martedì 14 luglio 2026

Festival del Teatro Classico di Formia - XI edizione

L'estate del grande teatro è a Formia. Dal 17 luglio al 7 agosto torna l’atteso appuntamento con il Festival del Teatro Classico, giunto alla sua XI edizione. Sei spettacoli di straordinario rilievo artistico nella ormai tradizionale e suggestiva cornice dell'Area Archeologica di Caposele.

Il Festival. Inaugurata nel 2016, la rassegna è prodotta dal Comune di Formia con la direzione artistica di Vincenzo Zingaro – premiato alla Camera dei Deputati come eccellenza nazionale per la trentennale opera di diffusione e valorizzazione del Teatro Classico – e la collaborazione dell'Associazione Culturale Castalia, compagnia riconosciuta dal Ministero della Cultura e del Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico) di Roma. Nel tempo il Festival ha saputo conquistare un pubblico sempre più ampio, diventando, edizione dopo edizione, una vetrina di assoluto rilievo per artisti e compagnie di primo piano del panorama teatrale italiano.

IL PROGRAMMA

  • Venerdì 17 luglio – TRUCULENTUS di T.M. Plauto. Adattamento e regia di Vincenzo Zingaro. Con Annalena Lombardi, Piero Sarpa, Giovanni Ribò, Rocco Militano, Laura De Angelis, Fabrizio Passerini, Maurizio Castè, Paolo Oppedisano. Apre il Festival uno dei capolavori della commedia latina. E’ la storia di una bellissima prostituta che abilmente tiene in pugno tutti gli uomini che ruotano intorno alla sua casa: tipici caratteri della comicità plautina, che gareggiano fra loro per acquisire i favori della donna. La toccante e originale riscrittura di Vincenzo Zingaro dona nuova vita alla commedia, ambientando la vicenda alla fine degli anni ’30, in Sicilia, creando un affresco storico di grande impatto emotivo.
  • Sabato 25 luglio – ODISSEA – Il mio nome è Nessuno da Omero. Adattamento di Benedetta Nicoletti e Francesco Polizzi, regia di Francesco Polizzi. Con Francesco Polizzi, Andrea Lami, Giuseppe Coppola, Vittoria Vitiello, Greta Polinori. Il viaggio di Ulisse rivive in una versione che ne esalta il fascino intramontabile. Il percorso di Odisseo non è solo nella sua dimensione epica. È un viaggio universale e quotidiano dell'uomo moderno, che per ritrovarsi deve prima perdersi e diventare "Nessuno".
  • Giovedì 30 luglio – MEDEA da Euripide e Seneca. Adattamento e regia di Nicasio Anzelmo. Con Silvia Siravo e con Alessandro D’Ambrosi, Marco Benvenuto, Annalisa Amodio, Chiara Barbagallo, Melania Fiore, Davide Ingannamorte. Una delle figure più potenti della tragedia greca e latina torna a interrogare il pubblico sul confine tra amore e distruzione, ragione e follia. La messinscena si concentra sulle dinamiche e sui conflitti interni di una coppia e di una famiglia allo sfascio, portando alla luce i parallelismi con i fatti della moderna cronaca nera. Medea non è solo figura mitologica, è donna e sposa "straniera" (proveniente dalla Colchide, l'equivalente di una moderna extra-comunitaria).
  • Sabato 1 agosto – IL VECCHIO E IL MARE di Ernest Hemingway. Regia di Sebastiano Somma. Con Sebastiano Somma e Cartisia Somma, e con Riccardo Bonaccini (violino) e Liberato Santarpino (violoncello). Il capolavoro di Hemingway diventa spettacolo-concerto: la lotta solitaria del vecchio pescatore Santiago, accompagnata dalla musica dal vivo, in un inno alla dignità umana di commovente intensità.
  • Martedì 4 agosto – ANTIGONE – Cronache da un teatro di guerra da Sofocle. Adattamento di Luca Simonelli e Giuseppe Pambieri, regia di Lia Tanzi. Con Giuseppe Pambieri e Micol Pambieri, e con Fabrizio Apollonio, Elisabetta Arosio, Livia Cascarano. L'adattamento traspone l'archetipo sofocleo in un universo postmoderno e desolato, costantemente devastato da conflitti bellici. In questa rilettura dall'occhio fortemente contemporaneo, la lotta tra Antigone e lo zio Creonte evidenzia lo scontro insanabile tra le leggi divine della coscienza e le rigide imposizioni dello Stato.
  • Venerdì 7 agosto – IL MISANTROPO di Molière – ovvero IL SOGNO DI ALCESTE. Adattamento e regia di Vincenzo Zingaro. Con Vincenzo Zingaro e con Annalena Lombardi, Giovanni Ribò, Piero Sarpa, Laura De Angelis, Fabrizio Passerini, Rocco Militano, Sina Sebastiani, Paolo Oppedisano. Chiude il Festival il grande Molière nella lettura originale del direttore artistico. L'originalità della messinscena risiede nella sua chiave di lettura onirica. All'apertura del sipario, Alceste viene trovato addormentato su una poltrona: l'intera vicenda si sviluppa come un viaggio all'interno della sua mente e del suo immaginario. I personaggi che lo circondano si muovono come proiezioni mascherate di una società barocca, ipocrita e opportunista.

IL SINDACO DI FORMIA GIANLUCA TADDEO "Il Festival del Teatro Classico rappresenta uno degli appuntamenti culturali più prestigiosi della nostra città e un elemento identitario dell'estate formiana. Raggiungere l'undicesima edizione significa aver costruito, anno dopo anno, un progetto capace di coniugare qualità artistica, valorizzazione del nostro straordinario patrimonio archeologico e promozione del territorio. L'Area Archeologica di Caposele si conferma un luogo in cui storia, cultura e bellezza dialogano con il presente, offrendo al pubblico emozioni uniche. Ringrazio il direttore artistico Vincenzo Zingaro, l'Associazione Castalia e tutti gli artisti coinvolti che rendono possibile questa manifestazione. Invito cittadini e visitatori a vivere questo viaggio nel teatro classico, che continua a rendere Formia un punto di riferimento culturale dell'intero territorio".

