenza multispecie a cura di Roberta Mansueto
Inaugurazione
Venerdì 19 giugno alle 18.00
Statua San Pio,
Salita Calvario 10, Forenza (PZ)
"Abbiamo immaginato Forenza come una superficie metabolica multispecie, una rete di forme di vita già esistenti spesso invisibili e indesiderate, per attivare una domanda: possiamo passare dalla rimozione dell’indesiderato al riconoscimento e alla cura, come nuova prospettiva comunitaria?"
Con una dichiarazione d’intenti, Forenza accoglie la sua comunità multispecie.
Osservando le sentine, le fontane sorgive e gli antichi palmenti scavati nella calcarenite, si possono individuare forme di vita poco visibili per l’uomo, ma fondamentali per l’equilibrio ambientale.
Il percorso creato dagli artisti nel borgo valorizza questo ecosistema attraverso cinque sculture, micro-habitat in argilla stampata 3D, progettati per favorire la crescita spontanea di cianobatteri, muschi, alghe e licheni. Non semplici sculture porose, le opere sono vere e proprie forme tecnologiche orientate a favorire processi spontanei di crescita biologica, restituendo visibilità a ciò che comunemente rimane inosservato o ritenuto indesiderato.
Distribuite nel borgo, si presentano come nodi nel paesaggio e creano così una rete diffusa che rileva la complessità della dimensione more-than-human (più che umano): il paese è una superficie multispecie che riconosce gli organismi e i metabolismi viventi.
Il sito forenzamultispecie.eu documenta osservazioni e registrazioni lungo tutta l’edizione di Una Boccata d'Arte.
Si ringraziano: l’Amministrazione comunale di Forenza, il Sindaco Francesco Mastrandrea, Assessore alle Politiche giovanili e alle Pari opportunità Alessandra Brienza, Pro Loco e Servizio Civile Universale Forenza, Agriturismo Masseria Brienza, Associazione Donne Forenza, Unitre, Né Arte Né Parte, aPERTAmentE Aps.
Artista
Aterraterra (Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani)
Aterraterra è un duo composto da Fabio Aranzulla (Karlsruhe, Germania, 1991) e Luca Cinquemani (Agrigento, 1979). Il duo ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Lipsia e conseguito un dottorato in Studi Culturali Europei tra Palermo e Düsseldorf. La loro pratica interseca arte, ecologia e scienza e indaga, attraverso installazioni e altri linguaggi, le forme di disciplina e di antropocentrismo nel rapporto con le piante e le altre forme di vita non umane. Analizza, inoltre, le trasformazioni ecologiche determinate dai cambiamenti climatici. Tra i progetti recenti, la mostra Postvarietal Communities al Museo Civico di Castelbuono e la residenza ospitata dal MODEM di Debrecen, Ungheria.
Curatrice
Roberta Mansueto è curatrice indipendente e attivista nella conservazione della biodiversità vegetale. Ha cofondato Tile project space (2014–2019) a Milano, e ideato diversi progetti indipendendi come takecare e Orto Fertile, che lavorano a cavallo tra ricerca performativa, editoria indipendente e custodia di saperi etnobotanici. Dal 2020 è cofondatrice di Salgemma, redazione indipendente e piattaforma di progetti curatoriali in Puglia, che promuove e valorizza la ricerca artistica e culturale del territorio. Per Una Boccata d'Arte in Basilicata, ha curato i progetti di Hanne Lippard a Grottole (2022), Arianna Pace a Rivello (2023), Giulio Locatelli a Sasso di Castalda (2024), Vaste Programme a Miglionico (2025).
Borgo
Forenza (PZ)
sorge a 836 s.l.m nel cuore del Vulture e si affaccia sulla valle del Bradano. Il borgo è noto per i suoi ampi panorami, che spaziano dal Monte Vulture al Tavoliere fino al Gargano. Circondata da boschi, campi di cereali, uliveti e vigneti, Forenza conserva nel centro storico un fitto intreccio di strade, case in pietra e antiche chiese che raccontano le sue origini medievali, oggi affiancate da interventi di street art e fotografie storiche diffuse nel tessuto urbano. La storia del paese intreccia il passato cavalleresco con il mito dei Templari. Secondo alcune fonti, con l’arrivo dei Normanni nel Sud Italia Forenza divenne feudo del casato dei Pagani, famiglia a cui sarebbe appartenuto il leggendario Hugues de Payns, riconosciuto da molti studiosi come fondatore e primo Maestro dell’Ordine dei Templari.

giovedì 11 giugno 2026

Alice Minervini - Cellino Attanasio (TE) | Angelo Leonardo - Trivento (CB) | Una Boccata d'Arte 2026

Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Alice Minervini (@p.akkiana) realizzerà un intervento a Cellino Attanasio (TE)
Alice Minervini
Cummar a fiure a cura di Andrea Croce e MariaTeresa Daniele
Inaugurazione
Sabato 20 maggio alle 18.30
Terrazza Belvedere, Cellino Attanasio (TE)
"Cummar a fiure diventa un dispositivo camp: una festa reinventata che mette in scena sorellanze e affetti, tra ironia e autofiction collettiva e un’estetica dichiaratamente pacchiana."
Quella delle Commar a fiore è un’antica usanza popolare diffusa in alcune zone rurali dell’Abruzzo, oggi non più praticata. Celebrata durante il solstizio d’estate, rappresentava un momento simbolico in cui si suggellava un'amicizia profonda scambiandosi un ramajette (mazzolino di fiori di campo), per sancire patti di alleanza e mutuo supporto, con l’impegno di mantenere un legame di sorellanza.
Seguendo lo spirito conviviale di Cellino Attanasio, il progetto di Alice Minervini prende forma attraverso passaparola, memoria orale e gossip: la festa diventa lo spazio utile per reinventare rituali condivisi.
Cummar a fiure mette in scena pratiche femminili marginalizzate, trasformando folklore, ironia e una dichiarata pacchianeria in un rito poetico. Al centro, la bambola come doppio simbolico, ispirata alle “pupe” abruzzesi e alla cultura pop.
Dopo il momento performativo dell’inaugurazione, l’installazione si diffonde nello spazio pubblico attraverso un percorso tra festoni decorativi e bambole. Le opere saranno riattivate durante il periodo estivo attraverso una serie di eventi. 
Si ringraziano: Sindaco Giuseppe Del Papa, Assessora alla Cultura Luisana Ferretti, Consigliera con Delega alla Cultura Amalia Temperini, l’amministrazione comunale, i consiglieri, gli uffici e gli operai comunali, Pro Loco, ITACA, Cul.Tur.A’, LND, AVIS, ANA, Protezione Civile, Croce Bianca, la famiglia Tacconelli, Andrea Minervini, Tiziana Scota, Damien Ajavon, Oleksandra Horobets, Arianna Iodice. Un ringraziamento speciale a Hamza Hdada per il supporto tecnico di creazione e stampa 3D.
Artista
Alice Minervini (Firenze, 1997), in arte pakkiana, è un’artista e ricercatrice che esplora le intersezioni tra autofiction, estetiche camp, fashion folklore e sentimentalismo come strumenti per immaginare futuri altri. Si è laureata in Visual Cultures presso la Goldsmiths University di Londra ed è attualmente dottoranda all’Accademia di Belle Arti di Torino con il progetto Per una genealogia affettiva del camp nostrano. Ha cofondato il festival Two Hours Ago I Fell in Love, volto a decostruire i retaggi fascisti nell’immaginario contemporaneo di amore, sesso e identità di genere. Ha pubblicato fanzine e libri d’artista, tra cui Comizi d’Emigrazione, e ha presentato la propria ricerca in contesti internazionali come Shmorèvaz, Parigi (FR, 2023); NYU Casa Italiana, New York (USA, 2025); Dos Mares, Marsiglia (FR, 2026).
Curatori
Andrea Croce è artista, producer e ricercatore, formato in Moda e Arti Visive allo Iuav di Venezia. Indaga l’oggetto performativo come dispositivo critico e le relazioni come pratica artistica e politica. È fondatore di Unpae e svolge attività didattica intervenendo in accademie e istituzioni. Per Una Boccata d’Arte in Abruzzo ha curato progetti dal 2021 al 2025. 
MariaTeresa Daniele è designer e ricercatrice, formata in Moda e Arti Visive allo Iuav di Venezia. Ha conseguito un Master in Street Culture con una tesi su cura e interdipendenza nei processi creativi di design e arte. Lavora tra ricerca, art direction e produzione, collaborando con realtà culturali e artistə; fa parte dei team di Fondazione Studio Rizoma e Almanac.
Borgo
Cellino Attanasio (TE) sorge tra le valli dei fiumi Vomano e Piomba, in un paesaggio collinare segnato da calanchi, coltivi storici e una forte biodiversità concentrata in un’area circoscritta. Affacciato sulle colline della provincia di Teramo, il borgo gode di un panorama che si estende dalle montagne fino alla costa adriatica. Il centro storico conserva la cinta muraria e i torrioni dei duchi Acquaviva d’Aragona; in uno di questi ha sede l’Antiquarium Comunale, dedicato alla memoria archeologica del territorio. Sotto le strade si sviluppa inoltre una trama di grotte, neviere e cunicoli che restituisce l’antico assetto del sottosuolo. L’identità del borgo si esprime nell’intreccio tra storia, arte, saperi rurali e tradizioni gastronomiche.
Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Angelo Leonardo (@ange.leonardo) realizzerà un intervento a Trivento (CB), in Molise, a cura di Alessia Delli Rocioli (@alessia.dellirocioli)
Angelo Leonardo
Perché non dovrei vagare per i pascoli a cercare il vento?
a cura di Alessia Delli Rocioli
Inaugurazione
Sabato 20 giugno alle 18.00
Piazzetta Codarda, Supportico Marucchio, Trivento (CB)
"La presenza silenziosa di Diana a Trivento ha orientato la mia ricerca. Ho immaginato un intervento attraversabile, capace di trasformare lo spazio pubblico in un luogo intimo, votato alla dea e al riposo. Nel sonno, forse, è possibile intuire ciò che durante il giorno resta inafferrabile."
Perché non dovrei vagare per i pascoli a cercare il vento? è una ricerca sull’immaginario di Trivento che prende forma in una tenda nomade situata nella Piazzetta Codarda. Ispirata ai rifugi della transumanza, la struttura è pensata come uno spazio che accoglie incontri tra corpi, ricordi e pratiche quotidiane. Un dispositivo che induce alla sosta e trasforma la piazza in uno spazio liminale: una zona d’ombra per favorire il sogno. Il progetto si sviluppa come una narrazione in divenire, intrecciando simboli, frammenti e memorie emerse dal dialogo tra l’artista, il territorio e le identità che lo abitano. In questo contesto, gli atti di cucire e scucire diventano gesti centrali: l’errore è accolto ed è nei fili che si intrecciano memorie arcaiche e contemporanee.
Si ringraziano: l’Amministrazione di Trivento, l’Assessora Elisa Marianacci e tutte le triventine che si riconoscono nella pratica dell’uncinetto. Grazie per mantenere questa memoria viva e condivisa.
Artista
Angelo Leonardo (Enna, 1991) si è formato all’Accademia Belle Arti di Napoli e di Palermo. Nell’ultimo anno la sua ricerca si è concentrata sulla figura dell’artista giapponese O’Tama Kiyohara (1861–1939), un interesse che porta avanti anche attraverso un progetto collettivo con Stefania Galegati e Daria Filardo. La sua pratica nasce da un confronto costante con l’errore, e dall’attitudine a portare sempre al limite le sue capacità tecniche e intellettuali. I mezzi che utilizza spesso variano in base al contesto e alle relazioni che crea durante i progetti. Più che un atto autoriale esclusivo, il suo lavoro è inteso come risultato delle molteplici influenze esterne che nutrono la sua visione.
Curatrice Alessia Delli Rocioli (1998) è ricercatrice di pratiche artistiche situate e dottoranda presso l’Accademia di Venezia. Il suo lavoro si sviluppa tra curatela, scrittura e creazione di spazi di dialogo e immaginazione condivisa. Durante il percorso accademico si è interessata all’intersezione tra azione poetica e politica nell’Italia degli anni Settanta. Ha lavorato come curatrice freelance e art producer, collaborando con diverse istituzioni e progetti indipendenti europei. Dal 2021 è curatrice di Unpae, piattaforma curatoriale no-profit attiva in Abruzzo (IT). Per Una Boccata d’Arte in Molise ha curato il progetto di Roberto Casti a Macchiagodena (2025).
Borgo
Trivento (CB) è un paese dalla storia millenaria, antico insediamento sannita, municipium romano, contea e sede episcopale, nella Valle del Trigno. Il centro conserva un ricco patrimonio architettonico: la Cattedrale romanica dei SS. Nazario, Celso e Vittore e la Cripta di S. Casto, l’Episcopio, il Museo Diocesano di Arte Sacra, il Palazzo Comitale e il Piano, giardino-belvedere sospeso sulla valle. Il nucleo originario è un intreccio di vicoli, cortili e passaggi racchiusi nella monumentale Scalinata di San Nicola. Il paesaggio circostante è segnato dal Regio Tratturo, dai corsi d’acqua e dalle Morge, imponenti monoliti calcarei custodi di biodiversità. Nota come Città dell'Uncinetto, Trivento valorizza il saper fare femminile e il lavoro di mani operose che intrecciano fili di lana da intere generazioni. Una Boccata d'Arte

