Inaugurazione
Sabato 20 giugno alle 17.30
Rovine del Ponticino, Viale degli Ubaldini 17 - Palazzuolo Sul Senio (FI)
"Quando il fiume in piena spezza il ponte costruito per attraversarlo, lasciamo che il suo scorrere sia il legame che consente la dualità delle sue rive."
Il 2 novembre 2023 una piena del Senio distrusse uno dei ponti di Palazzuolo. Da questo evento prende spunto il progetto di Lara Dâmaso, dedicato alla volontà di legarsi. Le opere richiamano una qualità storica del luogo, capace di farsi attraversare da culture differenti e accogliere pluralità. Due sculture trovano posto sulle rive opposte del fiume, in punti riparati che suggeriscono la prossimità di un corpo. Le forme riprendono l’andamento delle strade del paese, trasformando i passaggi in canali sonori. Le sculture funzionano come due parti di un’unica composizione, divise dal fiume che scorre tra loro. La composizione intreccia la voce dell’artista e suoni del territorio. Realizzate in Portogallo, le opere aggiungono al borgo una presenza ceramica altra, che entra in una storia segnata da stratificazioni e scambi tra Toscana e Romagna. Presso il ponte crollato, un cartello custodisce il nucleo poetico del progetto, sospeso tra la piena e la notizia della sua ricostruzione.
Si ringraziano: il Sindaco Marco Bottino, il Consigliere Claudio Tozzola, i cittadini Matteo Donigaglia e Alfredo Menghetti, Ebrahim El Moly per le ceramiche, Gluaco Salvo e NUB Project per il suono; Filippo Tappi e Toast Project.
Artista
Lara Dâmaso (Biel/Bienne, Svizzera, 1996) lavora tra forme effimere e permanenti, utilizzando performance, suono, video, cucito, scultura, fotografia e testo. La sua pratica si concentra su un dialogo sensibile e vibratorio tra gli esseri umani e gli spazi che abitano. Esplora l’interconnessione tra il tangibile e l’intangibile, indagando la relazione tra il movimento della voce e quello dei corpi al fine di stabilire una modalità di comunicazione diretta ed emotiva. L’ascolto — inteso come stato di presenza totale — è essenziale per attivare questo dialogo. Trasformazione, pluralità del sé, dissonanza, fluidità e interdipendenza sono elementi centrali del suo processo creativo. Ha conseguito un Bachelor di Belle Arti presso la Zurich University of the Arts, in Svizzera.
Curatore
Gabriele Tosi con Threes Productions
Gabriele Tosi (1987) è curatore e project manager. Co-dirige Toast Project, Firenze e Megadue, Bologna. Cura programmi di residenza artistica per Fondazione Musei Senesi e Alchemilla, Bologna. Insegna all’Istituto Marangoni di Firenze. Per Una Boccata d’Arte ha curato gli interventi di Theodoulos Polyviou a Fosdinovo (2023), Villiam Miklos Andersen a Serre di Rapolano (2024) e Stella Rochetich a Pratovecchio Stia (2025).
Threes Productions è un’agenzia creativa impegnata nella sostenibilità culturale che sviluppa e promuove progetti sperimentali nel campo della musica e dell’arte. Attraverso una metodologia improntata su ricerca e innovazione, Threes Productions si è affermata come una piattaforma multidisciplinare e collaborativa, che spazia dalla progettazione e organizzazione di eventi, fino allo sviluppo di contenuti editoriali e musicali.
Borgo
Palazzuolo sul Senio (FI)
Palazzuolo sul Senio è un borgo medievale dell’alto Mugello, in provincia di Firenze, affacciato sul versante appenninico romagnolo. Terra di confine, custodisce un’identità costruita nei secoli attraverso scambi, passaggi e contaminazioni culturali che ancora oggi definiscono il carattere della Romagna Toscana. Il fiume Senio attraversa il paese come una linea naturale che mette in relazione stratificazioni storiche e visioni contemporanee. Dalla Biblioteca comunale trecentesca affrescata di piazza Strigelli a E50035 – aspettati l’inaspettato, galleria d’arte contemporanea ricavata da un’ex edicola e divenuta simbolo di rigenerazione urbana, il borgo intreccia memoria e progettualità condivisa. Il Palazzo dei Capitani ospita inoltre il Museo Archeologico dell’Alto Mugello e il Museo delle Genti di Montagna, custodi di un prezioso patrimonio materiale e immateriale.
mar-HB4 a cura di Giovanni Rendina
Inaugurazione
Domenica 21 giugno alle 18.00
Via Roma, Ficulle (TR)
"La mia nave affonderà, ma la mia fama è come un tuono e il mio passo è come il rumore prodotto dai maghi volanti. Tudududu."