L'ASSESSORE ALLA CULTURA, LUIGIA BONELLI "Il Festival del Teatro Classico è il simbolo di una visione culturale che mette al centro la qualità, la valorizzazione dei luoghi e la partecipazione del pubblico. Anche quest'anno proponiamo un cartellone di altissimo livello, capace di rileggere i grandi classici con linguaggi contemporanei e di coinvolgere spettatori di ogni età. È un'occasione preziosa per riscoprire opere senza tempo in una cornice straordinaria come quella di Caposele, dove il patrimonio storico diventa parte integrante dell'esperienza teatrale. Continuiamo a investire nella cultura perché crediamo sia uno strumento fondamentale di crescita, inclusione e promozione della nostra città. Sarà un'edizione ricca di emozioni e siamo certi che saprà confermare il successo delle precedenti".

  • BIGLIETTERIA E ABBONAMENTI

I biglietti sono già disponibili online sulle piattaforme Ticket One (al seguente link: https://www.ticketone.it/.../festival-del-teatro.../). Il prezzo del biglietto intero è di 15,00 euro (+ 2,00 euro di diritti di prevendita per gli acquisti online). L’ingresso è gratuito per i minori di 18 anni e per le persone in carrozzina (servirà comunque entrare in possesso del biglietto omaggio, distribuiti presso i punti vendita o al botteghino che sarà aperto tutte le sere prima dello spettacolo a partire dalle ore 19:30).

A partire dai prossimi giorni saranno disponibili anche i biglietti cartacei presso i punti vendita convenzionati: Bar Vittoria in piazza della Vittoria e Agenzia di Viaggi New World Travel presso il Centro Commerciale Itaca. Nei medesimi punti vendita sarà possibile acquistare gli abbonamenti (disponibili solo in formato cartaceo). Abbonamento a 6 spettacoli a 60,00 euro; abbonamento a 3 spettacoli a 36,00 euro, con la scelta tra due opzioni – i primi tre spettacoli in ordine cronologico (17 luglio, 25 luglio, 30 luglio) o gli ultimi tre (1 agosto, 4 agosto, 7 agosto). Comunicato stampa

  • INFORMAZIONI

Ufficio Cultura – Comune di Formia: tel. 0771.778603 / 0771.778605

Email: spangia@comune.formia.lt.it

Prevendita online: www.ticketone.it

Tutti gli spettacoli hanno inizio alle ore 21.30.  - Teatro Arcobaleno - Comune di Formia

venerdì 10 luglio 2026

Pozzuoli è ufficialmente candidata a Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea 2028.

È una giornata importante per la nostra città.
Abbiamo scelto di presentarci all'Italia con un progetto che racconta chi siamo davvero: una comunità che da oltre duemila anni vive su una terra in continuo movimento e che, proprio dalle difficoltà, ha sempre saputo trovare la forza di ripartire.
"La città delle fragilità creative" è molto più di una candidatura. È una visione. È la volontà di trasformare una fragilità in un'opportunità, facendo dell'arte contemporanea uno strumento di crescita, partecipazione, ricerca e sviluppo.
L'esperienza di Panorama Pozzuoli ci ha mostrato quanto l'arte possa dialogare con la nostra storia, con il nostro patrimonio archeologico e con uno dei paesaggi più straordinari del Mediterraneo. Oggi quel percorso continua con un progetto ancora più ambizioso, destinato a lasciare un'eredità concreta per la città.
Questa candidatura è il frutto di un grande lavoro di squadra, ma soprattutto appartiene ai cittadini di Pozzuoli.
Vogliamo dimostrare che una città può guardare al futuro senza rinunciare alla propria identità e che la cultura può diventare uno straordinario motore di crescita, di rigenerazione e di speranza.
E c'è già un primo risultato che ci rende orgogliosi: la notizia della candidatura sta facendo il giro d'Italia, con centinaia di testate giornalistiche e siti d'informazione nazionali che stanno raccontando il nostro progetto. È un segnale importante che porta il nome di Pozzuoli ben oltre i confini del nostro territorio e ci conferma che siamo sulla strada giusta.
Adesso continuiamo questo percorso insieme, con l'orgoglio di rappresentare Pozzuoli e i Campi Flegrei davanti a tutto il Paese.

mercoledì 8 luglio 2026

VERSO CASSINO CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2029

Presentata in municipio, la candidatura della Città di Cassino a Capitale italiana della Cultura 2029 e svelato il logo che accompagnerà e contraddistinguerà il progetto.

Un lungo ed ambizioso percorso che punta a Cassino Capitale italiana della Cultura 2029 . Un’occasione unica, imperdibile, per unire le forze e fare squadra con la nostra comunità, le istituzioni locali, le imprese, le associazioni, le energie migliori del territorio.

L’obiettivo dichiarato dal sindaco Enzo Salera nel corso della presentazione, è accendere i riflettori della comunità nazionale ed internazionale sulla Città e sul Cassinate. Nel 2029 si celebrano i 1500 anni dalla fondazione dell’Abbazia di Montecassino, faro della Cultura europea e simbolo universale di Pace ed unione tra i popoli. E suggello perenne della rinascita di Cassino e della comunità cassinate dopo le devastazioni della guerra.

