Qui il vento ricorda per noi a cura di Giulia Monroy
Inaugurazione
Sabato 20 alle 18.00
Piazza delle Logge, Ficarra (ME)
"Il vento si fa immagine poetica: le memorie vi si mescolano, come a toccare il cielo, in un luogo in cui lo spopolamento chiede accettazione, per chi resta e per chi va via."
Il progetto nasce dall’incontro con la comunità di Ficarra e dalla volontà di trasformare la memoria collettiva in un’esperienza condivisa e viva. A partire dal libro Ficarra libro mio, l’artista riattiva un processo partecipativo invitando gli abitanti a contribuire con parole, segni e immagini dipinte su superfici trasparenti. Queste “mattonelle di memoria” confluiscono in un’installazione pubblica pensata per Piazza delle Logge, dove luce e vento diventano elementi narrativi. L’opera si configura come spazio di incontro e contemplazione, capace di connettere passato e futuro. In un contesto segnato dallo spopolamento, il progetto restituisce centralità ai legami, immaginando nuove forme di abitare attraverso l’arte e la partecipazione. Parallelamente, l’artista realizza con maestranze locali scalpelline un’opera scultorea incisa con una frase significativa tratta dal libro. Dall’incontro con il Maestro Delfio Plantemoli nasce un’installazione sonora che rielabora una poesia del testo attraverso strumenti tradizionali siciliani e canti contadini in chiave sperimentale.
Public Program
Qui il vento ricorda per noi. Un laboratorio per chi resta e chi è partito.
12 - 14 giugno 2026, h. 10:00
Ex Scuola Media C.da Natoli, via Natoli 15, Ficarra (ME)
Tre giorni di incontro con l'artista Irene Macalli per riattivare il senso di co-creazione nato nel 2012 con Ficarra libro mio. Si riscoprirà il sentimento verso il proprio territorio, trasformando la memoria del libro in un nuovo processo creativo condiviso. Il laboratorio consisterà nella scrittura e nel disegno su mattonelle trasparenti con colori per vetro. Le memorie future verranno poi simbolicamente alzate al vento attraverso l'installazione Qui il vento ricorda per noi pensata per Piazza delle Logge.
Artista
Irene Macalli (1999, Sant’Agata de’ Goti) è un’artista e dottoranda presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Si forma in Scultura a Napoli presso ABANA e in Turchia presso MSGSU di Istanbul, partecipando a diverse mostre collettive in Italia, Turchia e Germania.
Ha svolto esperienze formative presso lo studio di Marisa Albanese. La sua ricerca si concentra sui piccoli centri rurali attraverso progetti partecipati con le comunità locali. È ideatrice e fondatrice del progetto L’arte come riscatto sociale nei piccoli comuni, da cui è nato un libro pubblicato da Giacovelli Editore e la sua mostra personale Archivio rurale. Un muro di terra presso Capnapoliest (Napoli, 2025). Ha vinto il Premio Generazione di Art Days Napoli–Campania (2023) e ha svolto una residenza di tre mesi presso Artist in Residence Munich (2025)
Curatrice
Giulia Monroy (Palermo, 1990) si laurea in Progettazione degli spazi espositivi e allestimenti museali all’Accademia di Belle Arti di Palermo. Si occupa di produzione nel campo delle arti visive. Dal 2017 al 2023 è assistente di galleria da Francesco Pantaleone e dal 2021 al 2024 assistente curatoriale e gestionale per ZACentrale, Fondazione Merz. Collabora con ruber.contemporanea e Fondazione Ghenie Chapels. Nel 2024 fonda studio moy, progetto che offre visite guidate negli studi d’artista a Palermo. Per una Boccata d’Arte in Sicilia, ha curato i progetti di Ella Littwitz a Pollina (2023), Nicola Baratto & Yiannis Mouravas a Sant’Angelo Muxaro (2024) e Nicola Martini a Custonaci (2025).
Borgo
Ficarra (ME) si trova tra i Monti Nebrodi, a 450 metri s.l.m e a pochi chilometri dalla costa tirrenica. Il centro storico, con le strade in pietra, gli antichi ballatoi e i palazzi nobiliari, custodisce una memoria collettiva fatta di lavoro artigiano e tradizioni condivise. Il profilo del borgo è segnato da tre siti principali: i ruderi del Convento dei Frati Minori Osservanti, noto come Convento dei Cento Archi; la Chiesa Madre, di origini normanne, che domina uno dei colli del centro storico; e la Fortezza carceraria, con il suo passato di castello medievale e dimora nobiliare. La vitalità culturale del paese si riflette nel Museo Diffuso, che mette in relazione collezioni tematiche e luoghi della memoria, tra cui la Stanza della Seta e il museo dedicato al poeta Lucio Piccolo di Calanovella. Ficarra è stata inoltre fonte di ispirazione per alcune pagine significative de Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Mi aspetto che il sole mi illumini ancora a cura di Anna Pirisi
Inaugurazione
Domenica 21 giugno alle 18.00
Via Doria, Monteleone Rocca Doria (SS)
"Lasceremo ciò che resta di un passaggio collettivo, un rituale, un ringraziamento alla terra, alla montagna, al Sole."
