martedรฌ 8 settembre 2026

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Si conclude a Formia, nella suggestiva cornice dell’Area Archeologica di Caposele, la XXXIII edizione di “Libri sulla Cresta dell’Onda”, storica rassegna culturale nata proprio nella cittร  del Golfo e divenuta negli anni un importante appuntamento per il panorama italiano.

L’ultimo incontro รจ in programma venerdรฌ 11 settembre alle ore 21.15 e vedrร  protagonisti @Anna Foa e Giorgio Zanchini, due autorevoli esponenti del mondo culturale e giornalistico italiano.

A venticinque anni dagli attentati dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle di New York, la serata offrirร  l’occasione per riflettere sulla memoria, sulla storia, sulla giustizia e sulle grandi questioni del presente, attraverso le opere dei due ospiti.

Anna Foa presenterร  “Mai piรน”, un saggio che parte dal significato dello slogan nato dalla memoria della Shoah per interrogarsi sul suo valore universale e sul rapporto tra memoria storica, antisemitismo, conflitti e contemporaneitร . Giorgio Zanchini proporrร  invece “Lockerbie”, un’opera dedicata a una delle piรน drammatiche vicende del terrorismo internazionale, con una riflessione sul senso della memoria e della giustizia e sulla difficoltร  di confrontarsi con il passato.

Particolarmente significativo il ritorno della manifestazione nella cittร  che ne ha visto nascere la storia. Un legame che trova ulteriore significato nella figura di Vittorio Foa, padre di Anna, profondamente legato a Formia, dove visse per molti anni e alla quale il Consiglio comunale conferรฌ la cittadinanza onoraria nel 1998.

Con la visione di un prezioso video "monito" di Tiziano Terzani, registrato all'indomani dell'11 settembre 2001 (del regista Mario Zanot) e la presenza all'incontro di sua figlia Saskia Terzani.

“Siamo particolarmente orgogliosi di ospitare a Formia l’appuntamento conclusivo di una manifestazione che qui รจ nata e che nel tempo รจ diventata un patrimonio culturale importante – dichiara il Sindaco Gianluca Taddeo – La presenza di Anna Foa e Giorgio Zanchini rappresenta una preziosa occasione di confronto su temi di grande attualitร , soprattutto a venticinque anni da un evento che ha profondamente segnato la storia contemporanea. La cultura ha il compito di mantenere viva la memoria, ma anche di aiutarci a leggere il presente con maggiore consapevolezza”.

“Riportare ‘Libri sulla Cresta dell’Onda’ nella sua cittร  d’origine per il gran finale della XXXIII edizione ha per noi un valore speciale – aggiunge Taddeo - รˆ un appuntamento che unisce qualitร  degli ospiti, riflessione e valorizzazione del nostro patrimonio storico. Ringrazio gli organizzatori, gli autori e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa importante edizione”.

“Chiudere questa XXXIII edizione a Formia ha un significato particolarmente importante – sottolinea l’Assessore alla Cultura Luigia Bonelli – ‘Libri sulla Cresta dell’Onda’ rappresenta una delle esperienze culturali piรน longeve e riconoscibili del territorio e siamo lieti che il suo ultimo appuntamento possa svolgersi in un luogo suggestivo e ricco di storia come l’Area Archeologica di Caposele”.

“L’incontro con Anna Foa e Giorgio Zanchini sarร  un momento di grande spessore – prosegue Bonelli – Attraverso i loro libri affronteremo temi complessi e attuali, dalla memoria storica alla giustizia, offrendo al pubblico uno spazio di ascolto e confronto. Invito cittadini e visitatori a partecipare a questa serata e a vivere insieme il finale di una rassegna che continua a rappresentare un importante momento di incontro e dialogo”.