Il progetto grafico infatti si è sviluppato incentrandosi sul legame indissolubile tra la Città e l' Abbazia, attraverso un linguaggio che parla di memoria e proiezione verso il futuro. La "V" stilizzata è la sintesi grafica del motto "Succisa Virescit", ovvero “Recisa, germoglia di nuovo”. Con la foglia che va a rappresentare il germoglio che trae linfa dalle radici millenarie della nostra Città, della nostra Cultura, della nostra Abbazia.

L'elemento iconico nel suo complesso richiama, inoltre, le iniziali miniate. Nella tradizione dei codici benedettini, le lettere capitali segnavano l'inizio di un nuovo libro o di un capitolo fondamentale e venivano decorate con cura estrema per guidare l'occhio e lo spirito.

Il nome CASSINO è reso con il carattere Junicode, progettato per la riproduzione di testi antichi: questo font dialoga con l'iniziale miniata, creando una continuità visiva tra il titolo e il corpo del testo, proprio come in un manoscritto medievale.

La scelta dei colori è un richiamo diretto ai materiali preziosi della storia benedettina, con il blu inchiostro che evoca il pigmento dei monaci amanuensi, simboleggiando la cultura scritta, la profondità del pensiero e la stabilità dell'istituzione e l'oro antico / ocra che rimanda alle miniature dei codici e la luce spirituale che illumina il percorso verso il 2029.

Per contribuire al dossier Cassino Capitale italiana della Cultura 2029, è possibile inviare una mail all'indirizzo capitalecultura2029@comunecassino.it: idee, proposte e progetti potranno essere inclusi nel dossier che l’Amministrazione comunale presenterà entro il 23 settembre. - Cassino Comunica

sabato 4 luglio 2026

“𝐒𝐀𝐂𝐑𝐈𝐅𝐈𝐂𝐈𝐎” | 𝐃𝐨𝐫𝐚 𝐎𝐡𝐥𝐟𝐬𝐞𝐧 𝐞 𝐢𝐥 𝐌𝐨𝐧𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐢 𝐂𝐚𝐝𝐮𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐅𝐨𝐫𝐦𝐢𝐚. 𝟏𝟗𝟐𝟔 – 𝟐𝟎𝟐𝟔 𝐂𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚, 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐫𝐭𝐞

𝐃𝐚𝐥 𝟏𝟕 𝐚𝐥 𝟑𝟏 𝐋𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔 | 𝐎𝐫𝐞 𝟏𝟖:𝟑𝟎-𝟐𝟎:𝟑𝟎
𝐈𝐧𝐚𝐮𝐠𝐮𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐕𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 𝟏𝟕 𝐋𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟐:𝟎𝟎
𝐏𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐈𝐚𝐭 - 𝐏𝐚𝐥𝐚𝐳𝐳𝐨 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞

Non è soltanto un monumento. È Sacrificio. Così Dora Ohlfsen volle intitolare l'opera che il 19 luglio 1926 venne inaugurata a Formia e che, da un secolo, custodisce la memoria dei caduti e l'identità della città.
Nel centenario della sua inaugurazione, il Comune di Formia dedica una mostra a una delle più importanti artiste del Novecento internazionale, restituendo centralità alla sua figura e alla straordinaria vicenda del monumento che ancora oggi domina uno dei luoghi simbolo della città.
L'esposizione, inaugura venerdì 17 luglio presso lo Spazio Espositivo del Punto IAT del Comune di Formia, invita il pubblico a compiere un viaggio tra storia, memoria e creazione artistica.
La prima sezione raccoglie fotografie d'epoca, documenti originali e il raro filmato dell'inaugurazione del 1926. Materiali che ricostruiscono il clima di quegli anni e raccontano la nascita di Sacrificio, restituendo al visitatore il significato storico e civile dell'opera.
Sul basamento del monumento sono incisi i nomi dei giovani di Formia caduti durante la Prima guerra mondiale. Non sono semplici iscrizioni: sono il cuore dell'opera, il segno tangibile di vite spezzate che Dora Ohlfsen volle affidare alla pietra perché il loro ricordo diventasse patrimonio della comunità e attraversasse il tempo.
La seconda sezione apre invece un dialogo con il presente attraverso dipinti e opere contemporanee ispirati al Monumento ai Caduti e ad altri lavori di Dora Ohlfsen. È la dimostrazione che un'opera autentica non si limita a rappresentare il proprio tempo, ma continua a generare visioni, emozioni e nuovi linguaggi.
La mostra non celebra soltanto il centenario di un monumento: celebra la capacità dell'arte di custodire la memoria e di rinnovarne continuamente il significato. A cento anni dalla sua inaugurazione, Sacrificio continua a interrogare il nostro presente, ricordandoci che ogni monumento vive davvero soltanto quando una comunità continua a riconoscersi nella sua storia.
Per un secolo l'opera di Dora Ohlfsen ha attraversato il tempo. Oggi quella storia torna a raccontarsi, invitando il pubblico a riscoprire non solo un capolavoro della scultura monumentale, ma anche l’intensa visione artistica della donna che lo concepì - Comune di Formia

mercoledì 24 giugno 2026

La Visitazione di Raffaello torna all’Aquila dopo 400 anni: dal Prado di Madrid al MuNDA, insieme a Pontormo da Carmignano

Dal 27 giugno al 27 settembre 2026, il Comune dell’Aquila e il Museo Nazionale d’Abruzzo presentano uno degli eventi artistici più importanti dell’anno in Italia: la Visitazione di Raffaello — opera commissionata da un mecenate aquilano per una chiesa dell’Aquila, oggi custodita al Museo del Prado di Madrid — torna nella città che l’ha ispirata e voluta, per la prima volta dopo oltre quattrocento anni. Di fronte a lei, la Visitazione di Pontormo proveniente da Carmignano: un confronto tra capolavori che non si è mai visto.

