martedì 19 ottobre 2021

#alTempoNelTempo. All the Invisible Children film a episodi del 2005

All the Invisible Children è un film a episodi del 2005, diretto da Mehdi Charef, Emir Kusturica, Spike Lee, Kátia Lund, Jordan Scott, Ridley Scott, Stefano Veneruso e John Woo. Il film è diviso in sette cortometraggi, che raccontano della vita quotidiana dei bambini "invisibili" in diverse parti del mondo. È stato presentato in anteprima il 1º settembre 2005 al Festival del cinema di Venezia, mentre nelle sale italiane è uscito il 3 marzo 2006it.wikipedia.org/wiki - I SINGOLI EPISODI DURANO: "TANZA" (16'); "BLUE GIPSY" (17'); "JESUS CHILDREN OF AMERICA" (20'); "BILU E JOÃO" (15'); "JONATHAN" (16'); "CIRO" (13'); "SONG SONG AND LITTLE CAT" (19'). www.cinematografo.it
Trama
  • Tanza di Mehdi Charef, Sette ragazzi sono schierati tra i combattenti per la libertà del proprio paese e, armati, pattugliano la zona che è stata loro assegnata in cerca del nemico. Il loro capo, il più anziano tra loro, ha solo 21 anni. Il più piccolo, Tanza, ne ha 12 e si è unito al gruppo dopo che tutti i componenti della sua famiglia sono stati massacrati davanti ai suoi occhi. Durante un pattugliamento, Tanza ha perduto in una sparatoria anche il suo migliore amico, Kali, che aveva solo 13 anni. I ragazzi hanno come obiettivo quello di posizionare due bombe. Dopo averle preparate, il capo ne consegna una a Tanza perché la porti a destinazione. Quello che il ragazzo non sa è che il luogo destinato a saltare in aria è una scuola.
  • Blue Gipsy di Emir Kusturica, dove un bambino, ormai scontata la pena in un carcere minorile, deve affrontare una decisione molto difficile: uscire dal carcere e seguire suo padre che lo costringerebbe a rubare continuamente oppure vagare libero per il mondo.
  • Jesus Children of America di Spike Lee, dove Blanca, una bambina di Brooklyn, è affetta dall'AIDS, a causa dei suoi genitori tossicodipendenti, e per questo motivo viene continuamente derisa dalle sue compagne. Ma infine i suoi genitori, consapevoli della situazione, decideranno di farle frequentare un centro di recupero per malati. 
  • Bilù e Joao di Kátia Lund, dove due ragazzi che devono aiutare la famiglia comprano i mattoni che serviranno per la costruzione di una casa. Per raggiungere tale scopo, essendo poveri, sono costretti a dover raccogliere la spazzatura da terra e poi ricevere i soldi dalla discarica.
  • Jonathan di Jordan Scott e Ridley Scott. Jonathan è un fotoreporter che durante una missione si è trovato in mezzo ad un bombardamento. Il grande shock subito ha leso il suo equilibrio e gli ha fatto perdere la fiducia nella vita. Da quel momento Jonathan ha smesso di essere felice e il suo più grande desiderio è diventato quello di poter dimenticare la brutta esperienza vissuta per ricominciare a vivere come prima. Un giorno, convinto che per trovare se stesso debba andare lontano lasciandosi alle spalle il proprio passato e la vita quotidiana, fugge e regredisce - anche fisicamente - fino a ritornare al momento migliore della sua esistenza. Nell'avventura che intraprende incontrerà sulla sua strada alcuni bambini che gli faranno riscoprire il senso della vita.
  • Ciro di Stefano Veneruso, "Ciro" - Ciro abita in uno degli enormi casamenti di cemento sorti all'estrema periferia di Napoli dopo il terremoto del 1980. Il suo è uno dei quartieri più poveri in cui gli abitanti pagano quotidianamente lo scotto della propria situazione economica. Gli appartamenti, tutti uguali, sembrano costituire una sorta di prigione. In pieno giorno, Ciro e il suo amico Bertucciello assalgono un motociclista per rubargli il Rolex che ha al polso. Le loro azioni, simmetriche, vengono eseguite simultaneamente e con precisione e alla fine i due fuggono in direzioni diverse. 
  • Song Song and Little Cat di John Woo, dove il regista lancia un intenso messaggio rappresentando la vita di due bambine appartenenti a ceti sociali fortemente contrapposti.

