venerdì 17 aprile 2026

San Severo | Teatro Edicola.

 In Via Tondi il “Teatro più piccolo al mondo”! I rallegramenti dell’A.C.

Nei giorni scorsi in via Matteo Tondi un’edicola dismessa e non più utilizzata da diversi anni ha riaperto i battenti trasformandosi nel “Teatro più piccolo al mondo”.
La singolare iniziativa, unica nel suo genere, è nata dalla particolare visione della storica compagnia sanseverese Foyer ’97 di Francesco Gravino, che ha voluto così celebrare la Giornata Mondiale del Teatro con un esperimento senza precedenti e che è stato già ripreso da tantissimi media di respiro anche nazionale.
“Esprimiamo a Franco Gravino ed a tutti gli attori ed artisti – dichiarano il Sindaco Lidya Colangelo ed il Vice Sindaco con delega alla Cultura Anna Paola Giuliani – i nostri più sentiti rallegramenti per la bellissima iniziativa, unica nel suo genere non solo nella nostra Regione. Siamo orgogliosi che abbiano pensato a come rifunzionalizzare l’edicola in disuso, a come avvicinare in maniera così netta pubblico e attori, facendo vivere loro un’esperienza unica, abbattendo ogni distanza in uno spazio tanto minuscolo, dove attori e pubblico sono vicinissimi. Nei prossimi giorni avremo il piacere di ricevere la compagnia a Palazzo Celestini per condividere insieme questa bella e gratificante esperienza”.
“L’idea del <<Teatro più piccolo del mondo>> nasce – aggiunge Franco Gravino - da una provocazione creativa: riportare il teatro alla sua essenza più diretta. Con gli altri della compagnia ci siamo chiesti quanto si potesse ridurre lo spazio senza perdere intensità… e l’edicola è diventata il simbolo perfetto: un luogo che improvvisamente si trasforma in un palcoscenico. Da spazio di notizie a spazio di emozioni. La reazione del pubblico è stata forse la parte più bella. All’inizio curiosità, poi stupore… e infine coinvolgimento totale. Essere in sei, così vicini agli attori, crea una connessione rarissima. Non si è più spettatori, ma parte viva della scena. Molti sono usciti con gli occhi lucidi o con il sorriso sospeso, come se avessero vissuto qualcosa di segreto. Approfitto per ringraziare anche il proprietario dell’edicola, Pino Frau, che ha messo a disposizione in maniera totalmente gratuita l’edicola, sposando anche lui il progetto”.
Grazie agli artisti che hanno dato anima e voce a questo viaggio: Antonella Tenace, Carla Cipriani, Alfredo d’Augelli, Luciana Nicastro, Annarita Dionisio, Lea Cuozzo, Elena Carafa, Antonio Bufis, Cristina Frisoli, Diana Mazzocco, Laura Nardella, Francesca Gabriele, Maria Giuliani e Salvatore Tota.
Nei prossimi giorni la compagnia renderà note le date di ulteriori rappresentazioni.
San Severo, 31 marzo 2026
Il Responsabile dell’Ufficio Stampa
dott. Michele Princigallo

domenica 12 aprile 2026

Miglionico (MT), Basilicata | MMMMMMM KM di Vaste Programme

.
MMMMMMM KM di Vaste Programme  nasce dal ripensamento di un oggetto iconico: il binocolo panoramico. Di solito collocato strategicamente nei belvederi, pensato per l’osservazione del paesaggio, si trasforma qui in un dispositivo fuorviante capace di sovvertire la lettura del panorama di Miglionico

Installato presso la Torre di Fino (di fine) – un tempo torre di confine strategica da dove era possibile sorvegliare le torri del castello medievale di Miglionico e del castello di Santa Sofia, e oggi affaccio panoramico sulla riserva naturale di San Giuliano – il dispositivo invita a uno sguardo su vedute inaspettate, rispondendo alla domanda “Cosa vedo a 7.000 km da Miglionico?”

