domenica 7 giugno 2026

Francesco Alberico - Chiusa (BZ) | Renato Grieco - Lugo di Vicenza (VI) | Una Boccata d'Arte

Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Francesco Alberico (@fr.alberico) realizzerà un intervento a Chiusa (BZ), in Trentino-Alto Adige, a cura di Valerio Panella e Valentina Merz (@valerio_panella).

Francesco Alberico Vogelrat. Il consiglio degli uccelli a cura di Valerio Panella e Valentina Merz

Inaugurazione

Sabato 20 giugno alle 10.00

Piazza Parrocchia Chiusa (BZ)

"Vogelrat. Il consiglio degli uccelli nasce da un processo in cui l’immaginazione diventa spazio di relazione e occasione per il racconto di sé, all’interno di un laboratorio creativo con gruppi e soggettività neurodivergenti. Le creature alate danno forma a identità e desideri, rendendo visibile ciò che spesso resta ai margini."

Vogelrat. Il consiglio degli uccelli di Francesco Alberico è un progetto artistico partecipativo che unisce ricerca poetica, radicamento territoriale e valore sociale. Nato da un dialogo con la comunità locale, coinvolge la struttura socio-sanitaria Seeburg di Bressanone in un processo creativo condiviso. Attraverso la rilettura di leggende altoatesine, i partecipanti immaginano e disegnano creature alate, per poi trasformarli collettivamente in manufatti tessili realizzati con materiali di recupero. L’installazione dà forma a una simbolica “colonia” di volatili che abiterà le vie del centro storico, intrecciando identità, memorie e desideri e offrendo visibilità a soggettività spesso marginalizzate. Vogelrat. Il consiglio degli uccelli si configura così come uno spazio di relazione e rappresentazione, in cui l’arte diventa strumento di ascolto, inclusione e trasformazione del contesto urbano e sociale.

Si ringraziano: la Società Cooperativa Turistica Chiusa, Barbiano, Velturno e Villandro; SEEBURG – Struttura per persone in situazione di handicap a Bressanone; l’Associazione dei Vigili del fuoco volontari di Chiusa; il Museo Civico di Chiusa; Albert del Bar Albert; tutta la comunità di Chiusa che ha supportato il progetto con grande entusiasmo.

Artista

Francesco Alberico (Pescara, 1996) si è formato all’Accademia di Belle Arti L’Aquila e al St. Mbaaga Major Seminary di Kampala, in Uganda. Attualmente è dottorando in Visual Arts and Creative Practices presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. La sua pratica si sviluppa tra scultura, performance e disegno e indaga la relazione tra immaginazione e spazio pubblico. Il suo lavoro è stato presentato in istituzioni e spazi espositivi pubblici e privati, tra cui il Palazzo delle Esposizioni, Roma (2020), Monitor Gallery, Pereto (2021), Palazzo Lucarini Contemporary, Trevi (2021) e Eukaryote, Tokyo (2025). Nel 2019 è tra i vincitori del Premio AccadeMibac, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea e Rigenerazione Urbana in collaborazione con la Fondazione La Quadriennale di Roma.

Curatori

Valerio Panella (Trento, 1984) è architetto e designer laureato in Architettura Sostenibile al Politecnico di Milano. Avvicinatosi al mondo dell'arte durante gli studi, orienta la propria ricerca verso sostenibilità, paesaggio e ambiente. È socio di Arte Sella e per Una Boccata d'Arte è curatore regionale dei progetti in Trentino-Alto Adige dalla prima edizione. 

Valentina Merz (Trento, 1990)  è architetta laureata all’Accademia di Architettura di Mendrisio e co-fondatrice di Atelier Remoto, vincitore del Premio Italiano come Miglior Giovane Progettista nel 2022. Il suo lavoro intreccia progetto e pratiche di ricerca e formazione, indagando le forme dell’abitare contemporaneo e il rapporto con i territori.

Borgo

Chiusa (BZ) - Chiusa (Klausen) si estende tra le rocce del promontorio di Sabiona e il fiume Isarco, con un centro storico dall’evidente stampo medievale: vicoli stretti, portici e Erker, tipici bovindi altoatesini, segnano l’assetto urbano e l’antica funzione di mercato della cittadina. Sopra l’abitato domina il monastero di Sabiona, punto di riferimento religioso e storico. Botteghe e piccoli laboratori mantengono vivi saperi artigiani legati a legno, ferro e tessuti, ma l’identità locale passa anche dalla cultura del castagno, dai vigneti e dai vini della Valle Isarco. Chiusa fu meta di artisti e intellettuali di spicco tra cui il pittore Albrecht Dürer che ne documentò l’immagine. Le iniziative culturali continuano a coltivare questa vocazione, mantenendo un legame forte con la vita quotidiana del paese e le sue ricorrenze.

Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Renato Grieco (@___knn___) realizzerà un intervento a Lugo di Vicenza (VI), in Veneto,  a cura di Giacomo Giovanni Paolin e Sara Maggioni con Threes Productions

Inaugurazione

Domenica 21 giugno alle 18.00

Contrada Mare, Lugo di Vicenza (VI)

Seguirà passeggiata fino alla Chiesetta di San Pietro con performance

"Lugo di Vicenza si stringe da secoli attorno alla cartiera, tra passato e innovazione, e al mistero del suo campanile assente. Da questa comunità dai valori solidi ho appreso più di una lezione. L’opera che ho concepito qui, è una restituzione — o forse una celebrazione — di questa storia di resistenza, tra memoria industriale, rito e festa. Con la sua natura umoristica, solenne e dolceamara."

