venerdì 19 giugno 2026

Irene Macalli - Ficarra (ME) | Ilare - Monteleone Rocca Doria (SS) | Una Boccata d'Arte 2026

Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Irene Macalli (Irene Macalli) realizzerà un intervento a Ficarra (ME), in Sicilia, a cura di Giulia Monroy (Giulia Monroy)

Qui il vento ricorda per noi a cura di Giulia Monroy

Inaugurazione

Sabato 20 alle 18.00

Piazza delle Logge, Ficarra (ME)

"Il vento si fa immagine poetica: le memorie vi si mescolano, come a toccare il cielo, in un luogo in cui lo spopolamento chiede accettazione, per chi resta e per chi va via."

Il progetto nasce dall’incontro con la comunità di Ficarra e dalla volontà di trasformare la memoria collettiva in un’esperienza condivisa e viva. A partire dal libro Ficarra libro mio, l’artista riattiva un processo partecipativo invitando gli abitanti a contribuire con parole, segni e immagini dipinte su superfici trasparenti. Queste “mattonelle di memoria” confluiscono in un’installazione pubblica pensata per Piazza delle Logge, dove luce e vento diventano elementi narrativi. L’opera si configura come spazio di incontro e contemplazione, capace di connettere passato e futuro. In un contesto segnato dallo spopolamento, il progetto restituisce centralità ai legami, immaginando nuove forme di abitare attraverso l’arte e la partecipazione. Parallelamente, l’artista realizza con maestranze locali scalpelline un’opera scultorea incisa con una frase significativa tratta dal libro. Dall’incontro con il Maestro Delfio Plantemoli nasce un’installazione sonora che rielabora una poesia del testo attraverso strumenti tradizionali siciliani e canti contadini in chiave sperimentale.

Public Program

Qui il vento ricorda per noi. Un laboratorio per chi resta e chi è partito.

12 - 14 giugno 2026, h. 10:00

Ex Scuola Media C.da Natoli, via Natoli 15, Ficarra (ME)

Tre giorni di incontro con l'artista Irene Macalli per riattivare il senso di co-creazione nato nel 2012 con Ficarra libro mio. Si riscoprirà il sentimento verso il proprio territorio, trasformando la memoria del libro in un nuovo processo creativo condiviso. Il laboratorio consisterà nella scrittura e nel disegno su mattonelle trasparenti con colori per vetro. Le memorie future verranno poi simbolicamente alzate al vento attraverso l'installazione Qui il vento ricorda per noi pensata per Piazza delle Logge.

Artista

Irene Macalli (1999, Sant’Agata de’ Goti) è un’artista e dottoranda presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Si forma in Scultura a Napoli presso ABANA e in Turchia presso MSGSU di Istanbul, partecipando a diverse mostre collettive in Italia, Turchia e Germania.

Ha svolto esperienze formative presso lo studio di Marisa Albanese. La sua ricerca si concentra sui piccoli centri rurali attraverso progetti partecipati con le comunità locali. È ideatrice e fondatrice del progetto L’arte come riscatto sociale nei piccoli comuni, da cui è nato un libro pubblicato da Giacovelli Editore e la sua mostra personale Archivio rurale. Un muro di terra presso Capnapoliest (Napoli, 2025). Ha vinto il Premio Generazione di Art Days Napoli–Campania (2023) e ha svolto una residenza di tre mesi presso Artist in Residence Munich (2025)

Curatrice

Giulia Monroy (Palermo, 1990) si laurea in Progettazione degli spazi espositivi e allestimenti museali all’Accademia di Belle Arti di Palermo. Si occupa di produzione nel campo delle arti visive. Dal 2017 al 2023 è assistente di galleria da Francesco Pantaleone e dal 2021 al 2024 assistente curatoriale e gestionale per ZACentrale, Fondazione Merz. Collabora con ruber.contemporanea e Fondazione Ghenie Chapels. Nel 2024 fonda studio moy, progetto che offre visite guidate negli studi d’artista a Palermo. Per una Boccata d’Arte in Sicilia, ha curato  i progetti di Ella Littwitz a Pollina (2023), Nicola Baratto & Yiannis Mouravas a Sant’Angelo Muxaro (2024) e Nicola Martini a Custonaci (2025).

Borgo

Ficarra (ME) si trova tra i Monti Nebrodi, a 450 metri s.l.m e a pochi chilometri dalla costa tirrenica. Il centro storico, con le strade in pietra, gli antichi ballatoi e i palazzi nobiliari, custodisce una memoria collettiva fatta di lavoro artigiano e tradizioni condivise. Il profilo del borgo è segnato da tre siti principali: i ruderi del Convento dei Frati Minori Osservanti, noto come Convento dei Cento Archi; la Chiesa Madre, di origini normanne, che domina uno dei colli del centro storico; e la Fortezza carceraria, con il suo passato di castello medievale e dimora nobiliare. La vitalità culturale del paese si riflette nel Museo Diffuso, che mette in relazione collezioni tematiche e luoghi della memoria, tra cui la Stanza della Seta e il museo dedicato al poeta Lucio Piccolo di Calanovella. Ficarra è stata inoltre fonte di ispirazione per alcune pagine significative de Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Ilare (@ilare_______________) realizzerà un intervento a Monteleone Rocca Doria (SS), in Sardegna, a cura di Anna Pirisi (@pirisi.anna)

Mi aspetto che il sole mi illumini ancora a cura di Anna Pirisi

Inaugurazione

Domenica 21 giugno alle 18.00

Via Doria, Monteleone Rocca Doria (SS)

"Lasceremo ciò che resta di un passaggio collettivo, un rituale, un ringraziamento alla terra, alla montagna, al Sole."

Il progetto Mi aspetto che il sole mi illumini ancora nasce come un invito a ritrovarsi: nel giorno più lungo dell’anno, il solstizio d’estate diventa occasione per ricucire il legame tra le persone e la terra di Monteleone Rocca Doria. Il 21 giugno, dalla via Doria al riparo sotto roccia Sa Corona de sa buvera, un corteo di persone si muove verso un’architettura effimera costruita e attivata attraverso incontri e rituali condivisi.

Qui, l’acqua raccolta, i manufatti in terracotta e i pani rituali preparati collettivamente si trasformano in gesti di offerta e celebrazione. Il tappeto, ispirato a su tapinu ‘e mortu e affidato ciclicamente alle abitanti, diventa una traccia viva che passa di mano in mano, intrecciando memoria e cura. La festa si configura così come un’esperienza condivisa di gratitudine e appartenenza, capace di protrarsi nel tempo.