Omaggio musicale :

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๐‘ช๐’“๐’Š๐’”๐’•๐’Š๐’๐’‚ ๐‘ท๐’‚๐’„๐’„๐’Š๐’‚๐’“๐’Š๐’๐’Š/ campane tibetane

L’iniziativa รจ organizzata dall’Associazione culturale Tuttilibri, dei fratelli Enza e Riccardo Campino, in collaborazione con il Comune di Formia.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Appuntamento a venerdรฌ 11 settembre, alle ore 21.15, presso l’Area Archeologica di Caposele a Formia.

n caso di pioggia, la serata si svolgerร  regolarmente all’interno della Chiesa di San Giovanni Battista, nell’omonima piazza. - Comune di Formia

sabato 5 settembre 2026

“Nanakorobi Yaoki – Cadere sette volte, rialzarsi l’ottava”: Shu Takahashi tra Oriente e Occidente alla Fondazione de Marchis dell’Aquila. Mostra visitabile fino al 4 settembre

6 settembre — Finissage e connessione con il Giappone

Il 6 settembre 2026 il finissage della mostra aquilana assume un significato ancora piรน commovente. La Fondazione Giorgio de Marchis e il figlio Ari Takahashi si collegheranno in videoconferenza per passare idealmente la fiaccola dello spirito del maestro al Museo Municipale d’Arte della Cittร  di Kure, in Giappone: la stessa cittร  abruzzese che ha celebrato l’artista diventa ponte simbolico verso la terra che lo ha visto nascere.

Nanakorobi Yaoki รจ un proverbio giapponese: cadere sette volte, rialzarsi l’ottava. Una filosofia di vita costruita sull’idea che il valore non stia nell’evitare la caduta ma nel rialzarsi sempre. Per L’Aquila — cittร  che ha scelto la cultura come forma di rinascita — scegliere questo titolo non รจ un caso.

Inaugurata il 2 luglio 2026 e visitabile gratuitamente fino al 4 settembre, la mostra รจ il secondo progetto della rassegna Nanakorobi Yaoki della Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre, con la direzione artistica di Diana Di Berardino. รˆ curata da Anna Imponente con la collaborazione di Ari Takahashi, figlio dell’artista, e allestita da Marcello Deroma e Carlo Mangolini.

Il progetto si avvale del patrocinio dell’Ambasciata del Giappone in Italia e dell’Istituto Giapponese di Cultura a Roma (Japan Foundation).

Chi รจ Shu Takahashi

Shu Takahashi nasce nel 1930 nella prefettura di Hiroshima. Si avvicina alla pittura come a una “profonda, liberatoria esigenza di espressione” e ottiene il primo grande riconoscimento in Giappone nel 1961, vincendo il Gran Premio dei Nuovi Artisti con Strada della luna al Museo Nazionale d’Arte Moderna di Tokyo.

Nel 1963 arriva in Italia grazie a una borsa di studio del Governo italiano. L’incontro con Lucio Fontana e lo spazialismo segna il suo sguardo senza condizionarlo: la sua ricerca sviluppa una via propria, che unisce l’artificiositร  costruttivista occidentale al vitalismo organicista orientale. Il 1966 — con la prima personale alla Galleria del Cavallino di Venezia — segna la svolta verso il colore: smalti nitrati e acrilici in tonalitร  vibranti di blu, rosso e arancio, usati per rappresentare una forma di gioia di vivere come “spinta energetica”.

Takahashi sviluppa una tecnica originale basata sulle “shaped canvas” — tele sagomate con margini curvilinei e solchi profondi tra i colori — che superano la distinzione tra pittura e scultura, conferendo all’opera una dimensione oggettuale e spaziale. Partecipa alla Biennale di Venezia nel 1976 e alla Quadriennale di Roma nel 1977; la sua carriera culmina con una retrospettiva alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma nel 1993. Nel 1996 realizza il mosaico “Quattro Stagioni” nella stazione metro Ottaviano di Roma.

Ha vissuto in Italia per quarant’anni. Nel 2020 viene insignito del titolo di Persona di Merito Culturale dal Governo Giapponese; nel 2021 riceve l’onorificenza di Commendatore dal Governo Italiano.

La mostra: tre livelli di lettura, un dialogo tra culture

Il percorso espositivo si sviluppa attraverso tutti gli ambienti della Fondazione su tre livelli sovrapposti.

Il livello visivo: le opere — provenienti dalla Collezione della Fondazione e da prestiti di importanti collezioni pubbliche e private italiane e giapponesi — mostrano la loro “essenziale policromia e fluiditร  di forme”. Tra queste spicca “Incontro” (1992), grande opera monumentale proveniente dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma (GNAMC).

Il livello documentario: apparati informativi, riproduzioni fotografiche e videoproiezioni restituiscono tre interventi chiave nella carriera di Takahashi: l’allestimento della discoteca Mon Ami a Roma nel 1969 (video: youtu.be/Nwy49OiuZeg), l’installazione sul Battistero di San Giovanni a Volterra nel 1973 (video: youtu.be/8Ml6TEah9Yk) e i dipinti monumentali per il Tempio buddista Renge-In Tanjo-Ji in Giappone nel 2017 (video: youtu.be/cV0HzqMJXnY).