Maja Escher - Cupra Marittima (AP) | Natalya Marconini Falconer - Pofi (FR) | Una Boccata d'Arte 2026

Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Maja Escher (@majaescher) realizzerà un intervento a Cupra Marittima (AP), nelle Marche, a cura di Matilde Galletti (@matildegalletti)

Piedi caprini, capelli di polpo a cura di Matilde Galletti

Inaugurazione

Domenica 21 giugno alle 18.30

Borgo Marano, Cupra Marittima (AP)

"Ho sviluppato una forma di archeologia speculativa usando esercizi di disegno collettivo per accedere a una memoria subconscia condivisa dell’immagine della dea. Così intendo riattivare un luogo di culto dedicato alle energie femminili e alle divinità nella cultura contemporanea."

A Cupra Marittima, affiorano le tracce di un’epoca pre-romana, resti di mura e scalinate che sembrano voler nascondere la presenza del tempio della Dea Cupra, divinità legata alla terra e all’acqua. Non si conserva neppure l’iconografia della dea, un tempo venerata dalle popolazioni locali.

L’intervento di Maja Escher si insinua in questa fessura, abitando le architetture esistenti e rivelando il mito attraverso la realizzazione di un altare domestico dedicato alla Dea. Una serie di formelle in terracotta, realizzate in un processo di archeologia speculativa attivato dall’artista insieme a bambini e anziani di Cupra Marittima, sono inserite nei muri di Borgo Marano, il paese alto: un percorso che poco alla volta disegna l’immagine della divinità, fondata sull’immaginario collettivo, e traccia la via verso il nuovo tempio. Qui, elementi visivi ispirati al luogo, dalla vegetazione locale alle attività storiche di marineria, si presentano come doni per celebrare la Dea Cupra. 

Public Program

Archeologia Speculativa

27 e 28 aprile 2026

Cupra Marittima (AP)

Le bambine e i bambini della Scuola Elementare e gli anziani della Casa di Riposo sono coinvolti in un laboratorio immaginativo di archeologia speculativa. L'intento dell'artista è aprire con loro un confronto ludico per provare a dare un volto e un corpo alla Dea Cupra, al fine di riconnettere i partecipanti alla storia locale e vedere dove li può spingere la loro immaginazione. 

Si ringraziano: il Sindaco Alessio Piersimoni, la Consigliera Eliana Ameli, Mattis Heilscher,  Andrea Mora, Lara Moriconi, Lucía Leirós Porto, Ariel Pinheiro, Fernando Roussado, Joana Salgueiro, Settimio Tassotti. 

