lunedì 30 marzo 2026

Burcei (SU), Sardegna - Sara Persico | (Nuù, in sardo campidanese)

Sara Persico Nuù a cura di Anna Pirisi per Threes

Burcei (SU), Sardegna

In lingua sarda la parola Nodu (Nuù, in sardo campidanese) indica un masso, una rupe, ma significa anche nodo, legame. È un nodo quello che lega profondamente Raffaele Urru, cantore di Burcei, al suo paese natale: solo la terra può scioglierlo, come nei riti antichi in cui un fazzoletto viene annodato e sepolto per suggellare un’unione indissolubile. Questo doppio significato guida una riflessione profonda sul paese: la pietra diventa simbolo di appartenenza, la voce si fa codice di memoria.

Burcei è figlio della roccia e la sua identità risuona nelle antiche gare poetiche in limba, negli is mutetus tramandati e raccolti in preziosi archivi sonori. Il paesaggio montano è aspro, a tratti lunare, e si apre a valle nei fiori di ciliegio. Su enormi massi ancorati al suolo si legge il passato di antiche civiltà di pietra, elemento fondante in Sardegna, usata per costruire e per delimitare, per separare e per comunicare. La civiltà nuragica parlava ai vivi e ai morti attraverso simboli e forme scolpite, divenute un codice visivo – quasi uno spartito – che ancora oggi è leggibile.

Pietra, canto, codice, memoria ispirano il lavoro di Sara Persico, che si confronta qui con spazi-testimoni di memoria e amplificatori di suggestioni. L’artista, in qualità di medium, lavora con il suono come materia viva, intrecciando registrazioni di canti e frammenti vocali provenienti da feste, gare e archivi con le voci del futuro, quelle dei giovani, invitati a esprimere il proprio rapporto con il territorio e la comunità attraverso il suono.

Ne nasce una performance sonora: stratificata, collettiva. Alla natura effimera del suono risponde la pietra incisa da Alison Darby: uno spartito tangibile, immortale, metafora del legame con la terra su cui poggia e dispositivo perpetuo di riattivazione – anche tecnologica – del suono.

Opere permanenti:

  • 01. Sara Persico, Nuù (1), 2025, libreria sonora collettiva.Per iniziare l’ascolto inquadra il QR Code.Chiesa campestre di Sant’Isidoro, Burcei (SU)
  • 02. Sara Persico, Nuù (2), 2025, granito inciso, 180 × 130 × 40 cm. Scultura realizzata da Alison Darby.Chiesa campestre di Sant’Isidoro, Burcei (SU) https://www.unaboccatadarte.it/progetti/nu 

mercoledì 18 marzo 2026

Arce - Libri di Primavera 2026

Torna la rassegna letteraria che negli anni ha portato ad Arce autori, storie e occasioni di confronto molto apprezzate dal pubblico.
Anche quest’anno l’Amministrazione comunale, attraverso l’Assessorato alla Cultura guidato da Alessandro Proia, insieme all’Associazione culturale La Lanterna ODV, ha costruito un cast di ospiti di grande rilievo, tra i più prestigiosi delle edizioni fin qui realizzate. - Comune di Arce

martedì 17 marzo 2026

𝐅𝐨𝐫𝐦𝐢𝐚 - “𝐏𝐑𝐈𝐌𝐀𝐕𝐄𝐑𝐀. 𝐕𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢, 𝐑𝐢𝐧𝐚𝐬𝐜𝐢𝐭𝐞, 𝐌𝐞𝐭𝐚𝐦𝐨𝐫𝐟𝐨𝐬𝐢” 𝐌𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐝’𝐀𝐫𝐭𝐞 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨𝐫𝐚𝐧𝐞𝐚 | 𝐃𝐚𝐥 𝟏𝟖 𝐚𝐥 𝟐𝟖 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔

📅 𝐃𝐚𝐥 𝟏𝟖 𝐚𝐥 𝟐𝟖 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔
📍 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐌𝐨𝐥𝐚 – 𝐅𝐨𝐫𝐦𝐢𝐚
ℹ️ 𝐏𝐫𝐨𝐦𝐨𝐬𝐬𝐚 𝐝𝐚 𝐀𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐊𝐨𝐢𝐧𝐞̀ 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐩𝐚𝐭𝐫𝐨𝐜𝐢𝐧𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐅𝐨𝐫𝐦𝐢𝐚 𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐑𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚 𝐒𝐞𝐧𝐭𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐝’𝐀𝐫𝐭𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔
🆓 Ingresso libero!
L’Associazione Koinè Salottoculturale, da anni impegnata nella promozione culturale e artistica del territorio, propone la realizzazione della mostra collettiva “Primavera. Visioni, Rinascite, Metamorfosi” presso il Castello di Mola dal 18 al 28 marzo 2026.
L’iniziativa si inserisce nel calendario della Rassegna Sentieri d’Arte 2026 e intende valorizzare le eccellenze artistiche locali, rafforzando il ruolo del Castello come polo culturale attivo e dinamico.
La mostra nasce con l’obiettivo di:
◾️ Valorizzare gli artisti del territorio.
◾️ Creare continuità tra le edizioni della Rassegna Sentieri d’Arte.
◾️ Favorire il dialogo tra differenti linguaggi artistici.
◾️ Incentivare la partecipazione culturale della cittadinanza.
◾️ Promuovere il patrimonio storico-artistico del Castello di Mola.
◾️ Generare attrattività turistica in un periodo strategico di avvio della stagione primaverile.
La Primavera viene interpretata come simbolo universale di rinascita, trasformazione e rigenerazione.
Il percorso espositivo intende costruire un dialogo tra forme artistiche differenti:
🎨Pittura
🖌️Scultura
🖼️Installazioni
📹Video arte
📃Modellato in carta
🕯️Ceramica d’Autore
L’obiettivo è offrire al pubblico una visione pluriforme ma armonica, capace di esaltare la ricchezza espressiva contemporanea e il valore simbolico della stagione primaverile.
28 Artisti le cui opere distribuite nelle sale del Castello secondo un percorso tematico interpretano:
Fioritura
Metamorfosi
Primavera interiore.
Particolare attenzione è dedicata al rispetto degli spazi storici e alla sicurezza delle opere.  Comune di Formia

sabato 7 marzo 2026

Grottaglie (TA) - XXXIII edizione del Concorso di Ceramica Contemporanea “Mediterraneo”

 Iscrizioni aperte fino al 5 maggio 2026 per la rassegna internazionale

La grande esposizione culturale dal 4 luglio al 18 ottobre 2026 al Castello Episcopio. Tra le novità la Sezione “Grande Opera” dedicata a installazioni urbane 

Si aprono ufficialmente le iscrizioni al XXXIII Concorso di Ceramica Contemporanea “Mediterraneo”, in programma dal 4 luglio al 18 ottobre 2026 a Grottaglie (TA), presso il Castello Episcopio.

La rinomata Città delle Ceramiche rinnova così il suo invito agli artisti italiani e internazionali a partecipare a una delle rassegne più autorevoli dedicate alla sperimentazione contemporanea nel campo ceramico, confermandosi crocevia di creatività, ricerca e dialogo interculturale nel cuore del Mediterraneo.

Partecipazione gratuita e aperta a tutti gli artisti

La partecipazione al concorso è gratuita ed è aperta ad artisti singoli o associati, senza limiti di nazionalità. Il bando mira a valorizzare opere caratterizzate da innovazione, ricerca e contemporaneità, nel solco di una tradizione che dal 1971 accompagna l’evoluzione dell’arte ceramica nel Mediterraneo.

Le domande di partecipazione, complete della scheda di adesione e degli allegati richiesti, dovranno essere inviate entro il 5 maggio 2026 all’indirizzo: mediterraneo@comune.grottaglie.ta.it

Tutta la documentazione è disponibile sul sito istituzionale del Comune di Grottaglie.

L’elenco delle opere selezionate sarà comunicato entro il 12 maggio 2026. Le opere ammesse comporranno la mostra ufficiale che sarà inaugurata il 4 luglio alle ore 18.30.

Premi e nuove opportunità

Il concorso mette in palio riconoscimenti economici e professionali di rilievo:

1° Premio “Mediterraneo” – 5.000 euro, con acquisizione dell’opera nella collezione del Museo della Ceramica.

2° Premio “Mostra Personale” – 2.000 euro, con organizzazione di una mostra individuale nell’edizione successiva.

3° Premio “Residenza d’artista” – Under 35 – 1.000 euro, sostenuto dalla Banca di Credito Cooperativo San Marzano di San Giuseppe, il premio prevede anche vitto, alloggio, materiali, cotture, tutor dedicato e uno spazio operativo per 3-4 settimane entro l’edizione successiva.