C’è una storia aquilana nascosta dentro uno dei più celebri dipinti di Raffaello. E il 27 giugno 2026, dopo oltre quattro secoli, quella storia torna a casa.

Il Comune dell’Aquila e il Museo Nazionale d’Abruzzo presentano “La Visitazione all’Aquila. Raffaello e Pontormo”: la mostra, curata dagli storici dell’arte Tom Henry e Federica Zalabra, Direttore del MuNDA, e allestita nel Castello Cinquecentesco dell’Aquila, è uno degli appuntamenti più rappresentativi e scientificamente ambiziosi del programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. Fino al 27 settembre 2026, il museo ospita due delle opere più celebrate della pittura rinascimentale italiana in un confronto diretto che non era mai stato possibile prima: la Visitazione di Raffaello, prestata eccezionalmente dal Museo del Prado di Madrid, e la Visitazione di Pontormo, proveniente dalla chiesa di San Michele a Carmignano (Pistoia), di proprietà della Diocesi di Pistoia.

Il Comune dell’Aquila è il principale sostenitore della mostra, cofinanziata nell’ambito del Programma Restart 2 – Priorità C: un investimento istituzionale preciso, che rientra nel quadro di misure finalizzate al rafforzamento dell’offerta culturale della città nell’anno di Capitale. Portare all’Aquila il capolavoro raffaellesco dal Prado di Madrid — e metterlo a confronto con Pontormo da Carmignano — è una scelta culturale che ha richiesto anni di lavoro diplomatico e scientifico.

La storia: un capolavoro aquilano che torna a casa

La Visitazione di Raffaello non è arrivata al Prado per caso. Ha una storia precisa, e quella storia passa per L’Aquila.

L’opera — una tavola di straordinaria eleganza compositiva, dipinta attorno al 1517 — fu commissionata da Giovanni Battista Branconio, aquilano di nascita, uomo di fiducia di Papa Leone X e amico personale di Raffaello. Branconio la destinò alla cappella di famiglia nella chiesa di San Silvestro all’Aquila: rimase nel suo contesto originario per oltre un secolo, parte integrante della vita religiosa e artistica della città, prima di intraprendere il lungo percorso che l’avrebbe portata in Spagna e infine nelle collezioni reali madrilene.

La mostra nasce dall’esigenza — e dall’ambizione — di riportare idealmente all’Aquila questo capitolo della propria storia: restituire alla comunità l’occasione di un confronto diretto con il capolavoro raffaellesco e aprire nuove linee di ricerca sulla bottega di Raffaello, sul circuito di relazioni fra artisti e committenti, e sul ruolo di Branconio come promotore e mediatore culturale nella Roma di Leone X. Una restituzione resa possibile dalla collaborazione tra Comune dell’Aquila e MuNDA che ha fatto di questa mostra uno degli atti culturali più significativi del mandato.

“Con ‘La Visitazione all’Aquila. Raffaello e Pontormo’ la città accoglie uno dei progetti più significativi del percorso dell’Aquila 2026: un appuntamento che restituisce alla comunità un capitolo fondamentale della propria storia artistica e, al tempo stesso, proietta il nostro territorio in una dimensione culturale internazionale”, ha dichiarato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi. “Il ritorno, seppur temporaneo, della pala realizzata da Raffaello per la cappella Branconio di San Silvestro rappresenta un’occasione straordinaria per riaffermare il legame profondo tra la città, la sua memoria e i grandi protagonisti del Rinascimento. Questa mostra conferma la capacità dell’Aquila e del MuNDA di costruire progettualità culturali ambiziose, inclusive e di alto valore scientifico, capaci di parlare al pubblico, agli studiosi e alle nuove generazioni.”

Il confronto: Raffaello e Pontormo faccia a faccia

La possibilità di esporre insieme la Visitazione del Prado e la Visitazione di Pontormo da Carmignano è, nelle parole dei curatori, un elemento centrale e inedito della mostra.

Raffaello Sanzio (Urbino, 1483 – Roma, 1520) porta nella sua Visitazione la sintesi più alta del classicismo cinquecentesco: figure monumentali e pacificate, spazio aerato, equilibrio perfetto tra forma e sentimento. È un’opera che ha indicato la direzione a molte opere dell’ultimo periodo della sua attività e che è fondamentale per comprendere il funzionamento della sua bottega, nella quale operavano artisti di primissimo piano.

Jacopo Pontormo (Pontorme, 1494 – Firenze, 1557), con la sua Visitazione di Carmignano (1528-1530), risponde con un linguaggio radicalmente diverso: figure dal collo allungato e avvolte in manti dai colori acidi e irreali, una tensione emotiva che rompe ogni equilibrio classico. È uno dei capolavori fondativi del Manierismo italiano, e una delle opere più visitate della Toscana.

Metterle a confronto all’Aquila, nella stessa sala, non è un esercizio estetico: è una lezione sulla storia della pittura italiana in uno dei momenti di maggiore trasformazione, tra il pieno Rinascimento e la sua crisi.

Il percorso espositivo: due sezioni, un racconto

La mostra si sviluppa in due sale dedicate, allestite all’interno del percorso espositivo del Castello Cinquecentesco, in dialogo diretto con le collezioni permanenti del MuNDA.

La Visitazione del Prado e la Visitazione di Pontormo

La prima sezione è il cuore della mostra: i due dipinti a confronto, con un apparato critico che esplora le novità iconografiche e stilistiche della Visitazione raffaellesca, il suo rapporto con la committenza aquilana, il nuovo approccio di Raffaello verso questo soggetto evangelico e l’influenza che esercitò sull’opera successiva di Pontormo.