Un ringraziamento a tutti i  bimbi, anziani e pescatori che hanno collaborato al progetto: Ramona Agostini, Daniele Camela, Romina Caminonni, Maria Carlini, Jhonny Acevedososa Crodoba, Ermanno Agnotti, Francesco Ameli, Esra Amzi, Serena Basili, Sofia Bejaoui, Saverio Butta, Alice Calabrò, Sofia Centanni, Anna Ciarrocchi, Leonardo Ciarrocchi, Alexandru Coruanu, Noah De Filippo, Giulio Del Zompo, Christian De Micco, Rosanna Di Virgilio, Diego Ferraro, Marco Flamini, Ilaria Galavotti, Sonia Ben Gazhela, Alessio Hasalliu, Ejoele Hoxha, Jad Ibn Cheikh, Amedea Ionni, Davide Lanciotti, Erid Lloshi, Hassine Mabrouk, Marta Mancini, Rebecca Mancini, Antonio Matthias Manetti, Samuel Mannocchi, Lorenzo Morganti, Rita Marini, Rossana Mazza, Tiago Nolria, Margherita Novelli, Sofia Pieroni, Milena Pistolesi, Ambar Martina Flores Rodriguez, Lidia Rosetti, Gioconda Rossi, Maria Ruggeri, Mario Michele Scutti, Antonio Teodori, Irma Urbinati, Emidio Zazzetti, Amelja Xhebexhiu.

Artista

Maja Escher (Santiago do Cacém, Portugal, 1990) holds a BA and an MA in Multimedia Art from the Faculty of Fine Arts in Lisbon, including a study grant in London.

Her practice emerges from a direct relationship with territory and its materialities—stories, songs, clay, reeds, stones, ropes, pigments, and plants. Through processes of gathering, experimentation, and collaboration, she transforms these elements into installations and objects that explore the interdependence between body, land, and language. Her work brings together ecological observation, local technologies, and practices of listening and sharing, often incorporating oral knowledge, songs, and popular sayings.

Curatrice

Matilde Galletti è curatrice e docente di Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. Si è formata e ha collaborato con gli Archivi Gerardo Dottori di Perugia, con l’associazione a.titolo di Torino, con la rivista Titolo. Si è occupata di poesia visuale, lavorando per gli archivi di Anna Oberto a Genova e di Arrigo Lora-Totino. È ideatrice e curatrice di Karussell, progetto che promuove l’arte contemporanea nelle Marche del sud. Cura l’archivio dell’artista Mario Airò. Per Una Boccata d’Arte nelle Marche, ha curato i progetti di Caterina Morigi a San Ginesio (2024) e di Giuseppe Abate ad Altidona (2025).

Borgo

Cupra Marittima (AP), sulla Riviera delle Palme in provincia di Ascoli Piceno, è un raro esempio di centro rivierasco che conserva tracce ben distinte delle diverse epoche della sua storia. La parte moderna si sviluppa lungo la costa, il borgo medievale di Marano sorge sul colle, mentre a nord dell’attuale abitato si trovano i resti della romana Cupra Maritima. Abitato fin dal Paleolitico, fu prima un importante insediamento piceno e poi una colonia romana, di cui restano il Foro, il tempio dedicato alla Dea Cupra e una villa con terme e ninfeo. L’antico borgo fortificato di Marano conserva ancora mura, torri del XII secolo, palazzi nobiliari, chiese medievali e il Museo Archeologico del Territorio. Sulla costa si trova invece il Museo Malacologico Piceno, che raccoglie quasi un milione di esemplari e testimonianze di arte primitiva legate al mondo delle conchiglie.

Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Natalya Marconini Falconer (@natalyamfalc) realizzerà un intervento a Pofi (FR), nel Lazio, a cura di Irene Angenica (@ir_e_ne_na)
Canzàre a cura di Irene Angenica
Inaugurazione
Sabato 20 giugno alle 18.30
Via G. Pesci 42, Pofi (FR)
Canzàre significa attraversare un terreno privato.
Un borgo nato da un’entropia vulcanica e generativa, fatta di cose che si disfano mentre diventano altro. Segni di vita, gesti di magia sfuggenti, riemergono dalle crepe della distruzione. Come può la materia attraversare il passato e arrivare al presente per raccontare ciò che non esiste più?
A Pofi, le fondamenta di una casa distrutta dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale affiorano oggi come una piccola piazza, il cui perimetro conserva ancora la forma originaria dell’abitazione, tra soglie e scale riconoscibili. È da questo luogo che prende forma il progetto, sviluppato a partire dalle suggestioni emerse durante i sopralluoghi e dalle lunghe osservazioni del paese.
Questo spazio, sospeso tra memoria privata e uso collettivo, diventa il punto di partenza: l’artista ne propone una risignificazione attraverso la ripavimentazione di una porzione dell’antica casa, evocando simbolicamente un processo di ricostruzione e rinascita.
Nella nuova pavimentazione sono inseriti calchi legati alla storia locale, tra cui le frecce in selce ritrovate dai bambini nei campi negli anni Cinquanta e la vitalba, pianta simbolo di resilienza. L’opera si configura come un omaggio alla memoria del luogo e, al tempo stesso, come un auspicio di rinascita per la comunità: un gesto che unisce passato e presente, trasformando le tracce della distruzione in una narrazione di continuità e rigenerazione.
Public Program
Case che restano
16 maggio 2026
Pofi (FR)
Il workshop invita gli abitanti di Pofi a dialogare con gli studenti dell'Accademia di Belle arti di Frosinone condividendo memorie familiari e ricordi di vita quotidiana: gesti, oggetti, ricordi, sensazioni. Insieme agli studenti, queste storie diventeranno una grande tela dipinta, trasformando la memoria in materia viva e collettiva.
Si ringraziano: Marco Savarese, James Hillman, Massimo Schiavoni della Fonderia Schiavoni, Chiara Gerpini, Lorenzo D’Amici, Edmondo D’Amici, Anna Maria Fiorini, Hagopian, Marisa Colonnelli, Gruppo Folklore Pofano.
Artista
Natalya Marconini Falconer (Londra, 1997) è un’artista e scrittrice che lavora tra Londra e l’Italia. Dopo la laurea in Letteratura inglese presso l’University College London nel 2019, ha conseguito un Master in Belle Arti alla Slade School of Fine Art di Londra nel 2024, dove ha ricevuto la borsa di studio della Sarabande Foundation. La sua pratica nasce da lacune nella memoria familiare e nella storia dei luoghi. Lavorando con scultura, installazione e scrittura, indaga questi vuoti, spesso attraverso la raccolta dei resti materiali lasciati dalla rapida industrializzazione, dalle migrazioni interne e dagli eventi naturali. Nel 2025 ha partecipato alla residenza Atelier Elpis e alla mostra collettiva A te non resta che abitare questo desiderio, entrambe promosse da Fondazione Elpis a Milano. Nel 2026 prende parte alla mostra collettiva Reassemblage presso la General Assembly Gallery a Londra, ed è artista in residenza per lo Studio Programme di Castro Projects a Roma.
Curatrice
Irene Angenica (Catania, 1991) è una curatrice educativa, laureata in Storia dell’arte contemporanea e Didattica dell’arte. Ha frequentato CAMPO alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, co-fondato il collettivo CampoBase e collaborato con istituzioni nazionali e internazionali. Dal 2021 al 2025 è stata responsabile delle attività educative del MACRO di Roma. Attualmente svolge un PhD all’Accademia di Belle Arti di Catania. La sua ricerca indaga pratiche discorsive, laboratoriali e collettive con approcci non gerarchici e conviviali. Per una Boccata d’Arte in Lazio, ha curato i progetti di Elena Rivoltini a Bassiano (2024) e Gabriele Ermini a Oriolo Romano (2025).
Borgo
Pofi (FR) si trova nella provincia di Frosinone nel cuore della Ciociaria. Arroccato su un antico vulcano spento, domina il paesaggio con un panorama che abbraccia i paesi limitrofi e spazia tra campi e monti del basso Lazio. Il centro storico, con i suoi vicoli in pietra vulcanica, custodisce tradizioni antiche, alcune legate alla cultura florivivaistica, ancora oggi molto sentita in paese. Tra i luoghi simbolo spicca la Chiesa di Sant’Antonino del XI secolo, in stile romanico e il Castello baronale dei Colonna, con la Torre dell’Orologio. Pofi occupa inoltre un posto centrale nel dibattito paleoantropologico grazie ai ritrovamenti di reperti fossili attribuiti all’Homo heidelbergensis, risalenti a circa 400.000 anni fa. I molti reperti, oggi esposti presso il Museo Preistorico Pietro Fedele, testimoniano la presenza dell’uomo nel territorio della Valle del Sacco fin dal Paleolitico medio. Una Boccata d'Arte

lunedì 8 giugno 2026

Lara Dâmaso - Palazzuolo sul Senio (FI) | Abdel Karim Ougri - Ficulle (TR) | Una Boccata d'Arte 2026

Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Lara Dâmaso (@lalalaradamaso) realizzerà un intervento a Palazzuolo sul Senio (FI), in Toscana, a cura di Gabriele Tosi (@gabri3l3tosi) con @threesproductions.

O fluxo che unisce não se attraversa a cura di Gabriele Tosi con Threes Productions

Inaugurazione

Sabato 20 giugno alle 17.30

Rovine del Ponticino, Viale degli Ubaldini 17 - Palazzuolo Sul Senio (FI)

"Quando il fiume in piena spezza il ponte costruito per attraversarlo, lasciamo che il suo scorrere sia il legame che consente la dualità delle sue rive."

Il 2 novembre 2023 una piena del Senio distrusse uno dei ponti di Palazzuolo. Da questo evento prende spunto il progetto di Lara Dâmaso, dedicato alla volontà di legarsi. Le opere richiamano una qualità storica del luogo, capace di farsi attraversare da culture differenti e accogliere pluralità. Due sculture trovano posto sulle rive opposte del fiume, in punti riparati che suggeriscono la prossimità di un corpo. Le forme riprendono l’andamento delle strade del paese, trasformando i passaggi in canali sonori. Le sculture funzionano come due parti di un’unica composizione, divise dal fiume che scorre tra loro. La composizione intreccia la voce dell’artista e suoni del territorio. Realizzate in Portogallo, le opere aggiungono al borgo una presenza ceramica altra, che entra in una storia segnata da stratificazioni e scambi tra Toscana e Romagna. Presso il ponte crollato, un cartello custodisce il nucleo poetico del progetto, sospeso tra la piena e la notizia della sua ricostruzione.

Si ringraziano: il Sindaco Marco Bottino, il Consigliere Claudio Tozzola, i cittadini Matteo Donigaglia e Alfredo Menghetti, Ebrahim El Moly per le ceramiche, Gluaco Salvo e NUB Project per il suono; Filippo Tappi e Toast Project.