Il progetto di Abdel Karim Ougri per Una Boccata d’Arte 2026 a Ficulle associa scultura e performance, e ragiona sulla costruzione di miti contemporanei legati alle migrazioni nel Mediterraneo. Un autoscontro trasformato in relitto extraterrestre irrompe nel paesaggio del borgo, aprendo una frattura nel quotidiano. Attorno a questa presenza, lo spazio si attiva attraverso interventi installativi e performativi, dando forma a una narrazione diffusa.
Un performer incarna l’unico passeggero: figura liminale e migrante, sospesa tra Mediterraneo postcoloniale, periferie europee e memorie diasporiche. Il suono e il ritmo agiscono come dispositivi di attivazione, innescando movimenti che oscillano tra agency e costrizione. Ne emerge una mitologia instabile, in cui il viaggio diventa atterraggio perpetuo e l’identità si costruisce per collisioni progressive con l’alterità.
Il titolo mar-HB4 richiama il termine arabo marhab, un saluto colloquiale rielaborato a imitare una sigla astronomica da catalogo stellare. L’opera trasforma così uno spazio marginale in un campo di immaginazione simbolica, interrogando la possibilità di nuovi immaginari contemporanee.
Si ringraziano: la Regione Umbria, il Comune di Ficulle, il Sindaco Gian Luigi Maravalle, il Vicesindaco Paola Federica Tarducci, Alexis Supervielle.
Artista
Abdel Karim Ougri (Pesaro, 1998) vive e lavora tra l’Italia e il Marocco. Si è formato all’Accademia di Belle Arti di Urbino e di Torino. La sua ricerca indaga i temi dell’identità, dell’origine e dei processi di appartenenza, esplorando la memoria come strumento critico e il corpo come archivio culturale. Attraverso uno sguardo antropologico e postcoloniale, esplora le tensioni esistenti tra radici culturali e trasformazione del sé, dimensione individuale e collettiva, interrogando e mettendo in discussione i confini tra autobiografia e narrazione storica.
Curatore
Giovanni Rendina è ricercatore e curatore indipendente. Nel 2023 è stato visiting research fellow presso l’Henry Moore Institute a Leeds. Ha curato mostre per Palermo Capitale della Cultura, Art City Bologna, Live Arts Week Bologna e Gelateria Sogni di Ghiaccio. Nel 2019 è stato vincitore della 6a edizione dell’Italian Council. Ha conseguito un dottorato di ricerca all’Università degli Studi del Molise e il master in Curating and Collections al Chelsea College of Arts di Londra. Nel 2024 ha pubblicato il libro Arte contemporanea. Un approccio radicale all'interno della collana Eterotopie edita da Mimesis. Per Una Boccata d’Arte in Umbria ha curato i progetti di Ode de Kort a Otricoli (2024) e Qeu Meparshivili a Citerna (2025).
Borgo
Ficulle (TR)
Ficulle è un borgo umbro sospeso tra Orvieto e la Valdichiana, dove il paesaggio collinare dialoga con mura medievali e vicoli in pietra. La sua identità nasce dall’equilibrio tra memoria e vita quotidiana: l’impianto urbano raccolto, la rocca, le chiese e le tracce etrusche raccontano una storia antica, ancora viva nelle tradizioni popolari e nelle feste di comunità. Terra di artigianato e manualità, custodisce saperi legati alla terracotta e alla lavorazione dei materiali locali. La cultura si intreccia con una gastronomia essenziale e autentica, fatta di olio, vino e sapori di campagna, espressione di un territorio sobrio e generoso.




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