venerdì 6 agosto 2021

Una Boccata d’Arte,: ALBERTO SELVESTREL Auditorium Comunale, Via dei Martiri, 86070 - Fornelli (IS)

Alberto Selvestrel 
L'unica danza dal 26.06 al 26.09.2021
 Auditorium Comunale, Via dei Martiri, 86070 - Fornelli (IS).
Senza titolo (2021), installazione diffusa, stampa fotografica su forex con colori UV, 11 elementi, dimensioni variabili. Borgo antico di Fornelli: Salita Municipio 1-2; Piazzetta Municipio 6; Via Belvedere 6; tra via Belvedere 52 e vico 2o Gradi 11; Vico 2º Gradi; Vico dei Sopportici; Via Giardinetto 13 (tra via Porta Nova e via Marconi); Chiesa lato sinistro di fronte via Giardinetto 3; Largo chiesa; Vico Lieto 2.
Realizzerà un intervento in situ nel borgo di Fornelli, in Molise. La ricerca di Selvestrel è volta a condensare il massimo della sua espressione concettuale nel minimo della forma. Le sue fotografie stabiliscono un legame tra la realtà del paesaggio e quella da lui immaginata. Esplorando il concetto di paesaggio in modo nostalgico, le opere di Selvestrel trovano un fascino per la chiarezza dei contenuti e un atteggiamento intransigente nei confronti dell’arte concettuale e minimale. Nel 2019 Fujifilm lo sceglie come unico testimonial italiano per il lancio della fotocamera X-Pro3; nel 2020 Automobili Lamborghini lo sceglie per il progetto «With Italy for Italy» per la rivalutazione del territorio italiano post Covid-19. Per maggiori info: www.albertoselvestrel.com Il suo collaboratore Elpis è Michele Tiberio.
Entrando dalla porta principale di Fornelli ci si perde in un labirinto di vicoli medievali che sfociano in bellissimi squarci, paesaggi infiniti di valli e montagne incorniciati tra le mura e le case.
Alberto Selvestrel si è imbattuto in queste immagini di luci e di pietre, di montagne e di verde profondo, e ha deciso di intraprendere un viaggio in Italia alla ricerca di luoghi con una forza maestosa da fotografare ed elaborare in un’installazione diffusa in tutto il borgo.
La sua ricerca fotografica è contaminata dal concetto filosofico: l’artista ha articolato il suo progetto intorno all’idea che la percezione che ogni individuo ha, rispetto a tutte le cose, sia sempre frammentata ed illusoria. Si ha sempre e solo una parziale e soggettiva percezione della realtà, che invece, è univoca.
All’interno dell’Auditorium Comunale, Selvestrel ha installato centinaia di istantanee scattate durante il suo viaggio in Italia, lasciandosi come ultima destinazione Fornelli, singoli frammenti che compongono un unico racconto. In esterni, camminando lungo i vicoli del borgo antico, fotografie di grande formato dialogano con l’architettura e il paesaggio circostante in un gioco di contrasto e attrazione.
Fornelli è un borgo di 1.871 abitanti nel comune di Isernia, da cui dista 12 km, in Molise. Città dell’olio e uno tra i Borghi più Belli d’Italia, il comune molisano è caratterizzato da torri con base «a scarpa» collegate tra loro dal cammino di ronda, oggi conosciuto come Via Belvedere per la possibilità di ammirare il paesaggio circostante. Il castello trasformato in Palazzo marchesale da Andrea Carmignano (XVIII secolo) è stato ampliato nel tempo fino a comprendere integralmente la porta principale del paese.