Artista


Lara Dâmaso (Biel/Bienne, Svizzera, 1996) lavora tra forme effimere e permanenti, utilizzando performance, suono, video, cucito, scultura, fotografia e testo. La sua pratica si concentra su un dialogo sensibile e vibratorio tra gli esseri umani e gli spazi che abitano. Esplora l’interconnessione tra il tangibile e l’intangibile, indagando la relazione tra il movimento della voce e quello dei corpi al fine di stabilire una modalità di comunicazione diretta ed emotiva. L’ascolto — inteso come stato di presenza totale — è essenziale per attivare questo dialogo. Trasformazione, pluralità del sé, dissonanza, fluidità e interdipendenza sono elementi centrali del suo processo creativo. Ha conseguito un Bachelor di Belle Arti presso la Zurich University of the Arts, in Svizzera.

Curatore

Gabriele Tosi con Threes Productions

Gabriele Tosi (1987) è curatore e project manager. Co-dirige Toast Project, Firenze e Megadue, Bologna. Cura programmi di residenza artistica per Fondazione Musei Senesi e Alchemilla, Bologna. Insegna all’Istituto Marangoni di Firenze. Per Una Boccata d’Arte ha curato gli interventi di Theodoulos Polyviou a Fosdinovo (2023), Villiam Miklos Andersen a Serre di Rapolano (2024) e Stella Rochetich a Pratovecchio Stia (2025).

Threes Productions è un’agenzia creativa impegnata nella sostenibilità culturale che sviluppa e promuove progetti sperimentali nel campo della musica e dell’arte. Attraverso una metodologia improntata su ricerca e innovazione, Threes Productions si è affermata come una piattaforma multidisciplinare e collaborativa, che spazia dalla progettazione e organizzazione di eventi, fino allo sviluppo di contenuti editoriali e musicali.

Borgo

Palazzuolo sul Senio (FI)

Palazzuolo sul Senio è un borgo medievale dell’alto Mugello, in provincia di Firenze, affacciato sul versante appenninico romagnolo. Terra di confine, custodisce un’identità costruita nei secoli attraverso scambi, passaggi e contaminazioni culturali che ancora oggi definiscono il carattere della Romagna Toscana. Il fiume Senio attraversa il paese come una linea naturale che mette in relazione stratificazioni storiche e visioni contemporanee. Dalla Biblioteca comunale trecentesca affrescata di piazza Strigelli a E50035 – aspettati l’inaspettato, galleria d’arte contemporanea ricavata da un’ex edicola e divenuta simbolo di rigenerazione urbana, il borgo intreccia memoria e progettualità condivisa. Il Palazzo dei Capitani ospita inoltre il Museo Archeologico dell’Alto Mugello e il Museo delle Genti di Montagna, custodi di un prezioso patrimonio materiale e immateriale.

Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Abdel Karim Ougri (@abdel.karim.ougri) realizzerà un intervento a Ficulle (TR), in Toscana, a cura di Giovanni Rendina (@giovannirendina)

mar-HB4 a cura di Giovanni Rendina

Inaugurazione

Domenica 21 giugno alle 18.00

Via Roma, Ficulle (TR)

"La mia nave affonderà, ma la mia fama è come un tuono e il mio passo è come il rumore prodotto dai maghi volanti. Tudududu."

Il progetto di Abdel Karim Ougri per Una Boccata d’Arte 2026 a Ficulle associa scultura e performance, e ragiona sulla costruzione di miti contemporanei legati alle migrazioni nel Mediterraneo. Un autoscontro trasformato in relitto extraterrestre irrompe nel paesaggio del borgo, aprendo una frattura nel quotidiano. Attorno a questa presenza, lo spazio si attiva attraverso interventi installativi e performativi, dando forma a una narrazione diffusa.

Un performer incarna l’unico passeggero: figura liminale e migrante, sospesa tra Mediterraneo postcoloniale, periferie europee e memorie diasporiche. Il suono e il ritmo agiscono come dispositivi di attivazione, innescando movimenti che oscillano tra agency e costrizione. Ne emerge una mitologia instabile, in cui il viaggio diventa atterraggio perpetuo e l’identità si costruisce per collisioni progressive con l’alterità.

Il titolo mar-HB4 richiama il termine arabo marhab, un saluto colloquiale rielaborato a imitare una sigla astronomica da catalogo stellare. L’opera trasforma così uno spazio marginale in un campo di immaginazione simbolica, interrogando la possibilità di nuovi immaginari contemporanee.

Si ringraziano: la Regione Umbria, il Comune di Ficulle, il Sindaco Gian Luigi Maravalle, il Vicesindaco Paola Federica Tarducci, Alexis Supervielle.

Artista

Abdel Karim Ougri (Pesaro, 1998) vive e lavora tra l’Italia e il Marocco. Si è formato all’Accademia di Belle Arti di Urbino e di Torino. La sua ricerca indaga i temi dell’identità, dell’origine e dei processi di appartenenza, esplorando la memoria come strumento critico e il corpo come archivio culturale. Attraverso uno sguardo antropologico e postcoloniale, esplora le tensioni esistenti tra radici culturali e trasformazione del sé, dimensione individuale e collettiva, interrogando e mettendo in discussione i confini tra autobiografia e narrazione storica.

Curatore

Giovanni Rendina è ricercatore e curatore indipendente. Nel 2023 è stato visiting research fellow presso l’Henry Moore Institute a Leeds. Ha curato mostre per Palermo Capitale della Cultura, Art City Bologna, Live Arts Week Bologna e Gelateria Sogni di Ghiaccio. Nel 2019 è stato vincitore della 6a edizione dell’Italian Council. Ha conseguito un dottorato di ricerca all’Università degli Studi del Molise e il master in Curating and Collections al Chelsea College of Arts di Londra. Nel 2024 ha pubblicato il libro Arte contemporanea. Un approccio radicale all'interno della collana Eterotopie edita da Mimesis. Per Una Boccata d’Arte in Umbria ha curato i progetti di Ode de Kort a Otricoli (2024) e Qeu Meparshivili a Citerna (2025).