Continua è un progetto composto da una performance musicale e da una scultura ibridata a oggetto funzionale, attivata dall’artista come oggetto di scena. Entrambe le componenti nascono dalla sovrapposizione di elementi del paesaggio, riferimenti antropologici e suggestioni fantastiche che riflettono sulle ciclicità storiche di Lugo di Vicenza. Tre sono gli elementi principali del lavoro: il costume, la campana e il campanile. Il costume ideato per la performance dell’opening era una delle tute utilizzate dagli operai della cartiera locale, tanto durante l’orario di lavoro, quanto nelle attività domestiche. La campana, che suona in fa, richiama una tradizione ancora radicata nel territorio vicentino, capace da secoli di scandire il tempo collettivo. A custodire questi elementi è una struttura scultorea che riprende la forma del campanile: figura familiare nel paesaggio veneto, qui evocata in risposta all’assenza di una torre nella piazza centrale del paese e trasformata in una presenza inattesa, quasi magica.

Si ringraziano: Stefania Carollo, Francesca Carollo, Chiara Donà del Museo Veneto delle Campane, B.D.F. Carpenteria, Daciano Colbachini, Duso Nicola & Figli, Thuono Audio.

Artista

Renato Grieco  è compositore e artista di Napoli. Dal 2012 si esibisce a livello internazionale con il moniker kNN. La sua musica nasce dalla semantica della musique concrète (musica concreta) e culmina in orchestrazioni in cui convivono strumenti antichi, liuteria immaginaria e stanze scultoree. Negli ultimi anni ha coltivato numerose collaborazioni sia in veste di performer e musicista che di drammaturgo del suono realizzando composizioni di musica strumentale ed elettroacustica, performance, installazioni, dischi, hörspiel, lecture, spettacoli di teatro musicale, scores e libretti.

Curatori

Giacomo Giovanni Paolin e Sara Maggioni con Threes Productions

Giovanni Giacomo Paolin (Dolo, 1989) è un curatore indipendente. Collabora con Fondazione In Between Art Film, Roma e Fondazione Carraro, Padova.

Sara Maggioni (Bergamo, 2000) lavora come producer e assistente per gli artisti Bêka & Lemoine. Collabora con l’associazione culturale Microclima e We Are Here Venice, a Venezia.

Insieme hanno co-curato la mostra Stelle che sorreggono altre stelle presso Fondazione Elpis (Milano, 2023) e gestiscono lo spazio indipendente Panorama a Venezia.

Per Una Boccata d’Arte in Veneto, Paolin cura i progetti dal 2020 e, insieme, hanno co-curato il progetto di Giacomo Gerboni a Tarzo (2025).

Threes Productions è un’agenzia creativa impegnata nella sostenibilità culturale che sviluppa e promuove progetti sperimentali nel campo della musica e dell’arte. Attraverso una metodologia improntata su ricerca e innovazione, Threes Productions si è affermata come una piattaforma multidisciplinare e collaborativa, che spazia dalla progettazione e organizzazione di eventi, fino allo sviluppo di contenuti editoriali e musicali.

Borgo

Lugo di Vicenza (VI) si trova nella Pedemontana Veneta, nella verde Vallata dell’Astico, in un territorio che alterna aree pianeggianti, rilievi collinari e terreni montani fino ai 1300 metri, al margine meridionale dell’Altopiano dei Sette Comuni. L’origine del suo nome, dal latino lucus — bosco sacro — restituisce il legame profondo con il paesaggio naturale che ancora oggi caratterizza il borgo, tra boschi, sentieri e ampie vedute. Celebre per le ville palladiane patrimonio UNESCO, come Villa Godi Malinverni e Villa Piovene Porto Godi, Lugo custodisce un dialogo stratificato tra arte, architettura e natura. Segnato nei secoli da occupazioni e dominazioni, il paese è stato anche luogo della Resistenza partigiana durante la Seconda guerra mondiale, avviando nel dopoguerra un percorso di crescita fondato su una vivace economia artigianale e manifatturiera.

sabato 6 giugno 2026

Enea Toldo - Fontainemore (AO) | Andrea Ferrero - Avigliana (TO) | Una Boccata d'Arte 2026

Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Enea Toldo (@eneatoldo) realizzerà un intervento a Fontainemore (AO), in Valle d’Aosta

Inaugurazione 

Domenica 21 giugno alle 11.30

Ponte medievale, Fontainemore (AO)

"Ho utilizzato il vetro come elemento estraneo per mettere in luce entità acquatiche, vegetali e minerali del borgo, aprendo uno sguardo sulla nostra relazione con questi elementi e le sue trasformazioni. Intendo l’ecologia come interdipendenza, quindi come cura. Metto in atto la fragilità per osservare cosa accade."

