Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Rebecca Moccia (@moccia_finora) realizzerà un intervento a Cusano Mutri (BN), in Campania, a cura di Giulia Pollicita (@giulia_pollicita)
#ACT - Arte Cultura Territori.
Pittura, Scultura, Proiezioni Multimediali, Percorsi Fotografici e Installazioni Sensoriali.
sabato 13 giugno 2026
Rebecca Moccia - Cusano Mutri (BN) | Aterraterra (Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani) - Forenza (PZ) | Una Boccata d'Arte 2026
giovedì 11 giugno 2026
Alice Minervini - Cellino Attanasio (TE) | Angelo Leonardo - Trivento (CB) | Una Boccata d'Arte 2026
Maja Escher - Cupra Marittima (AP) | Natalya Marconini Falconer - Pofi (FR) | Una Boccata d'Arte 2026

Piedi caprini, capelli di polpo a cura di Matilde Galletti
Inaugurazione
Domenica 21 giugno alle 18.30
Borgo Marano, Cupra Marittima (AP)
"Ho sviluppato una forma di archeologia speculativa usando esercizi di disegno collettivo per accedere a una memoria subconscia condivisa dell’immagine della dea. Così intendo riattivare un luogo di culto dedicato alle energie femminili e alle divinità nella cultura contemporanea."
A Cupra Marittima, affiorano le tracce di un’epoca pre-romana, resti di mura e scalinate che sembrano voler nascondere la presenza del tempio della Dea Cupra, divinità legata alla terra e all’acqua. Non si conserva neppure l’iconografia della dea, un tempo venerata dalle popolazioni locali.
L’intervento di Maja Escher si insinua in questa fessura, abitando le architetture esistenti e rivelando il mito attraverso la realizzazione di un altare domestico dedicato alla Dea. Una serie di formelle in terracotta, realizzate in un processo di archeologia speculativa attivato dall’artista insieme a bambini e anziani di Cupra Marittima, sono inserite nei muri di Borgo Marano, il paese alto: un percorso che poco alla volta disegna l’immagine della divinità, fondata sull’immaginario collettivo, e traccia la via verso il nuovo tempio. Qui, elementi visivi ispirati al luogo, dalla vegetazione locale alle attività storiche di marineria, si presentano come doni per celebrare la Dea Cupra.
Public Program
Archeologia Speculativa
27 e 28 aprile 2026
Cupra Marittima (AP)
Le bambine e i bambini della Scuola Elementare e gli anziani della Casa di Riposo sono coinvolti in un laboratorio immaginativo di archeologia speculativa. L'intento dell'artista è aprire con loro un confronto ludico per provare a dare un volto e un corpo alla Dea Cupra, al fine di riconnettere i partecipanti alla storia locale e vedere dove li può spingere la loro immaginazione.
Si ringraziano: il Sindaco Alessio Piersimoni, la Consigliera Eliana Ameli, Mattis Heilscher, Andrea Mora, Lara Moriconi, Lucía Leirós Porto, Ariel Pinheiro, Fernando Roussado, Joana Salgueiro, Settimio Tassotti.
Un ringraziamento a tutti i bimbi, anziani e pescatori che hanno collaborato al progetto: Ramona Agostini, Daniele Camela, Romina Caminonni, Maria Carlini, Jhonny Acevedososa Crodoba, Ermanno Agnotti, Francesco Ameli, Esra Amzi, Serena Basili, Sofia Bejaoui, Saverio Butta, Alice Calabrò, Sofia Centanni, Anna Ciarrocchi, Leonardo Ciarrocchi, Alexandru Coruanu, Noah De Filippo, Giulio Del Zompo, Christian De Micco, Rosanna Di Virgilio, Diego Ferraro, Marco Flamini, Ilaria Galavotti, Sonia Ben Gazhela, Alessio Hasalliu, Ejoele Hoxha, Jad Ibn Cheikh, Amedea Ionni, Davide Lanciotti, Erid Lloshi, Hassine Mabrouk, Marta Mancini, Rebecca Mancini, Antonio Matthias Manetti, Samuel Mannocchi, Lorenzo Morganti, Rita Marini, Rossana Mazza, Tiago Nolria, Margherita Novelli, Sofia Pieroni, Milena Pistolesi, Ambar Martina Flores Rodriguez, Lidia Rosetti, Gioconda Rossi, Maria Ruggeri, Mario Michele Scutti, Antonio Teodori, Irma Urbinati, Emidio Zazzetti, Amelja Xhebexhiu.