La distanza non è casuale: è suggerita da un motto riportato sull’antico stemma del paese – Milone Milite Magno Munì Miglionico di Magnifiche Mura – le cui sette “M”, lette ironicamente come numeri romani, diventano la misura settemila.
Il binocolo, infatti, trasmette immagini panoramiche a 360 gradi di paesaggi situati a questa distanza — deserti, montagne, oceani, città e villaggi — alcuni dei quali presentano in sovraimpressione dati relativi all’erosione, all’inquinamento, ai cambiamenti climatici e l’impatto del turismo di massa in questi luoghi.
L’opera rilegge così il concetto di veduta, tema ricorrente nella storia dell’arte e apre un dialogo con il Polittico di Miglionico (1499), pala d’altare ad opera di Giovanni Battista Cima (1459/1460 – 1517/1518), oggi custodita e visibile nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Miglionico: il paesaggio integrato alla pittura sacra è di fatto cifra stilistica di Cima da Conegliano, e centrale nella pittura rinascimentale.
La veduta dissolve idealmente anche l’idea stessa di confine: ogni limite geopolitico e culturale può riscattarsi dal passato, lasciando solo le antiche rovine, per tornare radicalmente a un nuovo presente disarmato.
Vaste Programme affiancano al progetto MMMMMMM KM un’edizione di cartoline dal titolo Lontanissimissimo: disseminate tra le attività commerciali di Miglionico per tutta la sesta edizione di Una Boccata d’Arte, e realizzate attraverso un laboratorio con la classe 3ª dell’Istituto comprensivo Arcangelo Ilvento di Miglionico, diventano un souvenir che insegna a guardare lontano.

Opere esposte:
01. Vaste Programme, MMMMMMM KM, 2025, acciaio inox sabbiato, plexiglass, smartphone, 150 x 50 x 50 cm
Via Estramurale Torre di Fino, Miglionico (MT)


02. Vaste Programme, Lontanissimissimo, 2025
Progetto di cartoline diffuso nelle attività commerciali di Miglionico
Scegli la tua cartolina omaggio e spediscila a chi vuoi! Una Boccata d'Arte

mercoledì 8 aprile 2026

In viaggio con Dacia Maraini | Giovedì 16 aprile 2026 al Castello di Gaeta

Giovedì 16 aprile 2026 alle ore 17:00 il Castello Angioino-Aragonese di Gaeta (LT) ospita uno straordinario incontro in compagnia della scrittrice Premio Strega Dacia Maraini.

Realizzato dal Comune di Gaeta e dall’Università di Cassino e del Lazio Meridionale in collaborazione con Marlin editore, l’evento “In viaggio con Dacia Maraini” è incentrato sui racconti e reportage tra Asia, Africa e Americhe di un’instancabile viaggiatrice che ha raccontato paesi lontani, in trasformazione, con il piglio della giornalista e il ritmo della scrittrice sensibile alle condizioni umane e sociali.

 Appuntamento nell’Aula Magna del Castello di Gaeta (via Angioina) alle ore 17,00 con Dacia Maraini in dialogo con Fiorenza Taricone, Ordinaria di Pensiero politico e Questione femminile all’Università di Cassino e del Lazio Meridionale. Introducono il pomeriggio il Rettore dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale Marco Dell’Isola, il Sindaco di Gaeta Cristian Leccese, il Consigliere Regionale del Lazio Cosmo Mitrano. Conclude la vicesindaca di Gaeta Gianna Conte.

“È un onore immenso per la nostra città ospitare una delle voci più autorevoli e profonde della letteratura contemporanea come Dacia Maraini. – afferma il Sindaco Cristian Leccese - Questo incontro non è solo un evento letterario, ma un’occasione preziosa di riflessione sui grandi temi del nostro tempo che l'autrice ha saputo narrare con coraggio e sensibilità attraverso i suoi viaggi. Accoglierla nella cornice prestigiosa del nostro Castello Angioino-Aragonese, grazie alla sinergia con l’Università di Cassino, conferma la volontà di Gaeta di proporsi come centro nevralgico di cultura, dialogo e impegno civile. Un ringraziamento va a Marlin editore per la splendida opportunità. Attraverso la sua trilogia di reportage, Dacia Maraini ci invita a guardare oltre i nostri confini, affrontando temi urgenti come i diritti umani, la condizione femminile e la libertà dei popoli. Invito tutta la cittadinanza e i giovani del nostro territorio a partecipare a questo 'viaggio' straordinario, che è prima di tutto un esercizio di apertura mentale e di umanità.”