martedì 22 giugno 2021

FIUMARA D'ARTE museo all'aperto più grande d'Europa

La Fiumara d'arte è un museo all'aperto costituito da una serie di undici opere di artisti contemporanei ubicate lungo gli argini del fiume Tusa, oggi a carattere torrentizio, che sfocia nella costa tirrenica della Sicilia nei pressi di Castel di Tusa, frazione del comune di Tusa, e che anticamente scorreva tra i monti Nebrodi con un percorso di ventuno chilometri, fino all'antica città di Halaesa
Stanza di Barca d'Oro (1989)
Nel letto del fiume Romei, scavata in una parete del monte che lo delimita, c’è la “Stanza di Barca d’Oro”, una realizzazione di straordinaria suggestione e bellezza, realizzata dall’artista giapponese Hidetoshi Nagasawa: un vano ipogeo, introdotto da un corridoio sotterraneo di 35 metri rivestito di lastre metalliche, nel quale si evidenzia la sagoma di una barca capovolta rivestita di foglie d’oro, raccordata al suolo dal suo albero maestro in marmo rosa. Dal silenzio materiale, anche se animato dalle mille sottili voci della natura circostante, si accede al grande silenzio spirituale della stanza, nella quale la barca è sospesa al centro. L’opera concettuale è nata per essere chiusa per 100 anni, ed e’ stata sigillata con una porta per far sì che essa potesse vivere “solo attraverso l’energia mentale della memoria”.www.ateliersulmare.com
L’opera consiste in un monolite di cemento armato e ferro, collocato ai margini di una curva, che si avvolge su se stessa imitando il movimento di una vela battuta dal vento. La sua linea riproduce in verticale la curva della strada, ma, come dice lo stesso artista, essa viene "mossa dal vento silenzioso che sale dal mare". L’opera posta in uno spazio di campagna, divide la via antica dalla nuova, non isolandosi ma inserendosi nel percorso, come un punto focale. Un punto, quindi, di mistero, che unisce il passato al futuro insieme ai luoghi, la quiete, le cose, le tradizioni.
Energia Mediterranea (1990)
Un'onda blu che idealmente lega la montagna al mare, un guizzo di energia in mezzo alla natura selvaggia. L’opera che si esaurisce in poche linee essenziali e si inserisce nella natura contemplandola, è un manto azzurro che sale e poi scende dolcemente, e che nella sua essenzialità sembra un movimento vibrante per uno schizzo di luce cosmica. La scultura non è monumentale nel senso della verticalità, ha piuttosto un rapporto orizzontale e sinuoso di contatto con la natura: una grande onda di cemento blu come gonfiata dal vento, un segno d'acqua solidificato sulla montagna, come quell'orizzonte di mare che si vede in lontananza e la sua materializzazione fisica sul posto che sospende ogni domanda nell'incantamento.
Storia di Fiumara d'Arte
La Fiumara di Tusa è il letto di un antico fiume che un tempo lontano scorreva tra i monti Nebrodi per ventuno chilometri fino all'antica Halesa, un fiume secco e solo d'inverno a carattere torrentizio in un paesaggio che alterna pietrosa desolazione a tratti di vegetazione rigogliosa, e che laddove ci si inerpichi offre scorci straordinari tra le montagne ampie e il mare in lontananza. L'idea di "Fiumara d'Arte" nasce nel 1982 quando, gravato di responsabilità e scosso dalla perdita del padre, Antonio Presti, che già colleziona arte contemporanea, pensa di dedicare un monumento alla memoria del padre e si rivolge allo scultore Pietro Consagra. Immagina fin da subito di non farne un semplice fatto privato, una stele del proprio giardino, ma di donare la scultura alla collettività, e pensa di collocarla alla foce della