Artista
Maja Escher (Santiago do Cacém, Portugal, 1990) holds a BA and an MA in Multimedia Art from the Faculty of Fine Arts in Lisbon, including a study grant in London.
Her practice emerges from a direct relationship with territory and its materialities—stories, songs, clay, reeds, stones, ropes, pigments, and plants. Through processes of gathering, experimentation, and collaboration, she transforms these elements into installations and objects that explore the interdependence between body, land, and language. Her work brings together ecological observation, local technologies, and practices of listening and sharing, often incorporating oral knowledge, songs, and popular sayings.
Curatrice
Matilde Galletti è curatrice e docente di Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. Si è formata e ha collaborato con gli Archivi Gerardo Dottori di Perugia, con l’associazione a.titolo di Torino, con la rivista Titolo. Si è occupata di poesia visuale, lavorando per gli archivi di Anna Oberto a Genova e di Arrigo Lora-Totino. È ideatrice e curatrice di Karussell, progetto che promuove l’arte contemporanea nelle Marche del sud. Cura l’archivio dell’artista Mario Airò. Per Una Boccata d’Arte nelle Marche, ha curato i progetti di Caterina Morigi a San Ginesio (2024) e di Giuseppe Abate ad Altidona (2025).
Borgo
Cupra Marittima (AP), sulla Riviera delle Palme in provincia di Ascoli Piceno, è un raro esempio di centro rivierasco che conserva tracce ben distinte delle diverse epoche della sua storia. La parte moderna si sviluppa lungo la costa, il borgo medievale di Marano sorge sul colle, mentre a nord dell’attuale abitato si trovano i resti della romana Cupra Maritima. Abitato fin dal Paleolitico, fu prima un importante insediamento piceno e poi una colonia romana, di cui restano il Foro, il tempio dedicato alla Dea Cupra e una villa con terme e ninfeo. L’antico borgo fortificato di Marano conserva ancora mura, torri del XII secolo, palazzi nobiliari, chiese medievali e il Museo Archeologico del Territorio. Sulla costa si trova invece il Museo Malacologico Piceno, che raccoglie quasi un milione di esemplari e testimonianze di arte primitiva legate al mondo delle conchiglie.
lunedì 8 giugno 2026
Lara Dâmaso - Palazzuolo sul Senio (FI) | Abdel Karim Ougri - Ficulle (TR) | Una Boccata d'Arte 2026
Inaugurazione
Sabato 20 giugno alle 17.30
Rovine del Ponticino, Viale degli Ubaldini 17 - Palazzuolo Sul Senio (FI)
"Quando il fiume in piena spezza il ponte costruito per attraversarlo, lasciamo che il suo scorrere sia il legame che consente la dualità delle sue rive."
Il 2 novembre 2023 una piena del Senio distrusse uno dei ponti di Palazzuolo. Da questo evento prende spunto il progetto di Lara Dâmaso, dedicato alla volontà di legarsi. Le opere richiamano una qualità storica del luogo, capace di farsi attraversare da culture differenti e accogliere pluralità. Due sculture trovano posto sulle rive opposte del fiume, in punti riparati che suggeriscono la prossimità di un corpo. Le forme riprendono l’andamento delle strade del paese, trasformando i passaggi in canali sonori. Le sculture funzionano come due parti di un’unica composizione, divise dal fiume che scorre tra loro. La composizione intreccia la voce dell’artista e suoni del territorio. Realizzate in Portogallo, le opere aggiungono al borgo una presenza ceramica altra, che entra in una storia segnata da stratificazioni e scambi tra Toscana e Romagna. Presso il ponte crollato, un cartello custodisce il nucleo poetico del progetto, sospeso tra la piena e la notizia della sua ricostruzione.