Sguardo a OrienteSguardo al Nuovo MondoSguardo all’Africa: tre reportage di viaggio che contengono scritti di periodi diversi in cui la curiosità e l’ansia di conoscenza di Dacia Maraini – ereditate dalla nonna Yoï, il padre Fosco e la madre Topazia - si legano alle tematiche da sempre care all’autrice, come diritti delle donne, tortura, pena di morte, discriminazioni, emigrazione, guerre. Ma anche il viaggio come scoperta, conoscenza e apertura mentale, il confronto con culture e popoli diversi, l’analisi della condizione umana nei paesi più poveri e con mancanza di democrazia e libertà, la fascinazione per la lingua, la poesia, la letteratura. Meravigliosi compagni di viaggio della giornalista-scrittrice, Maria CallasAlberto Moravia e Pier Paolo Pasolini.


DACIA MARAINI Nata a Fiesole (Firenze), Dacia Maraini vive a Roma ma è sempre in giro per il mondo. È autrice di romanzi, racconti, opere teatrali, poesie e saggi, tradotti in oltre cinquanta Paesi. Ha vinto i premi Campiello, Strega, Napoli, Fregene, Brancati-Zafferana, Flaiano, Scanno, Cimitile, Hemingway e Viareggio alla carriera. Tra i suoi romanzi ricordiamo: La vacanza, L’età del malessere, Memorie di una ladra, Donna in guerra, Isolina, La lunga vita di Marianna Ucrìa (dal quale è stato tratto il film di Roberto Faenza Marianna Ucrìa), Bagheria, Voci, Un clandestino a bordo, Dolce per sé, Buio, La nave per Kobe, Colomba, Il treno dell’ultima notte, La bambina e il sognatore, Tre donne, Corpo felice, Trio, Caro Pier Paolo, Vita mia, In nome di Ipazia, Diario degli anni difficili, L’amore rubato. Nel 2021 è uscito il Meridiano di alcune sue opere più rappresentative. In edizione Marlin: Dentro le parole (2005), Dacia Maraini in cucina (2007), entrambi a cura di Gioconda Marinelli, Alfabeto quotidiano (2021) scritto con Gioconda Marinelli, e la trilogia Sguardo a Oriente (2022), Sguardo al Nuovo Mondo (2023) e Sguardo all'Africa (2024) a cura di Michelangelo La Luna.

LA TRILOGIA

Sguardo a Oriente è una raccolta di reportage di Dacia Maraini su Afghanistan, Cina, Corea, Giappone, India, Iran, Palestina, Pakistan, Siria, Tibet, Turchia, Vietnam, Yemen… Paesi come il “Caro Giappone” di cui ricorda il periodo di internamento a Nagoya dal 1943 al ‘45, le vittime della bomba atomica, i morti per il "superlavoro", l’emancipazione femminile e il fascino del teatro Nō. Il libro parla anche di alcune nazioni che l’autrice ha visitato con Maria Callas, Alberto Moravia e Pier Paolo Pasolini: dalla Cina, pronta a fare “l’ultima pedalata verso il capitalismo”, allo Yemen, afflitto dalla guerra e dalle carestie, e all’India, dove sono in crescita episodi di stupro e di femminicidio. Un’attenzione particolare è riservata a problematiche attuali come la guerra civile in Siria e la coraggiosa protesta delle donne afghane contro il regime talebano.

 Sguardo al Nuovo Mondo è una raccolta di reportage dedicati all’Argentina, al Cile, alla Colombia, a Cuba, al Messico, agli Stati Uniti, all’Uruguay. Molti gli approfondimenti, scritti in anni diversi, di passaggi importanti della storia del continente americano: la disperazione delle madri dei desaparecidos (Argentina); la brutale dittatura di Pinochet (Cile); la morte di John F. Kennedy, il movimento per i diritti civili degli afroamericani, le proteste studentesche del 1968, lo sbarco sulla luna, il movimento per i diritti delle donne, gli attacchi terroristici dell’undici settembre 2001, i presidenti George W. Bush, Barack Obama e Donald Trumpil movimento #MeToo (Stati Uniti). Ma anche i brani dedicati alla poesia come forza capace di salvare le lingue a rischio estinzione (Colombia); alla grandezza di Fuentes, Paz, dei due Taibo e di altri giovani scrittori (Messico); di Fidel Castro e delle vicende di Elián (Cuba); del “teatro della civiltà” (Uruguay); dei college americani (Stati Uniti).