fiumara. Il progetto muta presto di segno e diventa più ampio. Antonio Presti già immagina di dar vita a un parco di sculture che coniughi il linguaggio contemporaneo all'aspra bellezza dei luoghi. L'inaugurazione della scultura di Consagra, il 12 ottobre 1986, coincide con l'annuncio del museo a cielo aperto, tra il consenso dei sindaci del comprensorio. Per cautela però, il sindaco di Tusa invia, su segnalazione della Soprintendenza di Messina un'ordinanza di sospensione dei lavori. Intanto Presti ha già contattato un altro scultore, Paolo Schiavocampo, al quale commissiona una scultura da porre al bivio tra la strada che porta a Castel di Lucio e una vecchia strada di campagna, e la allega come arredo urbano, da lui finanziato, al progetto di rifacimento stradale di cui è incaricata la sua impresa.
E ha coinvolto anche il pittore Tano Festa, di cui scopre, durante una visita al suo laboratorio a Roma, il bozzetto di Monumento per un poeta morto, dedicato al fratello Francesco Lo Savio, che decide di realizzare in dimensioni monumentali sul lungomare di Margi, tra l'entusiasmo dell'artista già sofferente e il consenso del Comune di Reitano, che autorizza con una delibera la costruzione per l'alta fama dell'artista e la valorizzazione del territorio con un'opera interamente a spese del proponente.
L'opera di Schiavocampo, dal titolo suggestivo Una curva gettata alle spalle del tempo, viene inaugurata il 30 gennaio 1988, in concomitanza con un concorso di scultura riservato ad artisti sotto i quarant'anni, bandito da Presti e per il quale ha raccolto una giuria internazionale. Tra i 55 bozzetti arrivati, vengono prescelti quelli di Antonio Di Palma e quello di Italo Lanfredini. L'opera di Festa, ribattezzata dalla gente Finestra sul mare, si inaugura invece il 24 giugno del 1989, dopo la morte dell'artista l'anno precedente, insieme alle opere Stanza di barca d’oro di Hidetoshi Nagasawa sul torrente Romei, Energia mediterranea di Antonio Di Palma e Labirinto di Arianna di Italo Lanfredini. Sempre nel 1989 viene completata anche Arethusa, la coloratissima decorazione in ceramica della caserma dei carabinieri di Castel di Lucio realizzata da Piero Dorazio e Graziano Marini.
Il battesimo del progetto complessivo della Fiumara d'arte coincide però paradossalmente con il suo arresto. Stanza di barca d'oro viene messa sotto sequestro durante l'inaugurazione. Lo stesso giorno viene notificato anche un provvedimento contro Finestra sul mare per occupazione di demanio marittimo e abusivismo edilizio. Contro le opere della Fiumara vengono avviati cinque procedimenti giudiziari e ha inizio l'intricata vicenda processuale che ne blocca di fatto il completamento, che prevedeva anche la realizzazione di opere di grandi maestri come lo spagnolo Edoardo Chillida, Fausto Melotti e Arnaldo Pomodoro. I sindaci si tirano indietro e Presti viene lasciato solo di fronte alla giustizia, anche se al suo fianco si schiera la stampa e il mondo dell'arte. Parte anche un'interrogazione parlamentare, firmata da Bruno Zevi, Giuseppe Calderini, Massimo Teodori, e Francesco Rutelli, che chiedono al Ministro dei Beni Culturali e Ambientali di "intervenire con la massima urgenza per fare cessare lo scempio e la persecuzione delle autorità locali nei confronti dell'iniziativa di Antonio Presti che ha costituito attorno alla Fiumara di Tusa un nuovo ed eccezionale comprensorio artistico, culturale e paesistico di rilievo internazionale".
La Fiumara d'arte è considerata uno dei parchi di sculture più grande d'Europa