Public Program

Focolari d'Acqua

29 Maggio 2026, h. 9:00

Piazza Chiesa, Monteleone Rocca Doria (SS)

Un workshop che indaga le dimensioni ecologiche, sociali e simboliche dell'acqua come risorsa collettiva, attraversando luoghi segnati dalla presenza dell’acqua, tra fonti, sentieri e santuari. Il percorso apre una discussione su temi come la privatizzazione delle risorse e il rapporto tra territorio e comunità al fine di ragionare insieme un'architettura effimera condivisa nello spazio del riparo sotto roccia sa Corona de sa Buvera.

Public Program

Terra e fogu

20 maggio 2026

Via S. Antonio, Monteleone Rocca Doria (SS)

Terra e fogu è un workshop dimostrativo dedicato alla cottura tradizionale dell’argilla su fuoco diretto. Attraverso l’accensione di due falò, Ilare guiderà il pubblico nelle diverse fasi del processo, dal preriscaldamento alla cottura finale. Un momento di osservazione e ascolto che restituisce il valore ancestrale della trasformazione della materia.

Si ringraziano: l'Amministrazione comunale, Giovannina Fresi, Piera Masala, Foghiles, ArTes, Ivano Piva, la comunità tutta e in particolare le donne di Monteleone Rocca Doria.

Artista

Ilare (Roma, 1994) vive e lavora a Roma. Si è diplomatə in Nuovi Linguaggi dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Roma e nel 2021 ha partecipato al corso di specializzazione in Arti Visive alla Escola Massana di Barcellona. La sua pratica artistica comprende installazioni, sculture, disegni, video e performance, e si sviluppa a partire da processi di interdipendenza, interazione, osservazione e attesa. Attraverso un lavoro basato sull’impermanenza, la relazione con lo spazio e la trasformazione della materia, realizza opere vive che non intendono sottrarsi al cambiamento, alla decomposizione e alla libera interazione con il pubblico. 

Curatrice

Anna Pirisi (Nuoro,1991)  lavora nella gestione, tutela e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, con particolare attenzione all’arte contemporanea e ai processi di decolonizzazione. Si è formata tra Bologna e Cagliari e ha completato un master in Diritto ed Economia dell’arte e della cultura. Ha maturato esperienza in musei e gallerie in Sardegna, in Italia e all’estero, occupandosi di curatela, mediazione culturale e progettazione di eventi. Attualmente lavora presso la Fondazione Costantino Nivola, dove è impegnata nella mediazione e promozione artistica. Per Una Boccata d’Arte in Sardegna, ha curato il progetto di Sara Persico a Burcei (2025).

Borgo

Monteleone Rocca Doria (SS) nel nord-ovest della Sardegna, sorge su un’altura rocciosa circondata per tre lati dal lago del Temo, una conformazione che nei secoli ne ha fatto un naturale presidio del territorio. Oggi segnato dai processi di spopolamento, il borgo rivela una vocazione insediativa antichissima, testimoniata dalla presenza di nuraghi e di un importante sito archeologico punico. In età medievale la potente famiglia genovese dei Doria vi edificò il castello-fortezza e la chiesa di Santo Stefano, ancora oggi tra i segni più emblematici del paese. Attraverso assedi, distruzioni e ricostruzioni, Monteleone conserva l’impianto urbano e il fascino di un insediamento tardo-medievale. Tra il castello, le chiese storiche, il museo della panificazione, le cave dismesse trasformate in teatro a cielo aperto e il paesaggio lacustre, il borgo continua a intrecciare memoria, natura e visioni di futuro.

mercoledì 17 giugno 2026

Enrico Malatesta - Ischitella (FG) | Francesco Toninelli - Gerace (RC) | Una Boccata d'Arte 2026

Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Enrico Malatesta (@_enricomalatesta_) realizzerà un intervento a Ischitella (FG), in Puglia, a cura di VOGA Art Project (@vogaartproject) con Threes Productions (@threesproductions
Enrico Malatesta
In questo frangente
a cura di VOGA Art Project – Flavia Tritto e Nicola Guastamacchia con Threes Productions
Inaugurazione
Sabato 20 giugno alle 19.00
Ex Cinema Giannone, Viale Pietro Giannone
Ischitella (FG)
"Una superficie tra mappa e strumento sonoro che aiuta a orientarsi ma non in modo tradizionale: invita piuttosto a perdersi, a esplorare lo spazio attraverso il contatto e l’ascolto. Un arnese aperto che incoraggia a rallentare e a prestare attenzione ai suoni che attraversano Ischitella e le loro risonanze."
In questo frangente è una mappa acustica, tattile e visiva, che invita a un’esperienza astratta e soggettiva del paesaggio sonoro di Ischitella.
La lastra in ottone, trattata con ossidazioni e fuoco, è incisa con simboli e segni grafici che trascrivono suoni ambientali, riverberi urbani, e tracce acustiche disegnando una costellazione di indizi sensoriali che sollecita i passanti a rielaborare la propria esperienza di ascolto.
La mappa si offre sia come superficie risonante che come carta topografica non convenzionale: può essere percorsa con lo sguardo, percossa con le mani, ascoltata con le orecchie e attraversata con il corpo. Non descrive il territorio né orienta verso una destinazione, ma piuttosto apre a una fruizione personale, situata e incarnata di questa porzione di mondo.
Ispirato al Viaggio intorno alla mia stanza di Xavier de Maistre, l’opera assume il movimento come gesto intimo e percettivo. Come le antiche mappe tattili e i bastoni della memoria, dischiude geografie sensibili nell’incontro tra il territorio e chi lo attraversa.
Public Program
Nel farsi dell’ascolto: mappe instabili di Ischitella
27 maggio 2026, h. 10:00
I.O.C. Pietro Giannone, Corso C. Battisti 149
27 e 28 maggio 2026, h. 18:00
Museo Civico Cigno Nero, Via Nazzario Sauro
Attraverso pratiche di ascolto, cammino e mappatura sensibile, i partecipanti al laboratorio partecipativo, condotto da Enrico Malatesta e Chiara Pavolucci, esploreranno il territorio in chiave sonora, per disegnare insieme mappe fatte di percezioni, memorie e tracce acustiche. Il corpo e l’attraversamento si fanno strumenti di relazione e il territorio si mostra come esperienza condivisa, situata e in continuo divenire. Il laboratorio è realizzato con gli alunni dell'Istituto Giannone e replicato presso il Museo Civico Cigno Nero in collaborazione con la Pro Loco di Ischitella.
Si ringraziano: Sindaco Alessandro Nobiletti, Vicesindaco Giuseppe D’Errico, Assessore Lucrezia Cilenti e l’amministrazione comunale, Soprintendenza BAT e Foggia, Pro Loco Uria, Emanuel Castelluccia, I.O.C. Pietro Giannone Ischitella, Illuminati Fest e compagnia Casa di Babette-Teatro Giò.
Artista
Enrico Malatesta è un artista attivo in ambiti sperimentali tra musica, performance e indagine territoriale. La sua pratica esplora le relazioni tra suono, spazio e movimento, con particolare attenzione alle superfici, alle modalità di ascolto e a un approccio ecologico agli atti percussivi. Ha presentato il proprio lavoro in Italia e all’estero in festival e istituzioni internazionali, tra cui la Biennale di Venezia, Pirelli HangarBicocca, Milano, Museion, Bolzano, Blank Forms, Gulbenkian Foundation, Lisbona e Bourse de Commerce, Parigi. È attualmente attivo come docente ospite presso diverse istituzioni accademiche. È vincitore dell’Italian Council 2025 ed è tra gli artisti selezionati da SHAPE+ Platform per il biennio 2024-2025, iniziativa europea a supporto della musica innovativa e delle arti sonore.
Curatori
VOGA Art Project – Flavia Tritto e Nicola Guastamacchia con Threes Productions
VOGA Art Project è uno spazio indipendente per la ricerca e sperimentazione artistica in Puglia, a cura di Nicola Guastamacchia e Flavia Tritto. Dal 2021 sviluppa mostre, residenze, talk e laboratori, unendo una programmazione internazionale con il contesto locale e favorendo processi di scambio tra artiste, artisti e realtà culturali del territorio. Il nome del progetto – un invito a navigare insieme – definisce un posizionamento critico radicato nel cuore del Mediterraneo e orientato alla costruzione di nuove sinergie culturali. Per Una Boccata d’Arte in Puglia, ha curato i progetti di Simone Bacco a Spinazzola (2022), Evita Vasiljeva a Maruggio (2023), Emanuele Marullo a Poggiorsini (2024), e Aymen Mbarki a Sammichele di Bari (2025).
Threes Productions è un’agenzia creativa impegnata nella sostenibilità culturale che sviluppa e promuove progetti sperimentali nel campo della musica e dell’arte. Attraverso una metodologia improntata su ricerca e innovazione, Threes Productions si è affermata come una piattaforma multidisciplinare e collaborativa, che spazia dalla progettazione e organizzazione di eventi, fino allo sviluppo di contenuti editoriali e musicali.
Borgo Ischitella (FG)