Il livello emozionale: ritratti dell’artista, trascrizioni di interviste e pensieri personali che restituiscono la dimensione umana di Takahashi.

Il percorso รจ accessibile in doppio registro linguistico (italiano/inglese), con QR code per approfondimenti e una brochure-origami a cura di Valentina Equizi.

Come scrive Anna Imponente nel testo critico: «Strana l’eleganza, lo splendore, l’intensitร  ineguagliata della sua arte. Fatta di semplificazioni estreme, l’innocenza di sensazioni tattili, l’epifania di nuovi materiali, i colori di lacca. […] Con la permeabilitร  del suo spirito Takahashi trasforma in realtร  il sogno sublime di attraversare i muri dello studio unendo in un continuo fluire Oriente e Occidente, contenere universi di modernitร  e tradizione.»

Informazioni pratiche

Mostra Nanakorobi Yaoki – Shu Takahashi

Sede Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre, Corso Vittorio Emanuele II, 23 — L’Aquila

Fino al 4 settembre 2026

  • Orari Giovedรฌ 11:00 – 19:30
  • Venerdรฌ 17:30 – 20:00
  • Sabato 17:30 – 20:00
  • Domenica 11:00 – 13:00 / 17:30 – 20:00

Ingresso Libero

Sito fondazionedemarchis.it

Info fondazione.demarchis@gmail.com

La Visitazione di Raffaello torna all’Aquila dopo 400 anni: dal Prado di Madrid al MuNDA, insieme a Pontormo da Carmignano

La Visitazione di Raffaello Sanzio non lascia L’Aquila il 27 settembre. Il Museo Nacional del Prado ha concesso la proroga del prestito: il capolavoro rinascimentale rimarrร  al Museo Nazionale d’Abruzzo fino al 3 novembre 2026, con un allestimento speciale e un nuovo ciclo di incontri con i curatori ogni lunedรฌ a partire dal 28 settembre.

Dal 27 giugno al 27 settembre 2026, il Comune dell’Aquila e il Museo Nazionale d’Abruzzo presentano uno degli eventi artistici piรน importanti dell’anno in Italia: la Visitazione di Raffaello — opera commissionata da un mecenate aquilano per una chiesa dell’Aquila, oggi custodita al Museo del Prado di Madrid — torna nella cittร  che l’ha ispirata e voluta, per la prima volta dopo oltre quattrocento anni. Di fronte a lei, la Visitazione di Pontormo proveniente da Carmignano: un confronto tra capolavori che non si รจ mai visto.

C’รจ una storia aquilana nascosta dentro uno dei piรน celebri dipinti di Raffaello. E il 27 giugno 2026, dopo oltre quattro secoli, quella storia torna a casa.

Il Comune dell’Aquila e il Museo Nazionale d’Abruzzo presentano “La Visitazione all’Aquila. Raffaello e Pontormo”: la mostra, curata dagli storici dell’arte Tom Henry e Federica Zalabra, Direttore del MuNDA, e allestita nel Castello Cinquecentesco dell’Aquila, รจ uno degli appuntamenti piรน rappresentativi e scientificamente ambiziosi del programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. Fino al 27 settembre 2026, il museo ospita due delle opere piรน celebrate della pittura rinascimentale italiana in un confronto diretto che non era mai stato possibile prima: la Visitazione di Raffaello, prestata eccezionalmente dal Museo del Prado di Madrid, e la Visitazione di Pontormo, proveniente dalla chiesa di San Michele a Carmignano (Pistoia), di proprietร  della Diocesi di Pistoia.

Il Comune dell’Aquila รจ il principale sostenitore della mostra, cofinanziata nell’ambito del Programma Restart 2 – Prioritร  C: un investimento istituzionale preciso, che rientra nel quadro di misure finalizzate al rafforzamento dell’offerta culturale della cittร  nell’anno di Capitale. Portare all’Aquila il capolavoro raffaellesco dal Prado di Madrid — e metterlo a confronto con Pontormo da Carmignano — รจ una scelta culturale che ha richiesto anni di lavoro diplomatico e scientifico.