  • Le opere di Fiumara d'Arte:
  • 0:00 Start
  • 0:40 Atelier sul Mare
  • 06:09 La materia poteva non esserci - Pietro Consagra
  • 06:55 Energia Mediterranea - Antonio di Palma
  • 08:10 Piramide 38mo parallelo (Rito della Luce) - Mauro Staccioli
  • 09:45 Monumento per un poeta morto (finestra sul mare) - Tano Festa
  • 10:36 Una curva gettata alle spalle del tempo - Paolo Schiavocampo
  • 11:05 Labirinto di Arianna - Italo Lanfredini
  • Stanza di barca d'oro - Hidetoshi Nagasawa
  • Arethusa. Caserma dei Carabinieri - Piero Dorazio, Graziano Marini
  • La via di bellezza
  • - AA.VV.
  • Stanza di barca d'oro - Hidetoshi Nagasawa
  • Arethusa. Caserma dei Carabinieri - Piero Dorazio, Graziano Marini La via di bellezza - AA.VV.

domenica 15 novembre 2020

Francesco Guccini: "Ritratti"

Francesco Guccini: "Ritratti"
“Ritratti”, un disco atipico, un disco di Guccini. Nove canzoni, senza perle, ma con momenti di grande fascino.
È da un mese che naviga a vuoto quell'Atlantico amaro
Ma continua a puntare l'ignoto con lo sguardo corsaro
Sarà forse un'assurda battaglia, ma ignorare non puoi
Che l'Assurdo ci sfida per spingerci ad essere fieri di noi
Quante volte ha sfidato il destino aggrappato ad un legno
Senza patria bestemmia in latino, quando il bere è l'impegno
Per fortuna che il vino non manca e trasforma la vigliaccheria
Di una ciurma ribelle e già stanca, in un'isola di compagnia
Lyrics By – Francesco Guccini Music By – Marco Fontana Music By, Lyrics By – Giuseppe Dati
Francesco osserva l’uomo e cerca di carpirne i pensieri e i sentimenti. Guarda il grande esploratore come essere umano non come figura storica
Certo non sai quanto mi commuovi quando dici
parole strane e quasi senza senso a mezza voce,
forse ricordi di attimi felici
persi in un atomo onirico veloce.
Certo non so con cosa o chi sorride quel sorriso;
dicon con gli angeli ma il nostro cielo è quello umano,
un lampo breve che dà luce al viso
accarezzato da questa mia mano.
Questa breve notte lenta si frantuma
ed il nuovo giorno piano sta arrivando,
già sull'est albeggia, non c'è più la luna;
sveglia ti alzi e chiedi: "Cosa stai guardando?"
Forse non sai quando di sonno e di notte sei bagnata
quanto ti ami e quanto siano vuote le parole;
chiedo: "Che sogni ti hanno accompagnata?"
e fuori il giorno esplode al nuovo sole
Bellissimo il testo di “Certo non sai”: “Certo non sai quanto sei dolce e bella quando dormi/ coi tuoi capelli sparsi e abbandonati sul cuscino/ neri e lucenti come degli stormi / in volo al chiaro del mattino” … “Forse non sai quando di sonno e notte sei bagnata / quanto ti ami e quando siano vuote le parole; / chiedo: “Che sogni ti hanno accompagnata?”/ e fuori il giorno esplode al nuovo sole”. La musica, in questo caso, è di Antonio Marangolo (una primizia con Guccini) e accompagna con grazia le parole di questa canzone in bilico tra sogno e veglia.
L'immagine di copertina è tratta dall'opera "L'arciduca Leopoldo Guillermo nella sua galleria di quadri in Bruxelles" di David Teniers del 1647. Olio su tela 104.8 cm * 130.4 cm, Museo National del Prado.
Ritratti, è un disco che parla di persone più o meno famose, di uomini e di donne, di amore e di politica: Ulisse, il Che, Carlo Giuliani, Cristoforo Colombo, la zietta, la moglie, se stesso, ognuna di queste canzoni diventa l'occasione per parlare di storie con il vigore e le urgenze di sempre, il tutto condito da passioni civili, culturali, personali. Guccini è Guccini ed è quasi un dogma, è difficile discuterlo.
Ricordate la fine che fece Bertoncelli...? Lui tira dritto per la sua strada senza pensare al giornalista di turno che lo critica perché suona sempre la stessa canzone, e perché dice cose vecchie di anni e anni, senza fermarsi, e sempre mosso dallo spirito degli anni d'oro.
E boschi e boschi
Cerco attorno a me
Dov'è la terra che non ha barriere?
Dov'è quel vento che ci spingerà
Come le vele o come le bandiere
La tua libertà
Se vuoi
La puoi avere
Ma sono un uomo
uno fra milioni
e come gli altri ho il peso della vita
e la mia strada
lungo le stagioni
può essere breve, ma può essere infinita;
la tua libertà
cercala, che si è smarrita
cercala, che si è smarrita