Arroccata tra il lago di Varano e l’Adriatico, Ischitella si trova nel cuore del Gargano. Il centro storico, con Palazzo Ventrella, la Chiesa Madre, Sant’Eustachio e il Convento di San Francesco, racconta secoli di storia. Simbolo identitario è l’Albero di San Francesco, antico cipresso legato alla tradizione del passaggio del Santo: sradicato da una tempesta ma rimasto vivo, è segno di fede e resilienza. Ancora oggi, pur secco, è custode di memoria e racconti popolari, profondamente radicato nell’identità locale. Le feste patronali di Sant’Eustachio e della Madonna Assunta con San Rocco scandiscono l’anno tra riti, musica e convivialità. Terra di ulivi e agrumi, il paese intrattiene un legame profondo con il paesaggio garganico.
Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Francesco Toninelli (@de_lamperi) realizzerà un intervento a Gerace (RC), in Calabria, a cura di Ehab Halabi Abo Kher (@ehab.halabi.abo.kher)
Francesco Toninelli - Ali Hierax a cura di Ehab Halabi Abo Kher Inaugurazione Sabato 20 giugno alle 18.00 Piazza Tre Chiese, Gerace (RC)
"La leggenda dei locresi che seguono uno sparviero fino alla cima della rupe rende l’aria elemento fondativo del borgo. Ho immaginato quindi delle ali capaci di scolpirla e farla risuonare, realizzate con materiali legati al lavoro contadino di ieri e di oggi: rari tessuti di ginestra dialogano con plastiche dall’aspetto arcaico." Il progetto trae origine dal mito fondativo di Gerace e dalla figura dello sparviero ῐ̔έρᾱξ (hierax), guida totemica verso la rupe. Questa matrice mitica si fonde con la verticalità del borgo, traducendosi in una serie di sculture alari indossabili in bambù e materiali eterogenei raccolti sul campo — teli agricoli, tessuti domestici e altri elementi recuperati — che instaurano una relazione diretta con la memoria del luogo. L’opera si sviluppa in una duplice dimensione: da un lato presenza scultorea visitabile dal pubblico per tutta la durata dell’edizione, dall’altro dispositivo performativo attivato attraverso un programma in tre atti che si snoda nel corso dell’estate. Il percorso prende avvio con l’azione itinerante di Francesco Toninelli, dedicata all’esplorazione acustica del paesaggio durante l’opening; prosegue con l’indagine timbrica di Ingar Zach, che rielabora gli oggetti attraverso il linguaggio delle percussioni contemporanee; e culmina nella restituzione corale guidata da Enrico Malatesta, dove un laboratorio collettivo trasforma i partecipanti in un unico organismo sonoro performativo. L’opera vibra così tra uso e contemplazione, in un equilibrio costante tra memoria locale e paesaggio sonoro contemporaneo. Si ringraziano: il Comune di Gerace, Rosetta Bolognino, Michał Biel, Giuseppe Garreffa, Simone Lacopo, Tina Macrì, Enrico Malatesta, Ingar Zach. Artista Francesco Toninelli (Firenze, 1999) si forma come musicista e tecnico del suono presso il Rhythmic Music Conservatory (RMC) di Copenaghen e il Conservatorio di Musica Luigi Cherubini di Firenze. Le sue creazioni sonore e plastiche nascono dall'interesse per il territorio rurale e il passato preindustriale, mettendosi in relazione con gli elementi che lo caratterizzano, la narrazione folklorica e mitica, il domestico e l'autobiografico. Nel 2023 ha partecipato alla mostra collettiva Mezz’aria. La strana apertura della ricerca sonora, a cura di NUB Project Space & Gabriele Tosi, introducendo la sua pratica precedentemente limitata alla performance dal vivo, in un contesto più esplicitamente espositivo. Curatore Ehab Halabi Abo Kher è un artista visivo israeliano attivo in Italia. Finalista al Premio Nazionale delle Arti nel 2008, ha partecipato alla 54ª Biennale di Venezia, Festa del Cinema di Roma, Corpo Elettronico, Videoart Yearbook, The Scientist Festival e Altrove Street Art Festival. La sua ricerca si basa sul found footage e sulla performance, esplora i meccanismi della comunicazione a partire da materiali preesistenti. Per Una Boccata d’Arte in Calabria, ha curato i progetti di Mohsen Baghernejad Moghanjoogh a Santa Severina (2023), Lulù Nuti a Motta Filocastro (2024) e Anna Ill a Simeri Crichi (2025).
Borgo Gerace (RC) Arroccato su uno sperone di arenaria affacciato sulla Costa dei Gelsomini, Gerace conserva il fascino del suo passato medievale. Le vie in pietra e i palazzi nobiliari custodiscono un’eredità millenaria, sospesa tra culture bizantine e normanne. Le sue origini si intrecciano alla storia di Locri Epizefiri, antica colonia della Magna Grecia fondata sul Mar Ionio dai greci provenienti dalla Locride. Secondo la leggenda, furono proprio gli abitanti di Locri, in fuga dalle incursioni saracene, a risalire verso l’entroterra guidati da uno sparviero — ièrax in greco — da cui deriverebbe il nome del borgo. La posizione dominante ne ha fatto nei secoli un presidio strategico della Calabria meridionale, grazie al controllo dei traffici costieri e sua alla naturale fortificazione. Conosciuto come “il paese delle cento chiese”, Gerace è dominato dalla maestosa Cattedrale, centro spirituale della regione.