Si ringraziano: il Sindaco Marco Bottino, il Consigliere Claudio Tozzola, i cittadini Matteo Donigaglia e Alfredo Menghetti, Ebrahim El Moly per le ceramiche, Gluaco Salvo e NUB Project per il suono; Filippo Tappi e Toast Project.
Artista
Lara Dâmaso (Biel/Bienne, Svizzera, 1996) lavora tra forme effimere e permanenti, utilizzando performance, suono, video, cucito, scultura, fotografia e testo. La sua pratica si concentra su un dialogo sensibile e vibratorio tra gli esseri umani e gli spazi che abitano. Esplora l’interconnessione tra il tangibile e l’intangibile, indagando la relazione tra il movimento della voce e quello dei corpi al fine di stabilire una modalità di comunicazione diretta ed emotiva. L’ascolto — inteso come stato di presenza totale — è essenziale per attivare questo dialogo. Trasformazione, pluralità del sé, dissonanza, fluidità e interdipendenza sono elementi centrali del suo processo creativo. Ha conseguito un Bachelor di Belle Arti presso la Zurich University of the Arts, in Svizzera.
Curatore
Gabriele Tosi con Threes Productions
Gabriele Tosi (1987) è curatore e project manager. Co-dirige Toast Project, Firenze e Megadue, Bologna. Cura programmi di residenza artistica per Fondazione Musei Senesi e Alchemilla, Bologna. Insegna all’Istituto Marangoni di Firenze. Per Una Boccata d’Arte ha curato gli interventi di Theodoulos Polyviou a Fosdinovo (2023), Villiam Miklos Andersen a Serre di Rapolano (2024) e Stella Rochetich a Pratovecchio Stia (2025).
Threes Productions è un’agenzia creativa impegnata nella sostenibilità culturale che sviluppa e promuove progetti sperimentali nel campo della musica e dell’arte. Attraverso una metodologia improntata su ricerca e innovazione, Threes Productions si è affermata come una piattaforma multidisciplinare e collaborativa, che spazia dalla progettazione e organizzazione di eventi, fino allo sviluppo di contenuti editoriali e musicali.
Borgo
Palazzuolo sul Senio (FI)
Palazzuolo sul Senio è un borgo medievale dell’alto Mugello, in provincia di Firenze, affacciato sul versante appenninico romagnolo. Terra di confine, custodisce un’identità costruita nei secoli attraverso scambi, passaggi e contaminazioni culturali che ancora oggi definiscono il carattere della Romagna Toscana. Il fiume Senio attraversa il paese come una linea naturale che mette in relazione stratificazioni storiche e visioni contemporanee. Dalla Biblioteca comunale trecentesca affrescata di piazza Strigelli a E50035 – aspettati l’inaspettato, galleria d’arte contemporanea ricavata da un’ex edicola e divenuta simbolo di rigenerazione urbana, il borgo intreccia memoria e progettualità condivisa. Il Palazzo dei Capitani ospita inoltre il Museo Archeologico dell’Alto Mugello e il Museo delle Genti di Montagna, custodi di un prezioso patrimonio materiale e immateriale.
mar-HB4 a cura di Giovanni Rendina
Inaugurazione
Domenica 21 giugno alle 18.00
Via Roma, Ficulle (TR)
"La mia nave affonderà, ma la mia fama è come un tuono e il mio passo è come il rumore prodotto dai maghi volanti. Tudududu."
Il progetto di Abdel Karim Ougri per Una Boccata d’Arte 2026 a Ficulle associa scultura e performance, e ragiona sulla costruzione di miti contemporanei legati alle migrazioni nel Mediterraneo. Un autoscontro trasformato in relitto extraterrestre irrompe nel paesaggio del borgo, aprendo una frattura nel quotidiano. Attorno a questa presenza, lo spazio si attiva attraverso interventi installativi e performativi, dando forma a una narrazione diffusa.
Un performer incarna l’unico passeggero: figura liminale e migrante, sospesa tra Mediterraneo postcoloniale, periferie europee e memorie diasporiche. Il suono e il ritmo agiscono come dispositivi di attivazione, innescando movimenti che oscillano tra agency e costrizione. Ne emerge una mitologia instabile, in cui il viaggio diventa atterraggio perpetuo e l’identità si costruisce per collisioni progressive con l’alterità.