sabato 7 novembre 2020

La Lauda di Francesco - Angelo Branduardi

Nel presentare un'opera, si sceglie solitamente di raccontare qualcosa sul personaggio protagonista, ma noi non vogliamo.
Non crediamo ci sia nulla da aggiungere sulla carismatica figura di San Francesco, nulla che i nostri cuori non sappiano già.
Possiamo solo sottolineare che quest’opera è semplicemente la storia di un grande uomo e che la scelta artistica è mirata a far vivere un po’ di San Francesco in ognuno di noi.
San Francesco che è prima di tutto un uomo, un uomo straordinario che, con il suo esempio, può far riflettere tutti sulla propria vita.
Francesco che ci fa riflettere su tematiche più che mai attuali: la pace, l'ecologia, la speranza e la solidarietà.
Francesco che è solare, pieno di vita, passionale come un uomo qualunque; che è vittima della rabbia di fronte alle ingiustizie e che si lascia prendere dallo sconforto nel vedere tanta sofferenza; ma che, grazie alla sua fede profonda, non smette di credere di poter cambiare il mondo.
E così ha fatto.
Francesco che, controllando l’“animalità” insita in sé stesso, sceglie la strada della speranza e della compassione.
Francesco che è forte e debole allo stesso momento, innamorato della vita e disgustato dalle sofferenze; Francesco che ama la natura nella sua totalità - positiva e negativa - ed è cosciente di poter vedere la vita anche nel dolore e nella malvagità.
Francesco che è legato da una forte fede con Chiara, una fede per la stessa missione, che li porta a risvegliarsi nella completa contemplazione della vita.
Francesco che è cosciente della sua missione, ma rimane umano nella complicità con i suoi amici-fratelli, come avviene con Bernardo.
Tutto questo vuole essere trasmesso grazie alle inconfondibili e profonde note di Angelo Branduardi che, ancora una volta, si dimostra uno dei più grandi talenti della musica italiana. Grazie alla sua arte, Angelo musica le parole di San Francesco, dando vita ad un valzer di emozioni che rendono i primi testi della nostra letteratura fruibili a tutti e diretti ai nostri cuori.
Le musiche si sposano con una lettura prosaica della vita di San Francesco, tesa a mostrarne il lato umano e attualissimo di uno spirito nobile in lotta con la crudezza che a volte la vita ci mostra.
In scena gli attori saranno chiamati ad interpretare il più difficile dei ruoli: l’umanità.
Si presenta così un opera che può essere letta in tre tempi: musica, recitazione e danza: un connubio di arti per il più naturale dei messaggi, purtroppo spesso dimenticato: l’amore per l’umanità tutta.
Angelo Branduardi (La Stampa):
"Non dirò una parola in tutta l’opera. Farò come i menestrelli antichi che con le loro arpe, i loro liuti o, nel mio caso il violino, facevano da cornice a ciò che accadeva fra i protagonisti di una storia.
C'è voluto un anno, forse un anno e mezzo per mettere insieme tutte le parti che formano quello che trovo un magnifico spettacolo. Durante l’ore e mezza di messa in scena accadono tante cose e anche il territorio religioso, per alcuni impervio e pieno di buche, può diventare un prato verde facile da attraversare.
Mi piace usare questa metafora perché sin dal primo giorno io, il regista, l'autrice dei testi e chiunque fosse coinvolto nel progetto abbiamo voluto che alla base di tutto ci fosse una sola parola: semplicità.”
 