sabato 13 giugno 2026

Rebecca Moccia - Cusano Mutri (BN) | Aterraterra (Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani) - Forenza (PZ) | Una Boccata d'Arte 2026

Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Rebecca Moccia (@moccia_finora) realizzerà un intervento a Cusano Mutri (BN), in Campania, a cura di Giulia Pollicita (@giulia_pollicita)

Rebecca Moccia
Anche noi (Nostalgia Radicale) a cura di Giulia Pollicita
Inaugurazione
Domenica 21 giugno alle 18.00
Terrazza del Comune, Via Fuci 9, Cusano Mutri (BN)
"A Cusano Mutri ho voluto esplorare la nostalgia nelle sue potenzialità critiche e affettive: uno strumento per rileggere ciò che è andato perduto, riattivare memorie collettive e immaginare futuri non allineati."
Anche noi (Nostalgia Radicale) dal detto cusanese “Se tutto va bene, diventeremo vecchi anche noi”, è un progetto site specific di Rebecca Moccia che interroga le potenzialità nascoste o inespresse del sentimento della nostalgia. La mostra si svolge tra la nuova sede del Comune e della Biblioteca, luoghi chiave dell’organizzazione civile e sociale di Cusano Mutri. Esplorando questo diffuso stato emotivo, strumentalizzato o stigmatizzato, Moccia coinvolge læ abitanti attraverso la raccolta e l'esposizione di materiali biografici e collettivi, evocando in forma scultorea e installativa queste riflessioni. Le opere attivano processi che mettono l’accento sulla nostalgia per immaginare futuri non allineati, spazi alternativi di incontro, e comunità. La nostalgia radicale di Rebecca Moccia offre occasioni di ribellione rispetto al modello di progresso moderno, motore di processi di spopolamento dei piccoli borghi, del terrore quotidiano della perdita di lavoro, della casa o dell’ecosistema stesso.
Si ringraziano: il Sindaco Pietro Crocco, Lucia Franco, Carmela Iassogna, Patrizia Prece, Vittorio Maturo, Stefano Colonna, Davide D’Amico, Annalaura Capodicasa, Sergio Pollicita, Francesca Rossi, tutte le persone che hanno contribuito, partecipato e offerto sostegno al progetto. Artista Rebecca Moccia (Napoli, 1992) è un’artista transdisciplinare il cui lavoro combina immagini in movimento, fotografia, suono ed elementi scultorei ed effimeri. Le sue installazioni nascono da una ricerca situata che spesso include pratiche collettive e workshop. Nel 2024 ha rappresentato il Padiglione Italia alla 15ª Biennale di Gwangju in Corea del Sud. Attualmente è dottoranda in Visual Arts presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e ha ricevuto il grant per la ricerca internazionale Italian Council X. E’ co-fondatrice di AWI – Art Workers Italia.
Curatrice Giulia Pollicita (Palermo, 1996) è una ricercatrice e curatrice che vive e lavora a Napoli. Dal 2022 collabora come curatrice con la Fondazione Morra Greco di Napoli. Tra il 2022 e il 2025 è stata assistente curatrice di Pierre Bal-Blanc e di Salvatore Lacagnina. Attualmente è dottoranda presso la University of the Arts London (UAL). Ha curato mostre presso gallerie commerciali quali Des Bains (Londra) e Richard Saltoun (Roma). Scrive e pubblica per diverse riviste, tra cui Flash Art, NERO e Artforum. Per Una Boccata d’Arte ha curato per la Sicilia il progetto di Isaac Chong Wai (2022) e per la Campania i progetti di Serena Vestrucci (2023), Andrea Martinucci (2024) e Tild Greene (2025).
Borgo Cusano Mutri, in provincia di Benevento, si trova sul versante sud del Parco Regionale del Matese, al confine tra Campania e Molise. Inserito in un paesaggio montano segnato da faggeti, castagneti e dalla spettacolare Gola di Lavello, il borgo conserva intatta la fisionomia del centro medievale, con strade strette e tortuose, case antiche in pietra e campanili che emergono nel tessuto urbano. Situato in un’area storicamente legata all’antico Sannio Pentro, Cusano Mutri si distingue per il forte legame che la comunità continua a coltivare con la terra, le tradizioni secolari e una dimensione collettiva ancora viva, scegliendo di abitare e custodire il borgo nel presente. La sua identità si esprime nell’intreccio tra paesaggio, storia locale, pratiche rurali, feste popolari, musica e cultura gastronomica.
Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Aterraterra (@aterraterra) realizzerà un intervento a Forenza (PZ), in Basilicata, a cura di Roberta Mansueto (@roberta.mansueto)
Aterraterra (Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani)
Forenza multispecie a cura di Roberta Mansueto
Inaugurazione
Venerdì 19 giugno alle 18.00
Statua San Pio,
Salita Calvario 10, Forenza (PZ)
"Abbiamo immaginato Forenza come una superficie metabolica multispecie, una rete di forme di vita già esistenti spesso invisibili e indesiderate, per attivare una domanda: possiamo passare dalla rimozione dell’indesiderato al riconoscimento e alla cura, come nuova prospettiva comunitaria?"
Con una dichiarazione d’intenti, Forenza accoglie la sua comunità multispecie.
Osservando le sentine, le fontane sorgive e gli antichi palmenti scavati nella calcarenite, si possono individuare forme di vita poco visibili per l’uomo, ma fondamentali per l’equilibrio ambientale.
Il percorso creato dagli artisti nel borgo valorizza questo ecosistema attraverso cinque sculture, micro-habitat in argilla stampata 3D, progettati per favorire la crescita spontanea di cianobatteri, muschi, alghe e licheni. Non semplici sculture porose, le opere sono vere e proprie forme tecnologiche orientate a favorire processi spontanei di crescita biologica, restituendo visibilità a ciò che comunemente rimane inosservato o ritenuto indesiderato.
Distribuite nel borgo, si presentano come nodi nel paesaggio e creano così una rete diffusa che rileva la complessità della dimensione more-than-human (più che umano): il paese è una superficie multispecie che riconosce gli organismi e i metabolismi viventi.
Il sito forenzamultispecie.eu documenta osservazioni e registrazioni lungo tutta l’edizione di Una Boccata d'Arte.
Si ringraziano: l’Amministrazione comunale di Forenza, il Sindaco Francesco Mastrandrea, Assessore alle Politiche giovanili e alle Pari opportunità Alessandra Brienza, Pro Loco e Servizio Civile Universale Forenza, Agriturismo Masseria Brienza, Associazione Donne Forenza, Unitre, Né Arte Né Parte, aPERTAmentE Aps.
Artista
Aterraterra (Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani)
Aterraterra è un duo composto da Fabio Aranzulla (Karlsruhe, Germania, 1991) e Luca Cinquemani (Agrigento, 1979). Il duo ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Lipsia e conseguito un dottorato in Studi Culturali Europei tra Palermo e Düsseldorf. La loro pratica interseca arte, ecologia e scienza e indaga, attraverso installazioni e altri linguaggi, le forme di disciplina e di antropocentrismo nel rapporto con le piante e le altre forme di vita non umane. Analizza, inoltre, le trasformazioni ecologiche determinate dai cambiamenti climatici. Tra i progetti recenti, la mostra Postvarietal Communities al Museo Civico di Castelbuono e la residenza ospitata dal MODEM di Debrecen, Ungheria.
Curatrice
Roberta Mansueto è curatrice indipendente e attivista nella conservazione della biodiversità vegetale. Ha cofondato Tile project space (2014–2019) a Milano, e ideato diversi progetti indipendendi come takecare e Orto Fertile, che lavorano a cavallo tra ricerca performativa, editoria indipendente e custodia di saperi etnobotanici. Dal 2020 è cofondatrice di Salgemma, redazione indipendente e piattaforma di progetti curatoriali in Puglia, che promuove e valorizza la ricerca artistica e culturale del territorio. Per Una Boccata d'Arte in Basilicata, ha curato i progetti di Hanne Lippard a Grottole (2022), Arianna Pace a Rivello (2023), Giulio Locatelli a Sasso di Castalda (2024), Vaste Programme a Miglionico (2025).
Borgo
Forenza (PZ)
sorge a 836 s.l.m nel cuore del Vulture e si affaccia sulla valle del Bradano. Il borgo è noto per i suoi ampi panorami, che spaziano dal Monte Vulture al Tavoliere fino al Gargano. Circondata da boschi, campi di cereali, uliveti e vigneti, Forenza conserva nel centro storico un fitto intreccio di strade, case in pietra e antiche chiese che raccontano le sue origini medievali, oggi affiancate da interventi di street art e fotografie storiche diffuse nel tessuto urbano. La storia del paese intreccia il passato cavalleresco con il mito dei Templari. Secondo alcune fonti, con l’arrivo dei Normanni nel Sud Italia Forenza divenne feudo del casato dei Pagani, famiglia a cui sarebbe appartenuto il leggendario Hugues de Payns, riconosciuto da molti studiosi come fondatore e primo Maestro dell’Ordine dei Templari.

giovedì 11 giugno 2026

Alice Minervini - Cellino Attanasio (TE) | Angelo Leonardo - Trivento (CB) | Una Boccata d'Arte 2026

Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Alice Minervini (@p.akkiana) realizzerà un intervento a Cellino Attanasio (TE)
Alice Minervini
Cummar a fiure a cura di Andrea Croce e MariaTeresa Daniele
Inaugurazione
Sabato 20 maggio alle 18.30
Terrazza Belvedere, Cellino Attanasio (TE)
"Cummar a fiure diventa un dispositivo camp: una festa reinventata che mette in scena sorellanze e affetti, tra ironia e autofiction collettiva e un’estetica dichiaratamente pacchiana."
Quella delle Commar a fiore è un’antica usanza popolare diffusa in alcune zone rurali dell’Abruzzo, oggi non più praticata. Celebrata durante il solstizio d’estate, rappresentava un momento simbolico in cui si suggellava un'amicizia profonda scambiandosi un ramajette (mazzolino di fiori di campo), per sancire patti di alleanza e mutuo supporto, con l’impegno di mantenere un legame di sorellanza.
Seguendo lo spirito conviviale di Cellino Attanasio, il progetto di Alice Minervini prende forma attraverso passaparola, memoria orale e gossip: la festa diventa lo spazio utile per reinventare rituali condivisi.
Cummar a fiure mette in scena pratiche femminili marginalizzate, trasformando folklore, ironia e una dichiarata pacchianeria in un rito poetico. Al centro, la bambola come doppio simbolico, ispirata alle “pupe” abruzzesi e alla cultura pop.
Dopo il momento performativo dell’inaugurazione, l’installazione si diffonde nello spazio pubblico attraverso un percorso tra festoni decorativi e bambole. Le opere saranno riattivate durante il periodo estivo attraverso una serie di eventi. 
Si ringraziano: Sindaco Giuseppe Del Papa, Assessora alla Cultura Luisana Ferretti, Consigliera con Delega alla Cultura Amalia Temperini, l’amministrazione comunale, i consiglieri, gli uffici e gli operai comunali, Pro Loco, ITACA, Cul.Tur.A’, LND, AVIS, ANA, Protezione Civile, Croce Bianca, la famiglia Tacconelli, Andrea Minervini, Tiziana Scota, Damien Ajavon, Oleksandra Horobets, Arianna Iodice. Un ringraziamento speciale a Hamza Hdada per il supporto tecnico di creazione e stampa 3D.
Artista
Alice Minervini (Firenze, 1997), in arte pakkiana, è un’artista e ricercatrice che esplora le intersezioni tra autofiction, estetiche camp, fashion folklore e sentimentalismo come strumenti per immaginare futuri altri. Si è laureata in Visual Cultures presso la Goldsmiths University di Londra ed è attualmente dottoranda all’Accademia di Belle Arti di Torino con il progetto Per una genealogia affettiva del camp nostrano. Ha cofondato il festival Two Hours Ago I Fell in Love, volto a decostruire i retaggi fascisti nell’immaginario contemporaneo di amore, sesso e identità di genere. Ha pubblicato fanzine e libri d’artista, tra cui Comizi d’Emigrazione, e ha presentato la propria ricerca in contesti internazionali come Shmorèvaz, Parigi (FR, 2023); NYU Casa Italiana, New York (USA, 2025); Dos Mares, Marsiglia (FR, 2026).
Curatori
Andrea Croce è artista, producer e ricercatore, formato in Moda e Arti Visive allo Iuav di Venezia. Indaga l’oggetto performativo come dispositivo critico e le relazioni come pratica artistica e politica. È fondatore di Unpae e svolge attività didattica intervenendo in accademie e istituzioni. Per Una Boccata d’Arte in Abruzzo ha curato progetti dal 2021 al 2025. 
MariaTeresa Daniele è designer e ricercatrice, formata in Moda e Arti Visive allo Iuav di Venezia. Ha conseguito un Master in Street Culture con una tesi su cura e interdipendenza nei processi creativi di design e arte. Lavora tra ricerca, art direction e produzione, collaborando con realtà culturali e artistə; fa parte dei team di Fondazione Studio Rizoma e Almanac.
Borgo
Cellino Attanasio (TE) sorge tra le valli dei fiumi Vomano e Piomba, in un paesaggio collinare segnato da calanchi, coltivi storici e una forte biodiversità concentrata in un’area circoscritta. Affacciato sulle colline della provincia di Teramo, il borgo gode di un panorama che si estende dalle montagne fino alla costa adriatica. Il centro storico conserva la cinta muraria e i torrioni dei duchi Acquaviva d’Aragona; in uno di questi ha sede l’Antiquarium Comunale, dedicato alla memoria archeologica del territorio. Sotto le strade si sviluppa inoltre una trama di grotte, neviere e cunicoli che restituisce l’antico assetto del sottosuolo. L’identità del borgo si esprime nell’intreccio tra storia, arte, saperi rurali e tradizioni gastronomiche.
Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Angelo Leonardo (@ange.leonardo) realizzerà un intervento a Trivento (CB), in Molise, a cura di Alessia Delli Rocioli (@alessia.dellirocioli)
Angelo Leonardo
Perché non dovrei vagare per i pascoli a cercare il vento?
a cura di Alessia Delli Rocioli
Inaugurazione
Sabato 20 giugno alle 18.00
Piazzetta Codarda, Supportico Marucchio, Trivento (CB)
"La presenza silenziosa di Diana a Trivento ha orientato la mia ricerca. Ho immaginato un intervento attraversabile, capace di trasformare lo spazio pubblico in un luogo intimo, votato alla dea e al riposo. Nel sonno, forse, è possibile intuire ciò che durante il giorno resta inafferrabile."
Perché non dovrei vagare per i pascoli a cercare il vento? è una ricerca sull’immaginario di Trivento che prende forma in una tenda nomade situata nella Piazzetta Codarda. Ispirata ai rifugi della transumanza, la struttura è pensata come uno spazio che accoglie incontri tra corpi, ricordi e pratiche quotidiane. Un dispositivo che induce alla sosta e trasforma la piazza in uno spazio liminale: una zona d’ombra per favorire il sogno. Il progetto si sviluppa come una narrazione in divenire, intrecciando simboli, frammenti e memorie emerse dal dialogo tra l’artista, il territorio e le identità che lo abitano. In questo contesto, gli atti di cucire e scucire diventano gesti centrali: l’errore è accolto ed è nei fili che si intrecciano memorie arcaiche e contemporanee.
Si ringraziano: l’Amministrazione di Trivento, l’Assessora Elisa Marianacci e tutte le triventine che si riconoscono nella pratica dell’uncinetto. Grazie per mantenere questa memoria viva e condivisa.
Artista
Angelo Leonardo (Enna, 1991) si è formato all’Accademia Belle Arti di Napoli e di Palermo. Nell’ultimo anno la sua ricerca si è concentrata sulla figura dell’artista giapponese O’Tama Kiyohara (1861–1939), un interesse che porta avanti anche attraverso un progetto collettivo con Stefania Galegati e Daria Filardo. La sua pratica nasce da un confronto costante con l’errore, e dall’attitudine a portare sempre al limite le sue capacità tecniche e intellettuali. I mezzi che utilizza spesso variano in base al contesto e alle relazioni che crea durante i progetti. Più che un atto autoriale esclusivo, il suo lavoro è inteso come risultato delle molteplici influenze esterne che nutrono la sua visione.
Curatrice Alessia Delli Rocioli (1998) è ricercatrice di pratiche artistiche situate e dottoranda presso l’Accademia di Venezia. Il suo lavoro si sviluppa tra curatela, scrittura e creazione di spazi di dialogo e immaginazione condivisa. Durante il percorso accademico si è interessata all’intersezione tra azione poetica e politica nell’Italia degli anni Settanta. Ha lavorato come curatrice freelance e art producer, collaborando con diverse istituzioni e progetti indipendenti europei. Dal 2021 è curatrice di Unpae, piattaforma curatoriale no-profit attiva in Abruzzo (IT). Per Una Boccata d’Arte in Molise ha curato il progetto di Roberto Casti a Macchiagodena (2025).
Borgo
Trivento (CB) è un paese dalla storia millenaria, antico insediamento sannita, municipium romano, contea e sede episcopale, nella Valle del Trigno. Il centro conserva un ricco patrimonio architettonico: la Cattedrale romanica dei SS. Nazario, Celso e Vittore e la Cripta di S. Casto, l’Episcopio, il Museo Diocesano di Arte Sacra, il Palazzo Comitale e il Piano, giardino-belvedere sospeso sulla valle. Il nucleo originario è un intreccio di vicoli, cortili e passaggi racchiusi nella monumentale Scalinata di San Nicola. Il paesaggio circostante è segnato dal Regio Tratturo, dai corsi d’acqua e dalle Morge, imponenti monoliti calcarei custodi di biodiversità. Nota come Città dell'Uncinetto, Trivento valorizza il saper fare femminile e il lavoro di mani operose che intrecciano fili di lana da intere generazioni. Una Boccata d'Arte