Palazzo Branconio

La seconda sezione è dedicata a Palazzo Branconio a Roma — non più esistente, ma un tempo collocato in una posizione di altissimo prestigio sulla strada per il Vaticano — e alla figura del suo committente e proprietario: Giovanni Battista Branconio, l’aquilano che portò Raffaello nella sua città.

Materiali esposti, catalogo, accessibilità

La mostra propone una combinazione senza precedenti di dipinti, disegni, stampe, modelli architettonici, documenti d’archivio e apparati didattici digitali: postazioni multimediali per approfondimenti, ricostruzioni digitali e pannelli interpretativi.

Il percorso è accompagnato da un catalogo scientifico in italiano, illustrato, a cura di Tom Henry e Federica Zalabra, con contributi di Francesco Desideri, Francesco Paolo Di Teodoro, Bruce Edelstein e Ana González Mozo. Disponibile in vendita al bookshop del museo.

Il MuNDA ha progettato un’accessibilità estesa: guide in braille e in stampa Minolta per persone cieche e ipovedenti; guide in linguaggio Easy to Read e CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa) per persone con disabilità intellettiva; video-guide in Lingua dei Segni Italiana (LIS) in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi; tre visite guidate specialistiche in LIS calendarizzate a giugno, luglio e settembre.

Informazioni pratiche

Date 27 giugno – 27 settembre 2026

Sede MuNDA - Museo Nazionale d'Abruzzo, Castello Cinquecentesco, L’Aquila Orari Martedì – domenica: 9:00–19:00 (biglietteria chiude ore 18:00)

Aperture lunedì 13 luglio – 21 settembre 2026 (straordinarie)

Biglietti Intero € 12

Ridotto €2

Gruppi (10-25 persone) €10

Mostra presentata dal Comune dell'Aquila e dal Museo Nazionale d’Abruzzo. Sostenuta dal Comune dell’Aquila nell’ambito del Programma Restart 2 – Priorità C, nel quadro del programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026

venerdì 19 giugno 2026

Irene Macalli - Ficarra (ME) | Ilare - Monteleone Rocca Doria (SS) | Una Boccata d'Arte 2026

Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Irene Macalli (Irene Macalli) realizzerà un intervento a Ficarra (ME), in Sicilia, a cura di Giulia Monroy (Giulia Monroy)

Qui il vento ricorda per noi a cura di Giulia Monroy

Inaugurazione

Sabato 20 alle 18.00

Piazza delle Logge, Ficarra (ME)

"Il vento si fa immagine poetica: le memorie vi si mescolano, come a toccare il cielo, in un luogo in cui lo spopolamento chiede accettazione, per chi resta e per chi va via."

Il progetto nasce dall’incontro con la comunità di Ficarra e dalla volontà di trasformare la memoria collettiva in un’esperienza condivisa e viva. A partire dal libro Ficarra libro mio, l’artista riattiva un processo partecipativo invitando gli abitanti a contribuire con parole, segni e immagini dipinte su superfici trasparenti. Queste “mattonelle di memoria” confluiscono in un’installazione pubblica pensata per Piazza delle Logge, dove luce e vento diventano elementi narrativi. L’opera si configura come spazio di incontro e contemplazione, capace di connettere passato e futuro. In un contesto segnato dallo spopolamento, il progetto restituisce centralità ai legami, immaginando nuove forme di abitare attraverso l’arte e la partecipazione. Parallelamente, l’artista realizza con maestranze locali scalpelline un’opera scultorea incisa con una frase significativa tratta dal libro. Dall’incontro con il Maestro Delfio Plantemoli nasce un’installazione sonora che rielabora una poesia del testo attraverso strumenti tradizionali siciliani e canti contadini in chiave sperimentale.

Public Program

Qui il vento ricorda per noi. Un laboratorio per chi resta e chi è partito.

12 - 14 giugno 2026, h. 10:00

Ex Scuola Media C.da Natoli, via Natoli 15, Ficarra (ME)

Tre giorni di incontro con l'artista Irene Macalli per riattivare il senso di co-creazione nato nel 2012 con Ficarra libro mio. Si riscoprirà il sentimento verso il proprio territorio, trasformando la memoria del libro in un nuovo processo creativo condiviso. Il laboratorio consisterà nella scrittura e nel disegno su mattonelle trasparenti con colori per vetro. Le memorie future verranno poi simbolicamente alzate al vento attraverso l'installazione Qui il vento ricorda per noi pensata per Piazza delle Logge.

Artista

Irene Macalli (1999, Sant’Agata de’ Goti) è un’artista e dottoranda presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Si forma in Scultura a Napoli presso ABANA e in Turchia presso MSGSU di Istanbul, partecipando a diverse mostre collettive in Italia, Turchia e Germania.

Ha svolto esperienze formative presso lo studio di Marisa Albanese. La sua ricerca si concentra sui piccoli centri rurali attraverso progetti partecipati con le comunità locali. È ideatrice e fondatrice del progetto L’arte come riscatto sociale nei piccoli comuni, da cui è nato un libro pubblicato da Giacovelli Editore e la sua mostra personale Archivio rurale. Un muro di terra presso Capnapoliest (Napoli, 2025). Ha vinto il Premio Generazione di Art Days Napoli–Campania (2023) e ha svolto una residenza di tre mesi presso Artist in Residence Munich (2025)

Curatrice

Giulia Monroy (Palermo, 1990) si laurea in Progettazione degli spazi espositivi e allestimenti museali all’Accademia di Belle Arti di Palermo. Si occupa di produzione nel campo delle arti visive. Dal 2017 al 2023 è assistente di galleria da Francesco Pantaleone e dal 2021 al 2024 assistente curatoriale e gestionale per ZACentrale, Fondazione Merz. Collabora con ruber.contemporanea e Fondazione Ghenie Chapels. Nel 2024 fonda studio moy, progetto che offre visite guidate negli studi d’artista a Palermo. Per una Boccata d’Arte in Sicilia, ha curato  i progetti di Ella Littwitz a Pollina (2023), Nicola Baratto & Yiannis Mouravas a Sant’Angelo Muxaro (2024) e Nicola Martini a Custonaci (2025).