La storia: un capolavoro aquilano che torna a casa

La Visitazione di Raffaello non รจ arrivata al Prado per caso. Ha una storia precisa, e quella storia passa per L’Aquila.

L’opera — una tavola di straordinaria eleganza compositiva, dipinta attorno al 1517 — fu commissionata da Giovanni Battista Branconio, aquilano di nascita, uomo di fiducia di Papa Leone X e amico personale di Raffaello. Branconio la destinรฒ alla cappella di famiglia nella chiesa di San Silvestro all’Aquila: rimase nel suo contesto originario per oltre un secolo, parte integrante della vita religiosa e artistica della cittร , prima di intraprendere il lungo percorso che l’avrebbe portata in Spagna e infine nelle collezioni reali madrilene.

La mostra nasce dall’esigenza — e dall’ambizione — di riportare idealmente all’Aquila questo capitolo della propria storia: restituire alla comunitร  l’occasione di un confronto diretto con il capolavoro raffaellesco e aprire nuove linee di ricerca sulla bottega di Raffaello, sul circuito di relazioni fra artisti e committenti, e sul ruolo di Branconio come promotore e mediatore culturale nella Roma di Leone X. Una restituzione resa possibile dalla collaborazione tra Comune dell’Aquila e MuNDA che ha fatto di questa mostra uno degli atti culturali piรน significativi del mandato.

“Con ‘La Visitazione all’Aquila. Raffaello e Pontormo’ la cittร  accoglie uno dei progetti piรน significativi del percorso dell’Aquila 2026: un appuntamento che restituisce alla comunitร  un capitolo fondamentale della propria storia artistica e, al tempo stesso, proietta il nostro territorio in una dimensione culturale internazionale”, ha dichiarato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi. “Il ritorno, seppur temporaneo, della pala realizzata da Raffaello per la cappella Branconio di San Silvestro rappresenta un’occasione straordinaria per riaffermare il legame profondo tra la cittร , la sua memoria e i grandi protagonisti del Rinascimento. Questa mostra conferma la capacitร  dell’Aquila e del MuNDA di costruire progettualitร  culturali ambiziose, inclusive e di alto valore scientifico, capaci di parlare al pubblico, agli studiosi e alle nuove generazioni.”

Il confronto: Raffaello e Pontormo faccia a faccia

La possibilitร  di esporre insieme la Visitazione del Prado e la Visitazione di Pontormo da Carmignano รจ, nelle parole dei curatori, un elemento centrale e inedito della mostra.

Raffaello Sanzio (Urbino, 1483 – Roma, 1520) porta nella sua Visitazione la sintesi piรน alta del classicismo cinquecentesco: figure monumentali e pacificate, spazio aerato, equilibrio perfetto tra forma e sentimento. รˆ un’opera che ha indicato la direzione a molte opere dell’ultimo periodo della sua attivitร  e che รจ fondamentale per comprendere il funzionamento della sua bottega, nella quale operavano artisti di primissimo piano.

Jacopo Pontormo (Pontorme, 1494 – Firenze, 1557), con la sua Visitazione di Carmignano (1528-1530), risponde con un linguaggio radicalmente diverso: figure dal collo allungato e avvolte in manti dai colori acidi e irreali, una tensione emotiva che rompe ogni equilibrio classico. รˆ uno dei capolavori fondativi del Manierismo italiano, e una delle opere piรน visitate della Toscana.

Metterle a confronto all’Aquila, nella stessa sala, non รจ un esercizio estetico: รจ una lezione sulla storia della pittura italiana in uno dei momenti di maggiore trasformazione, tra il pieno Rinascimento e la sua crisi.

Il percorso espositivo: due sezioni, un racconto

La mostra si sviluppa in due sale dedicate, allestite all’interno del percorso espositivo del Castello Cinquecentesco, in dialogo diretto con le collezioni permanenti del MuNDA.

La Visitazione del Prado e la Visitazione di Pontormo

La prima sezione รจ il cuore della mostra: i due dipinti a confronto, con un apparato critico che esplora le novitร  iconografiche e stilistiche della Visitazione raffaellesca, il suo rapporto con la committenza aquilana, il nuovo approccio di Raffaello verso questo soggetto evangelico e l’influenza che esercitรฒ sull’opera successiva di Pontormo.

Palazzo Branconio

La seconda sezione รจ dedicata a Palazzo Branconio a Roma — non piรน esistente, ma un tempo collocato in una posizione di altissimo prestigio sulla strada per il Vaticano — e alla figura del suo committente e proprietario: Giovanni Battista Branconio, l’aquilano che portรฒ Raffaello nella sua cittร .