Sezione speciale “Grande Opera” – 10.000 euro, dedicata a installazioni e sculture per lo spazio urbano.

Proprio la nuova Sezione “Grande Opera” rappresenta la novità più significativa dell’edizione 2026: un’opportunità per gli artisti di confrontarsi con la dimensione pubblica della ceramica, contribuendo alla valorizzazione degli spazi urbani della città

Un appuntamento di rilievo internazionale

Il XXXIII Concorso di Ceramica Contemporanea “Mediterraneo” si conferma come un laboratorio internazionale di idee, linguaggi e sperimentazioni, capace di coniugare tradizione artigianale e ricerca artistica contemporanea.

Per informazioni è possibile contattare la segreteria organizzativa ai numeri

099 5620427 – 099 5620251

oppure scrivere a mediterraneo@comune.grottaglie.ta.it

La curatela: Lisa Hockemeyer

A guidare l’impianto scientifico e critico della XXXIII edizione sarà la storica dell’arte e del design Lisa Hockemeyer, nominata curatrice a seguito di selezione pubblica indetta dall’Amministrazione Comunale.

Studiosa specializzata nelle arti figurative e decorative italiane del Novecento, nel design e nella cultura materiale, Hockemeyer ha dedicato ampi studi alla ceramica italiana, alla light art e alla dimensione dell’abitare. La sua esperienza curatoriale in ambito europeo prefigura un’edizione capace di coniugare rigore scientifico e apertura internazionale, valorizzando la ceramica come linguaggio espressivo complesso, tecnico e simbolico.

Un progetto corale

Il XXXIII Concorso, la mostra e l’intera rassegna – che comprendono la residenza d’artista, la mostra personale e le iniziative collaterali – sono promossi e organizzati dal Comune di Grottaglie, attraverso l’Assessorato e il Settore Cultura, Turismo e Valorizzazione della Ceramica, nell’ambito dell’amministrazione guidata dal sindaco Ciro D’Alò e dall’assessore Raffaella Capriglia.

L’iniziativa si svolge con il patrocinio della Regione Puglia e con la collaborazione di diverse realtà istituzionali e territoriali, tra cui POP – Pottery of Puglia.

La segreteria organizzativa è curata da CoopCulture – Infopoint Castello Episcopio.

La Giuria, presieduta dal Sindaco e composta dalla curatrice e da esperti del settore, selezionerà le opere ammesse alla mostra e assegnerà i premi 2026. Per la Sezione “Grande Opera” è prevista una commissione specifica che coinvolgerà anche il Settore Lavori Pubblici, a sottolineare la dimensione pubblica e urbana del progetto.

Con il XXXIII Concorso “Mediterraneo”, Grottaglie rinnova la propria vocazione di città laboratorio, dove la materia diventa pensiero e la ceramica continua a raccontare, attraverso il fuoco e la terra, l’identità culturale di un territorio proiettato nel mondo.

Una storia lunga oltre cinquant’anni

Il Concorso di Ceramica Contemporanea “Mediterraneo” nasce nel 1971 per volontà del Comune di Grottaglie, con l’obiettivo di celebrare e rinnovare l’antica tradizione ceramica del territorio. Dedicato esclusivamente alla ceramica, il Concorso rappresenta oggi un punto di riferimento per artisti provenienti da tutto il mondo, chiamati a interpretare in chiave contemporanea un sapere millenario. Radicato nel Quartiere delle Ceramiche – un unicum urbano, situato nella gravina che attraversa Grottaglie – in cui le botteghe tramandano da secoli tecniche e segreti dell’arte figulina –, l’evento è divenuto nel tempo un crocevia culturale tra tradizione e innovazione, capace di unire l’identità storica del territorio con le più avanzate visioni artistiche. Fin dalle sue origini, la manifestazione si è posta l’ambizioso obiettivo di mettere nel nuovo un cuore antico: difendere i valori autentici della storia, della civiltà e dell’originalità dell’oggetto ceramico, opponendosi all’omologazione imposta dalla produzione industriale. In oltre cinquant’anni di storia, il Concorso ha affermato il ruolo centrale della ceramica nell’identità culturale di Grottaglie, evolvendosi in una piattaforma internazionale di dialogo e confronto tra linguaggi artistici differenti. Negli ultimi due decenni, la manifestazione ha rafforzato la sua vocazione mediterranea, promuovendo la ceramica come linguaggio universale, simbolo di appartenenza, narrazione e scambio tra culture. Con la XXXII edizione si rinnova l’impegno a costruire un appuntamento annuale di respiro internazionale, capace di attivare connessioni tra popoli e visioni artistiche, contribuendo nel contempo alla costituzione di una preziosa collezione museale di ceramica contemporanea, patrimonio condiviso della comunità.