Maja Escher - Cupra Marittima (AP) | Natalya Marconini Falconer - Pofi (FR) | Una Boccata d'Arte 2026

Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Maja Escher (@majaescher) realizzerà un intervento a Cupra Marittima (AP), nelle Marche, a cura di Matilde Galletti (@matildegalletti)

Piedi caprini, capelli di polpo a cura di Matilde Galletti

Inaugurazione

Domenica 21 giugno alle 18.30

Borgo Marano, Cupra Marittima (AP)

"Ho sviluppato una forma di archeologia speculativa usando esercizi di disegno collettivo per accedere a una memoria subconscia condivisa dell’immagine della dea. Così intendo riattivare un luogo di culto dedicato alle energie femminili e alle divinità nella cultura contemporanea."

A Cupra Marittima, affiorano le tracce di un’epoca pre-romana, resti di mura e scalinate che sembrano voler nascondere la presenza del tempio della Dea Cupra, divinità legata alla terra e all’acqua. Non si conserva neppure l’iconografia della dea, un tempo venerata dalle popolazioni locali.

L’intervento di Maja Escher si insinua in questa fessura, abitando le architetture esistenti e rivelando il mito attraverso la realizzazione di un altare domestico dedicato alla Dea. Una serie di formelle in terracotta, realizzate in un processo di archeologia speculativa attivato dall’artista insieme a bambini e anziani di Cupra Marittima, sono inserite nei muri di Borgo Marano, il paese alto: un percorso che poco alla volta disegna l’immagine della divinità, fondata sull’immaginario collettivo, e traccia la via verso il nuovo tempio. Qui, elementi visivi ispirati al luogo, dalla vegetazione locale alle attività storiche di marineria, si presentano come doni per celebrare la Dea Cupra. 

Public Program

Archeologia Speculativa

27 e 28 aprile 2026

Cupra Marittima (AP)

Le bambine e i bambini della Scuola Elementare e gli anziani della Casa di Riposo sono coinvolti in un laboratorio immaginativo di archeologia speculativa. L'intento dell'artista è aprire con loro un confronto ludico per provare a dare un volto e un corpo alla Dea Cupra, al fine di riconnettere i partecipanti alla storia locale e vedere dove li può spingere la loro immaginazione. 

Si ringraziano: il Sindaco Alessio Piersimoni, la Consigliera Eliana Ameli, Mattis Heilscher,  Andrea Mora, Lara Moriconi, Lucía Leirós Porto, Ariel Pinheiro, Fernando Roussado, Joana Salgueiro, Settimio Tassotti. 

Un ringraziamento a tutti i  bimbi, anziani e pescatori che hanno collaborato al progetto: Ramona Agostini, Daniele Camela, Romina Caminonni, Maria Carlini, Jhonny Acevedososa Crodoba, Ermanno Agnotti, Francesco Ameli, Esra Amzi, Serena Basili, Sofia Bejaoui, Saverio Butta, Alice Calabrò, Sofia Centanni, Anna Ciarrocchi, Leonardo Ciarrocchi, Alexandru Coruanu, Noah De Filippo, Giulio Del Zompo, Christian De Micco, Rosanna Di Virgilio, Diego Ferraro, Marco Flamini, Ilaria Galavotti, Sonia Ben Gazhela, Alessio Hasalliu, Ejoele Hoxha, Jad Ibn Cheikh, Amedea Ionni, Davide Lanciotti, Erid Lloshi, Hassine Mabrouk, Marta Mancini, Rebecca Mancini, Antonio Matthias Manetti, Samuel Mannocchi, Lorenzo Morganti, Rita Marini, Rossana Mazza, Tiago Nolria, Margherita Novelli, Sofia Pieroni, Milena Pistolesi, Ambar Martina Flores Rodriguez, Lidia Rosetti, Gioconda Rossi, Maria Ruggeri, Mario Michele Scutti, Antonio Teodori, Irma Urbinati, Emidio Zazzetti, Amelja Xhebexhiu.

Artista

Maja Escher (Santiago do Cacém, Portugal, 1990) holds a BA and an MA in Multimedia Art from the Faculty of Fine Arts in Lisbon, including a study grant in London.

Her practice emerges from a direct relationship with territory and its materialities—stories, songs, clay, reeds, stones, ropes, pigments, and plants. Through processes of gathering, experimentation, and collaboration, she transforms these elements into installations and objects that explore the interdependence between body, land, and language. Her work brings together ecological observation, local technologies, and practices of listening and sharing, often incorporating oral knowledge, songs, and popular sayings.

Curatrice

Matilde Galletti è curatrice e docente di Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. Si è formata e ha collaborato con gli Archivi Gerardo Dottori di Perugia, con l’associazione a.titolo di Torino, con la rivista Titolo. Si è occupata di poesia visuale, lavorando per gli archivi di Anna Oberto a Genova e di Arrigo Lora-Totino. È ideatrice e curatrice di Karussell, progetto che promuove l’arte contemporanea nelle Marche del sud. Cura l’archivio dell’artista Mario Airò. Per Una Boccata d’Arte nelle Marche, ha curato i progetti di Caterina Morigi a San Ginesio (2024) e di Giuseppe Abate ad Altidona (2025).

