sabato 13 giugno 2026

Rebecca Moccia - Cusano Mutri (BN) | Aterraterra (Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani) - Forenza (PZ) | Una Boccata d'Arte 2026

Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Rebecca Moccia (@moccia_finora) realizzerà un intervento a Cusano Mutri (BN), in Campania, a cura di Giulia Pollicita (@giulia_pollicita)

Rebecca Moccia
Anche noi (Nostalgia Radicale) a cura di Giulia Pollicita
Inaugurazione
Domenica 21 giugno alle 18.00
Terrazza del Comune, Via Fuci 9, Cusano Mutri (BN)
"A Cusano Mutri ho voluto esplorare la nostalgia nelle sue potenzialità critiche e affettive: uno strumento per rileggere ciò che è andato perduto, riattivare memorie collettive e immaginare futuri non allineati."
Anche noi (Nostalgia Radicale) dal detto cusanese “Se tutto va bene, diventeremo vecchi anche noi”, è un progetto site specific di Rebecca Moccia che interroga le potenzialità nascoste o inespresse del sentimento della nostalgia. La mostra si svolge tra la nuova sede del Comune e della Biblioteca, luoghi chiave dell’organizzazione civile e sociale di Cusano Mutri. Esplorando questo diffuso stato emotivo, strumentalizzato o stigmatizzato, Moccia coinvolge læ abitanti attraverso la raccolta e l'esposizione di materiali biografici e collettivi, evocando in forma scultorea e installativa queste riflessioni. Le opere attivano processi che mettono l’accento sulla nostalgia per immaginare futuri non allineati, spazi alternativi di incontro, e comunità. La nostalgia radicale di Rebecca Moccia offre occasioni di ribellione rispetto al modello di progresso moderno, motore di processi di spopolamento dei piccoli borghi, del terrore quotidiano della perdita di lavoro, della casa o dell’ecosistema stesso.
Si ringraziano: il Sindaco Pietro Crocco, Lucia Franco, Carmela Iassogna, Patrizia Prece, Vittorio Maturo, Stefano Colonna, Davide D’Amico, Annalaura Capodicasa, Sergio Pollicita, Francesca Rossi, tutte le persone che hanno contribuito, partecipato e offerto sostegno al progetto. Artista Rebecca Moccia (Napoli, 1992) è un’artista transdisciplinare il cui lavoro combina immagini in movimento, fotografia, suono ed elementi scultorei ed effimeri. Le sue installazioni nascono da una ricerca situata che spesso include pratiche collettive e workshop. Nel 2024 ha rappresentato il Padiglione Italia alla 15ª Biennale di Gwangju in Corea del Sud. Attualmente è dottoranda in Visual Arts presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e ha ricevuto il grant per la ricerca internazionale Italian Council X. E’ co-fondatrice di AWI – Art Workers Italia.
Curatrice Giulia Pollicita (Palermo, 1996) è una ricercatrice e curatrice che vive e lavora a Napoli. Dal 2022 collabora come curatrice con la Fondazione Morra Greco di Napoli. Tra il 2022 e il 2025 è stata assistente curatrice di Pierre Bal-Blanc e di Salvatore Lacagnina. Attualmente è dottoranda presso la University of the Arts London (UAL). Ha curato mostre presso gallerie commerciali quali Des Bains (Londra) e Richard Saltoun (Roma). Scrive e pubblica per diverse riviste, tra cui Flash Art, NERO e Artforum. Per Una Boccata d’Arte ha curato per la Sicilia il progetto di Isaac Chong Wai (2022) e per la Campania i progetti di Serena Vestrucci (2023), Andrea Martinucci (2024) e Tild Greene (2025).
Borgo Cusano Mutri, in provincia di Benevento, si trova sul versante sud del Parco Regionale del Matese, al confine tra Campania e Molise. Inserito in un paesaggio montano segnato da faggeti, castagneti e dalla spettacolare Gola di Lavello, il borgo conserva intatta la fisionomia del centro medievale, con strade strette e tortuose, case antiche in pietra e campanili che emergono nel tessuto urbano. Situato in un’area storicamente legata all’antico Sannio Pentro, Cusano Mutri si distingue per il forte legame che la comunità continua a coltivare con la terra, le tradizioni secolari e una dimensione collettiva ancora viva, scegliendo di abitare e custodire il borgo nel presente. La sua identità si esprime nell’intreccio tra paesaggio, storia locale, pratiche rurali, feste popolari, musica e cultura gastronomica.
Per la Settima Edizione di #unaboccatadarte, Aterraterra (@aterraterra) realizzerà un intervento a Forenza (PZ), in Basilicata, a cura di Roberta Mansueto (@roberta.mansueto)