Borgo

Ficulle (TR)

Ficulle è un borgo umbro sospeso tra Orvieto e la Valdichiana, dove il paesaggio collinare dialoga con mura medievali e vicoli in pietra. La sua identità nasce dall’equilibrio tra memoria e vita quotidiana: l’impianto urbano raccolto, la rocca, le chiese e le tracce etrusche raccontano una storia antica, ancora viva nelle tradizioni popolari e nelle feste di comunità. Terra di artigianato e manualità, custodisce saperi legati alla terracotta e alla lavorazione dei materiali locali. La cultura si intreccia con una gastronomia essenziale e autentica, fatta di olio, vino e sapori di campagna, espressione di un territorio sobrio e generoso.

Caterina Gobbi - Andreis (PN) | Vasilis Papageorgiou - Tredozio (FC) | Una Boccata d'Arte 2026

Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Caterina Gobbi (@sixzeroeighteightone) realizzerà un intervento ad Andreis (PN), in Friuli Venezia Giulia, a cura di Marta Oliva (@martaoliva).

Caterina Gobbi Raccontami di quando tornando dalla fontana

a cura di Marta Oliva

Inaugurazione

Domenica 21 giugno alle 11.30

Ponte medievale, Fontainemore (AO)

"Andreis è un sistema dinamico di relazioni, in cui gli abitanti sono in dialogo costante con il paesaggio. L’opera segue questi intrecci e ne fa emergere la stratificazione umana, animale e geologica come un unico tessuto di relazioni."

Il progetto di Caterina Gobbi prende forma a partire dall’osservazione del paesaggio di Andreis, inteso come un intreccio di dimensioni naturali, geologiche e culturali. Segnato dalla faglia periadriatica e dalla presenza del centro avifaunistico, il territorio si configura come uno spazio di relazione continua tra umano e animale, attraversato da pratiche e narrazioni che ne amplificano la dimensione metamorfica. L’intervento indaga la permeabilità di questi confini, restituendo l’immagine di un paesaggio vivo e in trasformazione. Il progetto si articola in due sculture diffuse: la prima, in vetrofusione, agisce come un dispositivo ottico che filtra e stratifica la percezione del paesaggio; la seconda, realizzata in neon, restituisce alcuni versi del poeta locale Federico Pavan nello spazio della Chiesetta di San Daniele. A queste si affianca una componente sonora, sviluppata con Sara Persico, che rielabora il richiamo e il comportamento utilizzato per la comunicazione tra rapaci — trasformandolo in un gesto di cura e ascolto rivolto agli uccelli feriti del centro avifaunistico.

Si ringraziano: il Sindaco Fabrizio Prevarin, Lisetta Totis, l’Assessora alla Cultura Franca Teja, Mauro Caldana, Parco delle Dolomiti Friulane, Magnifica Comunità di Montagna Dolomiti Friulane Cavallo e Cansiglio, Associazione Lis Aganis Ecomuseo Regionale delle Dolomiti Friulane, Sara Persico, Luca Boffi, Vetreria Brunetta e Pozzebon Mario.

Artista

Caterina Gobbi è un’artista e musicista sperimentale italiana che opera tra performance, suono e scultura. Nel 2018 ha conseguito un Master of Fine Arts presso il Royal College of Art di Londra e attualmente vive e lavora a Torino. Il suo lavoro, con un’attenzione rivolta all’esperienza personale, indaga le nozioni di “natura”, le prospettive femministe e il potenziale dei paesaggi sonori immersivi, esplorando la relazione tra i corpi e l’ambiente che li circonda. 

Tra le sue recenti mostre e performance si segnalano SOL INVICTUS: Sounds and performances for the winter solstice in Milano, Istituto Svizzero Milano (2023); Ende Neu, KINDL, Berlino (2022); Gestus, Teatrino di Palazzo Grassi, Venezia (2022); AliveLab Ateliersi, Art City Bologna (2022); What time are you performing tonight, Chalton Gallery, Londra (2019).

Curatrice

Marta Oliva (1994) è una curatrice e producer culturale che opera tra musica e arti visive. La sua ricerca esplora le relazioni tra ascolto, editoria e narrazione, dando vita a sperimentazioni sonore e progetti interdisciplinari. Ha collaborato con realtà indipendenti e istituzioni, tra cui Radio Alhara, Wonder Cabinet, Università  IUAV di Venezia e La Biennale di Venezia. Nel 2020 ha fondato Publishing Station piattaforma che connette creativi, etichette e pubblicazioni indipendenti. Conduce un programma su Radio Alhara ed è parte di Threes Productions. Per Una Boccata d’Arte in Friuli Venezia Giulia, ha curato i progetti di Irini Karannayoupolou a Polcenigo (2021), Riccardo Benassi a Pesariis (2022), Judith Hopf ad Aquileia (2023), Mariona Cañadas e Pedro Murúa a Paluzza (2024) e Babau a Cormons (2025).