Il titolo mar-HB4 richiama il termine arabo marhab, un saluto colloquiale rielaborato a imitare una sigla astronomica da catalogo stellare. L’opera trasforma così uno spazio marginale in un campo di immaginazione simbolica, interrogando la possibilità di nuovi immaginari contemporanee.
Si ringraziano: la Regione Umbria, il Comune di Ficulle, il Sindaco Gian Luigi Maravalle, il Vicesindaco Paola Federica Tarducci, Alexis Supervielle.
Artista
Abdel Karim Ougri (Pesaro, 1998) vive e lavora tra l’Italia e il Marocco. Si è formato all’Accademia di Belle Arti di Urbino e di Torino. La sua ricerca indaga i temi dell’identità, dell’origine e dei processi di appartenenza, esplorando la memoria come strumento critico e il corpo come archivio culturale. Attraverso uno sguardo antropologico e postcoloniale, esplora le tensioni esistenti tra radici culturali e trasformazione del sé, dimensione individuale e collettiva, interrogando e mettendo in discussione i confini tra autobiografia e narrazione storica.
Curatore
Giovanni Rendina è ricercatore e curatore indipendente. Nel 2023 è stato visiting research fellow presso l’Henry Moore Institute a Leeds. Ha curato mostre per Palermo Capitale della Cultura, Art City Bologna, Live Arts Week Bologna e Gelateria Sogni di Ghiaccio. Nel 2019 è stato vincitore della 6a edizione dell’Italian Council. Ha conseguito un dottorato di ricerca all’Università degli Studi del Molise e il master in Curating and Collections al Chelsea College of Arts di Londra. Nel 2024 ha pubblicato il libro Arte contemporanea. Un approccio radicale all'interno della collana Eterotopie edita da Mimesis. Per Una Boccata d’Arte in Umbria ha curato i progetti di Ode de Kort a Otricoli (2024) e Qeu Meparshivili a Citerna (2025).
Borgo
Ficulle (TR)
Ficulle è un borgo umbro sospeso tra Orvieto e la Valdichiana, dove il paesaggio collinare dialoga con mura medievali e vicoli in pietra. La sua identità nasce dall’equilibrio tra memoria e vita quotidiana: l’impianto urbano raccolto, la rocca, le chiese e le tracce etrusche raccontano una storia antica, ancora viva nelle tradizioni popolari e nelle feste di comunità. Terra di artigianato e manualità, custodisce saperi legati alla terracotta e alla lavorazione dei materiali locali. La cultura si intreccia con una gastronomia essenziale e autentica, fatta di olio, vino e sapori di campagna, espressione di un territorio sobrio e generoso.
Caterina Gobbi - Andreis (PN) | Vasilis Papageorgiou - Tredozio (FC) | Una Boccata d'Arte 2026
Caterina Gobbi Raccontami di quando tornando dalla fontana
a cura di Marta Oliva
Inaugurazione
Domenica 21 giugno alle 11.30
Ponte medievale, Fontainemore (AO)
"Andreis è un sistema dinamico di relazioni, in cui gli abitanti sono in dialogo costante con il paesaggio. L’opera segue questi intrecci e ne fa emergere la stratificazione umana, animale e geologica come un unico tessuto di relazioni."
Il progetto di Caterina Gobbi prende forma a partire dall’osservazione del paesaggio di Andreis, inteso come un intreccio di dimensioni naturali, geologiche e culturali. Segnato dalla faglia periadriatica e dalla presenza del centro avifaunistico, il territorio si configura come uno spazio di relazione continua tra umano e animale, attraversato da pratiche e narrazioni che ne amplificano la dimensione metamorfica. L’intervento indaga la permeabilità di questi confini, restituendo l’immagine di un paesaggio vivo e in trasformazione. Il progetto si articola in due sculture diffuse: la prima, in vetrofusione, agisce come un dispositivo ottico che filtra e stratifica la percezione del paesaggio; la seconda, realizzata in neon, restituisce alcuni versi del poeta locale Federico Pavan nello spazio della Chiesetta di San Daniele. A queste si affianca una componente sonora, sviluppata con Sara Persico, che rielabora il richiamo e il comportamento utilizzato per la comunicazione tra rapaci — trasformandolo in un gesto di cura e ascolto rivolto agli uccelli feriti del centro avifaunistico.