 “Cosa vi augurate per questo posto?” è la domanda che l’artista ha rivolto agli abitanti di Fontainemore e che ha dato il via alla sua residenza nel borgo. Dalle voci raccolte tra generazioni diverse, emergono tre elementi fondamentali: l’acqua, la pietra e le piante. Per secoli parte della vita quotidiana del borgo, il fiume è stato una risorsa essenziale ma anche una presenza complessa, resa oggi più instabile dai cambiamenti climatici, che rendono le piene meno prevedibili; la pietra racconta la tradizione dei muratori locali, ancora visibile ma sempre più rara; le piante, come l’aglio orsino e il castagno, costituivano una parte importante dell’alimentazione, ormai meno presente.

Il vetro entra nel paesaggio e si accosta a questi elementi senza aggiungere, ma spostando lo sguardo su ciò che già esiste. Le installazioni nascono dall’osservazione e seguono forme e ritmi del luogo. Da questo intreccio prende forma Se ascolti tutto risponde, una visione fatta di relazioni e interdipendenze, in cui il legame tra comunità e territorio si ridefinisce continuamente. Il riverbero diventa immagine di questo processo: come un’eco o un riflesso, rimanda e trasforma ciò che lo circonda. La fragilità non è qualcosa da risolvere, ma una condizione da attraversare, in cui osservare come l’umano e l’ambiente si influenzano e si trasformano reciprocamente.

Si ringraziano: il Sindaco Riccardo Pession, l’Assessore Massimiliano Vacher, la Soffieria Remark, Lorenzo Lunghi, Mosè Creux e Vincenzo Marcone per il prezioso sostegno, insieme a tutta la comunità di Fontainemore.

Artista

Enea Toldo (Locarno, Svizzera, 1988) è un artista che vive e lavora tra la Svizzera e il suo studio a Milano. Lavora con intonaci a base di terra cruda e pigmenti. Partendo da tecniche di costruzione ecologiche ripensa la materialità della tela. Lasciando tracce e rappresentando allo stesso tempo la natura, le sue opere evocano strane sensazioni di vicinanza e odori terrosi. Mostre personali recenti includono DS galerie, Parigi (2025), Villa Clea, Milano (2024) e Condominio, Milano (2024). Ha partecipato a mostre collettive tra cui Material Art Fair, Città del Messico (2025), Kulturfolger, Zurigo (2025) e z2o gallery, Roma (2025) e a residenze internazionali come Savvala in Lettonia (2025).

Curatrice

Elena Graglia è una curatrice e producer indipendente con base a Venezia e Milano. Dopo la laurea in Conservazione e Gestione delle Attività Culturali presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia ha conseguito un master in Curatorial Practices presso l’Istituto Europeo di Design di Firenze. Ha lavorato come gallery manager presso la Galleria Castiglioni di Milano, specializzandosi nel campo della pittura contemporanea, e come exhibition producer per il Padiglione del Kosovo alla Biennale di Venezia. Attualmente lavora come producer per MAY Venice, agenzia di produzione e comunicazione per l’arte contemporanea. Per Una Boccata d’Arte in Valle d’Aosta, ha curato il progetto di Hetty Laycock a Ollomont (2025).

Borgo

Fontainemore (AO) è un piccolo borgo immerso tra boschi, montagne e alpeggi rimasti intatti. La Chiesa di Sant’Antonio Abate si staglia nel paesaggio segnando un accento gotico all’interno della Riserva Naturale del Mont Mars, con il suo storico ponte medievale sul torrente Lys; sono numerose sul territorio le cappelle affrescate e le tradizionali case in pietra, preziose testimonianze della maestria artigianale dei suoi storici muratori, i maçons, che per secoli emigrarono stagionalmente portando il loro sapere oltre i confini regionali. Tra le tradizioni più sentite e radicate del paese si ricorda la Processione di Oropa, antico pellegrinaggio che ogni cinque anni porta i fedeli al Santuario della Madonna Nera di Oropa rinnovando un profondo legame di fede, identità e memoria collettiva.

Andrea Ferrero (@andreaferrerop) realizzerà un intervento ad Avigliana (TO), in Piemonte, a cura di Veronica Botta (@veronica_botta).

I see you falling in my den a cura di Veronica Botta

Inaugurazione

Sabato 20 giugno alle 16.00

Fontana del Castello, Via Norberto Rosa - Avigliana (TO)

Andrea Ferrero, Architectural Digest, 2023. Cioccolato fondente, polvere d’oro commestibile, frigorifero in acciaio inox, vernice verde di Scheele, 206 x 127 x 84 cm. Courtesy dell'artista e del Taoyuan International Art Prize

“Penso molto a come le architetture del potere influenzino il modo in cui immaginiamo e attraversiamo il mondo, un’esperienza che inizia a delinearsi già nel gioco. Ad Avigliana sono stata attratta dalle leggende e dai miti locali: ho immaginato così le creature che custodiscono le rovine del castello, sospese tra minaccia e malizia.”

Nei giardini sotto le rovine del Castello di Avigliana, un’altalena è abitata da esseri ibridi, quasi custodi e compagni. La loro forma attinge all’immaginario delle creature medievali, evocando un contesto plasmato da miti e narrazioni locali. La struttura duplice richiama invece i laghi vicini, alludendo a un paesaggio segnato dalla divisione, ma radicato in un’origine comune. Sospesi tra il rassicurante e l’inquietante, dipendono dal movimento del visitatore: messi in moto, mutano natura, passando da osservatori distanti a complici.