Borgo

Cupra Marittima (AP), sulla Riviera delle Palme in provincia di Ascoli Piceno, è un raro esempio di centro rivierasco che conserva tracce ben distinte delle diverse epoche della sua storia. La parte moderna si sviluppa lungo la costa, il borgo medievale di Marano sorge sul colle, mentre a nord dell’attuale abitato si trovano i resti della romana Cupra Maritima. Abitato fin dal Paleolitico, fu prima un importante insediamento piceno e poi una colonia romana, di cui restano il Foro, il tempio dedicato alla Dea Cupra e una villa con terme e ninfeo. L’antico borgo fortificato di Marano conserva ancora mura, torri del XII secolo, palazzi nobiliari, chiese medievali e il Museo Archeologico del Territorio. Sulla costa si trova invece il Museo Malacologico Piceno, che raccoglie quasi un milione di esemplari e testimonianze di arte primitiva legate al mondo delle conchiglie.

Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Natalya Marconini Falconer (@natalyamfalc) realizzerà un intervento a Pofi (FR), nel Lazio, a cura di Irene Angenica (@ir_e_ne_na)
Canzàre a cura di Irene Angenica
Inaugurazione
Sabato 20 giugno alle 18.30
Via G. Pesci 42, Pofi (FR)
Canzàre significa attraversare un terreno privato.
Un borgo nato da un’entropia vulcanica e generativa, fatta di cose che si disfano mentre diventano altro. Segni di vita, gesti di magia sfuggenti, riemergono dalle crepe della distruzione. Come può la materia attraversare il passato e arrivare al presente per raccontare ciò che non esiste più?
A Pofi, le fondamenta di una casa distrutta dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale affiorano oggi come una piccola piazza, il cui perimetro conserva ancora la forma originaria dell’abitazione, tra soglie e scale riconoscibili. È da questo luogo che prende forma il progetto, sviluppato a partire dalle suggestioni emerse durante i sopralluoghi e dalle lunghe osservazioni del paese.
Questo spazio, sospeso tra memoria privata e uso collettivo, diventa il punto di partenza: l’artista ne propone una risignificazione attraverso la ripavimentazione di una porzione dell’antica casa, evocando simbolicamente un processo di ricostruzione e rinascita.
Nella nuova pavimentazione sono inseriti calchi legati alla storia locale, tra cui le frecce in selce ritrovate dai bambini nei campi negli anni Cinquanta e la vitalba, pianta simbolo di resilienza. L’opera si configura come un omaggio alla memoria del luogo e, al tempo stesso, come un auspicio di rinascita per la comunità: un gesto che unisce passato e presente, trasformando le tracce della distruzione in una narrazione di continuità e rigenerazione.
Public Program
Case che restano
16 maggio 2026
Pofi (FR)
Il workshop invita gli abitanti di Pofi a dialogare con gli studenti dell'Accademia di Belle arti di Frosinone condividendo memorie familiari e ricordi di vita quotidiana: gesti, oggetti, ricordi, sensazioni. Insieme agli studenti, queste storie diventeranno una grande tela dipinta, trasformando la memoria in materia viva e collettiva.
Si ringraziano: Marco Savarese, James Hillman, Massimo Schiavoni della Fonderia Schiavoni, Chiara Gerpini, Lorenzo D’Amici, Edmondo D’Amici, Anna Maria Fiorini, Hagopian, Marisa Colonnelli, Gruppo Folklore Pofano.
Artista
Natalya Marconini Falconer (Londra, 1997) è un’artista e scrittrice che lavora tra Londra e l’Italia. Dopo la laurea in Letteratura inglese presso l’University College London nel 2019, ha conseguito un Master in Belle Arti alla Slade School of Fine Art di Londra nel 2024, dove ha ricevuto la borsa di studio della Sarabande Foundation. La sua pratica nasce da lacune nella memoria familiare e nella storia dei luoghi. Lavorando con scultura, installazione e scrittura, indaga questi vuoti, spesso attraverso la raccolta dei resti materiali lasciati dalla rapida industrializzazione, dalle migrazioni interne e dagli eventi naturali. Nel 2025 ha partecipato alla residenza Atelier Elpis e alla mostra collettiva A te non resta che abitare questo desiderio, entrambe promosse da Fondazione Elpis a Milano. Nel 2026 prende parte alla mostra collettiva Reassemblage presso la General Assembly Gallery a Londra, ed è artista in residenza per lo Studio Programme di Castro Projects a Roma.
Curatrice
Irene Angenica (Catania, 1991) è una curatrice educativa, laureata in Storia dell’arte contemporanea e Didattica dell’arte. Ha frequentato CAMPO alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, co-fondato il collettivo CampoBase e collaborato con istituzioni nazionali e internazionali. Dal 2021 al 2025 è stata responsabile delle attività educative del MACRO di Roma. Attualmente svolge un PhD all’Accademia di Belle Arti di Catania. La sua ricerca indaga pratiche discorsive, laboratoriali e collettive con approcci non gerarchici e conviviali. Per una Boccata d’Arte in Lazio, ha curato i progetti di Elena Rivoltini a Bassiano (2024) e Gabriele Ermini a Oriolo Romano (2025).
Borgo
Pofi (FR) si trova nella provincia di Frosinone nel cuore della Ciociaria. Arroccato su un antico vulcano spento, domina il paesaggio con un panorama che abbraccia i paesi limitrofi e spazia tra campi e monti del basso Lazio. Il centro storico, con i suoi vicoli in pietra vulcanica, custodisce tradizioni antiche, alcune legate alla cultura florivivaistica, ancora oggi molto sentita in paese. Tra i luoghi simbolo spicca la Chiesa di Sant’Antonino del XI secolo, in stile romanico e il Castello baronale dei Colonna, con la Torre dell’Orologio. Pofi occupa inoltre un posto centrale nel dibattito paleoantropologico grazie ai ritrovamenti di reperti fossili attribuiti all’Homo heidelbergensis, risalenti a circa 400.000 anni fa. I molti reperti, oggi esposti presso il Museo Preistorico Pietro Fedele, testimoniano la presenza dell’uomo nel territorio della Valle del Sacco fin dal Paleolitico medio. Una Boccata d'Arte

Irene Macalli - Ficarra (ME) | Ilare - Monteleone Rocca Doria (SS) | Una Boccata d'Arte 2026

Per la Settima Edizione di  #unaboccatadarte , Irene Macalli (Irene Macalli) realizzerà un intervento a Ficarra (ME), in Sicilia, a cura di ...