Borgo

Ficarra (ME) si trova tra i Monti Nebrodi, a 450 metri s.l.m e a pochi chilometri dalla costa tirrenica. Il centro storico, con le strade in pietra, gli antichi ballatoi e i palazzi nobiliari, custodisce una memoria collettiva fatta di lavoro artigiano e tradizioni condivise. Il profilo del borgo è segnato da tre siti principali: i ruderi del Convento dei Frati Minori Osservanti, noto come Convento dei Cento Archi; la Chiesa Madre, di origini normanne, che domina uno dei colli del centro storico; e la Fortezza carceraria, con il suo passato di castello medievale e dimora nobiliare. La vitalità culturale del paese si riflette nel Museo Diffuso, che mette in relazione collezioni tematiche e luoghi della memoria, tra cui la Stanza della Seta e il museo dedicato al poeta Lucio Piccolo di Calanovella. Ficarra è stata inoltre fonte di ispirazione per alcune pagine significative de Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Ilare (@ilare_______________) realizzerà un intervento a Monteleone Rocca Doria (SS), in Sardegna, a cura di Anna Pirisi (@pirisi.anna)

Mi aspetto che il sole mi illumini ancora a cura di Anna Pirisi

Inaugurazione

Domenica 21 giugno alle 18.00

Via Doria, Monteleone Rocca Doria (SS)

"Lasceremo ciò che resta di un passaggio collettivo, un rituale, un ringraziamento alla terra, alla montagna, al Sole."

Il progetto Mi aspetto che il sole mi illumini ancora nasce come un invito a ritrovarsi: nel giorno più lungo dell’anno, il solstizio d’estate diventa occasione per ricucire il legame tra le persone e la terra di Monteleone Rocca Doria. Il 21 giugno, dalla via Doria al riparo sotto roccia Sa Corona de sa buvera, un corteo di persone si muove verso un’architettura effimera costruita e attivata attraverso incontri e rituali condivisi.

Qui, l’acqua raccolta, i manufatti in terracotta e i pani rituali preparati collettivamente si trasformano in gesti di offerta e celebrazione. Il tappeto, ispirato a su tapinu ‘e mortu e affidato ciclicamente alle abitanti, diventa una traccia viva che passa di mano in mano, intrecciando memoria e cura. La festa si configura così come un’esperienza condivisa di gratitudine e appartenenza, capace di protrarsi nel tempo.

Public Program

Focolari d'Acqua

29 Maggio 2026, h. 9:00

Piazza Chiesa, Monteleone Rocca Doria (SS)

Un workshop che indaga le dimensioni ecologiche, sociali e simboliche dell'acqua come risorsa collettiva, attraversando luoghi segnati dalla presenza dell’acqua, tra fonti, sentieri e santuari. Il percorso apre una discussione su temi come la privatizzazione delle risorse e il rapporto tra territorio e comunità al fine di ragionare insieme un'architettura effimera condivisa nello spazio del riparo sotto roccia sa Corona de sa Buvera.

Public Program

Terra e fogu

20 maggio 2026

Via S. Antonio, Monteleone Rocca Doria (SS)

Terra e fogu è un workshop dimostrativo dedicato alla cottura tradizionale dell’argilla su fuoco diretto. Attraverso l’accensione di due falò, Ilare guiderà il pubblico nelle diverse fasi del processo, dal preriscaldamento alla cottura finale. Un momento di osservazione e ascolto che restituisce il valore ancestrale della trasformazione della materia.

Si ringraziano: l'Amministrazione comunale, Giovannina Fresi, Piera Masala, Foghiles, ArTes, Ivano Piva, la comunità tutta e in particolare le donne di Monteleone Rocca Doria.

Artista

Ilare (Roma, 1994) vive e lavora a Roma. Si è diplomatə in Nuovi Linguaggi dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Roma e nel 2021 ha partecipato al corso di specializzazione in Arti Visive alla Escola Massana di Barcellona. La sua pratica artistica comprende installazioni, sculture, disegni, video e performance, e si sviluppa a partire da processi di interdipendenza, interazione, osservazione e attesa. Attraverso un lavoro basato sull’impermanenza, la relazione con lo spazio e la trasformazione della materia, realizza opere vive che non intendono sottrarsi al cambiamento, alla decomposizione e alla libera interazione con il pubblico. 

Curatrice

Anna Pirisi (Nuoro,1991)  lavora nella gestione, tutela e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, con particolare attenzione all’arte contemporanea e ai processi di decolonizzazione. Si è formata tra Bologna e Cagliari e ha completato un master in Diritto ed Economia dell’arte e della cultura. Ha maturato esperienza in musei e gallerie in Sardegna, in Italia e all’estero, occupandosi di curatela, mediazione culturale e progettazione di eventi. Attualmente lavora presso la Fondazione Costantino Nivola, dove è impegnata nella mediazione e promozione artistica. Per Una Boccata d’Arte in Sardegna, ha curato il progetto di Sara Persico a Burcei (2025).