Facendo proprio il linguaggio familiare dei parchi gioco, l’installazione si sviluppa in uno spazio legato alla presenza del castello,  dove oggi  le tracce dell’autorità incontrano un presente in trasformazione. Quello che un tempo era un presidio legato al controllo viene così ripensato come un luogo che invita al gioco e alla trasgressione, intesi come nuovi modi di relazionarsi al potere. Il grottesco, da segno di esclusione, diventa spazio di incontro e comunità, e il gioco uno strumento per rinegoziare l’autorità.

Si ringraziano: il Comune di Avigliana, il Sindaco Andrea Archinà, Sonia Carella, l’Associazione Amici di Avigliana, Silvio Amprino, il Gruppo Ecovolontari Avigliana, Michele Petrera, Arnaldo Reviglio, Piero della Betta, Guido Castagna.

Artista

Andrea Ferrero (Lima, Perù, 1991) vive e lavora a Città del Messico. Ha conseguito una laurea in Scultura presso la Pontificia Universidad Católica del Perú e ha partecipato al SOMA Academic Program a Città del Messico. Il suo lavoro si fonda sulla sovversione delle dinamiche di potere e trasforma strutture che un tempo richiedevano reverenza in dispositivi di fragilità e gioco.Combinando materiali che spaziano dalla fusione in alluminio alla lavorazione del ferro fino alla produzione di cioccolato, crea installazioni immersive che spesso invitano il pubblico a partecipare ad atti intimi di irriverenza, giochi performativi e veri e propri banchetti commestibili. Ha presentato mostre personali a Guadalajara, New York, Seoul, Lima e Milano, e ha preso parte a numerose mostre collettive, tra cui la Biennale di Malta (2024) e Otrxs Mundxs al Museo Tamayo, Città del Messico (2024).

Curatrice

Veronica Botta (Treviso, 1990) è una curatrice e producer nell’ambito dell’arte contemporanea. La sua ricerca si concentra su progetti site-specific e mostre diffuse. Si è occupata del coordinamento curatoriale delle edizioni 2024 e 2025 di Panorama per ITALICS e dal 2023 è responsabile dell’Archivio Franco Mazzucchelli. In precedenza, è stata Exhibition and Production Coordinator presso il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma e ha gestito la galleria LAYR a Roma. Ha collaborato con numerose istituzioni pubbliche e private ed è stata lecturer presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e NABA. Per Una Boccata d’Arte 2025 ha curato il progetto di Bibi Manavi in Piemonte.

Borgo

Avigliana (TO) Situata in un anfiteatro morenico naturale, Avigliana è un borgo medievale della Bassa Valle di Susa ai piedi del Monte Pirchiriano, dove sorge la Sacra di San Michele, celebre complesso religioso. Il castello, costruito agli inizi del X secolo e ridotto a rudere nel 1691, sovrasta la cittadina dall’alto, offrendo un punto di vista unico sulla vetta del Monte Rocciamelone.

Avigliana è celebre per i suoi due laghi, il Lago Piccolo e il Lago Grande, due specchi d'acqua immersi in un'ampia area verde. Il Parco naturale che li comprende è caratterizzato da un ecosistema variegato: i rilievi collinari, la zona paludosa dei Mareschi, i due laghi. Tre habitat differenti, eppure interconnessi, che rendono quest’ambiente una tappa indispensabile per molte specie di uccelli migratori.

mercoledì 3 giugno 2026

Premio Amarena 2026

 Presentato il programma del Premio Amarena 2026

Ospiti e premiati della quinta edizione:

  • Massimiliano Pacifico, 
  • Sergio Rubini, 
  • Ivana Lotito, 
  • Flavia Gatti, 
  • Adriano Pantaleo, 
  • Biagio Musella, 
  • Cartisia Somma, 
  • Antonio Buono, 
  • Antonio Incalza, 
  • Noemi Sales, 
  • Daniele Ciniglio, 
  • Silvia Iannoni, 
  • Alessandra D’Antonio e 
  • Gino Rivieccio
È stata ufficialmente presentata, presso la splendida cornice di Villa Fondi De Sangro a Piano di Sorrento, la quinta edizione del Premio Amarena. L’evento si svolgerà  a giugno e prevede quattro imperdibili appuntamenti: il 9, 19, 26, 28.

La kermesse, con la direzione artistica del giornalista Biagio Verdicchio, è organizzata dall’Associazione Culturale Archimede, promossa dalla Città di Piano di Sorrento e patrocinata dalla Città Metropolitana di Napoli.

«Sposiamo con entusiasmo e orgoglio il Premio Amarena di Piano di Sorrento –dichiara il Sindaco Salvatore Cappiello - straordinario presidio di cultura e identità. Questa manifestazione non solo valorizza le nostre radici storiche e le eccellenze del territorio anche attraverso il gusto, ma promuove un dialogo artistico e sociale fondamentale per la crescita della comunità. Un plauso a chi coltiva questa bellezza».