 Con Sguardo all’Africa si completa la trilogia. L’Africa è il continente più amato dalla scrittrice di Fiesole, quello su cui ha scritto molti reportage, pagine narrative e un documentario, “Ritratti delle donne africane”, girato in Costa d’Avorio e trasmesso dalla RAI nel 1977. L’Africa è anche il continente più visitato insieme agli inseparabili amici Alberto Moravia e Pier Paolo Pasolini, che lo consideravano uno dei luoghi più importanti per la loro ricerca e produzione artistica. Il racconto dei viaggi compiuti in Etiopia, Kenya, Somalia, Egitto, Costa d’Avorio, Marocco, Algeria, Sudan e Nigeria, è puntellato da approfondimenti su temi come la guerra civile, la carestia, il colonialismol’ingiustizia sociale, la prostituzione, l’infibulazione e la condizione femminile in famiglia e nella società. - Città di Gaeta

Formia | Nuovo appuntamento della rassegna Sentieri d’Arte 2026 dal titolo “L’Iran antico, questo sconosciuto: tra Grecia, Roma e Cina”

Sabato 11 aprile 2026 alle ore 18.00, presso lo spazio espositivo del Punto IAT del Comune di Formia, si terrà un nuovo appuntamento della rassegna Sentieri d’Arte 2026 dal titolo “L’Iran antico, questo sconosciuto: tra Grecia, Roma e Cina”, conferenza a cura del Chiar.mo Prof. Bruno Genito.

L’incontro offrirà un affascinante approfondimento sulla storia più antica dell’Iran, a partire dall’arrivo delle popolazioni iraniche sull’altopiano fino alle grandi dinastie imperiali degli Achemenidi, dei Parti e dei Sasanidi, protagoniste di oltre undici secoli di storia (VI sec. a.C. – VII sec. d.C.). Un percorso complesso e ricco di intrecci politici e culturali, che si colloca tra le grandi civiltà del mondo antico, in dialogo con Grecia, Roma e Cina.

Particolare attenzione sarà dedicata anche alla figura di Alessandro Magno, la cui impresa segnò profondamente la storia iranica, determinando la fine della dinastia achemenide e aprendo nuove prospettive culturali e storiche.
Bruno Genito, già docente ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte Iranica e dell’Asia Centrale presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, è un autorevole studioso di fama internazionale, con una lunga esperienza nella direzione di missioni archeologiche in Iran, Asia Centrale ed Europa, nonché membro di prestigiose istituzioni scientifiche e protagonista di attività di ricerca e divulgazione a livello globale.
L’evento è aperto al pubblico fino a esaurimento posti. -  Comune di Formia

Formia - 𝐌𝐚𝐫𝐚𝐧𝐨𝐥𝐚 | "I poeti non sanno morire", progetto artistico di Mariano Filippetta

𝐌𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐝𝐚𝐥 𝟏𝟐 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝐚𝐥 𝟐𝟖 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔
𝐈𝐧𝐚𝐮𝐠𝐮𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝟏𝟐 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟏:𝟎𝟎.
𝐕𝐢𝐚 𝐒𝐚𝐧 𝐋𝐮𝐜𝐚 𝐧.𝟏𝟓, 𝐌𝐚𝐫𝐚𝐧𝐨𝐥𝐚
𝐎𝐫𝐚𝐫𝐢𝐨 𝟗.𝟑𝟎 - 𝟐𝟎.𝟑𝟎
Lo Spazio Zingiulin di Maranola ospita, dal prossimo 12 aprile 2026, "I poeti non sanno morire", progetto artistico di Mariano Filippetta che nasce dall’incontro e dal dialogo con la riflessione poetica del giovane autore Mattia Tarantino.