Grottaglie è l’unica città italiana con un intero insediamento urbano dedicato alla produzione ceramica. Il Quartiere delle Ceramiche, lungo la gravina di San Giorgio, ospita oltre settanta botteghe artigianali e continua a essere luogo di vita e lavoro di maestri ceramisti riconosciuti in tutto il mondo. Grottaglie è tra le Città Italiane della Ceramica riconosciute da AiCC, simbolo di una tradizione viva che ha saputo evolversi nei secoli mantenendo intatta la propria identità, valorizzando il suo patrimonio storico, artistico e cultura. Museo della Ceramica di Grottaglie -  Paola Copertino

venerdì 6 marzo 2026

I nuovi direttori e le nuove direttrici dei 14 musei autonomi del Ministero della Cultura

I nuovi direttori e le nuove direttrici selezionati a esito della procedura pubblica internazionale per la direzione di 14 musei autonomi del Ministero della Cultura hanno sottoscritto oggi il contratto presso la Direzione generale Musei alla presenza del Direttore generale Massimo Osanna. La presa di servizio avverrà alla conclusione dell’iter amministrativo.

Ecco chi sono:

  1. 📌Guido Comis al Museo storico e Parco del Castello di Miramare – Direzione regionale Musei nazionale Friuli-Venezia Giulia
  2. 📌 Denis Ton al Complesso monumentale della Pilotta
  3. 📌Luigi Gallo ai Musei Nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei Nazionali Emilia Romagna
  4. 📌 Maria Elena Motisi ai Musei nazionali di Lucca
  5. 📌 Luca Mercuri al Pantheon e Castel Sant’Angelo- Direzione Musei nazionali della città di Roma
  6. 📌 Luigi Scaroina al Parco archeologico dell’Appia antica
  7. 📌 Alberto Samonà a Villa Adriana e Villa D’Este
  8. 📌 Alessandro Mascherucci alle Ville monumentali della Tuscia
  9. 📌 Alessandra Necci al Palazzo Reale di Napoli
  10. 📌 Almerinda Padricelli ai Musei nazionali del Vomero
  11. 📌Luca Di Franco ai Musei e parchi archeologici di Capri
  12. 📌Federica Colaiacomo al Parco archeologico di Ercolano
  13. 📌 Anita Guarnieri al Castello Svevo di Bari-Direzione regionale Musei nazionali Puglia
  14. 📌Raffaella Bonaudo ai Musei nazionali di Matera- Direzione regionale Musei nazionali Basilicata

Un passaggio importante che rafforza la governance e la progettualità dei nostri istituti museali, luoghi centrali per la conservazione, la ricerca e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano.  - museitaliani

sabato 28 febbraio 2026

Italian Council, il Ministero della Cultura investe 2,7 milioni di euro per sostenere l’arte contemporanea italiana nel mondo

Con una dotazione di 2,7 milioni di euro, la Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura ha lanciato il 13 febbraio 2026 la quindicesima edizione di Italian Council, il programma che accompagna l’arte italiana oltre i confini nazionali e ne sostiene la presenza nei luoghi in cui la ricerca prende forma, si misura, si trasforma.

Italian Council nasce per favorire la produzione di nuove opere destinate alle collezioni pubbliche italiane, sostenere la circolazione internazionale di artisti, curatori e critici, e offrire opportunità di crescita professionale a chi lavora nei linguaggi dell’arte e della fotografia contemporanee.

Il programma sostiene progetti di committenza e acquisizione di nuove opere accompagnati da attività di promozione all’estero, iniziative espositive, editoriali e di ricerca, oltre a percorsi di residenza e studio fuori dall’Italia. Le proposte selezionate contribuiranno a costruire relazioni con istituzioni culturali internazionali e a restituire al pubblico, anche fuori dai confini nazionali, i risultati delle esperienze sostenute.