mercoledì 1 luglio 2020

Diana Widmaier Picasso

Diana Widmaier Picasso.jpg
Diana Widmaier Picasso (born March 12, 1974) is a French art historian specialized in modern art, currently living in Paris.
Diana Widmaier Picasso is the daughter of Maya Widmaier-Picasso, daughter of Pablo Picasso and Marie-Thérèse Walter.After a Master degree in private Law (Paris-Assas University), and a Master degree in Art History (Paris-Sorbonne University)—her thesis was about the art market in France in the seventeenth century—she decided to specialize in old master drawings. She worked on several exhibitions in museums (Metropolitan Museum in New York, Institut Néerlandais in Paris), and later became an expert in old master drawings at Sotheby’s in London and Paris for three years.
She is the co-founder with Roy Sebag and Chief Artistic Officer of a 24 karat jewelry company called Menē launched in 2017.
Diana Widmaier Picasso is involved in art organizations: Trustee MoMA PS1, New York (since 2009), Trustee Kunst-Werke, Berlin (since 2007), International Council of MoMA, New York (since 2000), Tate International Council, London (since 2005), Visiting Committee of the Metropolitan Museum of Art for the 19th, 20th and 21st century Departments (since 2008), Member of Performing Art committee of the Whitney Museum, New York (since 2013).
She is also involved in non-profit organizations: Girls Inc. (organization that focuses on giving confidence to girls), Elevate New York (youth development program), Chez Bushwick (organization dedicated to the advancement of interdisciplinary art and performance), Education Through Music (organization that provides instruments and music classes in inner city schools).
She has a daughter born in April 2017.