Il titolo della mostra prende forma da un’intuizione fulminante, generata da un confronto diretto tra opera visiva e parola poetica, in cui linguaggi differenti si urtano e si attraversano, dando origine a una tensione fertile tra vita, corpo e memoria.
Come scrive Mattia Tarantino: “La parola dei morti interferisce con la nostra – interferisce… – e può farlo perché appartiene a questo mondo, a questa precisa – spessa ed evanescente – diagonale del mondo. Ci consegna in eredità un altro movimento, un sonoro possibile, il ritaglio di quanto non abbiamo ancora cancellato.”
In questo spazio di interferenza, la poesia si configura come una vera e propria tecnica d’urti, capace di reinvestire la morte come rischio e come presenza attiva nel discorso contemporaneo. Il corpo e il cadavere, la voce e il linguaggio, si incontrano proprio nel punto in cui sembrano separarsi, generando una soglia dinamica e instabile.
È in questo urto che l’opera di Mariano Filippetta incontra la scrittura di Tarantino.
“Le cose si schiudono, emergono e circolano, e tutto il dato è restituito; questo volto nella tua opera, Mariano, somiglia a qualcosa che si spalanca nel proprio fracasso, che si schiude: è così che forse dobbiamo accoglierci.”
La mostra si propone come un’esperienza di attraversamento tra linguaggi, dove poesia e arti visive si incontrano per interrogare il rapporto tra presenza e assenza, voce e silenzio, vita e morte.
Mariano Filippetta (Frosinone,1964 ) è un artista contemporaneo italiano di rilievo, la cui ricerca si muove tra pittura e installazione. Il suo percorso è legato a doppio filo alla scena artistica romana, dove ha collaborato con gallerie storiche e partecipato a mostre di respiro internazionale.
Mattia Tarantino (Napoli, 2001) è poeta e direttore di Inverso – Giornale di poesia e membro della redazione di Atelier. I suoi testi, tradotti in oltre dieci lingue, gli sono valsi numerosi riconoscimenti internazionali. È stato definito dalla rivista Rolling Stone come il “Rimbaud italiano” e incoronato come Poeta in Campidoglio nella città di Roma.  - 
Comune di Formia

lunedì 30 marzo 2026

Burcei (SU), Sardegna - Sara Persico | (Nuù, in sardo campidanese)

Sara Persico Nuù a cura di Anna Pirisi per Threes

Burcei (SU), Sardegna

In lingua sarda la parola Nodu (Nuù, in sardo campidanese) indica un masso, una rupe, ma significa anche nodo, legame. È un nodo quello che lega profondamente Raffaele Urru, cantore di Burcei, al suo paese natale: solo la terra può scioglierlo, come nei riti antichi in cui un fazzoletto viene annodato e sepolto per suggellare un’unione indissolubile. Questo doppio significato guida una riflessione profonda sul paese: la pietra diventa simbolo di appartenenza, la voce si fa codice di memoria.

Burcei è figlio della roccia e la sua identità risuona nelle antiche gare poetiche in limba, negli is mutetus tramandati e raccolti in preziosi archivi sonori. Il paesaggio montano è aspro, a tratti lunare, e si apre a valle nei fiori di ciliegio. Su enormi massi ancorati al suolo si legge il passato di antiche civiltà di pietra, elemento fondante in Sardegna, usata per costruire e per delimitare, per separare e per comunicare. La civiltà nuragica parlava ai vivi e ai morti attraverso simboli e forme scolpite, divenute un codice visivo – quasi uno spartito – che ancora oggi è leggibile.

Pietra, canto, codice, memoria ispirano il lavoro di Sara Persico, che si confronta qui con spazi-testimoni di memoria e amplificatori di suggestioni. L’artista, in qualità di medium, lavora con il suono come materia viva, intrecciando registrazioni di canti e frammenti vocali provenienti da feste, gare e archivi con le voci del futuro, quelle dei giovani, invitati a esprimere il proprio rapporto con il territorio e la comunità attraverso il suono.

Ne nasce una performance sonora: stratificata, collettiva. Alla natura effimera del suono risponde la pietra incisa da Alison Darby: uno spartito tangibile, immortale, metafora del legame con la terra su cui poggia e dispositivo perpetuo di riattivazione – anche tecnologica – del suono.

Opere permanenti:

  • 01. Sara Persico, Nuù (1), 2025, libreria sonora collettiva.Per iniziare l’ascolto inquadra il QR Code.Chiesa campestre di Sant’Isidoro, Burcei (SU)
  • 02. Sara Persico, Nuù (2), 2025, granito inciso, 180 × 130 × 40 cm. Scultura realizzata da Alison Darby.Chiesa campestre di Sant’Isidoro, Burcei (SU) https://www.unaboccatadarte.it/progetti/nu 

mercoledì 18 marzo 2026

Arce - Libri di Primavera 2026

Torna la rassegna letteraria che negli anni ha portato ad Arce autori, storie e occasioni di confronto molto apprezzate dal pubblico.
Anche quest’anno l’Amministrazione comunale, attraverso l’Assessorato alla Cultura guidato da Alessandro Proia, insieme all’Associazione culturale La Lanterna ODV, ha costruito un cast di ospiti di grande rilievo, tra i più prestigiosi delle edizioni fin qui realizzate. - Comune di Arce

martedì 17 marzo 2026

𝐅𝐨𝐫𝐦𝐢𝐚 - “𝐏𝐑𝐈𝐌𝐀𝐕𝐄𝐑𝐀. 𝐕𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢, 𝐑𝐢𝐧𝐚𝐬𝐜𝐢𝐭𝐞, 𝐌𝐞𝐭𝐚𝐦𝐨𝐫𝐟𝐨𝐬𝐢” 𝐌𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐝’𝐀𝐫𝐭𝐞 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨𝐫𝐚𝐧𝐞𝐚 | 𝐃𝐚𝐥 𝟏𝟖 𝐚𝐥 𝟐𝟖 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔

📅 𝐃𝐚𝐥 𝟏𝟖 𝐚𝐥 𝟐𝟖 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔
📍 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐌𝐨𝐥𝐚 – 𝐅𝐨𝐫𝐦𝐢𝐚
ℹ️ 𝐏𝐫𝐨𝐦𝐨𝐬𝐬𝐚 𝐝𝐚 𝐀𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐊𝐨𝐢𝐧𝐞̀ 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐩𝐚𝐭𝐫𝐨𝐜𝐢𝐧𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐅𝐨𝐫𝐦𝐢𝐚 𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐑𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚 𝐒𝐞𝐧𝐭𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐝’𝐀𝐫𝐭𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔
🆓 Ingresso libero!
L’Associazione Koinè Salottoculturale, da anni impegnata nella promozione culturale e artistica del territorio, propone la realizzazione della mostra collettiva “Primavera. Visioni, Rinascite, Metamorfosi” presso il Castello di Mola dal 18 al 28 marzo 2026.
L’iniziativa si inserisce nel calendario della Rassegna Sentieri d’Arte 2026 e intende valorizzare le eccellenze artistiche locali, rafforzando il ruolo del Castello come polo culturale attivo e dinamico.
La mostra nasce con l’obiettivo di:
◾️ Valorizzare gli artisti del territorio.
◾️ Creare continuità tra le edizioni della Rassegna Sentieri d’Arte.
◾️ Favorire il dialogo tra differenti linguaggi artistici.
◾️ Incentivare la partecipazione culturale della cittadinanza.
◾️ Promuovere il patrimonio storico-artistico del Castello di Mola.
◾️ Generare attrattività turistica in un periodo strategico di avvio della stagione primaverile.
La Primavera viene interpretata come simbolo universale di rinascita, trasformazione e rigenerazione.
Il percorso espositivo intende costruire un dialogo tra forme artistiche differenti:
🎨Pittura
🖌️Scultura
🖼️Installazioni
📹Video arte
📃Modellato in carta
🕯️Ceramica d’Autore
L’obiettivo è offrire al pubblico una visione pluriforme ma armonica, capace di esaltare la ricchezza espressiva contemporanea e il valore simbolico della stagione primaverile.
28 Artisti le cui opere distribuite nelle sale del Castello secondo un percorso tematico interpretano:
Fioritura
Metamorfosi
Primavera interiore.
Particolare attenzione è dedicata al rispetto degli spazi storici e alla sicurezza delle opere.  Comune di Formia

sabato 7 marzo 2026

Grottaglie (TA) - XXXIII edizione del Concorso di Ceramica Contemporanea “Mediterraneo”

 Iscrizioni aperte fino al 5 maggio 2026 per la rassegna internazionale

La grande esposizione culturale dal 4 luglio al 18 ottobre 2026 al Castello Episcopio. Tra le novità la Sezione “Grande Opera” dedicata a installazioni urbane 

Si aprono ufficialmente le iscrizioni al XXXIII Concorso di Ceramica Contemporanea “Mediterraneo”, in programma dal 4 luglio al 18 ottobre 2026 a Grottaglie (TA), presso il Castello Episcopio.

La rinomata Città delle Ceramiche rinnova così il suo invito agli artisti italiani e internazionali a partecipare a una delle rassegne più autorevoli dedicate alla sperimentazione contemporanea nel campo ceramico, confermandosi crocevia di creatività, ricerca e dialogo interculturale nel cuore del Mediterraneo.

Partecipazione gratuita e aperta a tutti gli artisti

La partecipazione al concorso è gratuita ed è aperta ad artisti singoli o associati, senza limiti di nazionalità. Il bando mira a valorizzare opere caratterizzate da innovazione, ricerca e contemporaneità, nel solco di una tradizione che dal 1971 accompagna l’evoluzione dell’arte ceramica nel Mediterraneo.