Materiali esposti, catalogo, accessibilitร 

La mostra propone una combinazione senza precedenti di dipinti, disegni, stampe, modelli architettonici, documenti d’archivio e apparati didattici digitali: postazioni multimediali per approfondimenti, ricostruzioni digitali e pannelli interpretativi.

Il percorso รจ accompagnato da un catalogo scientifico in italiano, illustrato, a cura di Tom Henry e Federica Zalabra, con contributi di Francesco Desideri, Francesco Paolo Di Teodoro, Bruce Edelstein e Ana Gonzรกlez Mozo. Disponibile in vendita al bookshop del museo.

Il MuNDA ha progettato un’accessibilitร  estesa: guide in braille e in stampa Minolta per persone cieche e ipovedenti; guide in linguaggio Easy to Read e CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa) per persone con disabilitร  intellettiva; video-guide in Lingua dei Segni Italiana (LIS) in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi; tre visite guidate specialistiche in LIS calendarizzate a giugno, luglio e settembre.

Informazioni pratiche

Date 27 giugno – 27 settembre 2026

Sede MuNDA - Museo Nazionale d'Abruzzo, Castello Cinquecentesco, L’Aquila Orari Martedรฌ – domenica: 9:00–19:00 (biglietteria chiude ore 18:00)

Aperture lunedรฌ 13 luglio – 21 settembre 2026 (straordinarie)

Biglietti Intero € 12

Ridotto €2

Gruppi (10-25 persone) €10

Mostra presentata dal Comune dell'Aquila e dal Museo Nazionale d’Abruzzo. Sostenuta dal Comune dell’Aquila nell’ambito del Programma Restart 2 – Prioritร  C, nel quadro del programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026

Palazzo Farinosi Branconi riapre come Polo Culturale BPER all’Aquila: cinque secoli d’arte tra Abruzzo e Mezzogiorno nel cuore del centro storico

Palazzo Farinosi Branconi torna a vivere. Il 2 settembre 2026 uno degli edifici piรน rappresentativi della storia civile e artistica dell’Aquila si รจ aperto alla cittร  come nuovo Polo Culturale de La Galleria BPER: un luogo recuperato dopo il terremoto del 2009, restaurato e trasformato in spazio museale permanente, aperto al pubblico a partire dal 3 settembre 2026, con il percorso “Scrigno di Memorie. Paesaggi, colore e tradizione: cinque secoli di arte del Meridione”. L’iniziativa si inserisce nel programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, promossa e sostenuta dal Comune dell’Aquila.
Nel cuore del centro storico dell’Aquila, un palazzo carico di storia si รจ appena risvegliato. Palazzo Farinosi Branconi — che prima del sisma del 2009 ospitava la Presidenza della Giunta regionale d’Abruzzo e che per anni ha rappresentato uno dei danni piรน visibili al patrimonio civile del capoluogo — รจ stato inaugurato come Polo Culturale de La Galleria BPER: un nuovo spazio museale permanente che restituisce alla comunitร  un pezzo di storia e un patrimonio artistico di straordinario valore.

All’inaugurazione erano presenti Fabio Cerchiai (Presidente di BPER), il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, il Vicepresidente della Regione Abruzzo Emanuele Imprudente, il Presidente dell’Associazione Civita Gianni Letta, il Presidente della Fondazione Carispaq Fabrizio Marinelli e il Rettore dell’Universitร  dell’Aquila Fabio Graziosi.

“Scrigno di Memorie”: cinque secoli d’arte del Meridione

Il percorso espositivo permanente si intitola “Scrigno di Memorie. Paesaggi, colore e tradizione: cinque secoli di arte del Meridione”. Curato da Michele Maccherini e Luca Pezzuto — docenti dell’Universitร  dell’Aquila — il percorso attraversa cinque secoli di storia dell’arte: dalla fine del Quattrocento ai primi decenni del Novecento, mettendo in evidenza le relazioni che nei secoli hanno collegato Abruzzo, Marche, Umbria, Roma, Napoli e il Mezzogiorno.

Le opere provengono da diversi nuclei della Corporate Collection di BPER e restituiscono alla cittร  una parte significativa della storica raccolta della Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila — un patrimonio che si รจ formato proprio in questi luoghi e che oggi torna a essere a disposizione della comunitร .