Borgo

Monteleone Rocca Doria (SS) nel nord-ovest della Sardegna, sorge su un’altura rocciosa circondata per tre lati dal lago del Temo, una conformazione che nei secoli ne ha fatto un naturale presidio del territorio. Oggi segnato dai processi di spopolamento, il borgo rivela una vocazione insediativa antichissima, testimoniata dalla presenza di nuraghi e di un importante sito archeologico punico. In età medievale la potente famiglia genovese dei Doria vi edificò il castello-fortezza e la chiesa di Santo Stefano, ancora oggi tra i segni più emblematici del paese. Attraverso assedi, distruzioni e ricostruzioni, Monteleone conserva l’impianto urbano e il fascino di un insediamento tardo-medievale. Tra il castello, le chiese storiche, il museo della panificazione, le cave dismesse trasformate in teatro a cielo aperto e il paesaggio lacustre, il borgo continua a intrecciare memoria, natura e visioni di futuro.

mercoledì 17 giugno 2026

Enrico Malatesta - Ischitella (FG) | Francesco Toninelli - Gerace (RC) | Una Boccata d'Arte 2026

Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Enrico Malatesta (@_enricomalatesta_) realizzerà un intervento a Ischitella (FG), in Puglia, a cura di VOGA Art Project (@vogaartproject) con Threes Productions (@threesproductions
Enrico Malatesta
In questo frangente
a cura di VOGA Art Project – Flavia Tritto e Nicola Guastamacchia con Threes Productions
Inaugurazione
Sabato 20 giugno alle 19.00
Ex Cinema Giannone, Viale Pietro Giannone
Ischitella (FG)
"Una superficie tra mappa e strumento sonoro che aiuta a orientarsi ma non in modo tradizionale: invita piuttosto a perdersi, a esplorare lo spazio attraverso il contatto e l’ascolto. Un arnese aperto che incoraggia a rallentare e a prestare attenzione ai suoni che attraversano Ischitella e le loro risonanze."
In questo frangente è una mappa acustica, tattile e visiva, che invita a un’esperienza astratta e soggettiva del paesaggio sonoro di Ischitella.
La lastra in ottone, trattata con ossidazioni e fuoco, è incisa con simboli e segni grafici che trascrivono suoni ambientali, riverberi urbani, e tracce acustiche disegnando una costellazione di indizi sensoriali che sollecita i passanti a rielaborare la propria esperienza di ascolto.
La mappa si offre sia come superficie risonante che come carta topografica non convenzionale: può essere percorsa con lo sguardo, percossa con le mani, ascoltata con le orecchie e attraversata con il corpo. Non descrive il territorio né orienta verso una destinazione, ma piuttosto apre a una fruizione personale, situata e incarnata di questa porzione di mondo.
Ispirato al Viaggio intorno alla mia stanza di Xavier de Maistre, l’opera assume il movimento come gesto intimo e percettivo. Come le antiche mappe tattili e i bastoni della memoria, dischiude geografie sensibili nell’incontro tra il territorio e chi lo attraversa.
Public Program
Nel farsi dell’ascolto: mappe instabili di Ischitella
27 maggio 2026, h. 10:00
I.O.C. Pietro Giannone, Corso C. Battisti 149
27 e 28 maggio 2026, h. 18:00
Museo Civico Cigno Nero, Via Nazzario Sauro
Attraverso pratiche di ascolto, cammino e mappatura sensibile, i partecipanti al laboratorio partecipativo, condotto da Enrico Malatesta e Chiara Pavolucci, esploreranno il territorio in chiave sonora, per disegnare insieme mappe fatte di percezioni, memorie e tracce acustiche. Il corpo e l’attraversamento si fanno strumenti di relazione e il territorio si mostra come esperienza condivisa, situata e in continuo divenire. Il laboratorio è realizzato con gli alunni dell'Istituto Giannone e replicato presso il Museo Civico Cigno Nero in collaborazione con la Pro Loco di Ischitella.
Si ringraziano: Sindaco Alessandro Nobiletti, Vicesindaco Giuseppe D’Errico, Assessore Lucrezia Cilenti e l’amministrazione comunale, Soprintendenza BAT e Foggia, Pro Loco Uria, Emanuel Castelluccia, I.O.C. Pietro Giannone Ischitella, Illuminati Fest e compagnia Casa di Babette-Teatro Giò.
Artista
Enrico Malatesta è un artista attivo in ambiti sperimentali tra musica, performance e indagine territoriale. La sua pratica esplora le relazioni tra suono, spazio e movimento, con particolare attenzione alle superfici, alle modalità di ascolto e a un approccio ecologico agli atti percussivi. Ha presentato il proprio lavoro in Italia e all’estero in festival e istituzioni internazionali, tra cui la Biennale di Venezia, Pirelli HangarBicocca, Milano, Museion, Bolzano, Blank Forms, Gulbenkian Foundation, Lisbona e Bourse de Commerce, Parigi. È attualmente attivo come docente ospite presso diverse istituzioni accademiche. È vincitore dell’Italian Council 2025 ed è tra gli artisti selezionati da SHAPE+ Platform per il biennio 2024-2025, iniziativa europea a supporto della musica innovativa e delle arti sonore.
Curatori
VOGA Art Project – Flavia Tritto e Nicola Guastamacchia con Threes Productions
VOGA Art Project è uno spazio indipendente per la ricerca e sperimentazione artistica in Puglia, a cura di Nicola Guastamacchia e Flavia Tritto. Dal 2021 sviluppa mostre, residenze, talk e laboratori, unendo una programmazione internazionale con il contesto locale e favorendo processi di scambio tra artiste, artisti e realtà culturali del territorio. Il nome del progetto – un invito a navigare insieme – definisce un posizionamento critico radicato nel cuore del Mediterraneo e orientato alla costruzione di nuove sinergie culturali. Per Una Boccata d’Arte in Puglia, ha curato i progetti di Simone Bacco a Spinazzola (2022), Evita Vasiljeva a Maruggio (2023), Emanuele Marullo a Poggiorsini (2024), e Aymen Mbarki a Sammichele di Bari (2025).