Le domande di partecipazione, complete della scheda di adesione e degli allegati richiesti, dovranno essere inviate entro il 5 maggio 2026 all’indirizzo: mediterraneo@comune.grottaglie.ta.it

Tutta la documentazione è disponibile sul sito istituzionale del Comune di Grottaglie.

L’elenco delle opere selezionate sarà comunicato entro il 12 maggio 2026. Le opere ammesse comporranno la mostra ufficiale che sarà inaugurata il 4 luglio alle ore 18.30.

Premi e nuove opportunità

Il concorso mette in palio riconoscimenti economici e professionali di rilievo:

1° Premio “Mediterraneo” – 5.000 euro, con acquisizione dell’opera nella collezione del Museo della Ceramica.

2° Premio “Mostra Personale” – 2.000 euro, con organizzazione di una mostra individuale nell’edizione successiva.

3° Premio “Residenza d’artista” – Under 35 – 1.000 euro, sostenuto dalla Banca di Credito Cooperativo San Marzano di San Giuseppe, il premio prevede anche vitto, alloggio, materiali, cotture, tutor dedicato e uno spazio operativo per 3-4 settimane entro l’edizione successiva.

Sezione speciale “Grande Opera” – 10.000 euro, dedicata a installazioni e sculture per lo spazio urbano.

Proprio la nuova Sezione “Grande Opera” rappresenta la novità più significativa dell’edizione 2026: un’opportunità per gli artisti di confrontarsi con la dimensione pubblica della ceramica, contribuendo alla valorizzazione degli spazi urbani della città

Un appuntamento di rilievo internazionale

Il XXXIII Concorso di Ceramica Contemporanea “Mediterraneo” si conferma come un laboratorio internazionale di idee, linguaggi e sperimentazioni, capace di coniugare tradizione artigianale e ricerca artistica contemporanea.

Per informazioni è possibile contattare la segreteria organizzativa ai numeri

099 5620427 – 099 5620251

oppure scrivere a mediterraneo@comune.grottaglie.ta.it

La curatela: Lisa Hockemeyer

A guidare l’impianto scientifico e critico della XXXIII edizione sarà la storica dell’arte e del design Lisa Hockemeyer, nominata curatrice a seguito di selezione pubblica indetta dall’Amministrazione Comunale.

Studiosa specializzata nelle arti figurative e decorative italiane del Novecento, nel design e nella cultura materiale, Hockemeyer ha dedicato ampi studi alla ceramica italiana, alla light art e alla dimensione dell’abitare. La sua esperienza curatoriale in ambito europeo prefigura un’edizione capace di coniugare rigore scientifico e apertura internazionale, valorizzando la ceramica come linguaggio espressivo complesso, tecnico e simbolico.

Un progetto corale

Il XXXIII Concorso, la mostra e l’intera rassegna – che comprendono la residenza d’artista, la mostra personale e le iniziative collaterali – sono promossi e organizzati dal Comune di Grottaglie, attraverso l’Assessorato e il Settore Cultura, Turismo e Valorizzazione della Ceramica, nell’ambito dell’amministrazione guidata dal sindaco Ciro D’Alò e dall’assessore Raffaella Capriglia.

L’iniziativa si svolge con il patrocinio della Regione Puglia e con la collaborazione di diverse realtà istituzionali e territoriali, tra cui POP – Pottery of Puglia.

La segreteria organizzativa è curata da CoopCulture – Infopoint Castello Episcopio.

La Giuria, presieduta dal Sindaco e composta dalla curatrice e da esperti del settore, selezionerà le opere ammesse alla mostra e assegnerà i premi 2026. Per la Sezione “Grande Opera” è prevista una commissione specifica che coinvolgerà anche il Settore Lavori Pubblici, a sottolineare la dimensione pubblica e urbana del progetto.

Con il XXXIII Concorso “Mediterraneo”, Grottaglie rinnova la propria vocazione di città laboratorio, dove la materia diventa pensiero e la ceramica continua a raccontare, attraverso il fuoco e la terra, l’identità culturale di un territorio proiettato nel mondo.