Si ringraziano: il Sindaco Fabrizio Prevarin, Lisetta Totis, l’Assessora alla Cultura Franca Teja, Mauro Caldana, Parco delle Dolomiti Friulane, Magnifica Comunità di Montagna Dolomiti Friulane Cavallo e Cansiglio, Associazione Lis Aganis Ecomuseo Regionale delle Dolomiti Friulane, Sara Persico, Luca Boffi, Vetreria Brunetta e Pozzebon Mario.
Artista
Caterina Gobbi è un’artista e musicista sperimentale italiana che opera tra performance, suono e scultura. Nel 2018 ha conseguito un Master of Fine Arts presso il Royal College of Art di Londra e attualmente vive e lavora a Torino. Il suo lavoro, con un’attenzione rivolta all’esperienza personale, indaga le nozioni di “natura”, le prospettive femministe e il potenziale dei paesaggi sonori immersivi, esplorando la relazione tra i corpi e l’ambiente che li circonda.
Tra le sue recenti mostre e performance si segnalano SOL INVICTUS: Sounds and performances for the winter solstice in Milano, Istituto Svizzero Milano (2023); Ende Neu, KINDL, Berlino (2022); Gestus, Teatrino di Palazzo Grassi, Venezia (2022); AliveLab Ateliersi, Art City Bologna (2022); What time are you performing tonight, Chalton Gallery, Londra (2019).
Curatrice
Marta Oliva (1994) è una curatrice e producer culturale che opera tra musica e arti visive. La sua ricerca esplora le relazioni tra ascolto, editoria e narrazione, dando vita a sperimentazioni sonore e progetti interdisciplinari. Ha collaborato con realtà indipendenti e istituzioni, tra cui Radio Alhara, Wonder Cabinet, Università IUAV di Venezia e La Biennale di Venezia. Nel 2020 ha fondato Publishing Station piattaforma che connette creativi, etichette e pubblicazioni indipendenti. Conduce un programma su Radio Alhara ed è parte di Threes Productions. Per Una Boccata d’Arte in Friuli Venezia Giulia, ha curato i progetti di Irini Karannayoupolou a Polcenigo (2021), Riccardo Benassi a Pesariis (2022), Judith Hopf ad Aquileia (2023), Mariona Cañadas e Pedro Murúa a Paluzza (2024) e Babau a Cormons (2025).
Borgo
Andreis (PN)
Ad Andreis tradizione, poesia e natura abitano il paesaggio. Famoso per i Daltz, tipiche case caratterizzate da scuri ballatoi in legno, il borgo è punteggiato dai componimenti di Federico Tavan, visionario poeta del posto. Andreis si trova nel Parco Naturale delle Dolomiti Friulane che ospita anche il conosciuto centro di recupero per rapaci feriti nell’area avifaunistica e da cui hanno origine numerose escursioni e passeggiate. Poco lontano dal centro abitato, il paesaggio accoglie le specificità geologiche del territorio: la gola del torrente Susaibes traccia la linea tettonica Barcis-Staro Selo che ha determinato una serie di faglie che impediscono alla vegetazione di attecchire. Il territorio comprende la Riserva Naturale Forra del Torrente Cellina, un canyon formato da ripide rocce carbonatiche che precipitano nelle acque cristalline.
TO RIVER a cura di Sofia Baldi Pighi
Inaugurazione
Sabato 20 giugno alle 13.00
Piazza Vespignani, Tredozio (FC)
"In inglese non esiste il verbo 'to river'. Ma cosa c'è di più verbale di un fiume?
Partendo dalle parole di Robert Macfarlane, il mio progetto To River intende rigenerare il legame tra la comunità di Tredozio e il suo fiume, riattivando le sponde e riflettendo sulla fragilità della natura e sull'intervento umano."