Threes Productions è un’agenzia creativa impegnata nella sostenibilità culturale che sviluppa e promuove progetti sperimentali nel campo della musica e dell’arte. Attraverso una metodologia improntata su ricerca e innovazione, Threes Productions si è affermata come una piattaforma multidisciplinare e collaborativa, che spazia dalla progettazione e organizzazione di eventi, fino allo sviluppo di contenuti editoriali e musicali.
Borgo Ischitella (FG)
Arroccata tra il lago di Varano e l’Adriatico, Ischitella si trova nel cuore del Gargano. Il centro storico, con Palazzo Ventrella, la Chiesa Madre, Sant’Eustachio e il Convento di San Francesco, racconta secoli di storia. Simbolo identitario è l’Albero di San Francesco, antico cipresso legato alla tradizione del passaggio del Santo: sradicato da una tempesta ma rimasto vivo, è segno di fede e resilienza. Ancora oggi, pur secco, è custode di memoria e racconti popolari, profondamente radicato nell’identità locale. Le feste patronali di Sant’Eustachio e della Madonna Assunta con San Rocco scandiscono l’anno tra riti, musica e convivialità. Terra di ulivi e agrumi, il paese intrattiene un legame profondo con il paesaggio garganico.
Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Francesco Toninelli (@de_lamperi) realizzerà un intervento a Gerace (RC), in Calabria, a cura di Ehab Halabi Abo Kher (@ehab.halabi.abo.kher)
Francesco Toninelli - Ali Hierax a cura di Ehab Halabi Abo Kher Inaugurazione Sabato 20 giugno alle 18.00 Piazza Tre Chiese, Gerace (RC)
"La leggenda dei locresi che seguono uno sparviero fino alla cima della rupe rende l’aria elemento fondativo del borgo. Ho immaginato quindi delle ali capaci di scolpirla e farla risuonare, realizzate con materiali legati al lavoro contadino di ieri e di oggi: rari tessuti di ginestra dialogano con plastiche dall’aspetto arcaico." Il progetto trae origine dal mito fondativo di Gerace e dalla figura dello sparviero ῐ̔έρᾱξ (hierax), guida totemica verso la rupe. Questa matrice mitica si fonde con la verticalità del borgo, traducendosi in una serie di sculture alari indossabili in bambù e materiali eterogenei raccolti sul campo — teli agricoli, tessuti domestici e altri elementi recuperati — che instaurano una relazione diretta con la memoria del luogo. L’opera si sviluppa in una duplice dimensione: da un lato presenza scultorea visitabile dal pubblico per tutta la durata dell’edizione, dall’altro dispositivo performativo attivato attraverso un programma in tre atti che si snoda nel corso dell’estate. Il percorso prende avvio con l’azione itinerante di Francesco Toninelli, dedicata all’esplorazione acustica del paesaggio durante l’opening; prosegue con l’indagine timbrica di Ingar Zach, che rielabora gli oggetti attraverso il linguaggio delle percussioni contemporanee; e culmina nella restituzione corale guidata da Enrico Malatesta, dove un laboratorio collettivo trasforma i partecipanti in un unico organismo sonoro performativo. L’opera vibra così tra uso e contemplazione, in un equilibrio costante tra memoria locale e paesaggio sonoro contemporaneo. Si ringraziano: il Comune di Gerace, Rosetta Bolognino, Michał Biel, Giuseppe Garreffa, Simone Lacopo, Tina Macrì, Enrico Malatesta, Ingar Zach. Artista Francesco Toninelli (Firenze, 1999) si forma come musicista e tecnico del suono presso il Rhythmic Music Conservatory (RMC) di Copenaghen e il Conservatorio di Musica Luigi Cherubini di Firenze. Le sue creazioni sonore e plastiche nascono dall'interesse per il territorio rurale e il passato preindustriale, mettendosi in relazione con gli elementi che lo caratterizzano, la narrazione folklorica e mitica, il domestico e l'autobiografico. Nel 2023 ha partecipato alla mostra collettiva Mezz’aria. La strana apertura della ricerca sonora, a cura di NUB Project Space & Gabriele Tosi, introducendo la sua pratica precedentemente limitata alla performance dal vivo, in un contesto più esplicitamente espositivo. Curatore Ehab Halabi Abo Kher è un artista visivo israeliano attivo in Italia. Finalista al Premio Nazionale delle Arti nel 2008, ha partecipato alla 54ª Biennale di Venezia, Festa del Cinema di Roma, Corpo Elettronico, Videoart Yearbook, The Scientist Festival e Altrove Street Art Festival. La sua ricerca si basa sul found footage e sulla performance, esplora i meccanismi della comunicazione a partire da materiali preesistenti. Per Una Boccata d’Arte in Calabria, ha curato i progetti di Mohsen Baghernejad Moghanjoogh a Santa Severina (2023), Lulù Nuti a Motta Filocastro (2024) e Anna Ill a Simeri Crichi (2025).
Borgo Gerace (RC) Arroccato su uno sperone di arenaria affacciato sulla Costa dei Gelsomini, Gerace conserva il fascino del suo passato medievale. Le vie in pietra e i palazzi nobiliari custodiscono un’eredità millenaria, sospesa tra culture bizantine e normanne. Le sue origini si intrecciano alla storia di Locri Epizefiri, antica colonia della Magna Grecia fondata sul Mar Ionio dai greci provenienti dalla Locride. Secondo la leggenda, furono proprio gli abitanti di Locri, in fuga dalle incursioni saracene, a risalire verso l’entroterra guidati da uno sparviero — ièrax in greco — da cui deriverebbe il nome del borgo. La posizione dominante ne ha fatto nei secoli un presidio strategico della Calabria meridionale, grazie al controllo dei traffici costieri e sua alla naturale fortificazione. Conosciuto come “il paese delle cento chiese”, Gerace è dominato dalla maestosa Cattedrale, centro spirituale della regione.

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