Una storia lunga oltre cinquant’anni

Il Concorso di Ceramica Contemporanea “Mediterraneo” nasce nel 1971 per volontà del Comune di Grottaglie, con l’obiettivo di celebrare e rinnovare l’antica tradizione ceramica del territorio. Dedicato esclusivamente alla ceramica, il Concorso rappresenta oggi un punto di riferimento per artisti provenienti da tutto il mondo, chiamati a interpretare in chiave contemporanea un sapere millenario. Radicato nel Quartiere delle Ceramiche – un unicum urbano, situato nella gravina che attraversa Grottaglie – in cui le botteghe tramandano da secoli tecniche e segreti dell’arte figulina –, l’evento è divenuto nel tempo un crocevia culturale tra tradizione e innovazione, capace di unire l’identità storica del territorio con le più avanzate visioni artistiche. Fin dalle sue origini, la manifestazione si è posta l’ambizioso obiettivo di mettere nel nuovo un cuore antico: difendere i valori autentici della storia, della civiltà e dell’originalità dell’oggetto ceramico, opponendosi all’omologazione imposta dalla produzione industriale. In oltre cinquant’anni di storia, il Concorso ha affermato il ruolo centrale della ceramica nell’identità culturale di Grottaglie, evolvendosi in una piattaforma internazionale di dialogo e confronto tra linguaggi artistici differenti. Negli ultimi due decenni, la manifestazione ha rafforzato la sua vocazione mediterranea, promuovendo la ceramica come linguaggio universale, simbolo di appartenenza, narrazione e scambio tra culture. Con la XXXII edizione si rinnova l’impegno a costruire un appuntamento annuale di respiro internazionale, capace di attivare connessioni tra popoli e visioni artistiche, contribuendo nel contempo alla costituzione di una preziosa collezione museale di ceramica contemporanea, patrimonio condiviso della comunità.

Grottaglie è l’unica città italiana con un intero insediamento urbano dedicato alla produzione ceramica. Il Quartiere delle Ceramiche, lungo la gravina di San Giorgio, ospita oltre settanta botteghe artigianali e continua a essere luogo di vita e lavoro di maestri ceramisti riconosciuti in tutto il mondo. Grottaglie è tra le Città Italiane della Ceramica riconosciute da AiCC, simbolo di una tradizione viva che ha saputo evolversi nei secoli mantenendo intatta la propria identità, valorizzando il suo patrimonio storico, artistico e cultura. Museo della Ceramica di Grottaglie -  Paola Copertino

venerdì 6 marzo 2026

I nuovi direttori e le nuove direttrici dei 14 musei autonomi del Ministero della Cultura

I nuovi direttori e le nuove direttrici selezionati a esito della procedura pubblica internazionale per la direzione di 14 musei autonomi del Ministero della Cultura hanno sottoscritto oggi il contratto presso la Direzione generale Musei alla presenza del Direttore generale Massimo Osanna. La presa di servizio avverrà alla conclusione dell’iter amministrativo.

Ecco chi sono:

  1. 📌Guido Comis al Museo storico e Parco del Castello di Miramare – Direzione regionale Musei nazionale Friuli-Venezia Giulia
  2. 📌 Denis Ton al Complesso monumentale della Pilotta
  3. 📌Luigi Gallo ai Musei Nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei Nazionali Emilia Romagna
  4. 📌 Maria Elena Motisi ai Musei nazionali di Lucca
  5. 📌 Luca Mercuri al Pantheon e Castel Sant’Angelo- Direzione Musei nazionali della città di Roma
  6. 📌 Luigi Scaroina al Parco archeologico dell’Appia antica
  7. 📌 Alberto Samonà a Villa Adriana e Villa D’Este
  8. 📌 Alessandro Mascherucci alle Ville monumentali della Tuscia
  9. 📌 Alessandra Necci al Palazzo Reale di Napoli
  10. 📌 Almerinda Padricelli ai Musei nazionali del Vomero
  11. 📌Luca Di Franco ai Musei e parchi archeologici di Capri
  12. 📌Federica Colaiacomo al Parco archeologico di Ercolano
  13. 📌 Anita Guarnieri al Castello Svevo di Bari-Direzione regionale Musei nazionali Puglia
  14. 📌Raffaella Bonaudo ai Musei nazionali di Matera- Direzione regionale Musei nazionali Basilicata

Un passaggio importante che rafforza la governance e la progettualità dei nostri istituti museali, luoghi centrali per la conservazione, la ricerca e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano.  - museitaliani

San Severo | Teatro Edicola.

  In Via Tondi il “Teatro più piccolo al mondo”! I rallegramenti dell’A.C. Nei giorni scorsi in via Matteo Tondi un’edicola dismessa e non p...