«Il Premio Amarena - ricorda il Vicesindaco e Assessore alla Cultura Giovanni Iaccarino - nasce dalla volontà di celebrare il legame indissolubile tra la nostra terra, la sua identità profonda e la forza dei nuovi linguaggi visivi. L'audiovisivo oggi non è solo intrattenimento, ma un potente strumento di narrazione collettiva, capace di tradurre le nostre radici in storie universali. Premiare i protagonisti del cinema, della televisione e dei nuovi media significa dare valore a chi rende il territorio un palcoscenico vivo, attrattivo e aperto al futuro. Siamo orgogliosi di sostenere un’iniziativa che non solo dà il giusto riconoscimento alle eccellenze artistiche, ma che trasforma la cultura in un volano di sviluppo e orgoglio per tutta la comunità».

«In un’epoca in cui la globalizzazione rischia di appiattire le diversità – spiega il direttore artistico Biagio Verdicchio - il Premio Amarena sceglie di essere un megafono per le storie che nascono e respirano nei territori. L'identità locale non è un concetto chiuso o nostalgico, ma un cantiere aperto e in continuo divenire. Attraverso lo sguardo di registi e attori, il paesaggio si trasforma da semplice sfondo a vero e proprio protagonista, insieme al suo frutto e ciò che esso racconta. Crediamo fermamente che esplorare le identità plurali attraverso il linguaggio audiovisivo sia lo strumento più potente per costruire ponti, educare lo sguardo e stimolare un senso di appartenenza che sia inclusivo e mai esclusivo».

  • Si parte il 9 giugno, dalle 15.30 con "L’Arte d’Amare...na - Raccolta e trasformazione delle amarene", il tradizionale appuntamento della raccolta del celebre "gioiello rosso”, evento che si svolge presso il CRE - Centro di Riabilitazione Equestre Madonna di Roselle e che vede la collaborazione delle cooperative sociali della zona, il Centro Anziani, la Comunità Slow Food per la tutela dell'amarena dei Colli di San Pietro e lo staff dell'Agri Osteria da Nonna Luisa.
  • Il secondo appuntamento, quello previsto il 19 giugno a Villa Fondi, alle ore 20.30 ha come titolo "Dolci d’Amare…na". Si tratta di un vero e proprio concorso, organizzato dall’Associazione Archimede, in cui i partecipanti dovranno realizzare dei dolci proprio con l’amarena dei Colli di San Pietro. Le opere saranno valutate da una giuria d’eccezione in cui sarà presente anche un componente dell’Associazione Cuochi Penisola Sorrentina e uno della Comunità Slow Food per la tutela dell’amarena dei Colli di San Pietro. Condurranno il talent Giuseppe Gargiulo presidente della Pro Loco insieme al direttore artistico Biagio Verdicchio.
  • Venerdì 26 giugno, dalle ore 20.50, presso i Colli San Pietro, si terrà l’evento "Tramonto d’Amare …na". Una serata all’insegna dell’intrattenimento e della letteratura, aperta da una performance artistica “Pacienz’ ‘e cucchiarell’… fa’ ‘a rrobba bell’”del gruppo teatrale ‘A Chiorm e che vedrà come protagonisti la scrittrice Alessandra D’Antonio – autrice del libro “Dopo una lunga notte” - e l’attore Gino Rivieccio, entrambi intervistati e premiati dal direttore artistico Biagio Verdicchio.
  • Nella serata conclusiva della quinta edizione del Premio Amarena, in programma domenica 28 giugno sulla terrazza di Villa Fondi, a partire dalle ore 20.45, si terrà la serata "Stelle d’Amare…na", il galà conclusivo che come ogni anno prevede momenti musicali e un talk con premiazione di talenti del mondo del cinema, del teatro e della televisione. Quest’anno ad inaugurare la kermesse sarà la proiezione e a seguire la premiazione del cortometraggio sociale “Lacerazioni” di Massimiliano Pacifico che vede come protagonisti Sergio Rubini e Ivana Lotito. Seguirà il talk con attori che di recente abbiamo visto in film e serie tv di successo: Flavia Gatti, Adriano Pantaleo, Biagio Musella (ultimo progetto Roberta Valente Notaio in Sorrento), Cartisia Somma (Mare Fuori), Antonio Buono, Antonio Incalza, Noemi Sales (Gomorra – Le origini), e direttamente dal mondo del teatro e del web, Daniele Ciniglio e Silvia Iannoni. La serata sarà presentata dall’attrice e conduttrice Rose Chiacchierini insieme al direttore artistico Biagio Verdicchio. Premio Amarena - by "Effetto Talk"

lunedì 27 aprile 2026

Venosa (PZ) | Premio Carpe Diem 2026.

 II EDIZIONE REGOLAMENTO

1. L’associazione culturale “Il Circo dell’Arte”, nell’ambito della VI edizione di Borgo d’Autore – Festival del libro, indice la seconda edizione del Premio “Carpe Diem”, da assegnare alla migliore opera inedita di narrativa, pervenuta secondo le modalità indicate nel presente bando.

2. La partecipazione è gratuita e aperta ad autori e autrici di qualsiasi età. Il bando è attivo dal giorno 9 aprile 2026 al giorno 30 aprile 2026.

3. Sono ammesse unicamente opere di narrativa inedite, con esclusione di quelle appartenenti ai generi fantasy, autobiografico, horror e chick-lit, senza limiti di pagine o battute.