C’era una volta una tovaglia romagnola che un giorno si mise in viaggio. Partì dalle mani di una signora faentina e arrivò ad Atene, nello studio di Vasilis Papageorgiou. Il progetto TO RIVER la restituisce a Tredozio, accanto al torrente Tramazzo, luogo affettivo della comunità. Bagnata nel rame, una nuova pelle metallica aderisce al tessuto, mentre fiori ed erbe sembrano riaffiorare, come se la tovaglia non coprisse il prato, ma ne rivelasse la forza nascosta.
Papageorgiou strappa la tovaglia all’iconografia turistica italiana per riportarla a una dimensione intima, un oggetto usato, attraversato da macchie di vino e dai segni delle cene e dei tanti pranzi che l’hanno accompagnata. Attraverso l’intervento dell’artista, la tovaglia romagnola si trasforma perde il nome della casa da cui proviene e diventa collettiva. Accanto alla scultura, due bandiere stampate con ruggine portano nel cielo di Tredozio i disegni della tavola. TO RIVER è un’opera in movimento, come il torrente a cui si avvicina. Tutto scorre: la tovaglia che attraversa l’Europa, le mani che l’hanno accompagnata, la catena di affetti che l’ha resa possibile, il rame che ossida e cambia colore. E tu, stai iniziando a scorrere?
Si ringraziano: il Sindaco e gli abitanti di Tredozio, Habitat e la sua comunità Giovanna Minardi, Irene Biolchini, Mariana Antzoulatou, Apostolis Sorolopidis, Dimitris Philippakis, Danai Giannoglou, Alan Signani, Marco Peroni, UNA Gallery, Peromatto.
Artista
Vasilis Papageorgiou (1991) è un artista che vive e lavora ad Atene. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in Grecia e all’estero. Nel 2024 ha presentato la mostra personale di grande scala presso il Salzburger Kunstverein, Saliburgo (AT, 2024). Nel 2023 ha partecipato alla residenza artistica a LUMA Arles (FR, 2023) e ha ricevuto il Premio Matteo Viglietta a Torino (2022). I suoi lavori fanno parte di diverse collezioni, tra cui quella della Fondazione Onassis e la Collezione La Gaia. È cofondatore di Enterprise Projects, uno spazio progettuale che opera in modo indipendente e periodico ad Atene dal settembre 2015.
Curatore
Sofia Baldi Pighi (1995) è una curatrice con base tra Milano e Malta. Dal 2017 la sua ricerca indaga l’intersezione tra arte contemporanea, patrimonio storico e politiche militanti attraverso mostre, programmi pubblici e laboratori didattici per enti pubblici e privati. È stata Direttrice Artistica della Malta Biennale 2024, Insulaphilia, e parte del team curatoriale del Padiglione Italia alla 14ª Biennale di Gwangju (Corea del Sud). È membro di IKT e di Art Workers Italia. Per Una Boccata d’Arte in Emilia-Romagna, ha curato i progetti di Raghad Saqfalhait a Travo (2023), Sóley Ragnarsdóttir a Berceto (2024) e Vica Pacheco a Bagnara di Romagna (2025).
Borgo
Tredozio (FC)
Tredozio sorge tra i colli della valle del Tramazzo e racchiude secoli di storia e fascino medievale. Tra i suoi vicoli riecheggiano i nomi di poeti e pittori, Maria Virginia Fabroni, Faustino Perisauli e Silvestro Lega. Le foreste del del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi di cui Tredozio fa parte, offrono un lungo reticolo di sentieri tra alberi monumentali, antiche carrettiere, e il Vulcano del Monte Busca, il più piccolo d’Italia, noto anche come Buca del Diavolo, peculiare fenomeno per cui una fiamma alimentata da gas naturale esce dal sottosuolo. La natura geologica del luogo è caratterizzata dal fiume Tramazzo, con cui il territorio nutre da sempre una relazione significativa.
Rebecca Moccia - Cusano Mutri (BN) | Aterraterra (Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani) - Forenza (PZ) | Una Boccata d'Arte 2026
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