Le opere sono presentate in dialogo con gli ambienti storici del Palazzo: gli affreschi, i soffitti lignei e gli apparati decorativi diventano parte del racconto, insieme alla collezione e alla storia del territorio. Edificio, opere e territorio costruiscono un unico percorso narrativo.

Un palazzo ritrovato: la storia di un recupero

Il percorso di recupero di Palazzo Farinosi Branconi รจ lungo e significativo. Dopo i gravi danni provocati dal terremoto del 2009, BPER ha avviato un complesso intervento di restauro e rifunzionalizzazione. Nel 2023 la banca ha deciso di modificare la destinazione originariamente prevista per il palazzo, scegliendo di trasformarlo in uno spazio museale aperto alla collettivitร : una scelta che ha trasformato il recupero di un edificio storico in un atto di restituzione culturale all’intera comunitร  aquilana.

Un palazzo ritrovato, un nuovo spazio di cultura nel cuore dell’Aquila. L’apertura del Polo Culturale di Palazzo Farinosi Branconi assume un valore ancora piรน significativo nell’anno in cui la cittร  รจ Capitale italiana della Cultura. Uno dei gioielli architettonici del nostro centro storico, recuperato dopo il sisma, torna a vivere e viene restituito alla comunitร  come luogo di cultura, conoscenza e partecipazione. Un presidio importante che arricchisce l’offerta culturale della cittร  e testimonia come la ricostruzione significhi non solo recuperare il nostro patrimonio, ma valorizzarlo e renderlo parte della nuova L’Aquila. Ringrazio BPER per aver creduto e investito in questo progetto“, ha dichiarato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.

Siamo orgogliosi di riconsegnare uno degli edifici piรน rappresentativi della cittร  alla sua comunitร , dopo un importante intervento di recupero, restauro e rifunzionalizzazione. All’Aquila questo assume un significato particolare, perchรฉ la cittร  recupera un luogo della propria memoria e una parte importante della collezione della Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila torna nei luoghi in cui si รจ formata e viene nuovamente messa a disposizione della cittร “, ha dichiarato Fabio Cerchiai, Presidente di BPER.

La restituzione alla cittร  di Palazzo Farinosi Branconi รจ il segno concreto di un legame profondo con il territorio. Proprio in queste sale tornano a essere riunite, valorizzate e rese fruibili le opere raccolte dalla Cassa di Risparmio nel corso di oltre centocinquant’anni: un patrimonio che appartiene alla storia culturale della nostra comunitร  e che oggi viene restituito alla sua piena fruizione pubblica. L’apertura di questo museo รจ un autentico gesto di generositร  verso L’Aquila e un lascito destinato a durare nel tempo“, ha affermato Fabrizio Marinelli, Presidente della Fondazione Carispaq.

Il Polo dell’Aquila nel sistema BPER

Il nuovo Polo Culturale entra nel sistema de La Galleria BPER: un progetto con cui la banca sta trasformando parte del proprio patrimonio storico, artistico e architettonico in luoghi aperti alle comunitร  locali. Dopo Modena e L’Aquila, il sistema si completerร  con l’apertura del Polo Culturale di Ferrara, prevista per ottobre 2026.

Il Polo dell’Aquila sarร  uno spazio aperto a cittadini, scuole, famiglie, studiosi e visitatori, con visite guidate, attivitร  educative e programmi di approfondimento. La proposta didattica รจ gratuita per le scuole di ogni ordine e grado, con attivitร  partecipative e inclusive che mettono in relazione arte, architettura, storia e territorio.

L’Universitร  dell’Aquila รจ particolarmente lieta di aver contribuito alla costruzione di questo progetto sul piano scientifico, grazie al lavoro dei curatori Michele Maccherini e Luca Pezzuto, e alle attivitร  di ricerca sviluppate sul Palazzo e sulle opere della collezione. Palazzo Farinosi Branconi rappresenta bene l’idea di una ricostruzione che non si limita a recuperare il nostro patrimonio storico, ma lo restituisce alla comunitร  come spazio vivo, capace di generare nuove occasioni di conoscenza, cultura e partecipazione“, ha aggiunto il Rettore dell’Universitร  dell’Aquila, Fabio Graziosi.

Mostra inserita nel programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, promossa e sostenuta dal Comune dell’Aquila - L'Aquila 2026

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