4. L’iscrizione al Premio “Carpe Diem” va formalizzata mediante e-mail, nella quale vanno allegati nome e cognome dell’autore/autrice, l’opera inedita in formato word e una breve sinossi, da inviare all’indirizzo carpediem@borgodautore.com.

5. La giuria è composta da professionisti del settore dell’editoria, la cui valutazione in merito all’opera vincitrice è da ritenere insindacabile.

6. Ciascun membro della giuria, composta da trentasei elementi, esprime le proprie preferenze mediante una votazione motivata nei dettagli e corredata da un voto numerico da 0 a 10.

7. La media aritmetica dei voti determinerà l’opera vincitrice della seconda edizione del Premio “Carpe Diem”.

8. La giuria si riserva di indicare, insieme all’opera qualitativamente migliore, eventuali menzioni di merito.

9. L’opera vincitrice sarà pubblicata e immessa nel circuito librario nazionale dal gruppo editoriale Divergenze.

10. L’autore/autrice dell’opera vincitrice dovrà presenziare, salvo impedimenti di forza maggiore, alla cerimonia di premiazione che si terrà a Venosa, in occasione della VI edizione del festival Borgo d’Autore.

11. La cerimonia di premiazione coinciderà con la prima presentazione ufficiale dell’opera tradotta in volume.

12. L’organizzazione si impegna ad ospitare il vincitore o la vincitrice, che riceverà una targa celebrativa o altro premio equivalente.

13. L’organizzazione si riserva il diritto di apportare eventuali modifiche al presente regolamento atte a migliorare la riuscita dell’iniziativa.

14. Per qualsiasi comunicazione relativa al Premio “Carpe Diem”, è possibile contattare l’organizzazione tramite uno dei seguenti recapiti: borgodautore@gmail.com; cell. 393 9762387; Associazione culturale “Il Circo dell’Arte”, Piazza Orazio 24, 85029 Venosa (PZ).

15. L’invio della propria opera per la partecipazione al Premio “Carpe Diem” implica per l’autore/autrice la completa e incondizionata accettazione del presente regolamento. Borgo d'Autore

venerdì 17 aprile 2026

San Severo | Teatro Edicola.

 In Via Tondi il “Teatro più piccolo al mondo”! I rallegramenti dell’A.C.

Nei giorni scorsi in via Matteo Tondi un’edicola dismessa e non più utilizzata da diversi anni ha riaperto i battenti trasformandosi nel “Teatro più piccolo al mondo”.
La singolare iniziativa, unica nel suo genere, è nata dalla particolare visione della storica compagnia sanseverese Foyer ’97 di Francesco Gravino, che ha voluto così celebrare la Giornata Mondiale del Teatro con un esperimento senza precedenti e che è stato già ripreso da tantissimi media di respiro anche nazionale.
“Esprimiamo a Franco Gravino ed a tutti gli attori ed artisti – dichiarano il Sindaco Lidya Colangelo ed il Vice Sindaco con delega alla Cultura Anna Paola Giuliani – i nostri più sentiti rallegramenti per la bellissima iniziativa, unica nel suo genere non solo nella nostra Regione. Siamo orgogliosi che abbiano pensato a come rifunzionalizzare l’edicola in disuso, a come avvicinare in maniera così netta pubblico e attori, facendo vivere loro un’esperienza unica, abbattendo ogni distanza in uno spazio tanto minuscolo, dove attori e pubblico sono vicinissimi. Nei prossimi giorni avremo il piacere di ricevere la compagnia a Palazzo Celestini per condividere insieme questa bella e gratificante esperienza”.
“L’idea del <<Teatro più piccolo del mondo>> nasce – aggiunge Franco Gravino - da una provocazione creativa: riportare il teatro alla sua essenza più diretta. Con gli altri della compagnia ci siamo chiesti quanto si potesse ridurre lo spazio senza perdere intensità… e l’edicola è diventata il simbolo perfetto: un luogo che improvvisamente si trasforma in un palcoscenico. Da spazio di notizie a spazio di emozioni. La reazione del pubblico è stata forse la parte più bella. All’inizio curiosità, poi stupore… e infine coinvolgimento totale. Essere in sei, così vicini agli attori, crea una connessione rarissima. Non si è più spettatori, ma parte viva della scena. Molti sono usciti con gli occhi lucidi o con il sorriso sospeso, come se avessero vissuto qualcosa di segreto. Approfitto per ringraziare anche il proprietario dell’edicola, Pino Frau, che ha messo a disposizione in maniera totalmente gratuita l’edicola, sposando anche lui il progetto”.
Grazie agli artisti che hanno dato anima e voce a questo viaggio: Antonella Tenace, Carla Cipriani, Alfredo d’Augelli, Luciana Nicastro, Annarita Dionisio, Lea Cuozzo, Elena Carafa, Antonio Bufis, Cristina Frisoli, Diana Mazzocco, Laura Nardella, Francesca Gabriele, Maria Giuliani e Salvatore Tota.
Nei prossimi giorni la compagnia renderà note le date di ulteriori rappresentazioni.
San Severo, 31 marzo 2026
Il Responsabile dell’Ufficio Stampa
dott. Michele Princigallo

domenica 12 aprile 2026

Miglionico (MT), Basilicata | MMMMMMM KM di Vaste Programme

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MMMMMMM KM di Vaste Programme  nasce dal ripensamento di un oggetto iconico: il binocolo panoramico. Di solito collocato strategicamente nei belvederi, pensato per l’osservazione del paesaggio, si trasforma qui in un dispositivo fuorviante capace di sovvertire la lettura del panorama di Miglionico

Installato presso la Torre di Fino (di fine) – un tempo torre di confine strategica da dove era possibile sorvegliare le torri del castello medievale di Miglionico e del castello di Santa Sofia, e oggi affaccio panoramico sulla riserva naturale di San Giuliano – il dispositivo invita a uno sguardo su vedute inaspettate, rispondendo alla domanda “Cosa vedo a 7.000 km da Miglionico?”