Aterraterra (Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani)
Forenza multispecie a cura di Roberta Mansueto
Inaugurazione
Venerdì 19 giugno alle 18.00
Statua San Pio,
Salita Calvario 10, Forenza (PZ)
"Abbiamo immaginato Forenza come una superficie metabolica multispecie, una rete di forme di vita già esistenti spesso invisibili e indesiderate, per attivare una domanda: possiamo passare dalla rimozione dell’indesiderato al riconoscimento e alla cura, come nuova prospettiva comunitaria?"
Con una dichiarazione d’intenti, Forenza accoglie la sua comunità multispecie.
Osservando le sentine, le fontane sorgive e gli antichi palmenti scavati nella calcarenite, si possono individuare forme di vita poco visibili per l’uomo, ma fondamentali per l’equilibrio ambientale.
Il percorso creato dagli artisti nel borgo valorizza questo ecosistema attraverso cinque sculture, micro-habitat in argilla stampata 3D, progettati per favorire la crescita spontanea di cianobatteri, muschi, alghe e licheni. Non semplici sculture porose, le opere sono vere e proprie forme tecnologiche orientate a favorire processi spontanei di crescita biologica, restituendo visibilità a ciò che comunemente rimane inosservato o ritenuto indesiderato.
Distribuite nel borgo, si presentano come nodi nel paesaggio e creano così una rete diffusa che rileva la complessità della dimensione more-than-human (più che umano): il paese è una superficie multispecie che riconosce gli organismi e i metabolismi viventi.
Il sito forenzamultispecie.eu documenta osservazioni e registrazioni lungo tutta l’edizione di Una Boccata d'Arte.
Si ringraziano: l’Amministrazione comunale di Forenza, il Sindaco Francesco Mastrandrea, Assessore alle Politiche giovanili e alle Pari opportunità Alessandra Brienza, Pro Loco e Servizio Civile Universale Forenza, Agriturismo Masseria Brienza, Associazione Donne Forenza, Unitre, Né Arte Né Parte, aPERTAmentE Aps.
Artista
Aterraterra (Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani)
Aterraterra è un duo composto da Fabio Aranzulla (Karlsruhe, Germania, 1991) e Luca Cinquemani (Agrigento, 1979). Il duo ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Lipsia e conseguito un dottorato in Studi Culturali Europei tra Palermo e Düsseldorf. La loro pratica interseca arte, ecologia e scienza e indaga, attraverso installazioni e altri linguaggi, le forme di disciplina e di antropocentrismo nel rapporto con le piante e le altre forme di vita non umane. Analizza, inoltre, le trasformazioni ecologiche determinate dai cambiamenti climatici. Tra i progetti recenti, la mostra Postvarietal Communities al Museo Civico di Castelbuono e la residenza ospitata dal MODEM di Debrecen, Ungheria.
Curatrice
Roberta Mansueto è curatrice indipendente e attivista nella conservazione della biodiversità vegetale. Ha cofondato Tile project space (2014–2019) a Milano, e ideato diversi progetti indipendendi come takecare e Orto Fertile, che lavorano a cavallo tra ricerca performativa, editoria indipendente e custodia di saperi etnobotanici. Dal 2020 è cofondatrice di Salgemma, redazione indipendente e piattaforma di progetti curatoriali in Puglia, che promuove e valorizza la ricerca artistica e culturale del territorio. Per Una Boccata d'Arte in Basilicata, ha curato i progetti di Hanne Lippard a Grottole (2022), Arianna Pace a Rivello (2023), Giulio Locatelli a Sasso di Castalda (2024), Vaste Programme a Miglionico (2025).
Borgo
Forenza (PZ)
sorge a 836 s.l.m nel cuore del Vulture e si affaccia sulla valle del Bradano. Il borgo è noto per i suoi ampi panorami, che spaziano dal Monte Vulture al Tavoliere fino al Gargano. Circondata da boschi, campi di cereali, uliveti e vigneti, Forenza conserva nel centro storico un fitto intreccio di strade, case in pietra e antiche chiese che raccontano le sue origini medievali, oggi affiancate da interventi di street art e fotografie storiche diffuse nel tessuto urbano. La storia del paese intreccia il passato cavalleresco con il mito dei Templari. Secondo alcune fonti, con l’arrivo dei Normanni nel Sud Italia Forenza divenne feudo del casato dei Pagani, famiglia a cui sarebbe appartenuto il leggendario Hugues de Payns, riconosciuto da molti studiosi come fondatore e primo Maestro dell’Ordine dei Templari.

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