Borgo

Andreis (PN)

Ad Andreis tradizione, poesia e natura abitano il paesaggio. Famoso per i Daltz, tipiche case caratterizzate da scuri ballatoi in legno, il borgo è punteggiato dai componimenti di Federico Tavan, visionario poeta del posto. Andreis si trova nel Parco Naturale delle Dolomiti Friulane che ospita anche il conosciuto centro di recupero per rapaci feriti nell’area avifaunistica e da cui hanno origine numerose escursioni e passeggiate. Poco lontano dal centro abitato, il paesaggio accoglie le specificità geologiche del territorio: la gola del torrente Susaibes traccia la linea tettonica Barcis-Staro Selo che ha determinato una serie di faglie che impediscono alla vegetazione di attecchire. Il territorio comprende la Riserva Naturale Forra del Torrente Cellina, un canyon formato da ripide rocce carbonatiche che precipitano nelle acque cristalline.

Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Vasilis Papageorgiou (@vasilis_papageorgiou_v) realizzerà un intervento a Tredozio (FC), in Emilia-Romagna, a cura di Sofia Baldi Pighi (@sofiabaldipighi)

TO RIVER a cura di Sofia Baldi Pighi

Inaugurazione

Sabato 20 giugno alle 13.00

Piazza Vespignani, Tredozio (FC)

"In inglese non esiste il verbo 'to river'. Ma cosa c'è di più verbale di un fiume? 

Partendo dalle parole di Robert Macfarlane, il mio progetto To River intende rigenerare il legame tra la comunità di Tredozio e il suo fiume, riattivando le sponde e riflettendo sulla fragilità della natura e sull'intervento umano."

C’era una volta una tovaglia romagnola che un giorno si mise in viaggio. Partì dalle mani di una signora faentina e arrivò ad Atene, nello studio di Vasilis Papageorgiou. Il progetto TO RIVER la restituisce a Tredozio, accanto al torrente Tramazzo, luogo affettivo della comunità. Bagnata nel rame, una nuova pelle metallica aderisce al tessuto, mentre fiori ed erbe sembrano riaffiorare, come se la tovaglia non coprisse il prato, ma ne rivelasse la forza nascosta. 

Papageorgiou strappa la tovaglia all’iconografia turistica italiana per riportarla a una dimensione intima, un oggetto usato, attraversato da macchie di vino e dai segni delle cene e dei tanti pranzi che l’hanno accompagnata. Attraverso l’intervento dell’artista, la tovaglia romagnola si trasforma perde il nome della casa da cui proviene e diventa collettiva. Accanto alla scultura, due bandiere stampate con ruggine portano nel cielo di Tredozio i disegni della tavola. TO RIVER è un’opera in movimento, come il torrente a cui si avvicina. Tutto scorre: la tovaglia che attraversa l’Europa, le mani che l’hanno accompagnata, la catena di affetti che l’ha resa possibile, il rame che ossida e cambia colore. E tu, stai iniziando a scorrere?

Si ringraziano: il Sindaco e gli abitanti di Tredozio, Habitat e la sua comunità Giovanna Minardi, Irene Biolchini, Mariana Antzoulatou, Apostolis Sorolopidis, Dimitris Philippakis, Danai Giannoglou, Alan Signani, Marco Peroni, UNA Gallery, Peromatto.

Artista

Vasilis Papageorgiou (1991) è un artista che vive e lavora ad Atene. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in Grecia e all’estero. Nel 2024 ha presentato la mostra personale di grande scala presso il Salzburger Kunstverein, Saliburgo (AT, 2024). Nel 2023 ha partecipato alla residenza artistica a LUMA Arles (FR, 2023) e ha ricevuto il Premio Matteo Viglietta a Torino (2022). I suoi lavori fanno parte di diverse collezioni, tra cui quella della Fondazione Onassis e la Collezione La Gaia. È cofondatore di Enterprise Projects, uno spazio progettuale che opera in modo indipendente e periodico ad Atene dal settembre 2015.

Curatore

Sofia Baldi Pighi (1995) è una curatrice con base tra Milano e Malta. Dal 2017 la sua ricerca indaga l’intersezione tra arte contemporanea, patrimonio storico e politiche militanti attraverso mostre, programmi pubblici e laboratori didattici per enti pubblici e privati. È stata Direttrice Artistica della Malta Biennale 2024, Insulaphilia, e parte del team curatoriale del Padiglione Italia alla 14ª Biennale di Gwangju (Corea del Sud). È membro di IKT e di Art Workers Italia. Per Una Boccata d’Arte in Emilia-Romagna, ha curato i progetti di Raghad Saqfalhait a Travo (2023), Sóley Ragnarsdóttir a Berceto (2024) e Vica Pacheco a Bagnara di Romagna (2025).  

Borgo

Tredozio (FC)

Tredozio sorge tra i colli della valle del Tramazzo e racchiude secoli di storia e fascino medievale. Tra i suoi vicoli riecheggiano i nomi di poeti e pittori, Maria Virginia Fabroni, Faustino Perisauli e Silvestro Lega. Le foreste del del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi di cui Tredozio fa parte, offrono un lungo reticolo di sentieri tra alberi monumentali, antiche carrettiere, e il Vulcano del Monte Busca, il più piccolo d’Italia, noto anche come Buca del Diavolo, peculiare fenomeno per cui una fiamma alimentata da gas naturale esce dal sottosuolo. La natura geologica del luogo è caratterizzata dal fiume Tramazzo, con cui il territorio nutre da sempre una relazione significativa.


Rebecca Moccia - Cusano Mutri (BN) | Aterraterra (Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani) - Forenza (PZ) | Una Boccata d'Arte 2026

Per la Settima Edizione di  #unaboccatadarte , Rebecca Moccia (@moccia_finora) realizzerà un intervento a Cusano Mutri (BN), in Campania, a ...