La distanza non è casuale: è suggerita da un motto riportato sull’antico stemma del paese – Milone Milite Magno Munì Miglionico di Magnifiche Mura – le cui sette “M”, lette ironicamente come numeri romani, diventano la misura settemila.
Il binocolo, infatti, trasmette immagini panoramiche a 360 gradi di paesaggi situati a questa distanza — deserti, montagne, oceani, città e villaggi — alcuni dei quali presentano in sovraimpressione dati relativi all’erosione, all’inquinamento, ai cambiamenti climatici e l’impatto del turismo di massa in questi luoghi.
L’opera rilegge così il concetto di veduta, tema ricorrente nella storia dell’arte e apre un dialogo con il Polittico di Miglionico (1499), pala d’altare ad opera di Giovanni Battista Cima (1459/1460 – 1517/1518), oggi custodita e visibile nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Miglionico: il paesaggio integrato alla pittura sacra è di fatto cifra stilistica di Cima da Conegliano, e centrale nella pittura rinascimentale.
La veduta dissolve idealmente anche l’idea stessa di confine: ogni limite geopolitico e culturale può riscattarsi dal passato, lasciando solo le antiche rovine, per tornare radicalmente a un nuovo presente disarmato.
Vaste Programme affiancano al progetto MMMMMMM KM un’edizione di cartoline dal titolo Lontanissimissimo: disseminate tra le attività commerciali di Miglionico per tutta la sesta edizione di Una Boccata d’Arte, e realizzate attraverso un laboratorio con la classe 3ª dell’Istituto comprensivo Arcangelo Ilvento di Miglionico, diventano un souvenir che insegna a guardare lontano.

Opere esposte:
01. Vaste Programme, MMMMMMM KM, 2025, acciaio inox sabbiato, plexiglass, smartphone, 150 x 50 x 50 cm
Via Estramurale Torre di Fino, Miglionico (MT)


02. Vaste Programme, Lontanissimissimo, 2025
Progetto di cartoline diffuso nelle attività commerciali di Miglionico
Scegli la tua cartolina omaggio e spediscila a chi vuoi! Una Boccata d'Arte

mercoledì 8 aprile 2026

In viaggio con Dacia Maraini | Giovedì 16 aprile 2026 al Castello di Gaeta

Giovedì 16 aprile 2026 alle ore 17:00 il Castello Angioino-Aragonese di Gaeta (LT) ospita uno straordinario incontro in compagnia della scrittrice Premio Strega Dacia Maraini.

Realizzato dal Comune di Gaeta e dall’Università di Cassino e del Lazio Meridionale in collaborazione con Marlin editore, l’evento “In viaggio con Dacia Maraini” è incentrato sui racconti e reportage tra Asia, Africa e Americhe di un’instancabile viaggiatrice che ha raccontato paesi lontani, in trasformazione, con il piglio della giornalista e il ritmo della scrittrice sensibile alle condizioni umane e sociali.

 Appuntamento nell’Aula Magna del Castello di Gaeta (via Angioina) alle ore 17,00 con Dacia Maraini in dialogo con Fiorenza Taricone, Ordinaria di Pensiero politico e Questione femminile all’Università di Cassino e del Lazio Meridionale. Introducono il pomeriggio il Rettore dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale Marco Dell’Isola, il Sindaco di Gaeta Cristian Leccese, il Consigliere Regionale del Lazio Cosmo Mitrano. Conclude la vicesindaca di Gaeta Gianna Conte.

“È un onore immenso per la nostra città ospitare una delle voci più autorevoli e profonde della letteratura contemporanea come Dacia Maraini. – afferma il Sindaco Cristian Leccese - Questo incontro non è solo un evento letterario, ma un’occasione preziosa di riflessione sui grandi temi del nostro tempo che l'autrice ha saputo narrare con coraggio e sensibilità attraverso i suoi viaggi. Accoglierla nella cornice prestigiosa del nostro Castello Angioino-Aragonese, grazie alla sinergia con l’Università di Cassino, conferma la volontà di Gaeta di proporsi come centro nevralgico di cultura, dialogo e impegno civile. Un ringraziamento va a Marlin editore per la splendida opportunità. Attraverso la sua trilogia di reportage, Dacia Maraini ci invita a guardare oltre i nostri confini, affrontando temi urgenti come i diritti umani, la condizione femminile e la libertà dei popoli. Invito tutta la cittadinanza e i giovani del nostro territorio a partecipare a questo 'viaggio' straordinario, che è prima di tutto un esercizio di apertura mentale e di umanità.”