Possono presentare domanda enti pubblici e soggetti privati senza scopo di lucro – italiani e stranieri, tra cui musei, università, fondazioni e associazioni culturali – per progetti che prevedano la produzione di nuove opere di artisti viventi con cittadinanza italiana o fiscalmente residenti in Italia, la loro promozione internazionale e l’ingresso nelle collezioni pubbliche. Per queste iniziative è previsto un contributo fino all’80% del costo complessivo, entro massimali differenziati in base alla tipologia di progetto, con attività da realizzarsi tra il 1° luglio 2026 e il 31 agosto 2028.

Il programma sostiene inoltre la promozione internazionale di artisti, curatori e critici attraverso mostre monografiche all’estero, partecipazioni a manifestazioni e rassegne di rilievo internazionale, incarichi curatoriali, progetti editoriali destinati alla diffusione dell’arte italiana degli ultimi settant’anni e iniziative che accompagnino l’ingresso di opere di artisti italiani nelle collezioni di musei stranieri.

Accanto a queste linee di intervento, Italian Council prevede il sostegno diretto ai talenti attraverso borse di ricerca e residenza all’estero del valore di 15.000 euro lordi. Destinate ad artisti, fotografi, curatori e critici con cittadinanza italiana o fiscalmente residenti in Italia, le borse coprono progetti della durata di quindici mesi da realizzarsi tra il 1° luglio 2026 e il 31 ottobre 2027, con l’obbligo di una restituzione pubblica presso istituzioni accreditate.

Le candidature dovranno essere presentate esclusivamente tramite il Portale Bandi della Direzione Generale Creatività Contemporanea, aperto dal 20 febbraio 2026, entro le ore 15.00 del 31 marzo 2026.

Sarà possibile richiedere chiarimenti entro il 16 marzo 2026 scrivendo alla Segreteria Italian Council (italiancouncil@cultura.gov.it).

L’avvio dei progetti selezionati è previsto non prima del 1° luglio 2026. 

Le iniziative sostenute nell’ambito delle borse di ricerca dovranno concludersi entro il 31 ottobre 2027, mentre quelle legate alla produzione e alla promozione internazionale entro il 31 agosto 2028.

Tutte le informazioni sono disponibili al seguente link: https://creativitacontemporanea.cultura.gov.it/italiancouncil-edizione15/ 

Ministero della Cultura

Roma, 20 febbraio 2026 Ufficio Stampa e Comunicazione MiC 

martedì 24 febbraio 2026

Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026.

Si è svolta nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura la presentazione del programma di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026. 

Alla presenza del Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi; del Sindaco di Matera, Antonio Nicoletti; del Consigliere Diplomatico del Ministro Giuli, Clemente Contestabile; e della Direttrice Generale della Fondazione Matera Basilicata 2019, Rita Orlando; è stata tracciata la rotta di "Terre Immerse": una visione che trasforma il Mezzogiorno da periferia a piattaforma strategica di diplomazia culturale.

"Matera “Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo” accenderà i riflettori sull’appartenenza mediterranea e sulla vocazione culturale delle aree interne del Meridione. È una predisposizione naturale che valorizziamo attraverso le iniziative del “Piano Olivetti”, lanciato dal Ministero della Cultura per irrobustire i presidi culturali dei territori d’Italia.  E non è un caso che una delle principali iniziative promosse da Matera Capitale Mediterranea 2026, con il sostegno del Ministero della Cultura, sarà proprio una grande esposizione dedicata al legame tra la città e la figura di Adriano Olivetti. Il sogno di Olivetti era quello di integrare in un intento concorde Stato e società civile, cultura e impresa, segmenti sociali e aree geografiche. Matera incarna oggi quella stessa intuizione: la cultura come motore di innovazione, inclusione e coesione", le parole del messaggio di saluto inviato alla conferenza del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

“La designazione di Matera a Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026 assume una rilevanza strategica per la Basilicata, per l’Italia e per l’intero bacino mediterraneo. È una precisa scelta che conferma il ruolo del nostro Paese come punto di riferimento in una visione fondata sul dialogo, sulla cooperazione e sulla diplomazia culturale. Matera e la Basilicata rafforzano quel ruolo avuto nella storia di crocevia di popoli, di istituzioni e di società civili dell’area euro mediterranea, in piena coerenza con l’impostazione dell’azione di governo nel Mediterraneo. Matera 2026 sarà un’occasione per riaffermare la vocazione internazionale dell’Italia e per promuovere una nuova stagione di collaborazione tra i Paesi del Mediterraneo. Per le celebrazioni auspico il pieno coinvolgimento di tutte le istituzioni lucane e degli operatori turistici del territorio”, ha dichiarato il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi. 