Il progetto Mi aspetto che il sole mi illumini ancora nasce come un invito a ritrovarsi: nel giorno più lungo dell’anno, il solstizio d’estate diventa occasione per ricucire il legame tra le persone e la terra di Monteleone Rocca Doria. Il 21 giugno, dalla via Doria al riparo sotto roccia Sa Corona de sa buvera, un corteo di persone si muove verso un’architettura effimera costruita e attivata attraverso incontri e rituali condivisi.
Qui, l’acqua raccolta, i manufatti in terracotta e i pani rituali preparati collettivamente si trasformano in gesti di offerta e celebrazione. Il tappeto, ispirato a su tapinu ‘e mortu e affidato ciclicamente alle abitanti, diventa una traccia viva che passa di mano in mano, intrecciando memoria e cura. La festa si configura così come un’esperienza condivisa di gratitudine e appartenenza, capace di protrarsi nel tempo.
Public Program
Focolari d'Acqua
29 Maggio 2026, h. 9:00
Piazza Chiesa, Monteleone Rocca Doria (SS)
Un workshop che indaga le dimensioni ecologiche, sociali e simboliche dell'acqua come risorsa collettiva, attraversando luoghi segnati dalla presenza dell’acqua, tra fonti, sentieri e santuari. Il percorso apre una discussione su temi come la privatizzazione delle risorse e il rapporto tra territorio e comunità al fine di ragionare insieme un'architettura effimera condivisa nello spazio del riparo sotto roccia sa Corona de sa Buvera.
Public Program
Terra e fogu
20 maggio 2026
Via S. Antonio, Monteleone Rocca Doria (SS)
Terra e fogu è un workshop dimostrativo dedicato alla cottura tradizionale dell’argilla su fuoco diretto. Attraverso l’accensione di due falò, Ilare guiderà il pubblico nelle diverse fasi del processo, dal preriscaldamento alla cottura finale. Un momento di osservazione e ascolto che restituisce il valore ancestrale della trasformazione della materia.
Si ringraziano: l'Amministrazione comunale, Giovannina Fresi, Piera Masala, Foghiles, ArTes, Ivano Piva, la comunità tutta e in particolare le donne di Monteleone Rocca Doria.
Artista
Ilare (Roma, 1994) vive e lavora a Roma. Si è diplomatə in Nuovi Linguaggi dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Roma e nel 2021 ha partecipato al corso di specializzazione in Arti Visive alla Escola Massana di Barcellona. La sua pratica artistica comprende installazioni, sculture, disegni, video e performance, e si sviluppa a partire da processi di interdipendenza, interazione, osservazione e attesa. Attraverso un lavoro basato sull’impermanenza, la relazione con lo spazio e la trasformazione della materia, realizza opere vive che non intendono sottrarsi al cambiamento, alla decomposizione e alla libera interazione con il pubblico.
Curatrice
Anna Pirisi (Nuoro,1991) lavora nella gestione, tutela e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, con particolare attenzione all’arte contemporanea e ai processi di decolonizzazione. Si è formata tra Bologna e Cagliari e ha completato un master in Diritto ed Economia dell’arte e della cultura. Ha maturato esperienza in musei e gallerie in Sardegna, in Italia e all’estero, occupandosi di curatela, mediazione culturale e progettazione di eventi. Attualmente lavora presso la Fondazione Costantino Nivola, dove è impegnata nella mediazione e promozione artistica. Per Una Boccata d’Arte in Sardegna, ha curato il progetto di Sara Persico a Burcei (2025).
Borgo
Monteleone Rocca Doria (SS) nel nord-ovest della Sardegna, sorge su un’altura rocciosa circondata per tre lati dal lago del Temo, una conformazione che nei secoli ne ha fatto un naturale presidio del territorio. Oggi segnato dai processi di spopolamento, il borgo rivela una vocazione insediativa antichissima, testimoniata dalla presenza di nuraghi e di un importante sito archeologico punico. In età medievale la potente famiglia genovese dei Doria vi edificò il castello-fortezza e la chiesa di Santo Stefano, ancora oggi tra i segni più emblematici del paese. Attraverso assedi, distruzioni e ricostruzioni, Monteleone conserva l’impianto urbano e il fascino di un insediamento tardo-medievale. Tra il castello, le chiese storiche, il museo della panificazione, le cave dismesse trasformate in teatro a cielo aperto e il paesaggio lacustre, il borgo continua a intrecciare memoria, natura e visioni di futuro.



