venerdì 19 giugno 2020

Pia de' Tolomei

«"Deh, quando tu sarai tornato al mondo,
e riposato de la lunga via",
seguitò 'l terzo spirito al secondo,
"Ricorditi di me, che son la Pia;
Siena mi fé, disfecemi Maremma:
salsi colui che 'nnanellata pria
disposando m'avea con la sua gemma".»
Pia de' Tolomei (Siena, ... – Maremma, XIII secolo) è stata una gentildonna senese identificata, secondo una tradizione legata agli antichi commentatori della Divina Commedia, con la Pia citata da Dante nel V canto del Purgatorio.
La sua biografia è stata ricostruita per chiarire la vicenda misteriosa del personaggio del passo dantesco, tramite l'integrazione delle varie informazioni archivistiche disponibili. Essa culminò col presumibile omicidio della nobildonna, scandaloso al tempo della scrittura della Commedia e lungamente restato oscuro, sino a tempi molto recenti.
Nel canto V del Purgatorio, tra i morti che hanno subito violenza e si sono pentiti solo in fin di vita, appare una donna molto dolce, che scambia alcune parole con Dante assieme ad altre anime. Svela di chiamarsi Pia e vuole essere ricordata in Terra per accelerare il suo purgarsi.
Ella enuncia gentilmente e brevemente al pellegrino il luogo in cui nacque, Siena, e in cui fu uccisa, la Maremma. Allude amaramente al suo assassino, il marito, come a colui che, dandole la morte, non rispettò la promessa di indissolubile fedeltà dell'anello nuziale. Pia racconta la sua storia a Dante con una concisione quasi cronachistica, a sottolineare il suo completo distacco dalla vita e dal mondo terreno: tutta l'enfasi di Pia è nel suo «Ricorditi». È l'unica anima nel canto dalla quale traspare un velo di cortesia, chiedendo al poeta di ricordarla tra i vivi, solo quando si sarà riposato dal lungo viaggio. Dopo il tumultuoso crescendo del racconto dell'anima precedente, Bonconte da Montefeltro, il canto si chiude con il tono elegiaco e malinconico dell'appello di Pia.
Quel «Ricorditi di me... » così struggente è diventato uno dei versi più famosi del poema (anche se non è l'unica anima a formulare tale richiesta) ed è permeato di femminile levità, sottolineata dall'uso dell'articolo determinativo davanti al nome («la Pia»), tipico del linguaggio familiare. Pia ha bisogno che Dante preghi per lei, perché sa che nessuno della sua famiglia lo farebbe: lo chiede per accelerare la sua salita verso il paradiso.
Pia de' Tolomei torna nei luoghi che la cantarono: spettacoli a ...
La celebrità di questo passo è però dovuta soprattutto all'alone di mistero che circonda la figura di Pia. L'identificazione con Pia de' Tolomei è stata sin qui accettata, anche se mai documentata in modo decisivo. I commentatori antichi del poema la indicarono subito come una donna della famiglia dei Tolomei di Siena, andata sposa a Nello dei Pannocchieschi, signore del Castel di Pietra in Maremma, podestà di Volterra e Lucca, capitano della Taglia guelfa nel 1284 e vissuto almeno fino al 1322, anno in cui fece testamento. Dallo stesso si rivela il legame politico con la città di Siena. È documentato il suo secondo matrimonio, da vedovo, con Margherita Aldobrandeschi, contessa di Sovana e Pitigliano. In questo vuoto (gli archivi tacciono su chi fosse stata la prima moglie di Nello) fu inserita, forse tendenziosamente, la figura di Pia de' Tolomei.
Nello infatti possedeva il Castel di Pietra in Maremma, dove nel 1297 egli avrebbe fatto assassinare la donna, facendola gettare da una finestra, dopo averla rinchiusa per un po' nel suo castello, forse per la scoperta della sua mai provata infedeltà, forse per liberarsi di lei, desiderando il nuovo matrimonio.
Secondo altri commentatori antichi potrebbe essere stata uccisa per aver commesso qualche fallo (tesi di Jacopo della Lana, l'Ottimo e Francesco di Bartolo); secondo altri ancora, quali Benvenuto e l'anonimo fiorentino del XIV secolo, per uno scatto di gelosia del marito.
Pia come la canto io è un album di Gianna Nannini, pubblicato nel 2007.
Nato dalla collaborazione con la scrittrice Pia Pera, il disco è incentrato sulla figura dantesca di Pia de' Tolomei,  senese come la Nannini e che appare in un breve ma celeberrimo passo della Divina Commedia; preannuncia un musical già presentato durante l'edizione 2007 del Festival di Sanremo.
Ma l’amore, questo amore, marcisce dietro a quella porta. 
Fa sempre freddo, in quelle mura, 
il cielo è chiaro ma la terra resta scura. 
Poi il primo verde, la lunga luce, 
pensa a quei giorni del passato ricordi in fior. 
Dolente Pia, dolente Pia, 
Dolente Pia innocente è prigioniera. 
Col capo chino, la fronte al seno, 
pensa a quei giorni del passato ricordi in fior.
Gianna Nannini, Pia come la canto io, 2007
La fama del personaggio di Pia de' Tolomei è documentata da numerosi libri, alcuni anche monografici, e film sulla sua storia, oltre a un'opera di Donizetti, che ne rinverdì il mito nell'Ottocento, e un'opera rock di Gianna Nannini. Nelle varie opere troviamo versioni differenti sia sulla fedeltà coniugale di Pia (adultera vera oppure falsamente accusata) sia sulla sua morte (perita di stenti, oppure gettata dal marito giù dal balcone, o ancora accidentalmente caduta da esso).
Pia De' Tolomei - Film (1958) - Foto Locandina | iVID.it ...
Pia de' Tolomei pur essendo innamorata di Ghino Perticari, è stata costretta a sposare un nobile di Siena che, quando viene a scoprire il suo amore per l'altro uomo, la fa rinchiudere in una torre.

PAC2022-2023 – Piano per l’Arte Contemporanea,

Tra le candidature presentate, sono  37   i progetti selezionati  nell’ambito dell’avviso pubblico  PAC2022-2023 – Piano per l’Arte Contempo...