“La città di Matera propone una visione nuova del Mediterraneo: non più un confine liquido, ma trama culturale che penetra nella terraferma e unisce i popoli. È una descrizione che restituisce al Mezzogiorno un ruolo centrale nello spazio euromediterraneo. Matera, in questo contesto, si propone come baricentro di dialogo, laboratorio di cooperazione tra Europa e Africa, piattaforma di diplomazia culturale capace di generare alleanze durature. Investire in cultura significa investire in infrastrutture civili, in relazioni, in futuro. Il programma tiene insieme istituzioni, comunità, giovani, imprese culturali e territori. Guardiamo con entusiasmo alla Cerimonia di Apertura del 20 marzo: sarà un momento simbolico che darà avvio a un anno di iniziative pensate per rafforzare il dialogo tra le sponde del Mediterraneo”, ha affermato il Sindaco di Matera, Antonio Nicoletti. 

“Quando abbiamo scritto "Terre Immerse" prima ancora che ad un palinsesto di eventi, abbiamo provato ad immaginare un radicale capovolgimento geografico, capace di scardinare le storiche dicotomie tra immerso ed emerso, tra aree interne e costiere, tra periferia e centro. All'interno di questa ambiziosa ridefinizione cartografica, la Fondazione consolida e fa evolvere la propria missione istituzionale: operare come una vera e propria cerniera strutturale tra l'Europa e il Mediterraneo, con il compito di estrarre e raffinare quel "petrolio immateriale" che è la cultura. Forti dell'eredità metodologica acquisita nel 2019 come Capitale Europea, ci poniamo oggi quale nodo attivo e connettore strategico tra le reti delle Capitali della Cultura e il bacino euromediterraneo”, le parole della Direttrice Generale della Fondazione Matera Basilicata 2019, Rita Orlando.


Il programma è articolato in quattro grandi filoni tematici, definiti "Immersioni", che attraversano l'intero anno trasformando la città in un “ponte di pietra” tra le sponde del bacino.

Si parte indagando le Stratificazioni (il tempo), dove Matera si fa archivio verticale. In questa sezione spicca la mostra fotografica di Mimmo Jodice, che con il suo inconfondibile sguardo d'autore indagherà l'antichità e la memoria del Mediterraneo e l'esposizione permanente "Matera nella storia della fotografia". Il tempo è esplorato anche attraverso la tradizione orale del Festival del racconto e si chiude guardando verso l'alto con la magia luminosa e poetica dell'evento Matera Cielo Stellato.

Si prosegue esplorando gli Isolamenti (lo spazio), intesi non come limite ma come risorsa di spiritualità e resilienza delle aree interne. Il programma vede l'attivazione della comunità con la Festa internazionale del Vicinato e la spiritualità delle letture collettive multilingue del Cantico delle Creature. L'indagine sullo spazio abbraccia anche la conferenza scientifica "Mediterraneo, hub del cambiamento climatico".

Centrale è il tema delle Contaminazioni (la società), dove il meticciato culturale diventa pratica attiva. Grande rilievo è dato al progetto "Suoni Mediterranei", un vero e proprio ponte sonoro e residenza musicale che unisce in un dialogo diretto i musicisti di Matera e quelli di Tétouan, città marocchina che condivide con Matera il titolo di Capitale Mediterranea della Cultura e del dialogo 2026. Altrettanto centrale è la grande esposizione "Adriano Olivetti: Matera e il sogno di una impresa", un'indagine sul legame tra cultura industriale e territorio capace di rileggere l'utopia comunitaria come modello attuale per il Sud. Il cartellone delle contaminazioni include inoltre diversi Festival tra cui “Matera Mediterranea", dedicato al dialogo interculturale, "Mediterranean playground”, festival dei giochi di strada, e il Festival del design del Mediterraneo. Completano la sezione i dialoghi accorati di "Voci dal Mediterraneo" e i seminari sulla cooperazione euromediterranea attraverso il restauro, curati dall'Istituto Centrale del Restauro di Matera.