Sguardo a OrienteSguardo al Nuovo MondoSguardo all’Africa: tre reportage di viaggio che contengono scritti di periodi diversi in cui la curiosità e l’ansia di conoscenza di Dacia Maraini – ereditate dalla nonna Yoï, il padre Fosco e la madre Topazia - si legano alle tematiche da sempre care all’autrice, come diritti delle donne, tortura, pena di morte, discriminazioni, emigrazione, guerre. Ma anche il viaggio come scoperta, conoscenza e apertura mentale, il confronto con culture e popoli diversi, l’analisi della condizione umana nei paesi più poveri e con mancanza di democrazia e libertà, la fascinazione per la lingua, la poesia, la letteratura. Meravigliosi compagni di viaggio della giornalista-scrittrice, Maria CallasAlberto Moravia e Pier Paolo Pasolini.


DACIA MARAINI Nata a Fiesole (Firenze), Dacia Maraini vive a Roma ma è sempre in giro per il mondo. È autrice di romanzi, racconti, opere teatrali, poesie e saggi, tradotti in oltre cinquanta Paesi. Ha vinto i premi Campiello, Strega, Napoli, Fregene, Brancati-Zafferana, Flaiano, Scanno, Cimitile, Hemingway e Viareggio alla carriera. Tra i suoi romanzi ricordiamo: La vacanza, L’età del malessere, Memorie di una ladra, Donna in guerra, Isolina, La lunga vita di Marianna Ucrìa (dal quale è stato tratto il film di Roberto Faenza Marianna Ucrìa), Bagheria, Voci, Un clandestino a bordo, Dolce per sé, Buio, La nave per Kobe, Colomba, Il treno dell’ultima notte, La bambina e il sognatore, Tre donne, Corpo felice, Trio, Caro Pier Paolo, Vita mia, In nome di Ipazia, Diario degli anni difficili, L’amore rubato. Nel 2021 è uscito il Meridiano di alcune sue opere più rappresentative. In edizione Marlin: Dentro le parole (2005), Dacia Maraini in cucina (2007), entrambi a cura di Gioconda Marinelli, Alfabeto quotidiano (2021) scritto con Gioconda Marinelli, e la trilogia Sguardo a Oriente (2022), Sguardo al Nuovo Mondo (2023) e Sguardo all'Africa (2024) a cura di Michelangelo La Luna.

LA TRILOGIA

Sguardo a Oriente è una raccolta di reportage di Dacia Maraini su Afghanistan, Cina, Corea, Giappone, India, Iran, Palestina, Pakistan, Siria, Tibet, Turchia, Vietnam, Yemen… Paesi come il “Caro Giappone” di cui ricorda il periodo di internamento a Nagoya dal 1943 al ‘45, le vittime della bomba atomica, i morti per il "superlavoro", l’emancipazione femminile e il fascino del teatro Nō. Il libro parla anche di alcune nazioni che l’autrice ha visitato con Maria Callas, Alberto Moravia e Pier Paolo Pasolini: dalla Cina, pronta a fare “l’ultima pedalata verso il capitalismo”, allo Yemen, afflitto dalla guerra e dalle carestie, e all’India, dove sono in crescita episodi di stupro e di femminicidio. Un’attenzione particolare è riservata a problematiche attuali come la guerra civile in Siria e la coraggiosa protesta delle donne afghane contro il regime talebano.

 Sguardo al Nuovo Mondo è una raccolta di reportage dedicati all’Argentina, al Cile, alla Colombia, a Cuba, al Messico, agli Stati Uniti, all’Uruguay. Molti gli approfondimenti, scritti in anni diversi, di passaggi importanti della storia del continente americano: la disperazione delle madri dei desaparecidos (Argentina); la brutale dittatura di Pinochet (Cile); la morte di John F. Kennedy, il movimento per i diritti civili degli afroamericani, le proteste studentesche del 1968, lo sbarco sulla luna, il movimento per i diritti delle donne, gli attacchi terroristici dell’undici settembre 2001, i presidenti George W. Bush, Barack Obama e Donald Trumpil movimento #MeToo (Stati Uniti). Ma anche i brani dedicati alla poesia come forza capace di salvare le lingue a rischio estinzione (Colombia); alla grandezza di Fuentes, Paz, dei due Taibo e di altri giovani scrittori (Messico); di Fidel Castro e delle vicende di Elián (Cuba); del “teatro della civiltà” (Uruguay); dei college americani (Stati Uniti).

 Con Sguardo all’Africa si completa la trilogia. L’Africa è il continente più amato dalla scrittrice di Fiesole, quello su cui ha scritto molti reportage, pagine narrative e un documentario, “Ritratti delle donne africane”, girato in Costa d’Avorio e trasmesso dalla RAI nel 1977. L’Africa è anche il continente più visitato insieme agli inseparabili amici Alberto Moravia e Pier Paolo Pasolini, che lo consideravano uno dei luoghi più importanti per la loro ricerca e produzione artistica. Il racconto dei viaggi compiuti in Etiopia, Kenya, Somalia, Egitto, Costa d’Avorio, Marocco, Algeria, Sudan e Nigeria, è puntellato da approfondimenti su temi come la guerra civile, la carestia, il colonialismol’ingiustizia sociale, la prostituzione, l’infibulazione e la condizione femminile in famiglia e nella società. - Città di Gaeta

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