Infine, le Transumanze (il movimento) chiudono il cerchio, trasformando migrazioni culturali e spostamenti in atti generativi. Ruolo di primissimo piano nel programma ha la rassegna Italian Screens, Summit mediterraneo del cinema e dell’audiovisivo che riunirà a Matera rappresentanti istituzionali, produttori e operatori: B2B finalizzati all’internazionalizzazione, al consolidamento e all’attivazione di nuove collaborazioni e rassegne cinematografiche, anche in sinergia con i festival di cinema già presenti in città e in dialogo con altri festival del mediterraneo. Il movimento prende forma anche con le performance musicali di Attraversamenti, l'esplorazione virtuale e sull'IA generativa della mostra digitale "The sea is closer than you think", il viaggio librario di "Atlanti babelici: la biblioteca errante" e la conferenza Ex Med sulle politiche strategiche sul Mediterraneo. Le onde sonore della storica festa di Radio 3, Materadio, portano le voci della cultura oltre i confini fisici. A suggellare questo percorso è la "Porta della Speranza", un'opera site-specific d'arte carceraria realizzata con il Dicastero per la Cultura e l'Educazione della Santa Sede, come soglia fisica e simbolica di accoglienza e dialogo interreligioso

A fare da cornice e collante a queste quattro fasi vi sono incontri trasversali come la rassegna letteraria "Mediterranei. Storie, saperi e pratiche del dialogo", il ciclo "Ricerca, Cultura e Sviluppo Mediterraneo" a cura del Dipartimento per l'innovazione scientifica, umanistica e sociale dell’Università della Basilicata, fino al momento istituzionale conclusivo della Cerimonia di chiusura nella Giornata del Mediterraneo, il 28 novembre 2026.

La dorsale del programma, trasversale a tutte le tematiche, è costituita dal programma di residenze artistiche multidisciplinari. Registi, performer, musicisti, artigiani e creativi provenienti da tutta l'area Euromediterranea abiteranno Matera compiendo un'operazione di scavo e indagine artistica, producendo opere originali destinate a diventare patrimonio della città e attivando un vitale scambio di competenze con il territorio.

Un pilastro fondamentale per l'attuazione di questa visione è il Bando Eventi Capitale Mediterranea 2026. L’avviso pubblico non sarà un semplice strumento finanziario, ma riattiverà il modello di coproduzione con la scena creativa locale già sperimentato con Matera Capitale Europea della Cultura 2019. Una mobilitazione creativa per la comunità: associazioni e operatori diventano protagonisti nella creazione di un palinsesto condiviso e partecipato, rendendo i cittadini stessi autori attivi di Matera 2026.

Il programma si apre il 20 marzo con la Cerimonia inaugurale dell’anno da Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo per la Città dei Sassi. La giornata, coincidente con la Giornata Internazionale della Felicità, si articolerà in due momenti simbolici.

L'avvio delle celebrazioni prenderà corpo nel pomeriggio attraverso il concept del "Cantiere Evento", che convertirà la città in un laboratorio performativo diffuso: dalle impalcature ai balconi delle abitazioni private, fino agli spazi urbani interstiziali, i cantieri e lo spazio pubblico si trasformeranno in palcoscenici di attivazione culturale.

Cuore pulsante di questa narrazione sarà il Teatro Duni, che ospiterà il momento centrale della giornata con la cerimonia istituzionale, a partire dalle ore 17:00. Opera dell'architetto materano Ettore Stella completata nel 1949, la sua riapertura straordinaria nella veste di "cantiere-evento" segna la restituzione alla città di un luogo simbolo della sua modernità.

Al calare del sole, il racconto si sposterà negli antichi Rioni Sassi. Mentre Piazza San Pietro Caveoso diventerà la base per uno spettacolo site-specific di droni che trasformerà la Gravina in uno "specchio luminoso" rivelando le geometrie della roccia, lo sguardo sarà guidato verso l'alto, sulla Rupe del Monterrone. Su questo iconico sperone roccioso nel cuore del Sasso Caveoso, una performance artistica dialogherà con la verticalità del luogo attraverso luci e suoni.  Una "firma luminosa" che proietterà la materialità storica di Matera verso il futuro, offrendo una sintesi visiva perfetta tra la pietra millenaria e le nuove tecnologie. In caso di maltempo lo show serale sarà rimandato al giorno seguente.

Burcei (SU), Sardegna - Sara Persico | (Nuù, in sardo campidanese)

Sara Persico Nuù a cura di Anna Pirisi per Threes Burcei (SU), Sardegna In lingua sarda la parola Nodu (Nuù, in sardo campidanese) indica un...